{"id":41932,"date":"2020-05-22T14:31:16","date_gmt":"2020-05-22T13:31:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41932"},"modified":"2020-05-22T14:31:18","modified_gmt":"2020-05-22T13:31:18","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-la-terrazza-di-fronte-di-valentina-capaldo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41932","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;La terrazza di fronte&#8221; di Valentina Capaldo"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cHai dormito\nmale stanotte\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMh\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9 oggi\nsar\u00e0 una brutta giornata\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMh\u2026 Non sarai\nmica rimasto a guardarmi al buio tutto il tempo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, lo so che\nti d\u00e0 fastidio. L\u2019ho fatto solo un pochino. Hai un aspetto sfinito e sei sotto\npeso. Sono preoccupato. Posso aggiustarti i capelli?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Con un sospiro\ntrovo il coraggio di voltarmi verso di lui e di fissarlo per la prima volta negli\nocchi. Come far\u00f2 fra poche ore? Lui allunga una mano e sento le sue dita lisciarmi\ncon delicatezza e precisione i capelli.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVado a\npreparare la colazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Con un movimento\nfluido scende dal letto e il materasso, libero del suo notevole peso, sobbalza\nimprovvisamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre in\nbagno mi sto preparando all\u2019ennesima doccia fredda lo sento entrare senza\nbussare. Mi prende per la vita e mi costringe a uscire dal box. Poi si volta a\nprendere con disinvoltura delle grosse pentole di acqua calda preparate chiss\u00e0\ncome e le versa nella mezza vasca.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBasta docce\nfredde. Le tue difese immunitarie sono basse e la temperatura domestica \u00e8 del\ntutto incompatibile col tuo attuale stato di salute\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora sta\nparlando con il tono distaccato e inespressivo che non mi piace, perci\u00f2 un po\u2019\nper attenuare l\u2019impressione sgradita un po\u2019 per riscaldarmi, mi abbraccia\nstretta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSmettila di sprecare\nenergie per me\u201d. \u2013 cerco di rimproverarlo, borbottando contro la sua spalla.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLo sai che non\nriesco a trattenermi. E per me non \u00e8 uno spreco\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cStasera\nvoglio continuare a parlarti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cParleremo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, se\ncontinui cos\u00ec\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019uscita dal\nbagno lo trovo in cucina, affaccendato davanti al lavello. Indossa la maglia\nsottile che gli ho regalato per l\u2019anniversario del suo arrivo. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLascia stare\ni piatti di ieri sera\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi guarda al\ndi sopra della spalla: &#8211; Ho fatto quel che ho potuto con quello che c\u2019era. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI crediti per\nla spesa di questa settimana sono finiti. Ma vedo che hai fatto miracoli come\nal solito\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul ripiano\ndel tavolo, in un ordine perfetto, trovo una composta di mele in una ciotola di\nvetro e qualche fetta di pane fatto in casa di qualche giorno fa, spalmata con\nun velo dell\u2019ultimo residuo di burro. <\/p>\n\n\n\n<p>Mentre mi\nparla si volta del tutto verso di me asciugandosi le mani. So che mi sta di\nnuovo esaminando.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon so se la\ncomposta \u00e8 buona. L\u2019ho fatta per utilizzare quelle mele prima che andassero a\nmale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 ottima\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBevi qualche sorso di t\u00e8 prima che si\nraffreddi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che\nvorrei bere senza fretta fino all\u2019ultima goccia \u00e8 ogni minuto di questa amara\ngiornata insieme a lui. Ma \u00e8 sempre per lui che, invece, devo andare al lavoro.\n<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPromettimi. Promettimi\nche ti riposerai. Che te ne starai seduto sul divano ad aspettare il mio\nritorno\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cD\u2019accordo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Afferro il borsone\nsemivuoto e prima di infilare la porta d\u2019ingresso mi giro un\u2019ultima volta a\nfissarlo. Eccolo l\u00ec: si \u00e8 seduto composto come un bambino diligente sul vecchio\ndivano e ha messo su il suo miglior sorriso rassicurante.<\/p>\n\n\n\n<p>Fuori il cielo\n\u00e8 del solito grigio caliginoso e compatto che non fa capire se al di sopra\ndelle nostre teste ci siano effettivamente delle nuvole o no. La costruzione\ndella sopraelevata non ha risolto nessun problema di congestionamento. Sono\nschiacciata fra decine di corpi nel vagone che ci porta a destinazione. Quasi\ntutti indossano sul viso mascherine nere di protezione e sento un sacco di occhi\npoggiati sulla mia faccia esposta e riconoscibile. Abbasso lo sguardo e per\nsopportare la pressione e il calore provo a rievocare la sensazione di assoluto\nconforto di quando \u00e8 lui ad abbracciarmi, come stamattina. Ma il fastidio, quasi\nil disgusto per il contatto forzato con tutti quegli estranei annienta il\nricordo del suo tepore asciutto e buono.<\/p>\n\n\n\n<p>Vomitata fuori\nalla stazione prevista, raggiungo la mostruosa costruzione in cui mi trovo a\nlavorare. La mano sbaglia ancora una volta a digitare il numero giusto del\npiano a cui devo andare. Sono gi\u00e0 diversi giorni che ho ottenuto il\ntrasferimento dal laboratorio di sintesi pigmenti all\u2019ufficio spedizioni\nricambi originali, eppure ancora non mi sono abituata al cambiamento. Non \u00e8\nstato facile ottenere il passaggio: hanno pi\u00f9 bisogno di creativi che di\namministrativi. Ho dovuto produrre un falso certificato medico che attestava una\nsopraggiunta intolleranza ad alcuni componenti chimici abitualmente usati in\nlaboratorio. Mi \u00e8 costato un sacco di crediti. Le mie nuove mansioni sono mortalmente\nnoiose e la sedia mi sta uccidendo la schiena. Lo stipendio attuale \u00e8 pi\u00f9 basso\ndi quello precedente ma in ogni caso anche la paga di prima era ormai diventata\ndel tutto insufficiente. I benefici che mi aspetto da questa nuova collocazione\nsono altri. Il caporeparto passa dal mio angusto bugigattolo e senza nemmeno guardarmi,\ncol naso nel tablet, mi dice di inoltrargli gli ordini dell\u2019ultimo trimestre e\nle relative forniture. Le richieste dell\u2019ultimo prodotto del nostro laboratorio\nhanno avuto un\u2019impennata notevole, nonostante il prezzo. Dovrei esserne fiera:\nquel pigmento, quel viola profondo introvabile in natura era stata la mia\nultima creazione. Tutti avrebbero voluto le iridi di quel colore ma per ora non\ntutti potevano permettersele. Sento una stretta allo stomaco mentre invio il\nrapporto falsificato. <\/p>\n\n\n\n<p>Le alterazioni\nche ho apportato sono minime ma \u00e8 il mio primo azzardo e non so se passer\u00e0\ninosservato. Se se ne accorgono per me \u00e8 finita. Conclusa la prima parte del\nmio orario, invece di mangiare quel poco che mi sono portata dietro scendo gi\u00f9,\nnei livelli sotterranei dei magazzini. Il vantaggio di avere un nuovo tipo di <em>pass<\/em>\n\u00e8 il permesso di accesso anche ai livelli di stoccaggio. Nel borsone finisce esattamente\nil numero di confezioni che ho mancato di registrare. Al corrispondente\ngruppetto di clienti ho gi\u00e0 mandato un messaggio di materiale esaurito. <\/p>\n\n\n\n<p>Il borsone\nfinisce sotto la scrivania e il resto del giorno passa con una lentezza esasperante.\nTutto si \u00e8 svolto con una facilit\u00e0 che mi spaventa. Sotto la tettoia all\u2019uscita\nmi blocco col borsone stretto tra le braccia. Piove. Il tempo ormai \u00e8 diventato\ntalmente imprevedibile che nemmeno le ultime applicazioni meteo riescono ad\nessere affidabili. \u00c8 una\npioggia sottile e regolare, di quelle che per inzuppare ci impiegano un po\u2019. Ma\nnon \u00e8 questo il problema. Gli altri impiegati, senza scomporsi, tirano fuori\ndagli zaini le loro sottili tute protettive. Le indossano sopra i gessati e i <em>tailleur<\/em>\ne via. Io, la mia, l\u2019ho lasciata a casa. Anonimi, frettolosi dipendenti\ncontinuano a sfilarmi accanto mentre io penso a come tornare, senza crediti per\npoter prendere un taxi. Quando sollevo lo sguardo resto senza fiato.\nImprovvisamente il mondo attorno a me, gi\u00e0 brutto, imbruttisce ancora di pi\u00f9.\nLe facce delle persone, gli edifici, il traffico, la caligine, la pioggia fitta\ne fine, l\u2019aria cattiva. Io, perfino. Anzi, io sicuramente. Meno male che non mi\nvedo. \u00c8 l\u2019inevitabile effetto\ncontrasto perch\u00e9 lui \u00e8 l\u00ec, perfetto in ogni dettaglio, davanti a me, lui che per\nprecauzione estrema non faccio mai uscire di casa: la tuta protettiva per me\ngli pende da un braccio come una pelle floscia. Il vecchio ombrello che\ndovrebbe ripararlo si sta gi\u00e0 deteriorando in pi\u00f9 punti perch\u00e9 il tessuto non \u00e8\nfatto per quel nuovo tipo di pioggia ma solo per quello, innocuo, di una volta.\nCon orrore vedo gi\u00e0 alcune gocce assassine scendere lungo le stanghe\narrugginite e colpire vaporizzandosi la stessa maglietta sottile di stamattina,\nstrisciata di giallo. Il sorriso \u00e8 sempre quello, rassicurante, ma con una\nsfumatura di rammarico per l\u2019inevitabile <em>choc<\/em> che mi sta procurando. Con\nun balzo lo raggiungo sotto l\u2019ombrello, lo afferro per il collo e lo tiro con\nme sotto la tettoia. Gli ultimi ad andarsene ci lanciano un\u2019occhiata vagamente\nstupita, mentre io gli tengo fermo il viso tra le mani e lo controllo quasi con\nfrenesia per vedere se ci sono lesioni gravi sulla pelle. L\u2019aria mi esce tutta\ninsieme dai polmoni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE ora, secondo\nte, che cosa dovrei fare? Indossare la tuta e andarmene a casa da sola, lasciandoti\nqui sotto? Con la certezza che tra qualche ora ti portino via?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon ci ho\npensato. Ho sentito il rumore della pioggia, ho guardato l\u2019ora, ho avvertito il\npericolo e sono uscito. Lo sai che per me \u00e8 inevitabile\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAnche se ti\navevo detto di stare fermo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAnche se me lo\navevi detto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe succede mentre\nsiamo qui ad aspettare che la pioggia finisca, non ti perdoner\u00f2 mai\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAllora\npreghiamo che finisca presto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome se tu\ncredessi nelle preghiere. Come ti senti?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cC\u2019\u00e8 ancora un\npo\u2019 di tempo. Vuoi che sia pi\u00f9 preciso?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo. Di tempo\nce ne sarebbe stato molto di pi\u00f9 se tu mi avessi ascoltato\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCe la faremo\na tornare a casa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl tuo\nottimismo \u00e8 irritante come il tuo inutile \u201csalvataggio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli strappo la\ntuta dal braccio e la caccio nel borsone, approfittandone per avvolgerci dentro\nle piccole confezioni. <\/p>\n\n\n\n<p>Il suo profilo\nda medaglia si staglia immobile contro il cielo grigio. Solo le palpebre sbattono\ncon una frequenza maggiore.<\/p>\n\n\n\n<p>Le parole, il\ntono cattivo ristagnano nell\u2019aria. Fissiamo entrambi la pioggia come se questo\ndovesse cambiare qualcosa. Lui allunga lentamente una mano fino a raggiungere\nla mia, si insinua nella mia contrattura, la distende, lascia scivolare il palmo\nall\u2019interno del mio e stringe le dita con gentilezza. L\u2019amarezza scompare.<\/p>\n\n\n\n<p>Smette di\npiovere dopo circa due ore. \u00c8\nquasi notte. La sopraelevata \u00e8 congestionata come al mattino ma stavolta la sua\npersona, leggermente curva sulla mia, mi fa da scudo, isolandomi. <\/p>\n\n\n\n<p>La casa \u00e8 totalmente\nal buio. Lui si sposta sicuro per la sala accendendo candele sistemate in punti\nstrategici. Sono molto stanca. La pancia brontola e lui sente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cScommetto che\nnon hai mangiato da stamattina. Aspetta.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ormai non\ncerco neanche pi\u00f9 di fermarlo. Trascino una sedia fino all\u2019angolo cottura e mi\nsistemo come davanti ad uno schermo. Lui si muove al di l\u00e0 del piano di lavoro\ne trasforma l\u2019apertura di una scatoletta di carne e il lavaggio di un\u2019insalata\nin una partitura musicale. Niente da fare: non c\u2019\u00e8 un solo movimento sbagliato,\nnemmeno una sbavatura. Con un gesto leggermente teatrale mi porge il piatto\ndopo averci spremuto qualche goccia di limone fresco sopra.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi dispiace,\nnon c\u2019\u00e8 niente di meglio\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi si volta in\nfretta ma io l\u2019ho gi\u00e0 visto, il breve bagliore rosso negli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMangio dopo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo prendo per\nil polso e lo porto verso il divano. Lui si lascia guidare quieto. Ci sediamo l\u2019uno\ndi fronte all\u2019altra, vicini. Gli poggio le mani sulle spalle e le lascio\nscivolare lungo la linea delle braccia abbandonate.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9 mi\nstavi nascondendo gli occhi?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9 non\nsono sicuro che questi addii da fermi siano un bene per te. Ho pensato che\nstavolta fosse meglio andarsene cos\u00ec, mentre entrambi stavamo facendo qualcosa\u201d.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Voglio parlare\nma la voce mi si strozza e devo deglutire prima di riuscire a rispondere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVedrai che questa\nvolta sar\u00e0 per poco. Ci rivedremo molto presto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTu promettimi\nche avrai cura di te, che non ti lascerai andare. Che dormirai e mangerai\nabbastanza, che non ti metterai nei guai solo per farmi tornare\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVa bene, non\nti angosciare\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOdio stare\nspento, ridiventare una cosa e non sapere pi\u00f9 niente di te. Eppure vederti\nsoffrire cos\u00ec tanto, privarti del necessario perch\u00e9 ormai sono vecchio, consumo\ntroppa energia e mi spengo di continuo mi fa pensare che sia ormai ora di non\nrisvegliarmi pi\u00f9\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Gli copro la bocca\nper farlo tacere e poi lo abbraccio facendo aderire totalmente il mio busto al\nsuo. Dopo una breve esitazione anche lui mi circonda con le braccia e mi poggia\nla guancia contro l\u2019orecchio. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon dire mai\npi\u00f9 certe cose. Se faccio la fatica di aprire gli occhi alla mattina \u00e8 per te.\nPer te vado al lavoro. Da te torno la sera. Ho bisogno solo di te. Io.Voglio.Solo.Te.\n\u2013 scandisco.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <em>click<\/em>\ninterno \u00e8 quasi impercettibile ma sono talmente, disperatamente aggrappata a\nlui che lo sento subito. Pavento questo suono da stamattina. Nei pochi secondi\nche gli rimangono prima dell\u2019arresto totale allenta la stretta delle braccia\nattorno a me per consentirmi di scivolare fuori dal cerchio. Non lo faccio subito.\nNon lo lascio. Gli resto stretta addosso finch\u00e9 non lo sento completamente\nfreddo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco: \u00e8\nfinita. Di nuovo. Sono di nuovo sommersa da quel ben noto senso di terribile\nurgenza che mi assale tutte le volte. Abbandono in fretta la sala. Per ora non posso\nvederlo. Non posso vedere la luce delle candele che danza sulla mia bambola\nimmobile, bloccata nell\u2019atto di abbracciare il nulla. Il silenzio delle stanze\nha una qualit\u00e0 diversa. Adesso \u00e8 veramente vuoto. Mi precipito in camera da\nletto. Aziono il generatore di emergenza e accendo il computer. Offro <em>on-line<\/em>\nin forma anonima i bulbi oculari di nuova generazione che ho sottratto. Nonostante\nle precauzioni che ho preso, le possibilit\u00e0 che risalgano a me per il furto da\nquesto istante aumentano sensibilmente ma non m\u2019importa. Il prezzo \u00e8\ncompetitivo. Li vendo tutti in pochi minuti. I crediti finiscono su un conto <em>ad\nhoc <\/em>che per un po\u2019 dovrebbe essere sicuro. Ne spendo subito una parte per\nriattivare la fornitura di energia elettrica. Quello che rimane dovrebbe\nbastare per comprare la quasi introvabile, costosissima batteria adatta al\nmodello del mio androide di prima generazione, del tutto fuori commercio.\nQuella installata ormai \u00e8 completamente usurata e dura sempre meno. Ingoia\nquantit\u00e0 smisurate di energia e si surriscalda pericolosamente durante l\u2019alimentazione.\nConclusa l\u2019estenuante trattativa per la batteria di ricambio, mi abbandono\nsullo schienale. Ho gi\u00e0 speso praticamente tutto. In due anni \u00e8 il quinto\ncomponente che sono costretta a sostituire. Tra poco potr\u00f2 chiudere il conto\ndeposito temporaneo e cercare di cancellare le mie tracce. Estraggo dal borsone\nuna delle confezioni. Il bulbo oculare che mi riposa nella mano sembra un\ngrottesco, bellissimo giocattolo di lusso. L\u2019evoluzione di una biglia, di un\nfermacarte o di uno scherzo di carnevale. Alla luce fredda del monitor le iridi\nviola per androidi di ultima generazione, desideratissime, scintillano\nscreziate di pagliuzze d\u2019oro e verde smeraldo. C\u2019\u00e8 anche chi cambia ogni giorno\ncolore agli occhi e ai capelli del proprio droide. Con cautela lascio scivolare\nla sfera dentro la confezione originale.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi alzo e vado\nalla finestra. La luce torner\u00e0 domattina e l\u2019appartamento gelido resta immerso\nnella semioscurit\u00e0. La terrazza della casa di fonte, invece, \u00e8 pienamente\nilluminata. Il mio anziano vicino \u00e8 in un momento di delirio da spreco. Forse \u00e8\nil suo compleanno. Nonostante l\u2019ora tarda, balla. La sua giovane partner, alta\ne slanciata, indossa un magnifico vestito di seta anni \u201920 del Novecento che\ncontrasta con la logora vestaglia di lui. Sono in perfetta sincronia. A giudicare\ndalle fattezze il suo androide femminile \u00e8 certamente successivo al mio. Deve\nessergli costato una fortuna. Impegnati in un classico valzer, riesco chiaramente\na distinguere la testa grigia e arruffata di lui sollevata, adorante, verso il capo\nleggermente inclinato di lei, i capelli perfettamente acconciati in una\npettinatura <em>retr\u00f2<\/em> e un\u2019espressione dolce e altera. Lei danza lentamente,\nper non farlo stancare. Lui ha quel sorriso tenero e patetico degli anziani,\nquando vogliono ingraziarsi qualcuno nonostante siano portatori dell\u2019ingrato\nmarchio della vecchiaia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_41932\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41932\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cHai dormito male stanotte\u201d. \u201cMh\u2026\u201d \u201cPerch\u00e9 oggi sar\u00e0 una brutta giornata\u201d. \u201cMh\u2026 Non sarai mica rimasto a guardarmi al buio tutto il tempo?\u201d \u201cNo, lo so che ti d\u00e0 fastidio. 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Posso aggiustarti i capelli?\u201d Con un sospiro trovo il coraggio [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_41932\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41932\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":13316,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[545],"tags":[],"class_list":["post-41932","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2020"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41932"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/13316"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41932"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41932\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41975,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41932\/revisions\/41975"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41932"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41932"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41932"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}