{"id":4190,"date":"2010-05-31T16:52:41","date_gmt":"2010-05-31T15:52:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4190"},"modified":"2010-05-31T16:52:41","modified_gmt":"2010-05-31T15:52:41","slug":"cimitero-virtuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4190","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Cimitero Virtuale&#8221; di Luigi Tuveri"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Ettore, svoltato l\u2019angolo dove anni fa c\u2019era un chiosco che vendeva fiori, se lo trov\u00f2 di fronte, immenso, posato nella terra come una cosa naturale, rilucente di cristalli e sbalzi, immobile. Alz\u00f2 la testa e con gli occhi lo segu\u00ec fin dentro al cielo. Il resto, attorno, scompariva confondendosi nell\u2019orizzonte pastoso, stuprato dalle ciminiere di sbocco dei nuovi termovalorizzatori. Era abituato a vederlo dalla finestra di casa, da una prospettiva che gli permetteva di scorgerne la sola sezione centrale, avviluppata come la vite senza fine di un cavatappi. Non era mai stato utilizzato, era vuoto e gonfio d\u2019aria condizionata, vigilato giorno e notte da guardie armate. Ettore, sotto il cuscino della carrozzella, teneva il piccone: \u00abE sono pronto a usarlo!\u00bb, aveva confidato a Serafina.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">\u00abSe ogni sopruso l\u2019avessi risolto cos\u00ec\u2026\u00bb, aveva risposto lei.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">\u00abSono stufo di perdere tempo con le parole\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">\u00abNon \u00e8 quello che mi hai insegnato\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">\u00abNon \u00e8 quello che ti sto insegnando. \u00c8 roba che faccio io\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">\u00abStasera ti preparo il kebab?\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">\u00abRicorda, Serafina\u00bb, lei si era voltata, Ettore aveva pigiato il tasto rosso e con due dita spinto sul joystick, \u00abtu non sei coinvolta\u00bb, la sedia a rotelle si era mossa, \u00abnon sai niente\u00bb, lei aveva annuito e non aveva pi\u00f9 parlato, lui si era voltato e incrociando il passo incerto dei pochi pedoni aveva proseguito.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Da quando l\u2019ultimo separ\u00e9, alla fine del 2015, era stato portato via dichiarando chiuso l\u2019Expo di Milano, nessuna azienda aveva mai portato i propri dipendenti nel Banana. Un amministratore delegato virtuoso ci aveva provato con l\u2019altro palazzo, l\u2019Ananas, quello costruito sopra il Monumentale, ma aveva desistito. Pareva infatti che uno strano morbo colpisse gli impiegati costretti in quel posto e c\u2019era chi preferiva perdere il lavoro ma nel palazzo non metterci piede. Il deficit di produttivit\u00e0 e il calo di fatturato sancirono in un anno il tempo d\u2019affitto dell\u2019Ananas, dove, cos\u00ec come nel Banana costruito sopra il Cimitero Maggiore, non rimasero che spettri.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Ettore lasci\u00f2 scivolare le dita sotto l\u2019imbottitura e tocc\u00f2 la punta del piccone. Era convinto che nessuno avrebbe osato impedirgli di sprofondare nelle sabbie mobili delle fondamenta del palazzo. Agata, l\u2019ultimo abbraccio, lo aveva ricevuto da quella terra. Non dalle dialisi, non dalle macchine idratanti, non dalla panna acida degli elettrodi che per vent\u2019anni l\u2019avevano costretta a vegetare. Il 14 febbraio 2009 sua figlia era una massa di pelle e sale ridotta a yogurt. La luce degli occhi, quella di cui solo Ettore avrebbe potuto dire, era via, smarrita nella pece dell\u2019universo assieme a inutili grumi di parole.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Si ricordava che il Papa, affacciato alla finestra, aveva tuonato: \u00abNon si pu\u00f2 uccidere una vita ancora viva\u00bb, e tutta la piazza aveva sventolato bandierine bianche.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">\u00abPotrebbe generare un figlio\u00bb, gli aveva fatto eco il Capo di Governo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">\u00abVuole mettere in crisi le istituzioni\u00bb, aveva ribattuto il leader dell\u2019opposizione.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">\u00abIl fondamentale principio della distinzione e del reciproco rispetto tra poteri e organi dello Stato\u00bb, aveva scritto il Presidente della Repubblica, \u00abnon consente di disattendere la soluzione che per esso \u00e8 stata individuata da una decisione giudiziaria definitiva sulla base dei principi, anche costituzionali, desumibili dall\u2019ordinamento giuridico vigente\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Che ne sapevano infine quei pazzi del Movimento per la Vita riuniti a banchettare davanti alla clinica? Cosa? Di una creatura che lui aveva visto uscire dall\u2019utero della donna fecondata e poi succhiarle il seno; che aveva visto imparare a camminare. A cagare nel pannolino, nel vasino e poi nel water. Con gli occhi lucidi gir\u00f2 attorno al Banana: 10 settembre 2039. Aveva studiato il piano nei dettagli e avrebbe sfruttato i tempi morti del cambio della guardia. Sul retro del palazzo c\u2019era lo scivolo che portava ai parcheggi sotterranei. Lo imbocc\u00f2. Quando la carrozzella prendeva troppa velocit\u00e0 pigiava il tasto blu. Scendendo in quegl\u2019inferi gli sovvennero le ultime parole di Agata: \u00abAmnesty ha detto che sono pi\u00f9 di mille, non poche centinaia, ma anche fosse uno solo\u00bb. Erano i primi giorni di giugno del 1989. Agata passava le notti sveglia davanti alla tiv\u00f9 per capire cosa accadesse in Piazza Tienanmen. Avrebbe voluto partire e affiancarsi agli studenti cinesi. Non le bastavano i collettivi e la notte in cui la polizia diede via al massacro, Agata pianse: \u00abNon \u00e8 questo il comunismo che conosco io\u00bb, ricordava d\u2019averle detto Ettore. Lei teneva le gambe raccolte in un abbraccio impotente, la finestra era aperta ed entrava l\u2019aria della notte. L\u2019incidente accadde il giorno dopo. Per accettare la tragedia Ettore invent\u00f2 che Agata, raggiungendo i coetanei cinesi lungo l\u2019impervia strada della seta, era rimasta impigliata alla bici, distesa sull\u2019asfalto come un ragno sgangherato, con la maglietta celeste indossata la mattina.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Il giorno in cui l\u2019esposizione mondiale fu chiusa, il sindaco e il governatore erano sul palco, allegri, fasciati dalle corone tricolori, le facce impomatate a salutare la folla, alternandosi al microfono in pomposi discorsi. Di tutte le promesse era rimasta solo una eco terribile zittita dalle tiv\u00f9. Poi cominci\u00f2 a piovere e la pioggia, che per tutto l\u2019inverno a cavallo tra il \u201815 e il \u201816 cadde copiosa, riemp\u00ec le strade di Milano di un fango che odorava di morte.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Con il cuore in gola Ettore scese fino al meno sette: l\u2019umidit\u00e0 era potente, pareva che le masse fradice dei terrapieni gemessero per sfondare le pareti e invadere il silos deserto. Agata ci aveva messo una settimana a morire. Le macchine smisero di accudirla e ci\u00f2 che restava dei suoi quarant\u2019anni, il 20 febbraio del 2009, pot\u00e9 ascendere al cielo e il suo corpo pot\u00e9 essere seppellito. Ma dur\u00f2 poco. Nel 2011 Musocco e Monumentale vennero rimossi per mano del piano regolatore che Regione, Comune e Provincia approvarono d\u2019urgenza e all\u2019unanimit\u00e0. Servivano ettari edificabili all\u2019interno della citt\u00e0 e non c\u2019era tempo per inventare strategie: sopra il Cimitero Maggiore, una volta deportati e classificati i defunti, costruirono la Banana. Sul Monumentale, invece, l\u2019Ananas. Ai familiari degli estinti fu consegnata una carta di credito con la quale avrebbero potuto far visita ai loro cari utilizzando internet. Ettore, nonostante la ritrosia iniziale, ebbe modo d\u2019abituarsi e visitare Agata al Cimitero Virtuale della Regione Lombardia. Il governatore organizz\u00f2 una conferenza e assicur\u00f2 che ogni cadavere sarebbe stato deposto con cura in un sito identificato tra i sette idonei e che ai congiunti sarebbe stata comunicata la reale ubicazione, cosa che non avvenne mai. L\u2019intervento papale tranquillizz\u00f2 i pi\u00f9 scettici, fu spiegato che l\u2019anima non ha dimora e gi\u00e0 un anno prima dell\u2019Expo, mentre venivano ultimati i palazzi, i milanesi si convinsero che il Cimitero Virtuale era cosa buona e giusta e nei preferiti di internet, di fianco a youtube e facebook, comparve il link: <a href=\"http:\/\/www.cimiterovirtualeregionelombardia.it\/\">http:\/\/www.cimiterovirtualeregionelombardia.it<\/a> .<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Ettore fu catturato mentre con\u00a0il piccone cercava di sfondare un muro sotterraneo del palazzo Banana per sotterrarsi lui stesso. Un allarme si era messo a suonare e le guardie erano arrivate con i mitra spianati trovando per\u00f2 solo un vecchio paralitico di ottantotto anni, lui. L\u2019et\u00e0 gli evit\u00f2 la prigione. Lo condussero in questura per gli accertamenti e la sera lo riportarono a casa dalla badante.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Si lav\u00f2 sbuffando e cen\u00f2 con il kebab di Serafina.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">\u00abVado a letto tardi\u00bb, disse ancora burbero, \u00abdevo digerire\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">\u00abSono felice che sei qua\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Lui pigi\u00f2 il pulsante della carrozzella, le ruote elettriche a marcia indietro lo accompagnarono dalla parte opposta della casa. Tocc\u00f2 il joystick, gir\u00f2 su se stesso e s\u2019infil\u00f2 con le gambe sotto la scrivania. Sfior\u00f2 un tasto e il video sbocci\u00f2 davanti a lui. Andava a trovarla ogni giorno. Gli bastava cliccare sul link e Agata c\u2019era. Sorridente, circondata dalla Piazza che Ettore aveva scelto come ambiente virtuale per la sepoltura.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">\u00abIo vado\u00bb fece Serafina.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">\u00abDove sar\u00e0 lei veramente?\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">\u00abMe lo chiedi tutte le volte\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">\u00abTi sarebbe stata simpatica, sai? E tu a lei\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Serafina annu\u00ec: \u00abHo lasciato la tisana in cucina\u00bb, disse poi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">\u00abA volte mi pare che Agata sia ancora in coma, sospesa\u2026\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">\u00abPer\u00f2 non devi torturarti cos\u00ec\u2026\u00bb<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">\u00abA volte vorrei poter arrivare davanti alla sua tomba, cambiare l\u2019acqua al vaso, mettere i fiori. Spolverare il marmo e accendere il cero nuovo. Tutto qua\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Serafina abbass\u00f2 gli occhi imbarazzata: \u00abChiama subito se hai bisogno, non come l\u2019altra volta\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Garamond;\">Ettore, restando girato verso il tremolio del monitor, fece s\u00ec con la testa. Poi lo schermo divenne ardesia che lui avrebbe desiderato pasticciare con i gessetti colorati. Socchiuse gli occhi e prov\u00f2 a immaginarla, a sentirla, a toccarla. Ma c\u2019erano i grattacieli, le cartelle cliniche sequestrate, le alte velocit\u00e0 che trasportavano derrate scadute da un posto all\u2019altro del mondo. E nemmeno un po\u2019 di terra per morire.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"AR-SA;\">Clicc\u00f2 sui crisantemi indaco e con il mouse li trascin\u00f2 sul sepolcro di Agata.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4190\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4190\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ettore, svoltato l\u2019angolo dove anni fa c\u2019era un chiosco che vendeva fiori, se lo trov\u00f2 di fronte, immenso, posato nella terra come una cosa naturale, rilucente di cristalli e sbalzi, immobile. 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