{"id":41897,"date":"2020-05-21T14:47:57","date_gmt":"2020-05-21T13:47:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41897"},"modified":"2020-05-21T18:34:39","modified_gmt":"2020-05-21T17:34:39","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-il-funerale-di-don-gaetano-di-matilde-sciarrino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41897","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Il funerale di don Gaetano&#8221; di Matilde Sciarrino"},"content":{"rendered":"\n<p>Stamattina\nnon ero di turno. Avevo programmato una giornata al mare con la famiglia, ma\npoi quel lavativo del mio collega di squadra si d\u00e0 malato. Febbre il giorno di\nferragosto, voi ci credete? Io no, ma il vicequestore c\u2019\u00e8 cascato. Oppure\u2026, ma\nlasciamo perdere. Quello \u00e8 raccomandato forte, l\u2019ho sempre detto io. Fatto sta\nche avevo appena sistemato borse frigo, teli, secchielli e palette e squilla il\ntelefono: ordine di servizio. \u00abMa non sono neanche reperibile!\u00bb dico al\ncommissario a met\u00e0 fra il sussiegoso e il dimesso. Perch\u00e9, si sa, una parola di\ntroppo \u00e8\u2026\u2026Beh, lasciamo stare. \u00abA Marc\u00e8, &#8211;&nbsp; mi risponde lui comprensivo \u2013\nche ci posso fare se don Gaetano Tabone \u00e8 schiattato la vigilia di ferragosto?\u00bb\nIl suo accento romanesco non l\u2019ho mai sopportato e stamattina mi ha dato pi\u00f9\nfastidio del solito. Mi tolgo il costume e mi metto i pantaloni, lascio moglie\ne figlia alla stazione e mi precipito in cattedrale. Una sudata\u2026.. Riconosco\nAntonio dei servizi segreti, in piedi dietro la fonte battesimale. Lui si \u00e8\nmesso pure la cravatta. &nbsp;Big Jim, cos\u00ec lo chiamiamo in ufficio, sta\nsudando come un maiale. Io, almeno, mi limito a due mezzelune sotto le ascelle\ne a un rivoletto lungo la schiena. Tutto ben nascosto dalla giacca. La chiesa \u00e8\nstracolma. Sembra che sia accorsa tutta la cittadinanza per dare l\u2019ultimo\nsaluto all\u2019uomo che, nel bene e nel male, questo paese l\u2019ha tenuto in pugno per\nanni. S\u00ec che \u00e8 ferragosto, ma mandare appena due agenti \u00e8 aver sottovalutato la\nsituazione. Ma tant\u2019\u00e8! Signor Questore, lei viene da Polentonia e certe facce\nnon le riconosce, certi nomi non le fanno n\u00e9 caldo, n\u00e9 freddo. Caldo, appunto.\nL\u2019aria \u00e8 ferma, densa, solida, direi. L\u2019odore dei fiori e dell\u2019incenso la\nrendono irrespirabile. Odore non direi, piuttosto puzza. Puzza o puzzo? Prima\ndi scriverlo sul rapporto lo chieder\u00f2 al commissario che scrive meglio di come\nparla. Il brusio di fondo cessa di colpo al suono della campana che annuncia\nl\u2019ingresso del sacerdote, padre Ferdinando, e di due chierichetti con due\ngrossi ceri in mano. Mi guardo attorno. Marcello, non devi lasciarti sfuggire\nnulla, mi dico. Come da protocollo, cerco la posizione migliore da dove poter\ndominare la scena. Individuo il confessionale sulla navata laterale sinistra;\nda qui posso avere un\u2019ampia visuale e restare inosservato. Con il sole di\nmezzogiorno alle spalle mi sento cuocere; la giacca nera mi pesa come\nun\u2019armatura. Ma la luce forte \u00e8 un ottimo alleato. Vedo tutte le facce: prima,\nseconda, terza fila e anche oltre. Moglie e figli siedono sul banco sinistro\ndella navata, quello donato dal defunto alla chiesa e che porta il suo nome\ninciso su una grande targa d\u2019ottone. Chiss\u00e0 a qualcuno passasse di mente!\nBenefattore o lecc\u2026.. tagliamola qui! Non devo distrarmi. Sul banco di destra\nsiedono i fratelli e la sorella di don Gaetano. Anche loro rigorosamente in\nnero, dalla testa ai piedi. Le velette coprono i volti affranti delle donne,\ngli occhiali da sole coprono gli occhi duri e attenti degli uomini. &nbsp;In\nquesta nuvola nera spicca solo la suorina che alla sua candida tonaca non\npoteva certo rinunciare. E poi ci sono i fazzolettini bianchi. Tutti ne hanno\nuno in mano: chi lo strappa in mille pezzi, chi lo appallottola, chi si asciuga\nle lacrime, chi il sudore, chi si sventola. Perch\u00e9 quando sudi, sudi, anche se\nc\u2019\u00e8 il morto da piangere. E questo morto si chiama Gaetano Tabone, don Gaetano\nTabone. Ma che m\u2019importa dei parenti stretti? La famiglia \u00e8 famiglia.\n&nbsp;Devo guardare le facce dei parenti alla larga, io. Le facce dell\u2019altro\nramo, quella parte della famiglia che ha sbagliato, \u00e8 uscita dalla porta\nprincipale, ma \u00e8 rientrata dalla finestra. Perch\u00e9, si sa, gli interessi sono\ninteressi e certi cognomi pesano, eccome se pesano. Di facce losche qui ce ne\nsono a bizzeffe. Guarda, guarda, c\u2019\u00e8 pure don Nitto. Quello avrebbe gi\u00e0 dovuto\navere due funerali, ma ha una fortuna che la met\u00e0 basterebbe. E\u2019 sopravvissuto\na due attentati: al primo grazie al suo cuore a destra, &nbsp;al secondo grazie\nalla febbre e alla spesa a cui la moglie non volle rinunciare. Ci perse una\nbella BMW nuova fiammante, ma si liber\u00f2 di donna Nunzia che nella bara non ci\nandava tanto lunghe erano le sue corna. La tensione si taglia a fette. Sta per\nsuccedere qualcosa, lo percepisco, ho una lunga esperienza, io. I miei\ncompaesani li conosco bene. L\u2019adrenalina sale. Se mi misurassi la pressione\nchiss\u00e0\u2026\u2026Sfioro il ferro al fianco destro e tiro un sospiro di sollievo. Eccolo.\nE\u2019 una certezza. Mica ti tradisce, l\u2019arma in dotazione, come quei farabutti\nche, prima parlano e poi ritrattano tutto, parola per parola. E noi davanti ai\nmagistrati ci facciamo una figura di m\u2026.Ma, meglio non pensarci adesso.\nRespirare, questo ci ripetevano al corso di formazione. E io respiro.\nProfondamente. Inspirare ed espirare. Naso e bocca. Bocca e naso. Come faceva\npure a Irina per prepararsi al parto. Un\u2019altra sudata, quella, mai dimenticata.\nL\u2019obiettivo \u00e8 lo stesso: mantenere la calma e la lucidit\u00e0. Osservo i familiari.\nLi passo in rassegna, uno per uno. Nessuno \u00e8 senza colpa qui dentro. Sono tutti\ntesi, chi pi\u00f9, chi meno. La moglie non riesce a stare ferma: agita il ventaglio\ncon la mano contratta. I figli, invece, sono statue di marmo. Il maggiore,\nAlfonso, \u00e8 gi\u00e0 un boss. Il padre ancora caldo e lui \u00e8 gi\u00e0 entrato nella parte\ndel capofamiglia. Luca, il figlio minore \u00e8 distratto. Di tanto in tanto getta\nuno sguardo ad un ragazzo in terza fila e si passa il fazzoletto sulla fronte.\nIn paese si mormora che abbia un amichetto. Chiss\u00e0 se \u00e8 proprio quel giovane\nsmilzo dall\u2019aria contrita. La figlia, invece, la suorina, non stacca gli occhi\ndall\u2019enorme crocefisso che pende sopra l\u2019altare. Per ringraziarlo o per farsi\nperdonare? Ma siamo gi\u00e0 all\u2019omelia. Mi sono distratto proprio quando il prete\nleggeva il vangelo. Chiss\u00e0 che brano avr\u00e0 letto. La moltiplicazione dei pani e\ndei pesci, forse. Don Gaetano i soldi non li contava, li pesava. Contava i\nnemici, per\u00f2. A che numero sar\u00e0 arrivato? Cavolo, adesso devo stare attento.\nPadre Ferdinando dice e non dice, sembra rivelare segreti, invece getta pi\u00f9\nombre. Parla di rispetto. Eh, lui lo conosce bene il rispetto che gli portava\ndon Gaetano. Ogni santa domenica, dopo la santa messa, andava personalmente a\nportagli il corpo di Cristo con tanto di assoluzione. In cambio ne ricavava un\npranzo che neanche le suore della Madonna del Sacro Cuore nelle feste\ncomandate. Ma quante volte ripete sta\u2019 parola rispetto? Qui risuona come una\nnota d\u2019organo stonata. Che poi l\u2019organista sta pure esagerando. Con il caldo e\nla musica non si respira proprio.&nbsp; Per fortuna non viene pronunciata la\nparola \u201cuomo di rispetto\u201d se no ci drizzavano i capelli a tutti noi presenti.\nChi rispetta chi in paese? Il rispetto si compra o si offre, si chiede padre\nFerdinando. O lo chiede ai fedeli? Non capisco. A proposito di rispetto, chi ha\nrispettato il mio riposo oggi? E\u2019 una vita che cerco rispetto e due settimane\nche rincorro una giornata al mare. Rispetto per me non ce l\u2019ha avuto mai\nnessuno. A cominciare da mio padre e le sue idee sulla divisa. Solo perch\u00e9 lui\nera poliziotto anch\u2019io dovevo fare il concorso. Mannaggia a me che ho pure\nstudiato per superarlo. Volevo laurearmi in psicologia, aprire uno studio, fare\nil terapeuta. Per ora sarei al mare con Irina e la piccola Nadia. A mollo.\nNell\u2019acqua fresca e non nel mio sudore. Eppure, se riuscissi a non distrarmi,\ndalle facce potrei capire di pi\u00f9. Se solo riuscissi a concentrarmi, se potessi\nfar fruttare tutti questi anni di vita e di lavoro in questo paese del cavolo.\nSolo e sempre falsit\u00e0 e omert\u00e0, mezze parole e allusioni. E chi le capisce, le\ncose dette e non dette? Quante cose sa il figlio maggiore, tutto impettito e\ncon le spalle quadrate che neanche un generale? Cosa nasconde donna Concetta\ndietro l\u2019afflizione da vedova inconsolabile? E il fratello di don Gaetano che\ncontinua ad aggiustarsi il nodo della cravatta?&nbsp; \u00abRequiem aeternam dona\neis Domine et lux perpetua \u2026\u2026.\u00bb. Un boato. Le vetrate della chiesa vibrano. Un\ncolpo di pistola. Poi un altro. E un altro ancora. Riesco a contarne fino a\ncinque. E\u2019 un fuggi fuggi generale. Ognuno pensa a se stesso. Si accalcano\ntutti verso l\u2019uscita. Anche padre Ferdinando e i chierichetti &nbsp;corrono\nreggendosi le tonache con le mani tremanti. Ci siamo. L\u2019avevo previsto. Come\nno? Esco dall\u2019ombra. Sfodero la pistola. Il collega corre verso di me. Passi\nconcitati. \u00abDa quella parte\u00bb gli dico e indico la sagrestia. Non vedo nessuno.\nLa statua della Madonna Addolorata sulla nicchia di lato \u00e8 schizzata di sangue:\nscorre dal suo cuore di marmo. Nessun rispetto neanche per questo posto sacro.\nDalla prima colonna proviene un rantolo. Mi precipito. Sotto il pulpito c\u2019\u00e8 la\nsuora; la macchia di sangue diventa sempre pi\u00f9 grande sulla veste immacolata.\nRespira appena. Il petto si alza e si abbassa come un mantice.&nbsp; Con la\nmano mi fa cenno di avvicinarmi. Mi inchino. Il mio orecchio sfiora le sue\nlabbra esangui. \u00abVolevo solo la mia parte\u2026.L\u2019ho detto a \u2026\u2026.a \u2026\u2026a\u2026\u2026\u2026\u00bb. &nbsp;Le\nmanca il fiato. Chiude gli occhi. Li riapre. Debole, mi tira a s\u00e9. Ci riprova.\n\u00abL\u2019ho detto a \u2026.a..\u00bb e perde coscienza.&nbsp; Il petto si muove ancora. Su e\ngi\u00f9, a fatica. Le sirene dell\u2019ambulanza suonano sempre pi\u00f9 forte. Si salver\u00e0,\npenso, mentre guardo gli infermieri metterle la maschera d\u2019ossigeno e portarla\nvia sulla barella. \u00abMarcello!\u00bb Antonio esce dalla sagrestia spingendo un uomo\ngi\u00e0 in manette. \u00abStava scappando attraverso la canonica. L\u2019ho acciuffato che\nera gi\u00e0 sulla finestra. Non gli ho lasciato il tempo di ricaricare la pistola\u00bb.\nCi credo bene. Lui \u00e8 il palestrato della squadra. Non sembra neanche che abbia\ncorso. Il tizio, invece, seppur giovane, ansima. Ha lo sguardo torvo e\ningrugnito. Ha l\u2019aspetto minuto, ma il piglio da professionista. \u00abChi ti manda,\ndisgraziato? Chi ti ha pagato? Ora o dopo, in commissariato, il nome te lo tiro\nfuori, per quant\u2019\u00e8 vero Dio!\u00bb gli dico e faccio il duro tirandolo per la\ncollottola fin quasi a sollevarlo. Ci guardiamo negli occhi. Nei miei c\u2019\u00e8\nsfida, nei suoi rassegnazione. Gli manca il respiro. Mi fa segno di aspettare e\nsi siede su uno dei&nbsp; gradini dell\u2019altare maggiore. E\u2019 pi\u00f9 facile di quanto\npensassi. Apre la bocca. \u00abE\u2019 stato al\u2026..\u00bb e si accascia come un sacco vuoto. Un\ncolpo dall\u2019alto, questa volta di un tiratore scelto, dritto al cuore. Come da\ncopione: muore il boss e si scatena la guerra di successione. Adesso so che\ndevo cominciare da lui, da Alfonso. E non \u00e8 solo&nbsp; una questione di\nrispetto. Al centro della navata la vista \u00e8 a 360 gradi. Qualcuno si muove\ndietro l\u2019organista impietrito. Punto la pistola. \u00abFermati o sparo\u00bb gli grido.\nMa \u00e8 lui a sparare e sono io a fermarmi. Cado al centro della navata, pancia in\ngi\u00f9, mani in alto. Chiss\u00e0 se sta scappando o mi sta guardando. Dall\u2019alto sembro\ndi sicuro un novizio che chiede i voti. Ma non sono un novizio. E oggi chiedevo\nsolo una giornata al mare. Mah\u2026.lasciamo stare!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_41897\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41897\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stamattina non ero di turno. 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