{"id":41874,"date":"2020-05-20T14:54:13","date_gmt":"2020-05-20T13:54:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41874"},"modified":"2020-05-26T11:52:13","modified_gmt":"2020-05-26T10:52:13","slug":"__trashed-28","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41874","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;L&#8217;ultima vita&#8221; di Giuseppe Aramu"},"content":{"rendered":"\n<p>Mangiava tranquillamente, l\u00ec con i suoi fratelli e sorelle. C\u2019era pasto e  posto per tutti nella casa. Se avesse dovuto, non avrebbe potuto scegliere un\u2019esistenza migliore.\nNiente lavoro, nessun impegno. Mangiare bere dormire procreare, qualche altro\nnecessario, marginale atto fisiologico da espletare. E, soprattutto, nessun\nsenso di colpa, ansia o altri fastidi di qualsivoglia natura.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte,\nquando il tempo lo permetteva, usciva per giocare, scorrazzando libero e\ntranquillo assieme ai compagni nella quiete rassicurante della campagna. Agili\ne felici, godevano di una salute eccellente. Mai una malattia, un disturbo, un\ndolore. Forse, il Paradiso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018<em>S\u00ec, deve proprio essere il Paradiso\u2019,<\/em>\npensava. \u2018<em>E se non lo \u00e8, si tratta perlomeno\ndi una zona d\u2019attesa, sorta di Purgatorio da cui senza dubbio verremo al pi\u00f9\npresto prelevati\u2019.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Consistenti\nsegnali facevano presagire che tutto fosse pronto per un grande, rivoluzionario\nevento. A riprova di ci\u00f2, da qualche tempo veniva assalito sempre pi\u00f9 spesso da\nuna strana, sottile malia: ricordava. Nella mente fluivano, in modo del tutto\nincontrollato, storie e fatti di cui pareva essere l\u2019attore. Non si trattava di\nepisodi della vita presente, ma di altri, antichi, finora sconosciuti, ciascuno\nunico e irripetibile: gli tornava alla mente, con chiarezza e coscienza, ogni\nattimo, ogni esperienza acquisita di un passato fino ad ora ignorato. Ricordi limpidi,\nquasi fossero registrati e solo ora fruibili. La cosa tuttavia non gli creava\nparticolari problemi, ad esclusione di una sorta di incertezza; non tanto per\nci\u00f2 che ricordava, quanto per la consapevolezza di non padroneggiare la\nsituazione. Perch\u00e9 solo ora? Dove erano stati tutti quei ricordi in precedenza?<\/p>\n\n\n\n<p>Passati i\nprimi momenti di sgomento, inizi\u00f2 ad accettare la situazione. Anche perch\u00e9 in\nquei ricordi&nbsp; emergeva un suo <em>Io<\/em> sconosciuto, personalit\u00e0 forti e\npersonaggi potenti e a volte oscuri, quali non aveva mai neanche lontanamente\nimmaginato di poter essere. Gi\u00e0, ma cos\u2019era in&nbsp;\nrealt\u00e0 ora? Mangiare, dormire, procreare, e qualche marginale atto\nfisiologico da espletare.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019immagine\npi\u00f9 lontana, uno dei primi ricordi &#8211; o visioni, ancora non saprebbe definirlo &#8211;\nnelle orecchie risuonano tonfi sordi di zoccoli e clangore di spade e scudi. Urla\nstrazianti nella polvere. Vede, e ricorda bene, lunghe casacche bianche sulle\nquali risalta una grande croce. Vede, e ricorda nitidamente, il gigantesco\ndestriero bianco che l\u2019aveva accompagnato fino alla morte. Il suo selvaggio\ndestriero, feroce e implacabile quanto lui era. Ne aveva calpestati di\nnemici!&nbsp; Sa di essere stato, in quella\nvita, ricco, potente, rispettato, odiato e temuto. L\u2019avventura fin\u00ec per mano di\nun nemico, in battaglia, come si deve a un guerriero. Diavolo d\u2019un infedele! Con\nestrema destrezza\ne precisione, il colpo di scimitarra gli aveva reciso di netto la testa\ngraziandolo di una fine veloce, quasi indolore.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui non\nera stato altrettanto accurato in differenti occasioni. Si era dedicato a\nviolentare, depredare, talvolta alla tortura. Certo, non era un nobile, come erano\nalcuni suoi compagni provenienti da famiglie di alto lignaggio dal potere\neconomico e politico determinante. Era stato gettato nella mischia che era poco\npi\u00f9 che un ragazzo, ruolo assegnato e sancito da un rito eseguito frettolosamente,\nla spada posata su una spalla e una formula biascicata ed incomprensibile a\nsantificare frettolosa adesione al mitico corpo. Carne da macello da\nsacrificare alla causa. Chi l\u2019aveva ingaggiato non aveva tenuto conto per\u00f2\ndella sua determinazione primitiva, del suo ardore, lui, miserrimo contadino\nignorante e analfabeta, avvezzo alle sofferenze pi\u00f9 atroci: fame, privazioni di\nogni sorta, dolore fisico e spirituale..non soccombette, anzi sopravvisse e\nvinse, distinguendosi in numerose battaglie. Fece carriera arricchendosi\nenormemente con gli averi sottratti ai vinti. Non ebbe mai ripensamenti,\nrimpianti o pentimenti. Trov\u00f2 nella missione cui era stato coartato la via da\npercorrere in quella vita: la guerra. E con intima soddisfazione solo ora veniva\na sapere che la maggior parte dei suoi potenti compagni era stata miseramente\neliminata dai loro stessi mandanti, avidi dei tesori accumulati durante le\ncampagne vittoriose.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi il\nmare. Ecco la grande nave, straordinario galeone sottratto ai francesi.\nUn\u2019altra guerra. La ciurma si era proprio divertita. Dopo aver catturato i\nsuperstiti dell\u2019equipaggio&nbsp; rivale aveva dato\nordine di gettarli a mare, legati e imbavagliati. Ci avevano pensato gli\nsquali, in un ribollire di schiuma rossa, a fare pulizia, tra &nbsp;le urla belluine e gli sghignazzi dei suoi.\nLui &#8211; lo rammenta bene &#8211; portava una benda nera sul viso a coprire la\nspiacevole cavit\u00e0 lasciata dall\u2019occhio perduto in uno scontro antico nel quale\nvenne ferito, catturato e trattenuto in una lurida galera per un tempo\nindefinito. Riusc\u00ec a fuggire e si vendic\u00f2, oggi a me, domani a te, mors tua\nvita mea,&nbsp; la vita. Ma pure quella vita\nnon finisce&nbsp; bene. Nel suo crudele\nimperversare sugli oceani, aveva violentato molte donne, le donne dei suoi\nnemici. Gli piacevano molto, anche questo ricorda bene, non andava tanto per il\nsottile in certe cose. Mor\u00ec divorato dalla sifilide. Soffr\u00ec solamente fino a\nquando la malattia intacc\u00f2 i centri nervosi. Soltanto adesso, in questa nuova\nesistenza, sa che fin\u00ec ingloriosamente, un ebete abbandonato da tutti. Ma che\nimportanza poteva avere ormai..<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0, le\ndonne. Cos\u00ec come il rammentare le atroci gesta precedenti gli risvegliavano una\nsottile eccitazione adrenalinica, ripensare a quel periodo &#8211; quando era stato\nbello come un dio &#8211; allo stesso modo gli procurava un moto d\u2019orgoglio\ntipicamente maschile. Graziato di un fascino irresistibile diabolicamente\ncoadiuvato da un narcisismo sconfinato, non aveva mai dovuto faticare pi\u00f9 di\ntanto per conquistare le grazie del gentil sesso. Ancora giovinetto si era\ncimentato in&nbsp; una collezione sterminata\ndi avventure galanti e piccanti senza per\u00f2 mai impegnarsi, con nessuna. Si\nstancava presto lasciando senza alcun rimpianto n\u00e9 vergogna la malcapitata di\nturno, per correre immediatamente da un\u2019altra. Nonostante la terribile fama le\ndonne continuavano a cascargli ai piedi. Non si sofferm\u00f2 mai a considerare se fossero\nsposate o in altro modo impegnate. Tirava piuttosto bene di scherma, anche\nquesta una naturale inclinazione, e gli tocc\u00f2 spesso di passare a fil di spada\nmariti o fidanzati cornuti e offesi. Ma siccome non si vince sempre, anche\nquella vita si comp\u00ec in modo cruento. Fu comunque fortunato: l\u2019ultimo\navversario lo trafisse con un colpo talmente preciso e netto che avvert\u00ec appena\nil sottile e intenso bruciore della lama penetrare come un lampo nel torace\ntrapassato da parte a parte. Un velo nero gli copr\u00ec gli occhi e spir\u00f2 senza un\nlamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Perduto\nin tali pensieri, ramment\u00f2 di non aver mangiato per molto tempo. Si adoper\u00f2 a\nquel compito necessario e piacevole, seguito di norma da un&nbsp; riposo tranquillo e ristoratore. Questa&nbsp; notte per\u00f2, contrariamente alle altre, sogna..no,\nsognare non \u00e8 il termine esatto. In realt\u00e0 continua a rivedere come in uno\nspecchio le passate esistenze,&nbsp;\nripercorrendone vividamente ogni istante.<\/p>\n\n\n\n<p>Strani\nquesti ricordi. Si sorprende a pensare che, nonostante dimensioni, colore dei\ncapelli o della pelle, ambienti e periodi storici siano completamente diversi e\nassolutamente distanti l\u2019uno dall\u2019altro, restano &#8211; ormai \u00e8 lampante &#8211; legati da\nun elemento unico. Lui. Ed inizia a percepire un sottile disagio. Cerca\ndisperatamente di allontanare&nbsp; il\nturbamento, mangia ma non ha fame, cammina ma non dimentica, la mente rivolta\ninvolontariamente ad altre memorie. Vorrebbe, ma non pu\u00f2 fermare o controllare\nil flusso dei ricordi. Le immagini si accavallano, incalzanti, lo specchio non\nha finito di mostrarle. L\u2019assale il malessere, aumenta l\u2019inquietudine. Non era\nmai successo.<\/p>\n\n\n\n<p>Altre\nmemorie\u2026Duecentoquarantasette? Ricordava con estrema lucidit\u00e0, una buia\nstradina, l\u2019entrata di un ambiente piccolo, magazzino, garage, difficile da\nidentificare, un muro\u2026e sangue, tanto sangue..s\u00ec, esattamente\nduecentoquarantasette le pallottole scaricate addosso ai nemici, di questo \u00e8\nsicuro, ricorda bene il tatatatatatatatatata ritmato dei colpi secchi, tutti,\nli sente tutti, sembrano non finire mai, e poi il silenzio, i corpi senza vita\naccasciati al suolo in un lago di sangue. Un paio dei quali quasi tranciati a\nmet\u00e0 dalle sventagliate di mitra. Le armi avevano crepitato a lungo prima di\nfermarsi fumanti. Il dominio del traffico di stupefacenti fu suo, visse una\nvita agiata, forse crudele, ma brillante e eccitante.<\/p>\n\n\n\n<p>Non\nfinisce mai, c\u2019\u00e8 ancora qualcosa, e diventa sempre pi\u00f9 nitido. Ancora si\ndistingue abbigliato in un\u2019impeccabile divisa militare, pistola in pugno.\nCammina impettito fra uomini legati e inginocchiati, freddandoli senza indugio\nalcuno con un colpo alla nuca, orgoglioso del suo paese e&nbsp; della sua provata appartenenza alla razza\nsuperiore\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Una dopo\nl\u2019altra, le immagini e reminiscenze di vite precedenti si susseguono con\nossessiva accuratezza. Ne ricorda la totalit\u00e0, fino a sentirle addosso tutte\ninsieme, opprimenti ed eterne. I ricordi si sovrappongono incalzanti,\nindipendenti dalla sua volont\u00e0, flusso che non pu\u00f2 in alcun modo fermare. Percepisce\nuna forte inquietudine, non gli era mai successo. Avverte il peso intollerabile\ndelle esistenze precedenti. Vite disuguali, ma con una connotazione comune: in\ntutte si \u00e8 sempre considerato al di sopra di tutto e di tutti, razziando,\nuccidendo, depredando. In tutte, valut\u00f2 facendone un istintivo esame, si era\nsempre sentito al di sopra degli altri, aveva sempre dominato, comandato, vinto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018<em>No, non pu\u00f2 essere il limbo, questo. E\nnemmeno un riposo definitivo ed eterno. Se lo fosse, non dovrei soffrire di stanchezza,\nessere angosciato da ansie o timori. No, questa deve essere una sorta di ultima\nvita nella quale si tirano le fila e si traggono conclusioni; dunque, se vivo\nquesta esistenza beata, probabilmente significa che ho meritato di chiudere\nqui, serenamente, meditando su quanto ho fatto, e sul come ho sfruttato la mia\nlibert\u00e0 esercitando il libero arbitrio. Non avr\u00f2 altre occasioni, il percorso \u00e8\nchiuso. Senz\u2019altro \u00e8 cos\u00ec. Ne sono certo. E se nelle precedenti esistenze ho\nspesso ricoperto il ruolo di guida sacrificando quando alla ragion di stato,\nquando all\u2019opportunismo, e a volte s\u00ec, ammettiamolo, anche all\u2019egoismo,&nbsp; presunti&nbsp;\nprincipi fondamentali di etica e rispetto, si palesa che ho compiuto\ndoverosamente il compito cui ero destinato e per il quale ero stato cos\u00ec\ncostruito, senza ascoltare ipocrite campane.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Concluse\ndi avere agito nel migliore dei modi:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cD\u2019altronde se sono sempre stato migliore degli\naltri, per quale motivo avrei dovuto offendere il fato soffocando le superiori\ncapacit\u00e0 donatemi a profusione? Non sapeva forse l\u2019Onnipresente, l\u2019Onniscente,\nl\u2019uso che ne avrei fatto?\u2019<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Pervaso\nda sottile agitazione e senso di insicurezza, oggi&nbsp; si \u00e8 svegliato molto presto.. Un presagio\nprofondo gli fa salire, incontrollata, l\u2019ansia. Questa volta percepisce un\nterrore infinito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018<em>Forse anche in questa ultima vita&nbsp; ogni tanto si deve soffrire!<\/em>\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>E, d\u2019improvviso,\nil presagio diventa realt\u00e0. Senza alcun preavviso un\u2019ombra gigantesca lo\ninsegue. Scatta immediatamente, fugge. <em>\u2018Ma\ndove sono gli altri,?<\/em>\u2019 si domanda, mentre miracolosamente sfugge alla\ncattura e raggiunge lo spazio aperto, correndo all\u2019impazzata, rendendosi per\u00f2\nconto con angoscia di girare a vuoto \u2018<em>ma che\nsuccede? Queste barriere non le avevo mai notate, ero cos\u00ec tranquillo della mia\nesistenza da non avervi dato peso\u2026 ci sar\u00e0&nbsp;\npure un\u2019apertura, un\u2019uscita!\u2019<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ormai si\nrende conto di correre in tondo, assalito dal panico, minacciato da presso da\nci\u00f2 che ora gli appare nella forma precisa: si tratta di&nbsp; una&nbsp; mano,\nenorme, sempre pi\u00f9 vicina. Con un primo salto evita di essere afferrato, poi &nbsp;esegue uno scarto veloce, la mano lo sfiora\nmancandolo d\u2019un soffio, poi un altro balzo, una volta di pi\u00f9 sfugge&nbsp; alla presa. Ma il terrore ormai ha preso il\nsopravvento. E\u2019 spossato. Un attimo, ed \u00e8 finita. Sollevato in aria, preso per\nle&nbsp; gambe e messo&nbsp; sottosopra non pu\u00f2 reagire. Una botta\ntremenda lo colpisce alla testa. Il dolore \u00e8 insopportabile, sente\nletteralmente le ossa del cranio frantumarsi. \u2018<em>Ma non sono morto! Eppure il colpo era terribile..sono ancora vivo, ma\nnon riesco a muovermi, sono paralizzato<\/em>!\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019orribile\nincubo continua. Nella enorme mano appare una terrificante,&nbsp; enorme lama. Cala veloce su di lui.\nSquarciato, dal collo al ventre. Cerca di urlare, ma non pu\u00f2. Pur&nbsp; soffrendo terribilmente, ed \u00e8 vivo,\ncosciente, non pu\u00f2 fare niente per sottrarsi a quella atroce tortura.\nImmobilizzato, impotente, vede, e sente, con infinito dolore ed orrore, che la\npelle gli viene strappata via come un vestito. Senza naturale protezione\nmuscoli e tendini bruciano in modo insopportabile. Non pu\u00f2 muoversi. Non pu\u00f2\nurlare. E non \u00e8 finita. Con sgomento moltiplicato dall\u2019impotenza, sente che la\nstessa enorme agghiacciante lama comincia a farlo a pezzi, partendo dalle\nmembra e salendo man mano verso il torace, Poi, finalmente, la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi \u00e8\nsempre piaciuta Nonna Lisa. Si alza senza eccezione alle cinque del mattino,\nmentre la campagna sonnecchia ancora avvolta nel velo scuro della notte.\nAccende il&nbsp; fuoco nella grande stufa-cucina\nstivandone di ciocchi la capace pancia, prepara il caff\u00e8, pone il latte a bollire.\nQualche fetta di pane sul piano di ghisa \u00e8 gi\u00e0 abbrustolita. Colazione\nperfetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Esce\ndalla casa stringendosi al collo la pesante stola di lana, apre il pollaio, bastone\nalla mano caccia il gallo che si avvicina prepotente, prende le uova dai nidi.\nLa migliore sar\u00e0 per me, battuta vigorosamente nella tazza con abbondante\nzucchero..<\/p>\n\n\n\n<p>lo\nsquisito zabaione, al quale aggiunge qualche goccia di caff\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Adoro\nl\u2019atmosfera leggermente fumosa della cucina, calda e protettiva, la luce della\nlampadina sospesa al soffitto come un piccolo sole appannato, l\u2019odore della\nlegna che brucia miscelato a umori vaghi e persistenti, latte, caff\u00e8 farina e\nvegetali. L\u2019infaticabile Nonna Lisa prosegue il suo lavoro mattutino preparando\nla pasta: amalgama energicamente farina e uova, rolla l\u2019impasto, spiana&nbsp; grandi sfoglie sottili che pone ad asciugare\nsul matterello posto tra il tavolo e una sedia. Pi\u00f9 tardi, a tempo debito, le\nsfoglie asciutte verranno accuratamente arrotolate per poi essere affettate\ndiagonalmente, in modo da ottenere perfette tagliatelle. Io come sempre\nl\u2019aiuter\u00f2 allegramente a sbrogliare le piccole matasse sollevandole ed\nallargandole&nbsp; in aria con movimenti\nleggeri facendo attenzione a non spezzarle. Un&nbsp;\npentolone&nbsp; borbotta&nbsp; sulla stufa. Anche il brodo \u00e8 gi\u00e0 in\npreparazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante\ntutto questo daffare, Nonna Lisa \u00e8 sempre paciosa, sorridente. Mi conforta la\nsua attivit\u00e0 pacata e senza sosta, priva di sussulti. La generosa mole non le\nd\u00e0 alcun impaccio apparente, \u00e8 energica rapida e veloce, non alza mai la voce e\nnon ha mai un moto di stizza. Tutto il&nbsp;\nlavoro si svolge con l\u2019accuratezza ed i quieti, metodici, fluidi&nbsp; movimenti perfezionati&nbsp; in svariate generazioni da massaie che nel\ntempo hanno codificato la sua arte.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla\nmaniglia della finestra&nbsp; \u00e9 appeso un\npiccolo specchio quadrato. Pi\u00f9 sotto, un bacile colmo di acqua calda. Il nonno\nsi \u00e8 servito per primo, oggi \u00e8 domenica e lui tutte le domeniche va a caccia.\nScuoto il pelo dell\u2019acqua per farne&nbsp;\naffiorare di pulita, bagno il viso e mi insapono col residuo del\npennello da barba. Mi piace radermi, lo faccio ormai quasi giornalmente da pi\u00f9\ndi un anno. Ma Nonna Lisa pare non accorgersene:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018<em>Voe de l\u2019altro pan, Pepin? Bevet un po a\u2019d\nlat che te fa ben, piscinin!\u2019<\/em> Non sono pi\u00f9 tanto \u2018piscinin\u2019 anzi, sono\ncoperto di lunghi peli e tutto il resto \u00e8 ormai cresciuto a dovere, per\u00f2 mi\npiace sentirmelo dire ancora da Nonna Lisa, sar\u00f2 sempre il suo nipotino\npreferito, \u2018<em>quelo dai grandi oci che\nbragian anca al buio<\/em>\u2026\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018No\ngrazie nonna, ho mangiato abbastanza, piuttosto cosa prepari per pranzo?\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>Avverto\ncon sorpresa un&nbsp; moto di orgoglio e di\nsoddisfazione nella risposta:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018<em>E\u2019stata una bella fatica, ma ne \u00e9 valsa la\npena. Quella bestiaccia non voleva farsi prendere. Scappava da tutte le parti,\nsgusciava via come un\u2019anguilla. Non mi era mai piaciuto, non aveva lo sguardo\nbuono e remissivo dei suoi fratelli. Sembrava intelligente, sembrava pensare\nquando entravo nel recinto. Era\u2026presuntuoso. Ma alla fine l\u2019ho preso, gli ho\ndato un bel colpo alla nuca, l\u2019ho scuoiato,&nbsp;\nfatto a piccoli pezzi ed ora sta l\u00ec, pronto per essere cucinato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Alzo il\ncoperchio e sbircio il contenuto. Coniglio alla cacciatora: il mio piatto\npreferito!<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_41874\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41874\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mangiava tranquillamente, l\u00ec con i suoi fratelli e sorelle. C\u2019era pasto e posto per tutti nella casa. Se avesse dovuto, non avrebbe potuto scegliere un\u2019esistenza migliore. Niente lavoro, nessun impegno. Mangiare bere dormire procreare, qualche altro necessario, marginale atto fisiologico da espletare. E, soprattutto, nessun senso di colpa, ansia o altri fastidi di qualsivoglia natura. [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_41874\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41874\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":20322,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[413,545],"tags":[],"class_list":["post-41874","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-in-concorso","category-premio-racconti-nella-rete-2020"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41874"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/20322"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41874"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41874\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":42187,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41874\/revisions\/42187"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41874"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41874"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41874"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}