{"id":41846,"date":"2020-05-21T18:01:16","date_gmt":"2020-05-21T17:01:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41846"},"modified":"2020-05-21T18:01:18","modified_gmt":"2020-05-21T17:01:18","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-la-ballata-dellorso-di-dante-zucchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41846","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;La ballata dell&#8217;orso&#8221; di Dante Zucchi"},"content":{"rendered":"\n<p>Un giorno lo\ntrovarono morto. Fu il postino che nel mettere la bolletta della luce nella\ncassetta della posta davanti al cancello vide una massa enorme a terra davanti\nalla porta di casa. <\/p>\n\n\n\n<p>Chiam\u00f2. Nessuno\nrispose ed entr\u00f2 nel prato. Vide il corpo di Ronco immobile a terra, si\navvicin\u00f2. Con timore lo tocc\u00f2 e corse in paese dicendo che l\u2019orso era morto.\nArrivarono un po&#8217; tutti, ma nessuno osava toccarlo fino a quando non arriv\u00f2 il\nmedico che ne constat\u00f2 la morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi era Ronco?<\/p>\n\n\n\n<p>Un uomo<\/p>\n\n\n\n<p>No un selvaggio<\/p>\n\n\n\n<p>Un selvaggio? <\/p>\n\n\n\n<p>Peggio. Una bestia,\ntanto che l\u2019avevano soprannominato Ronco l\u2019Orso, per sottolineare l\u2019aspetto\nprimitivo e bestiale di quell\u2019essere alto quasi due metri e grosso come un\narmadio che vestiva sempre allo stesso modo come se per lui fosse una pelle,\nappunto la pelle di un orso: blu jeans, camicia, scarponi, barba folta non\ncurata, capelli raccolti sulla nuca in una corta coda tenuta da un nastro nero.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa faceva?<\/p>\n\n\n\n<p>Poco o niente,\nviveva con una rendita mensile, lasciatagli dal padre morendo, di mille euro\ncirca che lui si faceva bastare. Aveva una vecchissima jeep e una specie di\nmoto da cross che lui stesso si era costruito utilizzando l\u2019officina del\nvecchio e ormai cieco Crusca, mettendo insieme pezzi di moto presi dallo\nsfascia carrozze.<\/p>\n\n\n\n<p>Dove viveva?<\/p>\n\n\n\n<p>Una casa<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe cazzo di casa!\nEra una tana\u201d a detta di tutti. Quattro stanze e un cesso, due al piano terra,\ndue al primo piano, una soffitta con un grosso lucernaio da cui molti giuravano\naver visto spuntare la testa di un orso. Mai nessuno si era azzardato ad\nentrare in quella casa quasi diroccata dai muri scrostati. In mezzo alla\ncampagna, sola, isolata, nessun albero e un gran prato intorno di circa un\nettaro recintato da una rete che cadeva a pezzi e mancante in diversi punti,\ntanto che molti dicevano che Ronco non riparava apposta, cos\u00ec che i cani e i gatti\nrandagi entravano e lui li uccideva per mangiarseli.<\/p>\n\n\n\n<p>Amici?<\/p>\n\n\n\n<p>Nessun amico e\nquando si recava in paese molti lo evitavano, tranne i negozianti da cui si\nrecava per comprare da mangiare. Aveva una passione per il caff\u00e8 per cui il\nbarista era una delle persone che giornalmente lo doveva sopportare. Era gi\u00e0\ntanto che gli avventori del bar non si alzassero per andarsene via. Un giorno\nqualcuno mise un cartello all\u2019entrata del bar con<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cProibito entrare a\ncani e orsi\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>ma fu subito tolto\ndal vigile urbano perch\u00e9 era troppo evidente il riferimento a Ronco e questo\nnon si poteva per legge.<\/p>\n\n\n\n<p>Non era del posto.\nLa famiglia era arrivata da dove non si sa da una decina d\u2019anni. Padre, madre e\nlui. Poi rimase solo lui dopo che il padre mor\u00ec e la madre, ancora una bella\ndonna nonostante i suoi cinquanta e passa anni, and\u00f2 via con un altro uomo in\nuna fredda giornata d\u2019inverno portandosi via anche la legna che il giorno prima\nRonco aveva tagliato e raccolto nella golena del fiume per bruciarla nel camino\ne senza la quale quella notte Ronco quasi mor\u00ec di freddo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando parlava\nnessuno capiva quello che diceva, andava pi\u00f9 che altro a gesti oppure prendeva\ndirettamente dal banco della frutta e della verdura quello che gli serviva e lo\nbuttava sulla bilancia per poi portarsela via direttamente senza cartoccio\nnella sporta unta e bisunta e sporca tanto che ormai i colori vivaci della\ntreccia di cui era fatta non si vedevano pi\u00f9, consunti dal tempo e dall\u2019uso.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva una forza\nincredibile. Si diceva che avesse sollevato la fiancata dell\u2019auto della scuola guida\nper cambiare la ruota che si era squarciata contro il cordolo di un\u2019aiuola\nsulla quale un ragazzo era andato a finire durante una lezione. <\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno mai si era\nlamentato non solo di aver subito violenza da Ronco, ma nemmeno nessun gesto di\nrabbia o di irritazione nonostante fosse spesso oggetto di derisione e di burle\nda parte di molti che si divertivano alle sue spalle, come quella volta che per\npoco non gli incendiarono la casa buttandogli delle bottiglie incendiarie\ncontro la porta durante i festeggiamenti del capo d\u2019anno. Li aveva\nriconosciuti, ma non disse mai niente anche incontrandoli per strada o al bar.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE adesso cosa\nfacciamo?\u201d chiese un uomo accorso a vedere Ronco steso morto a terra<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChiama le pompe\nfunebri e portiamolo in casa, non possiamo lasciarlo qui fuori sotto il sole.\nE\u2019 sempre un essere umano, no?\u201d rispose un altro<\/p>\n\n\n\n<p>Si trattava di\nentrare nella tana, ma nessuno osava, tutti avevano paura. <\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente Silvia,\nuna bimba di dodici anni, vedendo tutte quelle esitazioni, si fece largo fra\ntutti quelli che si erano riuniti davanti all\u2019entrata, si chin\u00f2 sul corpo di Ronco\ne lo baci\u00f2 sulla guancia suscitando un vespaio di<\/p>\n\n\n\n<p>\u201coddio che schifo\u201d o\n\u201cnon hai paura di prenderti qualcosa?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>e lei guardando\nperplessa i presenti<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9 non\nentrate?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno rispose e si\nguardarono l\u2019un l\u2019altro perplessi.<\/p>\n\n\n\n<p>Silvia apr\u00ec la porta\ned entr\u00f2<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVenite. E\u2019 una casa\npiccola, ma molto accogliente\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Molti la seguirono e\nrimasero a bocca aperta vedendo l\u2019ordine e la pulizia in cui la casa era\ntenuta. Niente era gi\u00f9 di posto e tutto era pulito. Tavola, sedie, credenza e\nun immenso armadio a muro pieno zeppo di libri e uno scrittoio dal quale Silvia\nprese un quaderno, lo apr\u00ec e lesse una poesia dolcissima, strana, quasi un\ncanto<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuesta \u00e8 l\u2019ultima\npoesia che Ronco ha scritto. Io vengo qua quasi tutti i giorni per leggere le\npoesie che Ronco scrive. Lui non riesce a parlare bene, farfuglia e allora\nvuole sentire le sue poesie come suonano e poi se non gli piace il suono le\ncorregge ed io le torno a leggere fino a quando non sente il suono giusto.\nAllora sorride, mi bacia sulle guance, mi abbraccia piangendo e mi ringrazia\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Un silenzio\nincredibile si appropri\u00f2 della stanza e nessuno os\u00f2 interromperlo fino a quando\nSilvia prendendo il quaderno fece per uscire e disse<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLui non voleva, ma\ntutte le sue poesie le ho mandate per e-mail al mio professore di italiano che\nle ha trovate straordinarie e le ha fatte pubblicare col nome di Ronco. Adesso\ndevo dirgli che \u00e8 morto. Ronco sapeva che doveva morire, me l\u2019ha detto qualche\ngiorno fa dopo aver ascoltato l\u2019ultima poesia che gli ho letto. Era contento e\nmi ha sorriso\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEra ammalato?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon lo so. Non\ncredo. Lui ha detto che quello che doveva fare l\u2019ha fatto, non c\u2019era pi\u00f9 motivo\ndi vivere e che aspettava la signora con la falce\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa i tuoi cosa dicevano che venivi qua?\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cnessuno sa che venivo qui. Leggevo le sue poesie e lui era contento e poi me ne andavo. Adesso non posso pi\u00f9 venire qui e non posso pi\u00f9 leggergli le sue poesie\u201d disse con gli occhi lucidi uscendo con il quaderno stretto fra le braccia incrociate sul petto, come se custodisse un tesoro e avesse paura di perderlo <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_41846\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41846\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un giorno lo trovarono morto. 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