{"id":41812,"date":"2020-05-19T17:50:25","date_gmt":"2020-05-19T16:50:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41812"},"modified":"2020-05-19T17:50:27","modified_gmt":"2020-05-19T16:50:27","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-regina-di-marta-segat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41812","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Regina&#8221; di Marta Segat"},"content":{"rendered":"\n<p>Regina aveva 28\nanni e aveva rifiutato tutte le proposte di matrimonio che le erano state fatte.\nNon aveva neppure voluto il figlio del macellaio, un buon partito, ma zotico e\nprepotente.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Disgraziata! Rifiutare un ragazzo\ncos\u00ec! Ma quando mai ti ricapiter\u00e0! &#8211; &nbsp;Le\naveva urlato il padre in mezzo alla strada e poi l\u2019aveva battuta con la verga che\nteneva sempre sul suo calesse. Dopo era salito dai Longo e come sempre aveva\nriscosso lo stipendio della figlia e se ne era andato senza voltarsi, lasciando\nRegina seduta a terra a massaggiarsi la guancia gonfia per la frustata. Lei non\npiangeva, lo odiava. Lavorava da anni ormai e non aveva mai visto un soldo del\nsuo lavoro: ogni mese Tarcisio, suo padre, arrivava con il calesse in citt\u00e0 e\nriscuoteva il suo stipendio e quello delle sue due sorelle a servizio in altre\nfamiglie. Alle figlie non lasciava nulla, neppure pochi spicci.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; I vestiti per il lavoro ve li devono\ndare i vostri padroni &#8211;&nbsp; diceva&nbsp; &#8211; e la domenica non dovete uscire se non per\nandare a messa, e per quella va bene il vestito da cameriera che avete! &#8211; &nbsp;E cos\u00ec le tre poverette non avevano mai avuto\nla possibilit\u00e0 di comprarsi un paio di scarpe nuove, una borsetta per andare a\npasseggio la domenica con le amiche, n\u00e9 un cappellino. Nulla. Regina per\u00f2\nviveva a casa Longo e la sua padrona aveva imparato a controllare quel padre\ndespota. Si era rifiutata di aumentare la retribuzione pattuita inizialmente\ncon lui per i servizi di Regina, tuttavia ogni mese alla sua bambinaia dava\nsegretamente del denaro, in pi\u00f9 le passava i suoi abiti smessi e le comprava un\npaio di scarpe all\u2019anno. &#8211; E\u2019 un segreto tra me e te &#8211;&nbsp; le aveva detto accarezzandole le trecce rosse\nche teneva radunate alla base della nuca &#8211; con questi soldi puoi fare ci\u00f2 che\nvuoi -. Cos\u00ec Regina un giorno con quei soldi era andata dalla pettinatrice e si\nera fatta tagliare i capelli alla \u201cmaschietta\u201d. E gi\u00f9 botte il mese successivo.\n<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; A chi hai chiesto il permesso per\nconciarti cos\u00ec? &#8211; &nbsp;Le aveva urlato Tarcisio\ndal calesse, mentre con la mano libera dalle briglie cercava di colpirla con il\nfrustino rimanendo seduto in serpa. <\/p>\n\n\n\n<p>Nesto, per\u00f2, le aveva detto &#8211; Sei\nbellissima con questo taglio &#8211; e a lei bastava. Suo padre poteva picchiarla\nquanto voleva, ma lei avrebbe mantenuto i suoi capelli corti. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Solo le donnacce pensano\nall\u2019acconciatura. Dimmi, sei diventata una donnaccia? &#8211; Era sceso dal calesse e\nora le teneva stretto il collo con la mano sinistra, mentre la destra era in\naria in attesa di &nbsp;farla cadere\nviolentemente sul viso della figlia. Regina lo guardava negli occhi, non\ntremava, non supplicava, non piangeva. Sapeva che questo avrebbe fatto\narrabbiare ancora di pi\u00f9 suo padre, ma non importava. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Lasciala! &#8211; Una voce giunse alle\nspalle di Tarcisio che si volt\u00f2 lentamente mantenendo, per\u00f2, sempre la presa. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; &nbsp;Non si preoccupi signorino, la raddrizzo e\ngliela restituisco &#8211; <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211;&nbsp;\nNo, la devi lasciare ora! &#8211; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Signorino, io sono il padre, \u00e8 mio\ndovere\u2026 &#8211; E fece roteare il frustino per far capire meglio le sue intenzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; E io sono il padrone di tua figlia e\ntu stai malmenando una mia serva! &#8211; Disse d\u2019un fiato il giovane&nbsp; &#8211; Vai da mia madre a prendere lo stipendio e poi\nvattene! &#8211; <\/p>\n\n\n\n<p>Alberto aveva\nsolo diciannove anni ma era molto alto e, grazie alle cure di Regina, era\ndiventato anche un ragazzo robusto. Un \u201cpezzo di giovanotto\u201d avrebbe detto suo\nnonno. Tarcisio lo guard\u00f2, osserv\u00f2 i pugni che il ragazzo teneva stretti alle\ncosce e moll\u00f2 la presa. Regina cadde a terra, era paonazza in viso e inizi\u00f2 a\ntossire in modo convulso. Alberto corse in suo aiuto, mentre il padre di lei a\nlunghi passi raggiungeva le scale per andare a riscuotere lo stipendio della\nfiglia. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Questa volta la mamma non gli dar\u00e0\nnulla! &#8211; Rivel\u00f2 il giovane a Regina.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Per amor del cielo! Perch\u00e9? Si\narrabbier\u00e0 ancora di pi\u00f9 e se la prender\u00e0 di nuovo con me e con le mie sorelle!\n&#8211; Disse la ragazza preoccupata.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; No Regina, tu sei ormai maggiorenne e\nlui non ha pi\u00f9 potere su di te. Non pu\u00f2 prenderti ogni mese tutti i soldi che\nguadagni, &#8211; Alberto sussurrava &#8211; non pu\u00f2 pi\u00f9! Sono tuoi, di diritto! &#8211; Ribad\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Per la prima volta nella sua vita\nRegina scopr\u00ec di avere dei diritti. Era una sensazione strana. Dei diritti? Lei\naveva finora conosciuto soltanto dei doveri, dei diritti nessuno le aveva mai\nparlato!<\/p>\n\n\n\n<p>Per nove mesi il\npadre non si fece pi\u00f9 vedere, poi un giorno arriv\u00f2 in calesse. Con s\u00e9 aveva il\nfiglio pi\u00f9 piccolo, Zeno, avvolto in una coperta, febbricitante. Lo aveva\nstrappato dalle braccia della madre per portarlo in ospedale in citt\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; L\u2019ospedale non \u00e8 roba per donne. Stai\na casa e prega! &#8211; Aveva detto, ignorando le lacrime della moglie. L\u2019ospedale,\nper\u00f2, era costoso e lui non voleva spendere soldi suoi, non per quella creatura\ntanto fragile. E cos\u00ec, certo di toccare il cuore ribelle di Regina, si era\npresentato da lei mostrandole il fratello moribondo. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Portatelo subito in ospedale! Che\naspettate? &#8211; Aveva urlato lei spaventata per il colorito pallido del ragazzino.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; L\u2019ospedale costa, Regina, e io non ho\nsoldi. Da mesi tu non aiuti pi\u00f9 la tua famiglia e vedi come siamo ridotti ora!?\n&#8211; Gli occhi della ragazza si riempirono di lacrime per la prima volta dopo\ntanto tempo. Si sentiva divorata dalla vergogna e dal rancore. Corse in casa,\nraggiunse la sua stanza, estrasse dal materasso un rotolo di soldi, tutti\nquelli che aveva risparmiato per farsi il corredo, e ritorn\u00f2 in strada. Con\nrabbia li lanci\u00f2 contro il pastrano del padre dicendo: &#8211; Ora li avete i soldi,\nportatelo subito in ospedale! &#8211; Tarcisio raccolse il rotolo di denaro e se lo\nmise in tasca. Faceva un bel gruzzolo insieme a quelli che aveva gi\u00e0 intascato\nquel giorno dalle altre due figlie! Poi lentamente fece muovere la cavalla e si\nallontan\u00f2. Era stanco, era partito all\u2019alba da Castelgrande per raggiungere la\ncitt\u00e0, era ormai pomeriggio e non aveva ancora pranzato. Per un attimo pens\u00f2 di\nfermarsi all\u2019osteria, ma il colore terreo del figlio lo convinse a proseguire\nper l\u2019ospedale.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella settimana\nRegina attese con ansia il gioved\u00ec, il suo giorno di libert\u00e0. Si mise il\nvestito migliore, le scarpe nuove e, accompagnata da Nesto, raggiunse un edificio\ncupo e triste. Le tremavano le gambe, non era mai entrata in un ospedale e non\nsapeva come comportarsi. &#8211; E\u2019 un palazzo con tante camere da letto &#8211; Le aveva\nspiegato Alberto che voleva diventare medico e frequentava l\u00ec le sue prime\nlezioni di anatomia.<\/p>\n\n\n\n<p>Non fu facile trovare\nchi si ricordasse di Zeno Fabbris. Poi a un\u2019infermiera in servizio tre giorni\nprima venne in mente un uomo dai capelli e baffi rossi che si era presentato con\nun ragazzino tra le braccia. Ma non c\u2019era pi\u00f9 nulla da fare. Se fosse arrivato\nqualche ora prima forse ce l\u2019avrebbe fatta, ma ormai il figlio era morto, cos\u00ec\nTarcisio era tornato a Castelgrande con il suo fardello. <\/p>\n\n\n\n<p>Regina url\u00f2,\nurl\u00f2 contro suo padre, la sfortuna, la miseria e l\u2019ignoranza. Nesto la teneva\nper le spalle mentre lei vomitava al mondo tutta la sua rabbia e il suo dolore.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno\nsuccessivo ottenne dai Longo il permesso di andare a casa per alcune ore. Nesto\nchiese allo zio in prestito un carro e in due ore furono al paese. La madre di\nRegina era seduta su una sedia davanti all\u2019uscio di casa, filava e piangeva in\nsilenzio. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; L\u2019abbiamo sepolto ieri \u2013 disse senza\nneppure alzare lo sguardo verso la figlia &#8211; Dio ha voluto cos\u00ec, che ora ci\nbenedica! &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Non \u00e8 stato Dio a volerlo morto, ma\nvostro marito che lo ha portato in ospedale solo dopo aver intascato con il ricatto\ntutti i soldi che voleva! Non \u00e8 Dio, \u00e8 il diavolo che c\u2019\u00e8 in lui che ha ucciso\nZeno! &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Taci figlia mia, non sai cosa stai\ndicendo. Sei diventata pazza? Aveva ragione tuo padre. Sei stata accecata dal\ndenaro e dall\u2019egoismo ed ora la tua mente \u00e8 di lucifero &#8211; sussurr\u00f2 la madre &#8211; che\ndisgrazia, una figlia serva del diavolo! &#8211; La donna si alz\u00f2 ed entr\u00f2 in casa chiudendosi\nalle sue spalle la porta con il chiavistello.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Sono pazza io? Siete pazzi voi! Tutti\nvoi! &#8211; Url\u00f2 alla madre chiusa in casa. Poi croll\u00f2 sulla sedia che aveva\nlasciato libera la donna e per la seconda volta pianse, pianse, pianse. Non\nvide suo padre, n\u00e9 lo avrebbe voluto vedere, ma and\u00f2 al cimitero dove mise\nqualche margherita di campo sulla povera tomba del fratello. Si torturava: se\navesse continuato a dare i suoi soldi al padre, se non fosse stata cos\u00ec\narrogante e altezzosa, forse suo fratello sarebbe stato ancora vivo! Si sentiva\nin colpa, triste e sola. Il braccio di Nesto intorno alle spalle non la\nrincuorava, anzi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&#8211;\nNon mi sposer\u00f2 mai &#8211; &nbsp;pens\u00f2 tra s\u00e9\ntornando a in citt\u00e0. Il giorno dopo lasci\u00f2 Nesto e non ci pens\u00f2 pi\u00f9. <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_41812\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41812\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Regina aveva 28 anni e aveva rifiutato tutte le proposte di matrimonio che le erano state fatte. Non aveva neppure voluto il figlio del macellaio, un buon partito, ma zotico e prepotente. &#8211; Disgraziata! Rifiutare un ragazzo cos\u00ec! Ma quando mai ti ricapiter\u00e0! &#8211; &nbsp;Le aveva urlato il padre in mezzo alla strada e poi [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_41812\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41812\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":20263,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[545],"tags":[],"class_list":["post-41812","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2020"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41812"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/20263"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41812"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41812\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":41855,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41812\/revisions\/41855"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41812"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41812"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41812"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}