{"id":4175,"date":"2010-05-31T16:36:00","date_gmt":"2010-05-31T15:36:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4175"},"modified":"2010-05-31T16:36:00","modified_gmt":"2010-05-31T15:36:00","slug":"cecco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4175","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Cecco&#8221; di Lucio Basile"},"content":{"rendered":"<p><!--StartFragment--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><span>Centoquaranta chili di ciccia su un vespino rosso sarebbero uno spettacolo quasi comico se non appartenessero al ragazzo con la faccia pi\u00f9 triste che si sia mai vista. Si present\u00f2 all\u2019appuntamento con la sua prima rapina in canottiera elasticizzata e parcheggi\u00f2 il vespino rosso proprio davanti l\u2019ufficio postale di Pescara. Senza complici, senza nessuno che tenesse il motore del vespino al massimo dei giri per una fuga da brivido. Prima di entrare nell\u2019ufficio, anzi, spense la moto col rischio che all\u2019uscita, col malloppo a tracolla, questa non volesse saperne di accendersi al primo tentativo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>L\u2019arma con cui diffuse il panico all\u2019interno delle Poste era un coltello, e nessuno sa se l\u2019intimazione di consegnare il denaro la pronunci\u00f2 in dialetto o in italiano. L\u2019impiegato che fronteggi\u00f2 Cecco non sembr\u00f2 stravolto dalla paura e gli consegn\u00f2 un migliaio di euro, una piccola parte del denaro a sua disposizione, con la speranza mal celata che quell\u2019ingombrante e simpatico rapinatore la facesse franca. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Cecco corse \u2013si fa per dire- alla moto che non lo trad\u00ec: si accese al primo tentativo. A tradirlo fu la velocit\u00e0 con cui abbandon\u00f2 il luogo della rapina: veramente imbarazzante per un veicolo a motore. Un ragazzo nemmeno tanto veloce di prima media avrebbe tranquillamente tenuto il passo del vespino con Cecco sopra, nonostante lo sforzo di quel motore Piaggio che cercava di opporsi a quella montagna di chili con sbuffi di fumo nero e un rombo acuto, quasi esiziale.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Cecco aveva preso il lungomare gi\u00e0 pregustando qualche buon pranzetto al \u201cCasereccio\u201d e pi\u00f9 di un incontro con la sua amica di strada nigeriana quando fu affiancato da una gazzella della polizia con il suo classico, isterico suono della sirena. Il rapinatore guard\u00f2 i tre poliziotti armati con la faccia interrogativa di chi si stesse chiedendo cosa mai volessero quei tre tipi con le mitragliette sotto il braccio e perch\u00e9 gli avessero tagliato la strada facendolo finire a terra. Come se i dieci minuti trascorsi tra la rapina e il conseguente intervento della polizia fossero un tempo troppo lungo, geologico, perch\u00e9 Cecco potesse mettere in rapporto i due eventi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Fu picchiato e portato in questura e da qui in carcere dove nessuno ebbe piet\u00e0 della sua innocenza di bambino. Un giudice lo affid\u00f2 a uno psichiatra che si accorse della sua innocuit\u00e0. Fu liberato dopo qualche mese con nuove sempre pi\u00f9 profonde ferite.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Prov\u00f2 a lavorare nel suo paese: una decina di euro per ogni giornata a portare mattoni. Ma la puntualit\u00e0 nel lavoro non \u00e8 mai stata una prerogativa di Cecco, cos\u00ec come la costanza. Per questo ci riprov\u00f2, ma con un ufficio postale pi\u00f9 piccolo perch\u00e9 a lui le banche erano antipatiche.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>A bordo di un ape, da fedele cliente Piaggio, si ferm\u00f2 davanti le Poste di Collecorvino, un piccolo paese dell\u2019interno. Come il vespino anche l\u2019ape aveva visto tempi migliori e, si intuiva dalle folate che emetteva, avrebbe preferito un autista dalla silhoutte pi\u00f9 contenuta, ma come tutte le Piaggio anche lei non avrebbe tradito. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Cecco entr\u00f2 nell\u2019ufficio con un coltello senza punta, l\u2019unico che era riuscito a trovare, con il solo scopo di rispettare il rituale di una rapina: presentarsi con un\u2019arma.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>L\u2019unico impiegato presente era come se l\u2019aspettava: una persona ragionevole. Cecco spar\u00f2 una cifra astronomica, due mila euro, trattabili. \u201cTroppi per una rapina ad un ufficio postale di un paese cos\u00ec piccolo\u201d gli rispose l\u2019impiegato. La contrattazione dur\u00f2 cinque minuti giungendo ad un onesto compromesso: una cinquantina di euro. Giusti per un pranzetto ed una sveltina alla pineta con la sua amica nigeriana.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Se ne and\u00f2 soddisfatto sulla sua ape con i cinquanta euro in tasca non incontrando poliziotti lungo una fuga pi\u00f9 che dimessa. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span>Il racconto della rapina fece il giro del suo paese e dei paesi vicini che risero della sua bravata per settimane, ma non in sua presenza. Cecco non ama ridere delle sue imprese che a suo modo di vedere non hanno nulla di comico. Cecco non ha la faccia del comico, non vuole far ridere; chi ride di lui lo fa contro di lui. Chi ride di lui non lo fa in sua presenza, se non altro per il timore reverenziale che ogni persona di buonsenso deve avere verso centoquaranta chili di peso. Tutti, per\u00f2, ridono di lui, tutti tranne Gianni che ha smesso di farlo da quando Cecco gli confess\u00f2 che da bambino qualcuno pi\u00f9 grande di lui, molto vicino a lui, viol\u00f2 la sua innocenza costringendolo al gioco dei fidanzati.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">Ogni giorno, ed \u00e8 la prima cosa che fa, Gianni apre il quotidiano locale sperando di non trovare notizie di Cecco. E&#8217; certo che quel silenzio non durer\u00e0 a lungo e che quei centoquaranta chili di innocenza andranno, prima o poi, a liquefarsi nell&#8217;indifferenza generale.<\/p>\n<p><!--EndFragment--><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4175\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4175\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Centoquaranta chili di ciccia su un vespino rosso sarebbero uno spettacolo quasi comico se non appartenessero al ragazzo con la faccia pi\u00f9 triste che si sia mai vista. 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