{"id":4172,"date":"2010-05-30T17:40:04","date_gmt":"2010-05-30T16:40:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4172"},"modified":"2010-06-10T17:52:36","modified_gmt":"2010-06-10T16:52:36","slug":"il-bagliore-delle-stelle-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4172","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Il bagliore delle stelle&#8221; di Manuela Daidone"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"#000000;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">\u201c<span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"normal;\">I<\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"normal;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">l <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><em><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">crepuscolo<\/span><\/em><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"normal;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\"> <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"normal;\"><strong><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">\u00e8 <\/span><\/strong><\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"normal;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">la <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><em><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">fenditura<\/span><\/em><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"normal;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\"> tra i mondi\u201d disse Don Juan.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"#000000;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">\u201c<\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><em><strong><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">\u00c8<\/span><\/strong><\/em><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><em><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\"> la porta dell\u2019ignoto<\/span><\/em><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"normal;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">.\u201d<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Da \u201cL&#8217;isola del Tonal\u201d di Carlos Castaneda<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"normal;\" align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Romaldo D&#8217; Agata era un principe solitario. Viveva in un castello edificato sulla sommit\u00e0 di un piccolo colle. L&#8217;antico maniero, quando ancora si erigeva, dominava dall&#8217;alto gli elementi naturali che lo circondavano: i pendii, le valli, il lago, che per la loro forma tondeggiante, dovevano incorniciarlo dal basso tutt&#8217;intorno, mentre il cielo formava su di esso una calotta vitrea. Il castello, per la particolare posizione, appariva simile a una palla di cristallo, che una volta agitata, mostrava in movimento il materiale iridescente, perch\u00e9 i riflessi cangianti, che il lago proiettava sull&#8217;edificio, e tuttora sulle rovine, modulati dalla luce del giorno, lo svelavano come <\/span><\/span><span style=\"small;\"><em><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">un brulicante mondo a parte<\/span><\/em><\/span><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"small;\"><span style=\"normal;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Nel castello nessuno, mai, aveva accesso, ma di certo era noto a tutti lo stemma dell&#8217;antica famiglia nobiliare: <\/span><\/span><\/span><strong><span style=\"small;\"><span style=\"normal;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">i<\/span><\/span><\/span><\/strong><strong><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"normal;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">n campo azzurro, un tronco d\u2019albero d&#8217;oro posto in palo, cimato da un gabbiano d&#8217;argento dal volo spiegato, caricato in petto da un <\/span><\/span><\/span><\/span><\/strong><strong><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><em><span style=\"normal;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">bagliore<\/span><\/span><\/em><\/span><\/span><\/strong><strong><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"normal;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\"> bianco raggiato, racchiuso in un cerchio, simile a una stella o a una perla investita dalla luce. Ai piedi dell&#8217;albero, piantata su di un terreno d&#8217;oro, un&#8217;agata blu, avente la fattura di una goccia. Il tutto incorniciato da un cartiglio mistilineo di colore avorio e sovrastato da una corona ornata di una conchiglia d&#8217;argento. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Lo stemma era autentico, perch\u00e9 un mercante di un borgo vicino si vantava di possedere uno splendido boccale di maiolica fregiato dello stesso, ricevuto in dono direttamente dal re D&#8217;Agata per avergli procurato agate e perle che da secoli erano le gemme simbolo dell&#8217;antico casato. L&#8217;oggetto pass\u00f2 di padre in figlio e resta a testimonianza dell&#8217;esistenza della famiglia, insieme a stemmi di pietra scolpiti a rilievo e ad altri reperti.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"normal;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Inoltre, l&#8217;interesse rivolto dalla famiglia verso le agate e le perle, desumibile dallo stesso stemma e dalle iscrizioni, era giustificato non solo dal nome del casato, ma dalla ricerca della protezione divina. In quanto, per la nobile famiglia, e ci\u00f2 trova riscontro nei Lapidari medievali, l&#8217;agata rappresentava Giovanni Battista, la perla Ges\u00f9 Cristo, mentre il gabbiano e la stella alludevano allo Spirito Santo. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"normal;\" align=\"justify\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Ma, risulta pi\u00f9 difficile stabilire quanta verit\u00e0 contenessero le storie sul principe, che si sono tramandate fino a noi. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"small;\"><span style=\"normal;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Il nome del principe significa <\/span><\/span><\/span><span style=\"small;\"><em><span style=\"normal;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">dominatore glorioso<\/span><\/span><\/em><\/span><span style=\"small;\"><span style=\"normal;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">. E infatti, la sua gloria proliferava tanto pi\u00f9 egli si adoperava a tenere nascosta la propria identit\u00e0. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Si narra che Romaldo, abbia conosciuto, nei pressi di una cascata, una fanciulla dalla bellezza radiosa, il cui nome sembrava recare in s\u00e9 l&#8217;origine di tale splendore, in quanto Lucinda significa <\/span><\/span><span style=\"small;\"><em><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">luce<\/span><\/em><\/span><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Gli incontri furono pochi. E, l&#8217;acqua, quando, vicino alle cateratte, prima di giungere alla cascata, per la minore pendenza, scivolava sulle rocce emergenti con dolcezza, suscitando la sensazione che si prova nell&#8217;osservare la pelle tenera di un bimbo che dorme, suggeriva ai due giovani lo scambio di carezze su cui indugiare, per un tempo incommensurabile. Poi, la cascata creava un tale senso di dispersione, nelle loro menti e nei loro cuori, acuito dal nascente sentimento, da annullare ogni barriera tra i due diventati come delle lievi patine volteggianti nell&#8217;aria e aderenti alle rocce e all&#8217;acqua spumeggiante, a tal punto che mai sembr\u00f2 loro di essere stati divisi, perfino da ci\u00f2 che li attorniava. I due amanti amavano ascoltare, seguire, perdersi dietro lo scroscio fragoroso dell&#8217;acqua, abbandonandosi ai pensieri che rapidi balenavano nelle loro menti, per poi essere proferiti dalle loro bocche tremanti e a un tempo decise, come per effetto dell&#8217;impeto con cui l&#8217;acqua cade gi\u00f9 e si impone e domina l&#8217;ascolto. Un giorno, si avvicinarono intrecciando le dita dell&#8217;uno in quelle dell&#8217;altra e sfiorandosi appena le labbra, ma essendosi sporti troppo dal dirupo dal quale osservavano la cascata, come piume bagnate e dai filamenti aggrovigliati, scivolarono. Romaldo sopravvisse, Lucinda non scamp\u00f2 alla morte.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Per lungo tempo Romaldo rinunci\u00f2 a prender moglie. Era molto ambito dalle donne dei borghi vicini e dalle fanciulle altolocate, nonostante nessuna l&#8217;avesse mai visto in volto. Eppure, si diceva che durante i suoi tanti viaggi, avesse avuto numerose amanti. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Egli sfrecciava tra la fitta vegetazione dei boschi, tra i tanti rami, tronchi, rovi soprattutto all&#8217;imbrunire sul suo cavallo avorio come la sua pelle. Era alto e i suoi capelli corvini, pi\u00f9 lunghi nella parte superiore del capo, si scompigliavano dandogli un&#8217;aria ribelle.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Sembra che si limitasse a toccare attraverso una botola segreta le mani delle donne di tutte le condizioni sociali, come a voler risvegliare in s\u00e9 le sensazioni del tocco di Lucinda per placare almeno la sua pena, rifiutandosi di guardare in volto le donne, sicuro che mai avrebbe ritrovato in loro lo stesso splendore. E ogni qual volta le donne, con le quali entrava in contatto, chiedevano, sia pur con discrezione di pi\u00f9, con afflizione ritraeva la mano ferito nell&#8217;orgoglio, quasi sdegnato da tanta sfacciata presunzione. E ciononostante, quanta pazienza si celava nei cuori delle donne, quanta capacit\u00e0 di vedere oltre l&#8217;esteriore freddezza del principe, in germe, ancora la capacit\u00e0 di specchiarsi negli occhi di una donna, di compenetrarli alla ricerca del vero se stesso. Cos\u00ec le donne, disposte a tacere il segreto incontro, sia per la speranza di ripeterlo, che per l&#8217;ebrezza del rischio, tornavano alle loro dimore, sicure di aver ricevuto grandi doni nascosti in scambi d&#8217;affetto cos\u00ec parsimoniosi, sebbene non fossero state le prescelte. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Romaldo, aveva colto la verit\u00e0 almeno su un aspetto, ma viveva come una pianta in un vaso angusto. Perch\u00e9 al termine degli incontri chiedeva alle donne di dargli un pugno di terra che esse stesse avevano raccolto e si premuravano di porgere al principe con le loro mani. Romaldo deponeva la terra parte sulla tomba di Lucinda, sperando che la terra gliela restituisse, e parte nel suo giardino, l\u00e0 dove le piante e gli alberi crescevano in libert\u00e0, cos\u00ec come le donne solo nella libert\u00e0 sviluppano il meglio di s\u00e9. Ma le donne di Romaldo erano fin troppo libere! Il rischio, per alcune, era che la troppa libert\u00e0 ottundesse i cuori, non le portasse a spingersi oltre l&#8217;apparenza! Ci si deve sentire sempre un po&#8217; legati, radicati, specie in tali situazioni, per riconoscere i benefici dell&#8217;amore.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"normal;\" align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Ormai, Romaldo era oltremodo maturo, sempre pi\u00f9 magro, la barba nera riluceva di sparsi fili argentei e con la punta gli toccava le clavicole. La pelle del viso era spenta, quasi senza vita, non fosse che per un lieve guizzo di luce che talvolta come una girandola veloce sembrava muoversi nei suoi occhi che subito tornavano ad appannarsi. Ed il sorriso, appena dopo aver toccato l&#8217;apice della tenerezza, sembrava quello di un ebete istupidito dall&#8217;avere, da tempi immemorabili, smarrito la chiave del suo essere, chiuso chiss\u00e0 dove. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Ed \u00e8 a questo punto che la sua storia si lega alla nostra, si, alla nostra di oggi. Perch\u00e9 il cielo reca ancora in s\u00e9 le stelle! Era solito Romaldo, che quasi non lasciava pi\u00f9 il castello, di notte prima di andare al letto, trascorrere il suo tempo in un ampio terrazzo ad osservar le stelle. A guardarlo, con le vesti trasfigurate dalle luci della notte, lo si sarebbe potuto scambiare per un saggio vegliardo, un profeta intento a ragionar con Dio del destino umano, e invece Romaldo era un re.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Forse cercava lo splendore della fanciulla amata, perch\u00e9 nelle notti senza vento era possibile udire una voce di uomo che urlava: &#8211; <\/span><\/span><span style=\"small;\"><em><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Luce, luci, Lucinda<\/span><\/em><\/span><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">! &#8211; . E qualcuno giurava di aver visto provenire, una volta, dal castello, una sorta di lampo silenzioso e persistente.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Romaldo, come se si fosse svegliato da un sonno che d\u00e0 tormento, di soprassalto, con la voce che gli proveniva dalle viscere pi\u00f9 profonde, emessa con uno sforzo immane e con sovrumano spavento disse: &#8211; Dunque muoio! Sono cieco&#8230; o forse \u00e8 un gran <\/span><\/span><span style=\"small;\"><em><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">bagliore<\/span><\/em><\/span><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\"> ci\u00f2 che precede la fine! -.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">E dalla <\/span><\/span><span style=\"small;\"><em><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Luce <\/span><\/em><\/span><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">accecante, giunse la risposta: &#8211; Romaldo, <\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">la luce dell&#8217;<\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><em><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">alba<\/span><\/em><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\"> e quella del <\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><em><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">crepuscolo<\/span><\/em><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\"> sono tenui, diffuse, ti permettono di scorgere senza clamore le persone, gli oggetti e i loro aspetti. Esse sono l&#8217;inizio e la fine di un&#8217;esistenza, le puoi ritrovare nel corso della vita, ti renderanno parte di Tutto, ma puoi anche smarrirle prendendo abbagli &#8211; .<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Romaldo, leggermente chino, muoveva gli occhi adagio da una parte all&#8217;altra, come se cercasse vanamente un appiglio nel <\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><em><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">bagliore <\/span><\/em><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">e, con un tono basso, cavernoso e di solenne rassegnazione, proferii: &#8211; Si, sei il mio Dio che mi strappa alla vita&#8230;.spenta -. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">E la <\/span><\/span><span style=\"small;\"><em><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Luce<\/span><\/em><\/span><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">: &#8211; Spogliati della tua maschera superficiale, perch\u00e9 per quanto ti appartenga ti tiene lontano dalle emozioni della vita! L&#8217;<\/span><\/span><span style=\"small;\"><em><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">alba <\/span><\/em><\/span><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">e il <\/span><\/span><span style=\"small;\"><em><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">crepuscolo<\/span><\/em><\/span><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\"> <\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">sono la zona in cui con atteggiamento misurato, perch\u00e9 interessato e distaccato a un tempo, navighi cogliendo le infinite combinazioni degli opposti, dei colori, delle luci, in cui vivi nell&#8217;equilibrio instabile di tutte le cose, in cui incessantemente il male si trasforma in bene e il dolore in felicit\u00e0, in cui tu non sei solo della luce o del buio: non persegui accanitamente uno dei due, smarrendone il senso. Senti questa mutevolezza di opposti, senza lasciarti catturare da uno dei due estremi, ma cogliendo in tutto gli infiniti rapporti con il resto. E cos\u00ec, anche tu sarai sempre nuovo farai emergere il te stesso profondo: quello che non teme eccessivamente fino all&#8217;immobilismo il proprio o l&#8217;altrui dolore, ma lo affronta e gioisce nel constatare che esso subito si trasforma in altro. Non temere la vita o sarai una larva umana, un fantasma! -. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">E nel mentre, frammenti mobili di materiale traslucido, colorato, opaco, tenuti insieme da una telaio di luce, che dava loro la parvenza di una vetrata gotica, si riflettevano in un gioco di specchi, producendo infinite combinazioni di immagini e colori; quanta fantasia si rivelava in forme che trovavano continuamente la loro simmetria, come in un caleidoscopio proiettato sulla tela bianca della luce.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">&#8211; Hai lasciato che la sua bellezza fosse solo un abbaglio, ti sei perso. Adesso recupera quella luce, negli sguardi delle donne, e con essa la possibilit\u00e0 di scorgere i tanti aspetti che fan parte di una donna giovane o matura che sia, sappi individuarli anche solo in germe ed essi si manifesteranno prima o poi in loro, e in te con conseguenze e in forma diversa -.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Romaldo, con un tono che manifestava una strana forma di stordimento cosciente, come se stesse rinsavendo da uno stato di prolungato torpore della mente disse:- Pur di non soffrire, mi sono limitato a sfiorare di sfuggita le donne. Ho assunto la parte del <\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><em><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">dominatore<\/span><\/em><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\"> che stabilisce le condizioni dell&#8217;incontro per trionfare sempre, perch\u00e9 la mia immagine non fosse intaccata da nulla, perch\u00e9 nessuno avesse l&#8217;ardire di trovare mancanze in me. Mi sono limitato a cogliere solo il loro vano affanno nel catturarmi, nel quale percepivo sempre qualcosa di spropositato&#8230; mentre spesso la loro non era brama di possesso, ma il sentore della mia fuga all&#8217;impazzata verso il nulla. E cos\u00ec, ho evitato il confronto, la condivisione.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">E invece, adesso, intuisco quanto \u00e8 bello sentire che nel confronto la nostra immagine di presunta perfezione si sgretola, per partorire il nuovo, come la farfalla nasce dal bruco gi\u00e0 perfetto nella sua ragion d&#8217;essere, ma non abbastanza, se non mutasse in un&#8217;ulteriore forma.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Se solo avessi saputo vedere altro in loro, che non fosse per forza da ricondurre a me, che non mi portasse a temere per me stesso! La loro unicit\u00e0, se l&#8217;avessi lasciata parlare, cosa avrebbe detto?<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Chiss\u00e0 a cosa avrebbero potuto condurmi quelle donne che sanno donarsi, senza pretendere! Chi erano, veramente, quelle donne? Se solo per un attimo fossi andato loro incontro cosa avrei scoperto di me, che adesso ignoro? E io quali effetti avrei avuto su di loro? Come e quanto sarebbero state in grado di amarmi?&#8230;. non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 tempo&#8230; -.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">E ancora la <\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><em><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Luce<\/span><\/em><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">: &#8211; Si, Romaldo, Fermarsi all&#8217;abbaglio della giovent\u00f9 o che si manifesta lungo il cammino della vita \u00e8 fuorviante, cedi al fascino dell&#8217;abbaglio, per poi spingerti oltre e cogliere la complessit\u00e0 mutevole dell&#8217;animo di una donna, <\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><em><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">le tante luci diverse che si riverberano nell&#8217;abbaglio stesso della bellezza<\/span><\/em><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">, non averne troppa paura o rischierai di essere uno specchio vuoto. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Lucinda stessa, nel ricordo \u00e8 frantumata in pezzi che si mescolano a quelli di tua madre, delle tue amanti e dei tanti tocchi risanatori di donna da cui hai tratto giovamento. Lei non \u00e8 pi\u00f9 quella dei primi incontri, il suo stesso ricordo \u00e8 maturato in te, riconoscilo! <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Non sai, Romaldo, da quanto esistano le stelle, le donne e gli uomini sono fatti di una luce che non ha tempo. <\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><em><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Luce senza tempo che rende presente, in modo pi\u00f9 completo, ci\u00f2 che sembra assente <\/span><\/em><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">&#8211; . <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Romaldo, come novello Battista rallegrato dalla certezza di essere dinnanzi al figlio di Dio, Cristo \u201c<\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><em><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">sole che sorge dall&#8217;alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre<\/span><\/em><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\"> <\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">[Luca, 1,79]<\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">\u201d, <\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">alz\u00f2 lo sguardo pi\u00f9 che poteva <\/span><\/span><span style=\"#000000;\"><span style=\"Times New Roman,serif;\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">estasiato, e svenne.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Non molto tempo dopo il fatto, Romaldo, la cui parabola esistenziale legata all&#8217;amore lo aveva portato a perdersi e a ritrovarsi attraverso un <\/span><\/span><span style=\"small;\"><em><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">abbaglio<\/span><\/em><\/span><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">, simile per il duplice effetto alla <\/span><\/span><span style=\"small;\"><em><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">lancia<\/span><\/em><\/span><span style=\"small;\"><span style=\"#ffffff none repeat scroll 0% 0%;\"> di Peleo che ferisce e risana, spos\u00f2 una vedova di poco pi\u00f9 giovane di lui, nei cui occhi non ebbe paura di specchiarsi.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4172\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4172\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl crepuscolo \u00e8 la fenditura tra i mondi\u201d disse Don Juan. \u201c\u00c8 la porta dell\u2019ignoto.\u201d Da \u201cL&#8217;isola del Tonal\u201d di Carlos Castaneda Romaldo D&#8217; Agata era un principe solitario. Viveva in un castello edificato sulla sommit\u00e0 di un piccolo colle. L&#8217;antico maniero, quando ancora si erigeva, dominava dall&#8217;alto gli elementi naturali che lo circondavano: i [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4172\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4172\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":602,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-4172","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-2010"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4172"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/602"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4172"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4172\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4172"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4172"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4172"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}