{"id":41658,"date":"2020-05-15T16:32:29","date_gmt":"2020-05-15T15:32:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41658"},"modified":"2020-05-15T16:34:39","modified_gmt":"2020-05-15T15:34:39","slug":"premio-racconti-per-corti-2020-capelli-neri-di-maddalena-frangioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41658","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2020 &#8220;Capelli neri&#8221; di Maddalena Frangioni"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cBuongiorno, \u00e8 questa la Scuola Leopardi\u2019\u201d, disse l\u2019uomo stretto al braccio della moglie, la mano al bambino piccolo e dietro di lui la ragazzina di 12 anni. \u201cSi\u201d, rispose il bidello della Scuola&nbsp; mentre stava per chiudere il portone. \u201dSono qui per iscrivere mia figlia&nbsp; alla prima media\u201d. \u201cFate silenzio, per favore\u201d, aggiunse con tono quasi severo il bidello nel dare una rapida occhiata ai nuovi arrivati, \u201cle lezioni sono cominciate da una buona mezz\u2019ora, gli insegnanti sono impegnati e la segreteria ha molto da fare e il direttore \u00e8 nel suo ufficio impegnato tra le carte. Entrate e andate l\u00e0 in quell\u2019angolo del corridoio vicino al termosifone\u201d. Chiuso il portone cominci\u00f2 a pulire per terra, dopo il passaggio degli alunni il pavimento era pieno di macchie lasciate dagli anfibi, le scarpe da tennis tanto di moda. La famigliola intimidita dallo sguardo secco del bidello and\u00f2 a schiacciarsi contro il termosifone come indicato.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCredi che\nriusciremo a iscrivere nostra figlia?&nbsp; Nessuno\nci ascolta. Sar\u00e0 meglio tornare un\u2019altra volta?\u201d, disse la moglie sottovoce al\nmarito. \u201cNo, cara, io non me ne vado, Aralya&nbsp;\nha diritto a andare a scuola\u201d, rispose il marito forte della sua\ndecisione stringendo il braccio della moglie per confortarla. Il bambino,\nignaro di tutto, sembrava contento per la macchinina ricevuta al mattino che\nora lanciava nel corridoio della Scuola con la soddisfazione di vederla\nsfrecciare e andare lontano e finire tra le gambe del bidello intento a pulire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cStai bene?\u201d,\ndisse il padre rivolto alla ragazzina vedendola ferma e in silenzio pensando\nche stesse male. Aralya guard\u00f2 il padre e sorrise. \u201cSto bene pap\u00e0, sto bene\u201d,\npoi non disse altro e si strinse nel giaccone per scaldarsi. La giornata\nautunnale era grigia, una leggera pioggia cadeva da qualche ora e metteva addosso\ndei brividi di freddo. Non era abituata al freddo, nella casa lontana\nsull\u2019oceano dall\u2019altra parte del mondo, lasciata un anno fa di notte con la\nfamiglia, dopo un forte terremoto, c\u2019era sempre il sole e per il caldo bastava\nun abito leggero. Le piaceva andare a Scuola, ma al suo paese dopo le\nelementari non c\u2019era pi\u00f9 scuola e le ragazze stavano a casa a aiutare le mamme\ncon i fratellini. Aralya aveva dei sogni, ma sapeva quanto fossero incerti. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCiao, Salvatore\u201d, disse l\u2019insegnante al bidello camminando di fretta nel corridoio per raggiungere la sala grande dei professori. \u201cChe ci fa quella gente? Cosa vuole?\u201d. \u201cBene, grazie professoressa Bianchi. Sono arrivati stamani e il padre ha detto che vuole iscrivere la figlia a scuola\u201d, rispose Salvatore appoggiato al muro per riprendere fiato. Tenere la Scuola pulita era un duro lavoro che non lasciava un minuto di riposo. \u201cB\u00e8 non vorrei essere nei panni del direttore, di questi tempi sono tanti i ragazzi stranieri che arrivano nelle nostre scuole e non se ne pu\u00f2 pi\u00f9. Spero che il direttore ci pensi bene prima di\u2026Ma ora devo tornare in classe, a dopo Salvatore\u201d. \u201cSi, professoressa, a dopo, ma, staremo a vedere\u201d e ripreso lo spazzolone torn\u00f2 a pulire il pavimento. Pi\u00f9 volte era passato davanti alla famigliola perch\u00e9 si spostasse per poter lavare bene negli angoli e, anche se rapidamente, aveva osservato i poveri cristi in piedi ormai da pi\u00f9 di un\u2019ora. Avrebbe voluto sapere qualcosa di quegli sprovveduti venuti quel giorno a iscrivere la figlia e avrebbe detto loro che in Italia da un po\u2019 soffiava una brutta aria. C\u2019erano troppi stranieri venuti a cercare un lavoro e non avendolo trovato vivevano nelle periferie pi\u00f9 degradate delle citt\u00e0. Che se ne andassero prima che fosse troppo tardi. \u201cHa freddo signora?\u201d, disse rivolto alla donna attaccata al marito per ripararsi dal rigore del freddo e dalle occhiate indiscrete. \u201cPosso fare qualcosa?\u201d, aggiunse, preso da piet\u00e0. Era un brav \u2019uomo lui, cresciuto nel rispetto degli altri, certo per\u00f2 nel lavoro, se c\u2019era da lottare, allora non guardava in faccia a nessuno. \u201cNo, grazie\u201d, rispose il marito, scusando la moglie che non capiva la lingua. Era una donna e al suo paese era l\u2019uomo che si occupava della vita fuori casa della famiglia. &nbsp;\u201cMa quando ancora dobbiamo aspettare per essere ricevuti dal direttore?\u201d, chiese l\u2019uomo al bidello non avendo altri cui chiedere. \u201cMa, non lo so, vediamo, posso chiedere in segreteria, aspetti qui\u201d, poi lasciato lo spazzolone si diresse in segreteria. Batt\u00e9 al vetro fino a quando una testa arruffata di capelli biondi spunt\u00f2 dalla porta. \u201cChe c\u2019\u00e8 Salvatore, che vuoi, lo sai quanto lavoro ho da sbrigare in questi primi giorni di scuola. Ma dimmi, allora?\u201d. \u201cSignorina Milena, guardi che in corridoio c\u2019\u00e8 una famiglia venuta per parlare con il direttore, sono l\u00ec da un bel po&#8217; e mi creda mi fano pena. Se lei pu\u00f2, veda di fare qualcosa\u201d. \u201cSalvatore, ho capito, vedo, vedo, ma non ti prometto nulla. Ma dove sono?\u201d chiese curiosa di vedere la famigliola. Si allung\u00f2 fino al corridoio e nascosta dietro la colonna sbirci\u00f2. Rimase colpita nel notare da lontano la compostezza del piccolo gruppo a parte il bambino che continuava a giocare con la sua macchinina. Pensava, come era capitato altre volte, di trovare delle persone dall\u2019aspetto poco raccomandabile, magari con abiti sporchi e i volti abbattuti, invece gli abiti perfetti e i volti curati la fecero ricredere. Aralya fece appena in tempo a sorridere alla donna mentre tornava in ufficio, era stato un atto spontaneo, in fondo se quella fosse stata la sua Scuola sarebbe stato meglio cominciare a fare conoscenza. In un momento tutto torn\u00f2 al suo posto, il bidello a pulire, la segretaria in ufficio, gli alunni nelle classi, la famiglia in piedi in corridoio. Il bambino stanco di giocare si attacc\u00f2 alla sottana della madre, aveva fame. \u201cDai, caro\u201d, disse la moglie al marito, \u201cil bambino ha fame, andiamo a casa torneremo un\u2019altra volta\u201d. \u201cImpossibile\u201d, disse il marito, \u201cnon avr\u00f2 pi\u00f9 un altro permesso di lavoro. O oggi, o mai pi\u00f9. Vedrai tra poco il direttore ci ricever\u00e0, sa che siamo qui\u201d. Proprio in quel momento il bidello, lo straccio nel secchio, si diresse presso di loro. \u201cAvanti, avanti signori, il direttore vi aspetta. Di qua prego\u201d, a passo svelto li procedeva, non voleva far aspettare il suo superiore. Non sopportava sentirlo strillare quando era di cattivo umore.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrarono nell\u2019ufficio, il\ndirettore in piedi li attendeva. \u201cPrego, prego, sedete. Scusatemi per l\u2019attesa,\nma il lavoro \u00e8 tanto. Bene cominciamo\u201d. \u201cEcco, direttore, i documenti\u201d\u201d, disse\nil padre con voce un po\u2019emozionata. \u201cVediamo\u201d, disse il direttore, che presi i\nfogli cominci\u00f2 a sfogliarli. A dire il vero non capiva molto tra timbri e firme\ne parole scritte in una lingua a lui sconosciuta. \u201cGuardi l\u2019ultima pagina,\nprego\u201d, disse il padre, \u201cl\u00ec c\u2019\u00e8 la traduzione\u201d. \u201cGrazie\u201d.&nbsp; Il bambino annoiato si arrampic\u00f2 sulla\nscrivania e cominci\u00f2 a giocare con i timbri. La moglie. immobile sulla sedia,\naspettava un segno dal marito. Aralya, come se fosse in un suo mondo,&nbsp; fissava il direttore. Da una sua parola\nsarebbe dipeso il suo futuro. \u201cVeramente signore, qui mancano dei dati, non so,\nmi lasci consultare il registro e le ultime ordinanze, poi le far\u00f2 sapere\u201d,\ndisse il direttore con aria saccente. Il padre sent\u00ec franare la terra sotto i\npiedi, ma, deciso a combattere fino in fondo la battaglia, rimase seduto e non\naccennava a andare, la famiglia stretta a lui. Segu\u00ec un lungo silenzio che\nsembr\u00f2 un\u2019eternit\u00e0. All\u2019improvviso quando nessuno se l\u2019aspettava, il direttore\nsuon\u00f2 il campanello e subito il bidello comparve sulla porta. \u201cBuongiorno\ndirettore, ha bisogno?\u201d. &nbsp;\u201cSi, Salvatore\nper favore accompagni la ragazzina nella classe I B dalla professoressa\nBianchi\u201d. Sorpresa, felicit\u00e0, commozione invasero il cuore della famigliola. Il\npadre, lasciata la sedia, si alz\u00f2 e con deferenza: \u201cGrazie direttore, grazie.\nOggi per me inizia il futuro\u201d, disse guardando negli occhi la figlia. \u201cNon\nringrazi me\u201d, disse il direttore, \u201cma piuttosto sua figlia, sono state la sua\ngrazia e la sua compostezza a conquistarmi. Al diavolo i documenti, sono sicuro\nche sua figlia sar\u00e0 una brava alunna\u201d. Non c\u2019era pi\u00f9 niente da dire, ogni\nparola superflua e inopportuna. Aralya segu\u00ec il bidello e nell\u2019uscire mand\u00f2 un\nsorriso al direttore. Il suo volto incorniciato dai suoi morbidi capelli neri\nsplendenti come la notte fu la cosa pi\u00f9 bella da vedere in quella uggiosa\nmattina d\u2019autunno.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/a><\/h1>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_41658\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41658\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cBuongiorno, \u00e8 questa la Scuola Leopardi\u2019\u201d, disse l\u2019uomo stretto al braccio della moglie, la mano al bambino piccolo e dietro di lui la ragazzina di 12 anni. \u201cSi\u201d, rispose il bidello della Scuola&nbsp; 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