{"id":41631,"date":"2020-05-14T18:21:15","date_gmt":"2020-05-14T17:21:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41631"},"modified":"2020-05-14T18:21:16","modified_gmt":"2020-05-14T17:21:16","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-la-faida-del-bollito-di-gianni-audisio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41631","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;La faida del bollito&#8221; di Gianni Audisio"},"content":{"rendered":"\n<p>In un cimitero di un paese fuori\nprovincia, un sacerdote, affiancato da due chierichetti, precede una bara\nsorretta da quattro uomini delle onoranze funebri; dietro il feretro i parenti\npi\u00f9 stretti sono seguiti da un piccolo corteo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalle tombe che si affacciano su entrambi\ni lati del camposanto, volti di uomini e donne sconosciuti riprodotti in vecchie\nfoto, mi osservano parzialmente celati da mazzi di fiori finti ormai sbiaditi. Stretto\ntra ombrelli e cappotti bagnati, cerco di evitare le gocce di pioggia che\ncadono sopra di me e percepisco, negli occhi di chi mi affianca, la presenza\ndelle stesse gocce di pioggia. Le orazioni del parroco sembrano provenire da\nlontanissimo e sono disturbate da brevi conversazioni pronunciate dai partecipanti\nal corteo funebre. Parole spiccicate a bassa voce, che, come i suggerimenti\nscolastici, paiono utilizzare la sola lettera S e non arrivano mai al\ndestinatario. \u201cChiss\u00e0 di cosa stanno parlando\u201d, penso curioso, mentre le scarpe\naffondano nel sentiero ricoperto di ghiaia. Probabilmente \u00e8 normale distrarsi quando\nsi assiste al commiato funebre di una persona che non si \u00e8 conosciuta in vita e\ndel resto, a dieci anni, si ha il diritto di non provare empatia. Un bambino\ncostretto dai suoi genitori a partecipare ad un funerale, non pensa al dolore, ma\nagli amici che nello stesso preciso istante si stanno divertendo. Quando il\ncorteo raggiunge il luogo preposto alla tumulazione, la fila di persone si stringe\nattorno alla bara. Il prete benedice la salma pronunciando le ultime preghiere,\ngli operai sollevano faticosamente il feretro e lo inseriscono nel loculo vuoto\nda cui in precedenza \u00e8 stata rimossa la lapide di marmo. L\u2019innalzamento del\nmuro che sigilla la cassa \u00e8 un\u2019operazione che pare infinita. Il rumore dei\nmattoni rotti con la cazzuola e quello della malta presa dal secchio e spalmata\nsui rossi rettangoli di cotto, interrompe a tratti, un silenzio irreale. Al\ntermine dell\u2019operazione, le corone di fiori con la scritta \u201cla moglie e i figli\u201d\ne i mazzi pi\u00f9 piccoli vengono riposti in prossimit\u00e0 della celletta. I\npartecipanti al corteo si avvicinano lentamente ai parenti che attendono,\nallineati per grado come in una parata militare, il commiato finale. Cosa si\npu\u00f2 comunicare di consolante a chi, dopo anni dedicati alla malattia di un\ncongiunto, ha lasciato una persona insostituibile o a chi, segnato dagli inevitabili\nsensi di colpa scaturiti dalle parole non dette, ha perso inaspettatamente e\nimprovvisamente una persona cara? <\/p>\n\n\n\n<p>Le parole pronunciate in queste occasioni,\nin genere associate a tristi sguardi di circostanza, sono spaventosamente ovvie\ne non trasmettono nulla di confortante. Si va dal generico e impersonale \u201cTante\ncondoglianze\u201d, ai pi\u00f9 specifici \u201cE\u2019 brutto da dire, ma ha finito di soffrire\u201d,\n\u201cAdesso state vicini alla mamma, che ne ha tanto bisogno\u201d, \u201cL\u2019ho visto prima\nche chiudessero la bara, aveva il volto disteso e sereno\u201d, \u201dFinalmente ha\nraggiunto i suoi fratelli\u201d e l\u2019intramontabile \u201cOra sta meglio di noi, ci sta\nguardando e sorride\u201d. Le risposte espresse quasi meccanicamente dai parenti\nstretti, manifestano, inevitabilmente, lo stesso tono: \u201cAveva ancora tante cose\nda mettere a posto\u201d, \u201cE\u2019sempre stato forte, negli ultimi giorni faceva coraggio\na noi\u201d, \u201cIeri mamma \u00e8 stata impegnata con le pratiche burocratiche e non ha\navuto ancora il tempo di rendersene conto, ma quando si fermer\u00e0, capir\u00e0 e\ncroller\u00e0!\u201d. Poi ci sono i commenti sulla foto del \u201cricordino\u201d. \u201cAvete scelto un\u2019immagine\nbellissima, in quella foto \u00e8 proprio lui!\u201d (\u201cE chi dovrebbe essere ?\u201d Penso io,\nnon per cinismo, ma a causa della mia limitata esperienza di stereotipi\nfunebri). Secondo me i parenti del defunto, in questi momenti, appaiono devastati\nper l\u2019immenso dolore subito ma anche per le spaventose parole che hanno dovuto sentire.\nAl termine del funerale il corteo si ricompone fuori dal cancello d\u2019ingresso del\ncimitero. Manifestando una certa leggerezza, anche per esorcizzare il momento\nappena vissuto, si cercano somiglianze tra bisnipoti seduti sul passeggino e\ntrisavoli morti sul Carso. Si salutano affettuosamente affini di terzo grado\naccompagnati dalla seconda moglie (meno bella della prima) in un\u2019atmosfera\napparentemente tranquilla. Serenit\u00e0 che viene vanificata da una sola, pericolosissima\nfrase indirizzata ai miei genitori e pronunciata con un leggero stato di euforia\nda un quasi ignoto cugino: \u201cPerch\u00e9 invece di vederci sempre e solo in queste\noccasioni tristi, non venite una sera a cena da noi?\u201d. Nello stesso istante in\ncui queste parole vengono pronunciate, un brivido percorre la schiena degli\ninvitati ma anche quella di chi ha proposto l\u2019invito. Il cugino, comprendendo\nl\u2019errore commesso, cerca subito di minimizzare l\u2019evento manifestando intenzioni\nmeno bellicose: \u201cVenite a trovarci, quando passate di qua\u201d, \u201dLe improvvisate\nsono sempre le cose pi\u00f9 belle\u201d, \u201cNon aspettatevi grandi piatti, mangiamo\ninsieme un po\u2019 di bollito, due foglie d\u2019insalata e il brodo con la pasta reale,\ncos\u00ec, solo per stare insieme\u201d. Ma ormai \u00e8 tutto inutile, il punto di non\nritorno \u00e8 stato raggiunto e l\u2019invito, a tutti gli effetti, \u00e8 una sentenza\ninappellabile. Prima dell\u2019incontro \u201cimprovvisato\u201d, in realt\u00e0 pianificato\nmeticolosamente, la casa della famiglia ospitante ha subito una pulizia\nprofondissima a base di 100 gradi, ritinteggiatura di alcune pareti, rinnovo\ndelle tende, libri ordinati sugli scaffali per autore e, infine, sparizione della\nplastica trasparente copri-divano. Coerentemente la prima frase rivolta agli invitati\nappena entrati nell\u2019appartamento \u00e8:\u201cNon guardate la casa, perch\u00e8 \u00e8 sporca e in\ndisordine!\u201d. Durante la cena, com\u2019\u00e8 logico tra persone che non hanno nulla in\ncomune, tranne una lontana parentela, il discorso langue e l\u2019unica conversazione\nche risveglia barlumi di interesse \u00e8 quella inerente i figli. Il discendente decenne\n(quindi mio coetaneo) della coppia di cugini che ci ospita, non \u00e8 presente alla\nserata perch\u00e9 partecipa a Firenze ad un convegno sui Presocratici. In quest\u2019occasione\nho imparato che i lontani cugini, come curiosamente anche i figli dei vicini d\u2019ombrellone\nconosciuti durante le vacanze, vantano peculiarit\u00e0 eccezionali: oltre ad essere\niscritti al conservatorio dove studiano violino e pianoforte, sono campioni\nsportivi, vincitori di borse di studio e fotomodelli per campagne pubblicitarie.\nAttorniati da centinaia di amici sfoggiano, precocemente, una assennata fidanzatina\ntitolare di una bellezza straordinaria (anche se non \u00e8 del tutto esclusa, una loro\npromettente carriera ecclesiale). Alla domanda \u201cE vostro figlio cosa fa?\u201d i miei\ngenitori si trovano obbligati a rispondere, come se non fossi presente :\u201cLui \u00e8\nancora <em>bambino<\/em>, gioca con le automobiline\u201d.\nI cugini approvano bonariamente sentenziando: \u201cFa bene! Sono anni, questi, che\nnon torneranno!\u201d ma in realt\u00e0 dallo sguardo capisco che \u00e8 loro intenzione\ncoinvolgere al pi\u00f9 presto i servizi sociali.<\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 fatto tardi (in realt\u00e0 non\ntardissimo, sono solo le 22,30) e mio padre inizia a sfoderare scuse plausibilissime\nper poter tornare a casa il pi\u00f9 presto possibile: \u201cDobbiamo andare, perch\u00e9 non\nmi sento sicuro a guidare di notte\u201d, \u201cGianni domani ha il compito in classe \u201c,\n\u201cAbbiamo dimenticato il gatto chiuso in casa\u201d e l\u2019irrinunciabile, anche ad\nagosto, \u201cStasera ho notato la presenza di alcuni banchi di nebbia\u201d. Prima dei\nbaci di commiato, la temuta frase di rito, pronunciata da mia madre regala\nnuovi brividi: \u201dLa prossima volta, vi aspettiamo da noi!\u201d. Sette parole che\nriassumono una maledizione iniziata mesi prima al cimitero, una sorta di\nritorsione spietata che non avr\u00e0 mai fine, quella che \u00e8, a tutti gli effetti, l\u2019ormai\ntemuta \u201cvendetta del lesso\u201d, anzi, l\u2019inestinguibile e cruenta \u201cfaida del\nbollito\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_41631\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41631\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un cimitero di un paese fuori provincia, un sacerdote, affiancato da due chierichetti, precede una bara sorretta da quattro uomini delle onoranze funebri; dietro il feretro i parenti pi\u00f9 stretti sono seguiti da un piccolo corteo. 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