{"id":41537,"date":"2020-05-10T10:26:39","date_gmt":"2020-05-10T09:26:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41537"},"modified":"2020-05-11T11:04:30","modified_gmt":"2020-05-11T10:04:30","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-buon-compleanno-melania-di-matilde-sciarrino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41537","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Buon compleanno, Melania!&#8221; di Matilde Sciarrino"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cMelania, svegliati! Buon compleanno!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAgnese, che ci fai qui? Come sei entrata? E Bruno, dov\u2019\u00e8?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi ha fatto entrare lui. Ci siamo incrociati\nall\u2019ingresso. Lui stava andando al lavoro. Sono passata solo per dirti che\nstasera veniamo a festeggiare. Facci trovare la torta con panna e fragoline, mi\nraccomando, quella che piace a tutti noi! A dopo!\u201d. Un ciao sbrigativo e\nscompare in dissolvenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono dimenticata del mio compleanno. Strano. Di\nsolito organizzo la festa almeno una settimana prima. E Bruno, poi, esce senza farmi\ngli auguri. Poverino, non mi avr\u00e0 voluto svegliare! Per fortuna oggi non devo\nandare al lavoro e l\u2019appartamento \u00e8 pulito e in ordine. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi alzo e , come sempre, scosto la tenda per guardare\nfuori. E\u2019 coperto. Un passante si stringe nel cappotto antracite e apre\nl\u2019ombrello. No\u2026piove! Una doccia veloce e un caff\u00e8 e sono sveglia. Giacca,\ncappello in testa e tanti giri di sciarpa attorno al collo e sono pronta per\nuscire. <\/p>\n\n\n\n<p>Scendo le scale a due a due. Una sferzata di&nbsp; vento gelido mi accoglie in un mondo altrimenti\nsilenzioso. Tutto \u00e8 grigio tranne l\u2019ammasso di nuvole che copre il cielo come\nuna bianca tovaglia di Damasco. Viene gi\u00f9 una pioggerellina leggera. Alzo il\ncappuccio della giacca a vento. Credo che la pasticceria pi\u00f9 vicina sia in via\nTrieste. Mi fermo un attimo per orientarmi: devo girare a destra. <\/p>\n\n\n\n<p>Cammino lentamente. C\u2019\u00e8 un\u2019atmosfera ovattata. Per\nstrada nessuna auto. Sui marciapiedi poche figure imbacuccate. Sembrano vagare senza\nmeta. L\u2019insegna \u2018Dolce Tentazione\u2019 \u00e8 spenta. In vetrina leggo il messaggio\nscritto a stampatello con un pennarello viola: CHIUSO PER LUTTO. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi tocca andare in via Genova. Anche le torte della\n\u2018Pasticceria Elisir\u2019 sono buone. Entro. La commessa, camice bianco e braccia\nconserte, sembra una statua di marmo fra tavolini e sedie d\u2019acciaio: non dice\nnulla, non si muove.&nbsp; Guardo il bancone.\nE\u2019 vuoto. Completamente. E\u2019 vuoto anche il frigo delle torte gelato. Mi sarei\naccontentata di una di quelle.<\/p>\n\n\n\n<p>Esco. Per poco non scivolo. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 vento, ma sta\nnevicando. Mi dirigo verso via Palermo. La pasticceria \u2018Serafini\u2019 fa angolo con\nvia Roma. I fiocchi sono fitti fitti, bianchi bianchi. Sembrano volersi fermare\na mezz\u2019aria, ma \u00e8 solo una breve sosta, poi si lasciano andare per terra. Da\nlontano mi accorgo che la porta della pasticceria \u00e8 chiusa. Sar\u00e0 per via della\nneve. Mi avvicino lo stesso. Anche qui trovo un cartello: \u2018Chiuso per ferie. Ci\nvediamo il 23!\u2019 C\u2019\u00e8 pure una faccina che sorride e strizza un occhio. Fa\nniente.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi dirigo verso il centro. A Porta Venezia c\u2019\u00e8 un\nlaboratorio di pasticceria. Non ricordo il nome, ma \u00e8 vicino alla gioielleria\n\u2018Silver Key\u2019. Lo vedo. E\u2019 l\u00ec, sulla destra. Scendo due scalini. Davanti a me il\nportone di legno bianco decapato con un grande avviso: \u2018Cedesi attivit\u00e0\u2019. Il\ntimbro dell\u2019ufficio affissioni del comune \u00e8 sbiadito e la marca da bollo sta\nper staccarsi. <\/p>\n\n\n\n<p>Riprendo a camminare. Direzione Piazza Milano. L\u00ec c\u2019\u00e8\nla migliore pasticceria della citt\u00e0. Pazienza se \u00e8 la pi\u00f9 cara. La neve adesso\nforma un manto bianco sulla strada e sui marciapiedi. Procedo ancor pi\u00f9\nlentamente. Di passanti nemmeno l\u2019ombra. Credo di essere l\u2019unica persona in\ngiro stamani. Se non fosse per la torta me ne starei al calduccio sul divano\ncon un bel libro in mano. Oppure sarei ancora sotto le coperte a dormire.\nMannaggia ad Agnese. E al mio compleanno. Ah! Un\u2019idea!<\/p>\n\n\n\n<p>Devio&nbsp; a destra\ne imbocco vicolo della Cancelleria dove c\u2019\u00e8 il bar del Signor Candido. Qui io e\nBruno veniamo spesso a fare colazione la domenica mattina. La serranda di\nalluminio \u00e8 abbassata. C\u2019\u00e8 un cartello appeso. E\u2019 protetto da un foglio di\nplastica. Le gocce d\u2019acqua che lo ricoprono mi permettono di leggere ben poco.\nIn alto si vede l\u2019emblema della Repubblica Italiana e la scritta Ministero\ndella Giustizia. Poi non riesco a leggere pi\u00f9 nulla. Solo quello che c\u2019\u00e8\nscritto in basso, in neretto: \u2018Locale sottoposto a &nbsp;sequestro preventivo\u2019. Cosa significa? Cosa\nsar\u00e0 successo al Signor Candido? Boh!<\/p>\n\n\n\n<p>Ritorno sui miei passi. Metto i piedi nelle mie stesse\nimpronte. Solo in direzione contraria. Se solo mi fossi portata l\u2019ombrello\nadesso non avrei la giacca a vento inzuppata. Anche sciarpa e cappello sono\nbagnati. Cerco i guanti. Non ce li ho. Cerco di accelerare il passo, ma,\ninvece, rallento ancora. Ma quella \u00e8 una pasticceria? S\u00ec, Antica Pasticceria\nFratelli Bianchin. Anche qui c\u2019\u00e8 una avviso: \u2018 Ci siamo trasferiti in via\u2026.\u2019\nNon leggo oltre, non mi interessa dove se ne sono andati.<\/p>\n\n\n\n<p>Raggiungo a fatica la piazza. Deserta anche quella. Ma\nla pasticceria sembra aperta. Le luci sono accese. Apro la porta ed entro\naccompagnata dal suono stridulo di un campanello. Dietro al bancone compare una\ncommessa, una signora alta e magra dai capelli brizzolati. Da dietro la\nmontatura rotonda in metallo grandi occhi di ghiaccio mi guardano\ninterrogativi. Nella vetrina c\u2019\u00e8 solo una grande torta rotonda, con una montagna\ndi fragoline al centro e tante fragole tutte intorno che ricoprono quasi per\nintero l\u2019abbondante strato di panna. La indico con l\u2019indice della mano destra.\nLei alza la mano sinistra e muove le sue cinque dita come su una tastiera.\nVorr\u00e0 dire che pesa cinque chili? O che costa cinque euro? Oppure cinquanta? O\ncinquecento? Peso o prezzo fa lo stesso. Pago con la carta di credito. Non so\nneanch\u2019io quanto. Ho la mia torta. Finalmente. La reggo con entrambe le braccia.\nPesa. E anche tanto. E\u2019 fredda, freddissima. Mi si stanno gelando le mani.<\/p>\n\n\n\n<p>Devo tornare a casa il prima possibile. La neve \u00e8\ntanta. Per andare avanti devo alzare le gambe. Ad ogni passo rischio di\nscivolare. Se solo avessi controllato il meteo, come faccio sempre, adesso avrei\ni doposci ai piedi. Faccio cos\u00ec tanta fatica che non sento pi\u00f9 freddo. Sole le\ndita sono fredde. Delle mani e dei piedi. Avrei anche voglia di togliermi la\ngiacca, ma non posso. Cammino e cammino. Anche sui tetti c\u2019\u00e8 una spessa coltre\ndi neve. E io cammino. Perdo la cognizione del tempo. Mi sembra di camminare\nper ore. Sono cos\u00ec stanca che non sento pi\u00f9 le gambe.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivo a casa. La porta \u00e8 aperta. Agnese mi viene\nincontro. \u201cMa siete gi\u00e0 arrivati?\u201d Poso la torta sul tavolo del salotto. Ci\nsono tutti. Fra baci e abbracci non capisco pi\u00f9 nulla. \u201cBruno, dov\u2019\u00e8?\u201d Non\nfaccio in tempo a chiederlo che esce dalla cucina con una enorme torta panna e\nfragoline con le candeline accese. Scatta il rituale: canzoncina, soffio, applausi,\ncoro di auguri. Ancora qualche bacio dimenticato. Bruno taglia le torte, prima\nl\u2019una, poi l\u2018altra. \u201cMa perch\u00e9 hai comprato anche tu la torta?\u201d. \u201cTu ritardavi,\nnon sapevo che fine avessi fatto. Cos\u00ec sono andato dai fratelli Bianchin. Sai\nche si sono trasferiti in un locale qui vicino, proprio dietro l\u2019angolo, a\nsinistra? Ho preso la torta pi\u00f9 grande che avevano! Fragola e panna, come piace\na te.\u201d \u201cE a tutti noi!\u201d fanno coro gli amici. E ridono, ridono al punto che le\nloro facce si deformano, prima si allungano e poi si allargano e viceversa.\n\u201cMangia la torta, mangia!\u201d Agnese continua a portarmi una fetta di torta dopo\nl\u2019altra. Non ce la faccio pi\u00f9. Sono piena fino al collo di pandispagna, panna e\nfragoline. Seduta sul divano, vedo solo ciuffi di panna volteggiare davanti ai\nmiei occhi. \u201cAncora un\u2019altra fetta e poi ti diamo il regalo!\u201d Il regalo, s\u00ec,\nvoglio aprire il regalo. Agnese ride e ride. \u201cDopo questa fetta, dopo,\ndopo!\u201d&nbsp; Ridono tutti. Ed io mangio,\nmangio, mi strafogo. Non riesco pi\u00f9 ad inghiottire. Ho la bocca piena e le guance\ngonfie. Respiro a mala pena. La panna riempie il mio corpo come la gommapiuma\nle mie bambole di pezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Odore di caff\u00e8 nelle mie narici. Improvvisamente. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMelania, amore, svegliati!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cIl regalo,\ndevo aprire il regalo\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa quale regalo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl mio regalo di compleanno\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAmore, svegliati! Oggi \u00e8 il 14 agosto e il tuo\ncompleanno \u00e8 il 16 dicembre\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Le mie palpebre sono un sipario che non &nbsp;riesco ad alzare. Sorseggio il caff\u00e8 con gli\nocchi ancora chiusi. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa \u00e8 dolce! Lo hai&nbsp;\nzuccherato? Lo sai che lo prendo amaro.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, lo so. Ma ci ho messo solo un po&#8217; di panna fresca\nche ti piace\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, la panna no, la panna no!\u201d grido senza contegno.<\/p>\n\n\n\n<p>Apro gli occhi e vedo lo sguardo esterrefatto di Bruno.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_41537\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41537\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cMelania, svegliati! 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