{"id":41480,"date":"2020-05-11T10:57:09","date_gmt":"2020-05-11T09:57:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41480"},"modified":"2020-05-11T10:57:11","modified_gmt":"2020-05-11T09:57:11","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-il-posto-delle-rose-rosse-di-silvana-giuliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41480","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Il posto delle rose rosse&#8221; di Silvana Giuliano"},"content":{"rendered":"\n<p>Ogni volta che doveva tornare in quel\nquartiere si innervosiva. <\/p>\n\n\n\n<p>E non era neanche per via dell\u2019orario; era\nproprio il fatto che, quando era costretto ad andarci, non si trattava mai di\ncose buone. <\/p>\n\n\n\n<p>Mentre\nguidava tra i palazzoni, strinse il volante con tanta forza da rischiare di\nsbandare. Tutta colpa di Andrew, quell\u2019idiota del suo collega, che si era dato\nmalato tre giorni prima delle ferie. Il solo pensiero lo faceva diventare blu. <\/p>\n\n\n\n<p>Quell\u2019odore\ndi rifiuti, quel lezzo di immondizie e copertoni bruciati che conosceva bene\nsembravano appiccicarglisi addosso, complice anche quel caldo insopportabile.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2018Il posto delle rose rosse\u2019 lo chiamavano.\nSi diceva che l\u00ec era nato il primo fioraio della citt\u00e0, circa un secolo prima,\ne che si fosse arricchito con la vendita di rose rosse.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma delle rose quello schifo di posto aveva\nsolo le spine.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pass\u00f2 la mano tra i riccioli umidi e\npoi se l\u2019asciug\u00f2 sulla camicia. Gi\u00e0 sapeva che avrebbe dovuto dare spiegazioni\na Sandy, sua moglie. Quella stronza non riusciva proprio a capire quanto poteva\nessere dura stare di pattuglia. Quando rincasava tardi sembrava fosse andato a\ndivertirsi. S\u00ec, certo, qualche volta andava pure con gli amici a bere qualcosa,\nma ne aveva pure diritto, Santo Dio? <\/p>\n\n\n\n<p>I marciapiedi semideserti, sotto la luce\ndell\u2019imbrunire, erano di una strana colorazione arancio. <\/p>\n\n\n\n<p>Un senzatetto coi capelli sale e pepe e i\nvestiti luridi spingeva un carrello della spesa ridendo da solo. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Ma chi vorrebbe crescere i propri figli\nqui?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quando il telefono aveva squillato era stato\ntentato di non rispondere. Di l\u00ec a poco avrebbe finito <\/p>\n\n\n\n<p>suo\nturno, dannazione. E poi anche lui aveva diritto a un po\u2019 di riposo, come quel\nleccaculo di Andrew. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma se fosse stato il capitano? Come avrebbe\ngiustificato la sua assenza?<\/p>\n\n\n\n<p>Ed eccolo l\u00e0, sudato e incazzato nel niente di quel\nquartiere industriale senza senso, nato inizialmente come covo di tossici e mai\nelevatosi. Pi\u00f9 volte avevano parlato di \u201criqualificazione urbana\u201d, ma da anni\nera sempre lo stesso schifo, e soprattutto aveva sempre lo stesso odore.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo dall\u2019altro capo del telefono gli\naveva fatto venire in mente suo padre. Chiss\u00e0 perch\u00e9, chiss\u00e0 come, la sua voce\nsupplicante gli aveva ricordato quel vecchio a cui in punto di morte avevo\npromesso di essere un uomo migliore di lui. E si vergognava quasi di non essere\nriuscito a negarsi per quel sopralluogo. Ma quel vecchietto era troppo agitato.\nStava chiamando la figlia da ore e nessuno rispondeva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSaranno andati a fare una passeggiata\u201d,\naveva provato a ipotizzare Thomas. Ma sapeva che l\u00ec c\u2019era ben poco da vedere e\nche a quell\u2019ora chiunque sano di mente si sarebbe rintanato in casa, magari\nchiudendo la porta a doppia mandata. E allora aveva fatto ci\u00f2 che mai avrebbe\npensato: si era offerto di andare immediatamente a controllare e di richiamarlo\nuna volta appurato che niente di grave fosse successo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDimmi dove sei stata!\u201d. Marcos era in\nginocchio ai piedi del suo letto che stava utilizzando come campo da battaglia.\nNelle mani aveva due miniature in plastica, nella sinistra un indiano\npellerossa, nella destra un soldato che chiamava \u2018il capitano\u2019. Gli abiti di\nquest\u2019ultimo erano quelli di un tipico colonizzatore europeo in Africa: divisa\nbeige, cappellino dello stesso colore con annessi occhiali a fascia, cinturone\nin vita con borraccia e pugnale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il capitano incalzava il suo antagonista.\n\u201cTi ho vista! Eri tutta preparata!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon \u00e8 vero! Non stavo facendo niente!\u201d. Il\npellerossa sembrava soccombere nella piccola mano di Marcos. <br><\/p>\n\n\n\n<p>Il personaggio nella mano destra sembrava\nprendere vita. \u201cSmettila!\u201d gridava, \u201cMi vuoi far perdere la faccia davanti a\ntutti? \u00c8 questo che vuoi?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>I toni diventavano sempre pi\u00f9 accesi e il\npellerossa cercava vanamente di placare l\u2019ira del capitano. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon \u00e8 vero!\u201d gridava. \u201cNon ho fatto\nniente di male!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE quel vestito scollato, eh?\u201d il capitano\nsi agitava cos\u00ec tanto che Marcos faceva quasi fatica a tenerlo in mano.\n\u201cSecondo te sono un idiota?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Marcos, sei anni, era un bambino che quasi\nnon parlava. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel quartiere aveva pochi amici, lo\nchiamavano \u2018il muto\u2019. Il suo aspetto gracilino certo non aiutava la sua vita\nsociale. Qualche mese prima la maestra aveva mandato a chiamare i genitori dicendogli\nche il suo mutismo le impediva di valutare correttamente il livello di\napprendimento del bambino. Aveva detto che se non fosse cambiato avrebbe perso\nl\u2019anno. <\/p>\n\n\n\n<p>Allora Marcos era stato mandato da uno\npsicologo infantile, \u2018uno di quelli che ci sanno fare\u2019, lo aveva definito suo\npadre. Il dottore, dopo appena due sedute, aveva deciso di sospendere la\nterapia in quanto il bambino si rifiutava di parlare o di esprimersi in\nqualsiasi modo. Erano stati fatti tentativi di ogni genere, con disegni,\ngiochi, ma nulla era servito a scardinare il muro che il ragazzino si era\ncostruito. Il dottore aveva detto che continuare avrebbe significato rubare i soldi\ndei genitori. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPasser\u00e0 con la crescita\u201d, aveva sentenziato,\nchiudendo la questione cos\u00ec, come si chiuderebbe una porta con la maschiatura\ndifettosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pellerossa torn\u00f2 a supplicare. \u201cCalmati\nper favore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo che non mi calmo!\u201d sbott\u00f2 il capitano\nfurente, \u201csecondo te non ho visto quel rossetto da puttana, quello sguardo\nammiccante?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa non ho fatto niente! Ero a casa ad\naspettarti!\u201d, la voce di Marcos era il veicolo delle lacrime del pellerossa,\ndisperato perch\u00e9 non veniva creduto. Il respiro corto rendeva la sua voce\ntremante.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuesta \u00e8 l\u2019ultima volta che mi hai\numiliato, te lo giuro! Questa non passa!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pellerossa gridava ormai. \u201cNon ho fatto\nniente, calmati!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAdesso basta, non voglio pi\u00f9 sentire la\ntua voce!\u201d. Il capitano non aveva piet\u00e0. Cos\u00ec dicendo prese il pugnale che\naveva nella cintura e si avvent\u00f2 sul pellerossa. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuesto \u00e8 quello che meriti!\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Lo colp\u00ec una, due, tre volte.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pellerossa grid\u00f2 e pianse dal dolore,\nfinch\u00e8 la sua voce non si prosciug\u00f2 come un liquido sotto il peso del sole\nrovente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMuori!\u201d, il capitano, fuori di s\u00e9,\ncontinuava a infierire su quel corpo morente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMamma, mamma!\u201d, a Marcos scivolarono di\nmano i suoi personaggi di plastica, incroci\u00f2 le braccia e si abbandon\u00f2 ai\nsinghiozzi. Le mani incrociate diventarono cuscino della testa che cadde\npesante davanti a lui. Due colpi alla porta lo riportarono alla realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Le lacrime sul viso di quel bambino gli\ndissero subito che non avrebbe potuto rassicurare quel vecchietto. Non si\ntrattava di capricci. Lo cap\u00ec al primo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome ti chiami?\u201d. Silenzio. E lacrime.<\/p>\n\n\n\n<p>Thomas entr\u00f2, guardandosi intorno. Era\ntutto buio. \u201cC\u2019\u00e8 nessuno?\u201d. Davanti a s\u00e9 un piccolo ingresso che conduceva a un\ncorridoio. Si sorprese quando il piccolo lo prese per mano. Lo condusse nella\nsua stanza accompagnato solo dai suoi singhiozzi. Quasi subito intravide i\npiedi di quello che era stato probabilmente il padre del bambino. Pendevano da\nun corpo senza vita legato al soffitto in una stanzetta in fondo al corridoio. Il\nsangue nelle sue mani ormai era rappreso.<\/p>\n\n\n\n<p>Scans\u00f2 il bambino e corse nella stanza.\nPoco distante dall\u2019uomo, abbandonato sul pavimento, vide il corpo di una donna\ncolpita a morte. Il vestito celestino era ormai completamente imbrattato di\nsangue. Sul collo una ferita aperta. Gli occhi aperti che forse ancora\ncercavano il suo bambino.<\/p>\n\n\n\n<p>Thomas prese in braccio il piccolo, senza\nproferire parola lo condusse nella volante.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bambino non parlava, ma tanto lui non\navrebbe saputo cosa dirgli.<\/p>\n\n\n\n<p>Un solo pensiero. Si ferm\u00f2 da un fioraio.\nCompr\u00f2 una rosa rossa. <\/p>\n\n\n\n<p>Qualsiasi cosa sarebbe successa, nel\nmomento in cui fosse riuscito a rincasare, l\u2019avrebbe donata a Sandy.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_41480\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41480\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni volta che doveva tornare in quel quartiere si innervosiva. 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