{"id":41461,"date":"2020-05-10T17:36:58","date_gmt":"2020-05-10T16:36:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41461"},"modified":"2020-05-10T17:36:59","modified_gmt":"2020-05-10T16:36:59","slug":"premio-racconto-nella-rete-2020-appuntamento-con-il-destino-di-michela-albanese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41461","title":{"rendered":"Premio Racconto nella Rete 2020 &#8220;Appuntamento con il destino&#8221; di Michela Albanese"},"content":{"rendered":"\n<p>Corre il tempo. Scorre veloce. Come i pensieri. \u201cSono in ritardo\u201d. L\u2019impermeabile color crema con i bottoni grandi. Glielo aveva comprato sua madre che non aveva 15 anni. Quel corpo cos\u00ec esile e fragile. Non era cambiato, no. Caduta in un paio di pantaloni marroni e ai piedi gli stivaletti col tacco largo e basso. Sempre gli stessi. Una camicetta bianca e il grande orologio da polso. Quello di nonno. Con il cinturino rovinato e le ore segnate in numeri romani. Sbuffa e si tocca i lunghi capelli crespi. Come quelli della Zia Dotty, solo che i suoi erano color oro, mentre a lei erano toccati questo indefinito color corteccia. Che poi gli alberi non \u00e8 che li amasse tanto. E nemmeno gli appuntamenti. Ma oggi sarebbe andata cos\u00ec. Il rumore dei freni del treno si avverte gi\u00e0 dalla strada. Tentenna. I ricordi si affollano e poi quell\u2019 odore che le ricorda suo padre, di ferro misto a grasso. Chiss\u00e0 cosa avrebbe detto di quella scelta. Lui che non lasciava mai nulla al caso. Lui che calcolava tutto. I soldi. Ma anche il tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Se ne era andato in un battito di ciglia. Perch\u00e9 la vita va cos\u00ec: una sera ti siedi a tavola, metti in bocca un cucchiaio di minestra, stai ancora pensando ai discorsi della tua giornata e a quello che farai domani. E poi domani non arriva ecco e tu resti l\u00ec, con le mani a stringere il petto, e gli occhi a osservare l\u2019infinito. Che chiss\u00e0 se hai avuto paura o ti sei accorto del tuo passaggio nel mondo. Tutte le cose a cui pensavi, tutti i tuoi problemi. Svaniti. Ma restano le persone che ti hanno amato. Come tua moglie. Stanca e sola.<\/p>\n\n\n\n<p>O tua figlia per esempio. <\/p>\n\n\n\n<p>Ed eccola l\u00ec, davanti alla stazione con il suo impermeabile color crema con i bottoni grandi. Il cappello non ce l\u2019ha e il vento sta pensando bene di scuotere la sua chioma. Non \u00e8 freddo. Nelle citt\u00e0 di mare l\u2019autunno \u00e8 mite e il sole scherza con la pelle solleticandola. La brezza porta i rumori e le voci. \u201cQuanta gente\u201d. Non \u00e8 facile, no. L\u2019attesa rende tutto dilatato e complesso. Ha una borsa in mano, grande, di cuoio. La tiene stretta incrociando le mani sui manici. Le sue mani. Cos\u00ec piccole e chiare, cos\u00ec dinoccolate e stanche. Cuce. Lei cuce soprattutto la sera. Quando la notte incalza e il cuore batte forte nel petto. Sembra che la stanza diventi piccola piccola. E lei accende le luci. Respira. Va davanti allo specchio. Indossa le ciabatte con il coniglio. Bianche. Tocca alcuni oggetti, si bagna il viso. Torna alla realt\u00e0. E cuce. Guardandosi allo specchio e provando a ricordarsi che cosa ha lasciato di incompiuto. A volte la notte si riaddormentava cos\u00ec. Con in mano un pezzo di stoffa e la sua gatta Molly stiracchiata sulle gonne a sbuffo.<\/p>\n\n\n\n<p> Ed eccola li, quella strana piccola donna. Con l\u2019aria malinconica e le mani dinoccolate. Un buon odore e una sciarpa marrone. Con una minuscola casa a piano terra a cui aveva dato un nome. Con i quadri appoggiati alle pareti frantumate da tutti i suoi sogni. A dirimere la solitudine di un&#8217;eta adulta precoce.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre mette piede nella stazione pensa a quanto la\nvita sia una concatenazione di eventi non prevedibile. E tutte quelle voci e\nquelle strade che si incontrano. I binari, quelli reali e quelli della vita, che\nognuno ha il proprio che corre lungo un filo sottile e si scambia e si\ninterseca senza mai appartenere a nessun altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Si mette seduta. La panchina \u00e8 in cemento. Fredda. Le gambe diventano due mattoni. Fischiano i treni. Le ricordano suo fratello. Che fischiava quando andava in bicicletta insieme a lei, a scuola. Cos\u00ec lontano ora. Ad appartenere ad un altro paese. A combattere per la pace.  Cercare la pace facendo la guerra, ma senza farla. Ecco. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSta salendo la nebbia\u201d. I\npensieri si offuscano mentre un rumore simile a un cigolare risuona nell\u2019aria\ndensa. Un piccolo carrello con sopra delle bevande e degli snack che sembra\nmuoversi da solo. Un piccolo uomo lo spinge, alto poco pi\u00f9 di un bambino. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome l\u2019uomo delle pizzette al mare!\u201d Ci andava sempre al mare. Con Teresa. Teresa era una sirena con gli occhi azzurri e i capelli neri come la notte. Era l\u2019azione prima di ogni suo pensiero, colei che sapeva senza dire. Inforcavano le biciclette e arrivavano al lido all\u2019 ombrellone, dalle loro mamme, che erano gi\u00e0 li dal mattino. O da tempo immemore. Come cristallizzate sotto a quel sole cocente. Lei e Teresa ridevano sempre. In mezzo alle onde, sopra al lettino, dietro agli scogli. Dietro agli scogli. Lei e Teresa facevano lunghe bracciate e si nascondevano proprio li. Dicevano di aver lasciato un pezzettino del loro cuore e che lo dovevano andare a ripescare dentro ad una conchiglia. Dietro agli scogli. Lei e Teresa si baciavano e scoprivano l\u2019amore. Poi tornavano a riva da quelle mamme bruciate dal sole.<\/p>\n\n\n\n<p>Non che poi non avesse avuto\ndegli uomini. Ce n\u2019erano stati due.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il primo aveva creduto che l&#8217;amore fosse la risposta ad un  grande interrogativo. La risposta.Al senso del suo divenire. Su un foglietto in mezzo alle briciole di un panino. Aveva scritto un giorno &#8220;Si, ti amo.&#8221;Senza che questo comportasse alcuna modifica al suo universo emotivo. <\/p>\n\n\n\n<p>Con il secondo aveva compreso quanto desiderare di possedere l&#8217;amore sia l&#8217;antitesi stessa del sentimento. Conosciuto su una banchina , in mezzo al pesce . Avevano vissuto un amore dal sapore del sale. Con il retrogusto di qualcosa in decomposizione.<\/p>\n\n\n\n<p>E ora lei e\u2019 proprio l\u00ec. In\nquella stazione ad attendere che si fermi il suo Destino.<\/p>\n\n\n\n<p>Stringe cos\u00ec forte le mani attorno\nai manici della sua borsa di cuoio, che le dita le diventano scure e le iniziano\na formicolare. Inizia a sudare e le gocce le si fermano sul petto, vicino al\ncuore. Ed ecco in lontananza una locomotiva. Scura. Si avvicina lentamente\nnascondendo dietro a s\u00e9 una serie di vagoni. Sono 4. I vagoni. Chiss\u00e0 il suo\ndestino dove si trova. Cosa sta pensando. Cosa sta sperando. <\/p>\n\n\n\n<p>Lei sente i suoi desideri\nvorticare. Il coraggio di attendere che ora pulsa forte nelle vene. Sono\npassati diversi anni. Il tempo si dilata. Ci si sente bambine e un attimo dopo\ndonne. Cos\u00ec. <\/p>\n\n\n\n<p>Si alza in piedi. Stringe la\nborsa. I capelli le si attaccano alla fronte. Respira sempre pi\u00f9 veloce. La\ngola si chiude e non riesce a deglutire. Tutta quella felicit\u00e0. E poi qualcuno\nsi affaccia al finestrino del primo vagone. Si volta e la guarda. Ride.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei inizia a correre verso il\ntreno, lungo il binario mentre la locomotiva arriva a regalarle il suo Destino.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi quell\u2019uomo piccolo, alto\npoco pi\u00f9 di un bambino e il suo carrello con le bevande e gli snack. Lei\ninciampa. La borsa le vola dalle mani e si apre spargendo a terra centinaia di\nconchiglie che si mescolano al cibo e alle bevande gasate.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>La locomotiva \u00e8 arrivata. Proprio mentre lei inciampava su quel binario. Che non sembrava essere il suo, ma invece \u00e8 cos\u00ec che stupisce la vita. Un urlo, un impermeabile color crema con i bottoni grandi. Teresa che apre la bocca e sembra uscirle il cuore. E invece le si pianta uno scoglio dentro. <\/p>\n\n\n\n<p>Molly miagola dietro ad una nuova speranza, nessuno arriver\u00e0 a sfamarla stasera.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 odore di sale nella\npiccola citt\u00e0 di mare. La nebbia non dirada. Una donna \u00e8 andata incontro al suo\ndestino. <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_41461\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41461\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Corre il tempo. 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