{"id":41394,"date":"2020-05-06T18:27:15","date_gmt":"2020-05-06T17:27:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41394"},"modified":"2020-05-06T18:29:35","modified_gmt":"2020-05-06T17:29:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-il-morto-e-ladolescente-di-maddalena-frangioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41394","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Il morto e l&#8217;adolescente&#8221; di Maddalena Frangioni"},"content":{"rendered":"\n<p>Quando la notizia si diffondeva a partire dalle panche\ndella chiesa e vedevo mia zia vicino alle altre donne ferme in capannello a\nparlare sottovoce, a chiedere, a fare illazioni e commenti, cercavo di non\nperdere neanche una parola anche se non capivo niente. Sapevo per\u00f2 che il morto\ndi giornata era la principale attrazione che teneva il paese in sospeso. <\/p>\n\n\n\n<p>Partecipavo&nbsp; come\npotevo e seguivo mia zia fino alla casa del morto, ero curiosa, non sapevo cosa\nfosse la morte e non la temevo. Per me e anche per alcune donne che non\nconoscevano il morto andare a vedere la morte su quel volto muto, in silenzio,\nera un modo un po\u2019 stravagante di interrompere la monotonia di certe lunghe\ngiornate specie in estate tra l\u2019afa e la noia. A sorpresa scoprivo la gente\nriunita intorno a letto addobbato con lunghi drappi neri e cercavo di aprirmi\nun varco fino a arrivare in piena vista del morto. La stanza buia, le tende\ntirate, i ceri accesi intorno al letto, mi dava la suggestione di trovarmi in\nuna storia fantastica simile a quelle che leggevo sui libri la sera prima di\nprendere sonno. Nel salire le scale fino alla camera principale mi colpiva la\nperfezione e l\u2019ordine della casa. Un forte odore di alcol solleticava il mio\nnaso, mentre attraversavo il salotto con parenti seduti sulle sedie, le donne\ngli occhi&nbsp; bassi, la pezzuola in testa,\ngli uomini senza cappello.&nbsp;&nbsp; Entravo e mi\nfermavo a guardare il morto, cos\u00ec come ci si ferma davanti a qualcosa di straordinario\ne inusuale.&nbsp; Composto sul letto, vestito\ncon il migliore vestito, quello della festa, le scarpe lucide, il rosario\nappoggiato sul petto, le mani giunte, le dita strette tra loro, ero presa da\ncommozione mista a curiosit\u00e0. Nel ricordarmi di alcuni passaggi del Catechismo\nche la suora non faceva che ripetere anche in vista della prima Comunione, mi\nricomponevo, in fondo quel morto non era morto davvero, perch\u00e9 come diceva il\nprete a ogni funerale, sarebbe risorto un giorno con gli angeli. Guardavo le\ndonne e gli uomini vicini, gli occhi lucidi, le parole non dette. Sostavo\ncinque, dieci minuti, poi sgattaiolavo e tornavo a giocare, fiera, la sera, di\nraccontare a mia madre la mia giornata. Il giorno del funerale arrivava\npuntuale dalle campane della Chiesa, il paese si fermava un momento di fronte\nalla bara che sfilava sotto le finestre delle case, le imposte chiuse, gli\nocchi a spiare tra le persiane.&nbsp;\nGhirlande e mazzi di fiori appoggiati alle colonne della navata\nallietavano la Chiesa, il prete sull\u2019altare in attesa, le panche pronte a\nriempirsi di familiari e di curiosi. Non arrivavo fino alla Chiesa che era\ndistante da casa mia, preferivo scendere fino all\u2019ingresso del cimitero, pi\u00f9\nvicino, per vedere in prima fila il corteo che accompagnava il morto fino al\nposto destinatole. Il cimitero si apriva a raccogliere la bara ormai chiusa, il\nvolto del morto spento, solo il nome inciso sulla ghirlanda a ricordarlo per\nnon confonderlo con altri. Assistevo alla scena, come fossi a teatro, i\nmuratori, le pale in mano, pronti a sistemare la bara sul fondo della fossa e\ntra le lacrime e la benedizione del prete la terra bruna e fredda si spargeva\nsul morto, ormai ignaro di tutte quelle manovre. Deposta la croce a capo della\nbara e lasciati i fiori il cimitero chiudeva le porte ai vivi e alla vita. Ma\nIl morto in verit\u00e0 non rimaneva solo l\u00e0, nella terra, accompagnava i parenti\nche per giorni e settimane non facevano che parlare di lui. Ci voleva del tempo\nprima che il morto facesse il morto e fosse dimenticato e il paese ritrovasse\nla pace fino al prossimo morto.&nbsp; Rimaneva\nun buon ricordo del cimitero, dei fiori e del morto. Tornavo sulla tomba&nbsp;&nbsp; con orgoglio, forte di conoscere i volti di\ntanti morti.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_41394\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41394\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando la notizia si diffondeva a partire dalle panche della chiesa e vedevo mia zia vicino alle altre donne ferme in capannello a parlare sottovoce, a chiedere, a fare illazioni e commenti, cercavo di non perdere neanche una parola anche se non capivo niente. 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