{"id":41361,"date":"2020-05-05T10:50:59","date_gmt":"2020-05-05T09:50:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41361"},"modified":"2020-05-05T10:51:46","modified_gmt":"2020-05-05T09:51:46","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-taito-della-foresta-blu-di-francesco-gozzo-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41361","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Taito della Foresta Blu&#8221; di Francesco Gozzo (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era una volta un piccolo folletto di nome Taito che viveva nella Foresta Blu. Era chiamata cos\u00ec a causa del colore delle foglie degli alberi Kinso che si stagliavano alti alti nel cielo, confondendosi con la volta celeste screziata dalle nuvole che, come pecorelle, correvano sospinte dal soffio dei venti.<\/p>\n\n\n\n<p>Le\nlunghe foglie degli alberi Kinso si potevano distinguere dal cielo grazie alle\nvenature blu scuro che le percorrevano come un reticolo pulsante di vita,\nall\u2019interno del quale scorreva la linfa: il nutrimento pi\u00f9 prelibato\ndell\u2019intera foresta.<\/p>\n\n\n\n<p>I\nfolletti si impegnavano notte e giorno per prendersi cura degli alberi Kinso, erano\ni loro guardiani e protettori, inoltre andavano matti per la loro linfa che\nconsideravano un prezioso nettare. Spesso, nelle notti di luna piena prima\ndelle feste, ne spillavano qualche damigiana per poi brindare durante i\nbanchetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Avevano\nun grande rispetto per la natura e consideravano sacri gli alberi Kinso, per\nquesto motivo li tenevano puliti e splendenti; si assicuravano che avessero\ntutto il nutrimento di cui avevano bisogno e facevano in modo che prendessero\ntanto sole per crescere alti e forti!<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era\ntanto da fare e ogni giorno i folletti si mettevano all\u2019opera all\u2019alba. Bisognava\nportare l\u2019acqua alle radici e per fare questo era necessario scavare ogni\ngiorno nuovi tunnel poich\u00e9 queste crescevano e andavano sempre pi\u00f9 in\nprofondit\u00e0, poi bisognava lucidare il tronco dell\u2019albero e pulirlo dal muschio\ne dai funghi, inoltre occorreva accudire i boccioli da cui sarebbero nate le\nnuove foglie ma uno dei compiti pi\u00f9 ambiti era quello di massaggiare i rami pi\u00f9\nsottili vicino alla volta azzurra e lucidare le foglie alla luce del sole.<\/p>\n\n\n\n<p>Taito\navrebbe tanto voluto recarsi in cima agli alberi per prendersene cura e\npasseggiare sulle foglie blu alla luce del sole, ma non poteva\u2026 a differenza\ndegli altri folletti che possedevano due coppie di ali fatate, lui era nato\nsenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre\ngli altri erano in grado di librarsi nell\u2019aria, lasciandosi trasportare dalle\ncorrenti ascensionali, battendo le lucide alucce che riflettevano la luce del\nsole in riflessi argentati, Taito era costretto a rimanere a terra, camminando\ntutto solo tra le radici e le foglie cadute nel sottobosco, cos\u00ec lontano dalle\nvolte azzurre dove gli altri giocavano a rincorrersi nell\u2019aria e si stendevano\na riposare sulle larghe foglie degli alberi Kinso.<\/p>\n\n\n\n<p>Taito\nsi sentiva molto solo, non aveva amici e gli altri folletti lo prendevano in giro\nchiamandolo \u201cformica\u201d o \u201csenz\u2019ali\u201d. Durante i giorni pi\u00f9 tristi soleva\ncamminare nella foresta senza meta, domandandosi come mai gli altri piccoli\nfolletti fossero cos\u00ec cattivi con lui: non era colpa sua se era nato senza ali!<\/p>\n\n\n\n<p>Non\npotendo giocare a fare capriole nell\u2019aria aveva trovato passatempi diversi: correva\ncon le formiche, gareggiando intorno agli alberi su circuiti fatti da rami\ncaduti e tronchi cavi, passava le sere a cantare con le cicale al lume della\nluna quando il cielo era pieno di stelle e si divertiva a costruire tutto\nquello che gli veniva in mente usando rametti, foglie e sassi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni\ntanto saliva su uno degli arbusti che crescevano nel sottobosco, prendeva una\nfoglia e, tenendone ben strette le estremit\u00e0 tra le mani, saltava nel vuoto\nusandola come paracadute. Il volo era breve, arrivava a terra dopo pochi\nsecondi, ma aveva trovato una foglia dalla forma perfetta per raccogliere le\nflebili correnti d\u2019aria che di tanto in tanto soffiavano nel sottobosco e,\nplanando, poteva arrivare lontano. In questo modo riusciva a farsi un\u2019idea di\ncome fosse volare, certo, non era proprio la stessa cosa ma era ci\u00f2 che vi si\navvicinava di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu\nmentre si arrampicava su uno di questi cespugli, con la sua foglia da\nparacadutismo, che gli venne l\u2019idea: poteva costruire un sistema di scale che\ngli permettesse di arrampicarsi sugli alberi!<\/p>\n\n\n\n<p>Salt\u00f2\ndall\u2019arbusto planando grazie alla foglia che stringeva tra le mani e mentre\nl\u2019aria fresca gli passava sul viso come una carezza si compliment\u00f2 con s\u00e9\nstesso per l\u2019idea appena avuta.<\/p>\n\n\n\n<p>Era primavera,\nla stagione perfetta per iniziare a costruire e quando giunse a terra si mise\nimmediatamente al lavoro: non sarebbe stato facile e ci avrebbe messo tanto\ntempo ma poteva farcela!<\/p>\n\n\n\n<p>Raccolse\nlegnetti e bastoncini in gran quantit\u00e0 e ammonticchi\u00f2 le foglie cadute a una a\nuna fino a farne il mucchio pi\u00f9 grande che avesse mai visto.<\/p>\n\n\n\n<p>Sfilacci\u00f2\nle fibre delle foglie per poi intrecciarle e ricavarne delle corde robuste, us\u00f2\nquindi le corde cos\u00ec ottenute per legare i rametti e costruire una scala che\nadagi\u00f2 sul tronco di un albero, la fiss\u00f2 con dei paletti per evitare che si\nmuovesse e continu\u00f2 a renderla sempre pi\u00f9 alta.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli\naltri giovani folletti, incuriositi dalla sua opera, lo osservavano e lo\ncanzonavano, \u201cla formichina vuole salire sull\u2019albero\u201d dicevano e aggiungevano\naltre cose cattive dichiarando che avrebbe dovuto lasciar perdere, che non\navrebbe mai potuto farcela e che non era nato per volare come loro e per questo\nmotivo doveva rimanere per terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma\nTaito non prest\u00f2 loro ascolto e non si arrese.<\/p>\n\n\n\n<p>I\nmesi passarono e le costruzioni diventavano sempre pi\u00f9 alte ed elaborate.\nMentre la primavera giungeva al termine lasciando gradualmente il posto al\ncalore estivo, Taito riusc\u00ec a raggiungere i primi rami, quelli pi\u00f9 spessi e\nforti. Qu\u00ec costru\u00ec un fortino dove giocare e lanciarsi con la sua\nfoglia-paracadute da molto, molto pi\u00f9 in alto di quanto potesse fare dalla cima\ndel pi\u00f9 alto degli arbusti e di conseguenza era anche molto pi\u00f9 divertente!<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questo\nnon gli bastava e durante l\u2019estate continu\u00f2 a costruire finch\u00e9, prima ancora\nche la foresta si tingesse dei colori autunnali, ebbe raggiunto le fronde pi\u00f9\nalte e collegato ogni ramo.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli\naltri folletti, vedendo la sua opera completata, smisero di dirgli che non\nsarebbe mai riuscito a costruire quella complessa rete di scale, ponti,\npassaggi e fortini, ma ancora non gli permettevano di giocare con loro e\ncontinuavano a comportarsi male chiamandolo \u201cTerricolo\u201d, il folletto di terra.\nGli dicevano che tutto il suo lavoro era stato inutile perch\u00e9 c\u2019erano gi\u00e0 loro\na occuparsi dei rami alti e delle fronde degli alberi Kinso, loro che potevano\nvolare e raggiungere facilmente anche la foglia pi\u00f9 alta dell\u2019albero pi\u00f9\nslanciato. Gli dicevano che avrebbe fatto bene a tornare a terra prima di\ncadere e farsi male, non era adatto ad accudire gli alberi, sarebbe stato\nmeglio se fosse tornato a coccolare i germogli delle piante neonate.<\/p>\n\n\n\n<p>Taito\naveva sperato di riuscire a farsi degli amici tra i folletti e rimase molto\ndeluso nel sentire tutte queste cattiverie. Tuttavia, decise di concentrarsi\nsugli aspetti positivi della vicenda: ora poteva salire su un albero!<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie\nalla sua foglia-paracadute poteva sfrecciare nell\u2019aria attraverso i rami degli\naltri alberi a una velocit\u00e0 che non pensava sarebbe mai riuscito a raggiungere.\nSentiva il vento sul viso e apriva la bocca lasciando la lingua a penzoloni,\ngodendosi la planata.<\/p>\n\n\n\n<p>La\ncosa che lo rese pi\u00f9 felice era di poter finalmente prendersi cura delle lunghe\nfoglie a tesa larga dell\u2019albero Kinso. Certo, coccolare i germogli degli alberi\nneonati era bello, ma quando era salito su una delle foglie per la prima volta\nnella sua vita era rimasto a bocca aperta: gli sembrava di star camminando su\nun lago tanto era intenso il colore della foglia e sotto la superficie era\npossibile vedere il reticolato blu scuro all\u2019interno del quale scorreva la\ndolce linfa.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019estate\nfin\u00ec e le foglie degli alberi della foresta cambiarono colore passando da verde\na varie sfumature di rosso, giallo e arancione. Solo le foglie degli alberi\nKinso rimasero dello stesso colore. D\u2019autunno molte foglie cadevano dagli\nalberi e Taito venne sommerso da nuovo materiale di costruzione colorato che\nus\u00f2 per decorare i suoi fortini.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi,\nin un pomeriggio d\u2019autunno, venne la tempesta.<\/p>\n\n\n\n<p>Il\ncielo si copr\u00ec di nubi nere cariche di pioggia e tutto divenne buio come se\nfosse notte. I venti s\u2019innalzarono e ululavano tanto forti da sembrare lupi e\nla pioggia inizi\u00f2 a cadere, dapprima piano, poi sempre pi\u00f9 forte percuotendo gli\nalberi e le foglie facendo un frastuono assordante.<\/p>\n\n\n\n<p>I\nfolletti non potevano volare nella bufera, il vento li avrebbe fatti ruzzolare\nvia chiss\u00e0 dove, per cui fecero quello che facevano di solito nei giorni di\npioggia, quando venivano colti dal forte vento mentre si prendevano cura di un\nalbero Kinso: si rifugiarono sotto le sue larghe foglie aspettando che la\ntormenta finisse.<\/p>\n\n\n\n<p>Taito\nera tra loro, si era arrampicato fino in cima quel giorno grazie al suo sistema\ndi scale ed era la prima volta in vita sua che doveva ripararsi da una\ntempesta, era infreddolito e spaventato, ma come dicevano gli altri folletti:\nbastava aspettare che tutto finisse. <\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia,\nquesta volta non sarebbe stato sufficiente.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\nfulmine colp\u00ec l\u2019albero Kinso dando origine a un incendio.<\/p>\n\n\n\n<p>I\nfolletti urlarono di paura, le fiamme si alzarono, rosse e roventi. <\/p>\n\n\n\n<p>Non\npotendo volare via, i folletti erano in trappola.<\/p>\n\n\n\n<p>Taito\nsentiva il suo cuoricino battere talmente forte che sembrava scoppiare, ma ebbe\nun\u2019idea: potevano scendere grazie al suo sistema di scale! Erano protette dal\nvento e lontane dall\u2019incendio!<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec\nuno dopo l\u2019altro i folletti scesero dall\u2019albero e raggiunsero sani e salvi le\nloro case.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando\nla tempesta si dirad\u00f2, l\u2019albero Kinso era bruciato, ma dalle sue ceneri erano\nspuntati molti germogli, giovani e forti.<\/p>\n\n\n\n<p>Taito\nvenne festeggiato per tutto il giorno seguente dagli altri folletti che non lo\npresero in giro mai pi\u00f9 e non gli affibbiarono pi\u00f9 nessun brutto nome.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel\ngiorno Taito scopr\u00ec che non importava essere nati diversi dagli altri, grazie\nall\u2019impegno e al duro lavoro si poteva fare la differenza, tanto da diventare\ndegli eroi.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_41361\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41361\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta un piccolo folletto di nome Taito che viveva nella Foresta Blu. 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