{"id":41308,"date":"2020-04-29T10:57:51","date_gmt":"2020-04-29T09:57:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41308"},"modified":"2020-04-29T10:57:53","modified_gmt":"2020-04-29T09:57:53","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-come-marilyn-di-elisa-bazzani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41308","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Come Marilyn&#8221; di Elisa Bazzani"},"content":{"rendered":"\n<p>Aspetto al molo ventisette, con la\nfaccia verso il mare. L&#8217;aria umida della sera galleggia a pelo d&#8217;acqua: la\ncosta della Jugoslavia, nel cielo grigio, oggi \u00e8 solo un&#8217;intuizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono bionda naturale io, proprio come\nquelle che vengono da l\u00e0 e appena scendono neanche il tempo di fare\nl&#8217;occhiolino e te le ritrovi gi\u00e0 sedute al bar a bere il caff\u00e8, a&nbsp; dire <em>&#8220;Bravo papa&#8221;<\/em> agli\nuomini che se le stringono ai fianchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il freddo mi fa scialle sulle spalle\nnude, ma resisto con l&#8217;abito bianco di mussolina e i sandali che mamma metteva\nd&#8217;estate quando ancora andava a passeggio per il corso, e le vetrine dei negozi\nriflettevano l&#8217;immagine di lei con pap\u00e0 bocca a bocca.<\/p>\n\n\n\n<p>Osti, all&#8217;epoca non ero ancora nata:\nvento, soffia e spingi via questo groppo che mi si forma a mezza via tra la\ngola e la pancia se mi fermo a pensare. Oggi&nbsp;\nno, non ho tempo per la tristezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vento soffia&nbsp; e mi alza la gonna fino ai fianchi; e io\ngioco ad abbassarla, ma non troppo, che si vedano le ginocchia e un po&#8217; di in\nsu. Sorrido ai passanti; un foresto si ferma.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanti anni ho?<\/p>\n\n\n\n<p>E tu quanti me ne dai? Abbastanza per\nfare l&#8217;amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Domani soffier\u00e0 la bora.<\/p>\n\n\n\n<p>E se il cielo girer\u00e0 di mezzo cerchio\nstanotte, con l&#8217;ultima ruota del carro sopra l&#8217;antenna di casa mia, vorr\u00e0 dire\nche domani pap\u00e0 far\u00e0 ritorno. E sar\u00e0 un giorno nuovo, prima che il mare\ndiventi&nbsp; per un altro mese una paci\u00e0ra\nnera su cui scivolare, con me che prego di non sprofondarci dentro.<\/p>\n\n\n\n<p>Soffiava il Levante il giorno in cui i\nmiei si incontrarono: pap\u00e0 sapeva che porta tempesta, ma lei era troppo bella\nper aspettare anche solo un giorno. <\/p>\n\n\n\n<p>Aveva i chicchi di deserto tra i\ncapelli, capisci?<\/p>\n\n\n\n<p>Si amarono sulla spiaggia nera,\nnascosti da un cespuglio di mirto. Venni alla luce cos\u00ec, trasportata dalle\nacque manco fossi la sorellina di Mos\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sangue sgorg\u00f2 tanto, ma la spuma del\nmare la ripul\u00ec fino dentro, e rimase come una conchiglia quando le valve\nluccicano vuote sul bagnasciuga. <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la morte di mamma abbiamo girato\nparecchio: il primo fu un appartamento in affitto in una grossa citt\u00e0 piena di\nviali alberati. Gi\u00e0 allora pap\u00e0 se ne andava via per lungo tempo e mi diceva:\n\u201cMettiti l\u00ec e aspetta. Quando vedrai un furgone verde telato, sono io\u201d. Ricordo\nche rimanevo incollata per ore alla finestra della cucina: da l\u00ec si vedeva il\ncurvone della tangenziale nord. A me piaceva, perch\u00e9 sui frangi rumori c\u2019erano\ndisegnate le rondini e sembrava sempre primavera. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma pap\u00e0 smaniava, si vedeva che per lui\nl\u2019acqua era pi\u00f9 essenziale dell\u2019aria e dopo neanche un mese ce ne siamo andati.\nNon facevo in tempo a imparare i nomi dei vicini, che via, verso un\u2019altra\ncitt\u00e0. Ed \u00e8 cos\u00ec che siamo arrivati qui. <\/p>\n\n\n\n<p>Il primo anno di medie l&#8217;ho perso;\nadesso al pomeriggio aiuto la Maria al guardaroba, che dopo l&#8217;incidente non la\nvolevano pi\u00f9 a servire al porto perch\u00e9 con la gamba mezza storta faceva senso\nai clienti e la gente non beveva pi\u00f9 di gusto. Ma qui a Miramare le va da\nlusso, invece, anche se deve stare in piedi per dieci ore: c&#8217;\u00e8 il bancone che la\nnasconde e se non la conosci non sospetti niente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cScaldami i piedi\u201d, mi dice quando \u00e8\nstufa. Se glielo faccio, spartiamo a met\u00e0 le monetine di mancia.<\/p>\n\n\n\n<p>Bruno\nha insegnato alla moglie ad annusare la vita degli altri sui cappotti e sulle\npellicce che appende qui nel guardaroba. A me non pareva all\u2019inizio questa gran\ncosa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abStanno\nmeglio di noi, cosa c&#8217;\u00e8 da sapere?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8\nmancato poco che la Maria mi menasse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abToh,\nprendi questa sciarpa: la lana \u00e8 delle migliori. E il profumo, non senti che\nbuono? \u00c8 violetta di Parma. Questa invece vuole fare la signora, per finta. Ha\nmangiato sugo e patate. Ma cosa vuoi saperne tu?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAllora\nspiegami.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>E\nmi spiega che suo marito va a caccia, anche se \u00e8 cieco da anni, e che gli basta\ntoccare il pelo del cane per capire (da come \u00e8 bagnato e dall&#8217;odore) dove \u00e8 la\nselvaggina. Segue le tracce cos\u00ec, vivendo come se fosse gli animali che\ninsegue: la lepre che sgambetta di lato per salvarsi la pelle; le quaglie che\nsono buone con la polenta ma bisogna saperle frollare senn\u00f2 sanno di selvatico.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Per\nun mese prende e se ne va in Macedonia. <\/p>\n\n\n\n<p>Macedonia:\n\u00e8 un bel nome per un posto, e anche se non so dov\u2019\u00e8, mi piacerebbe andarlo a vedere.\nMa non le do la soddisfazione di chiederlo, anche perch\u00e9 pap\u00e0 \u00e8 andato fino\ndall\u2019altra parte dell\u2019Europa, altroch\u00e9, e ne ha visto di bellezze e fa cose pi\u00f9\npericolose che stare nascosto ad aspettare col fucile in mano. Bravo sar\u00e0 il\ncane, che fa il lavoro (fiuta, segue rincorre, trova), mica Bruno a cui basta\nschiacciare un grilletto per finirlo. E se la devo dire tutta, \u00e8 pi\u00f9 difficile\nfare la quaglia che il cacciatore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSveglia\u00bb,\nmi urla la Maria gettandomi in faccia un foulard.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa\ncos\u2019\u00e8 questa puzza? \u00bb <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE\u2019\ndisinfettante, di sicuro fa i turni all&#8217;ospedale. Numero tredici, non ti\nsbagliare. Va con la borsetta di pelle finta. \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa\ncome..? \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOsti,\nlo so e basta: non mi sono fatta un mese allettata per niente. Ne hai di robe\nda imparare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>E\nha ragione: \u00e8 importante che sappia distinguere se tra sta gente che servo e\nche incontro per strada c\u2019\u00e8 qualcuno che possa portarmi via.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon\nverr\u00e0 . E\u2019 inutile che aspetti.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\nsono andata lo stesso, al porto, pur sapendo che la Maria aveva ragione: me lo\ndiceva il cuore, perch\u00e9 il cielo \u00e8 ingannatore, che a volta sembra bello e\ninvece si rannuvola all\u2019improvviso e poi si alza forte il vento che ti\nscompiglia i capelli e anche le idee e le tue certezze. Quando \u00e8 cos\u00ec, mi\nstringo forte alle&nbsp; cartoline che\narrivano e mi rileggo per mille volte, anche se le so a memoria, le parole di\npap\u00e0. I suoi messaggi&nbsp; finiscono sempre con&nbsp; \u201cUn abbraccio alla mia bambina\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Ho\naspettato per pi\u00f9 di tre ore davanti ad un mare che \u00e8 uno specchio. Pap\u00e0 aveva\nfatto saper che sarebbe arrivato, e invece niente.<\/p>\n\n\n\n<p>La\nMaria non racconta volentieri di quando era bella e gli uomini la guardavano.\nSta zitta per tutto il tempo, dritta come un fuso dietro la cassa. All\u2019inizio\nturno da una passata con lo straccio, conta i soldi, sistema i numeri da\nattaccare alle grucce. Tra un cliente e l\u2019altro sfoglia una rivista di abiti e&nbsp; sospira, poveretta.<\/p>\n\n\n\n<p>Io?<\/p>\n\n\n\n<p>Il\nprimo giorno di lavoro, il signore che gestisce qua il personale mi ha fatto\nfare il giro del palazzo, perch\u00e9 se gi\u00f9 chiedono bisogna saperle dare le\ninformazioni. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLe\nvogliamo belle e brave\u00bb, mi ha detto mentre lo seguivo sulla scala a\nchiocciola.<\/p>\n\n\n\n<p>Le\nstanze di sopra sono piene di lustri e lustrini e quadri; se penso che il re\nche ci viveva era cos\u00ec ricco che aveva il pitale d\u2019oro, mi vien un fuoco dentro\nche non capisco cosa faccio. Il giro \u00e8 finito in una stanza che \u00e8 chiusa ai\nvisitatori: il gabinetto (si chiama cos\u00ec, ma non c\u2019\u00e8 neanche un lavandino.) I\nmuri sono rivestiti di velluto verde con dei disegni di uomini orientali e\ndelle donne dalla bocca a cuore rosso. <\/p>\n\n\n\n<p>Il\nsignore si \u00e8 frugato nelle tasche e ha tirato fuori una foto ritagliata da un\ngiornale: c\u2019era una donna tutta nuda tranne un mezzo seno che si teneva coperto\ncon la mano, distesa sopra una tenda rossa di velluto, uguale a quelle che ci\nsono qua.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE\u2019\nMarylin. E\u2019 un\u2019attrice famosa, la conosci? Anche lei ha iniziato cos\u00ec, \u00e8 la\ncarriera.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Non\nsono mica nata ieri; certo che le so come va il mondo. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa\ntrova bella?\u00bb Gli ho chiesto avvicinandomi. Osti, che alito che aveva. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSono bionda naturale, sa? Ho anch\u2019io\nho un neo sulla guancia. Come non ci crede? Eccolo qui. <\/p>\n\n\n\n<p>Se ne ho altri? \u00bb <\/p>\n\n\n\n<p>Quello che \u00e8 successo dopo, non vale la\npena raccontarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 colpa mia se le case dei <em>siori<\/em> sono cos\u00ec belle che mi monta\nl&#8217;idea di diventare <em>siora<\/em> anche io e\nnon lavorare.<\/p>\n\n\n\n<p>Stanotte\nla luna splende peggio di un faro acceso. \u00c8 piena e tonda, perfetta, sospesa\naccanto ad Orione. Anche gli uomini che escono dai bar, si tirano su il bavero\nfino a met\u00e0 viso, quasi per non farsi vedere, e tornare a casa dalle proprie\nmogli e baciarle magari e scaldarsi lo stomaco col brodo, dopo tanto vino&nbsp;&nbsp; e scuotono il cappotto e lo buttano\ndistratti su una sedia, senza sapere quanta vita stanno portando dentro le loro\nmura di casa. Loro non sanno che tra le fibre sono rimaste incastrate le\npagliuzze d\u2019oro dei capelli delle altre, la spuma del mare e il freddo del\nvento, l\u2019odore pungente dei crauti sotto aceto e quell\u2019odore di gatto bagnato\nche non se ne va e che fa male quando lo riconosci addosso a chi ami. Loro non\nlo sanno e pensano di essere al sicuro perch\u00e9 tirano dritto verso casa senza\nguardarmi e ridono di me che me ne sto contro il portone ad spettare; ma \u00e8 solo\nperch\u00e9 nessuno&nbsp; \u00e8 capace di leggere la\nloro vita nascosta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma\nprima o poi la ruota gira; lo fa persino il cielo e senza accorgersene, ci si\ntrova col culo per terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Vorr\u00e0\ndire che aspetter\u00f2 che questo manto di stelle giri di nuovo e che la luna ci\nmostri la falce; allora s\u00ec, quello sar\u00e0 un giorno giusto, se il mare lo\npermette e non \u00e8 troppo agitato, perch\u00e9 pap\u00e0 faccia ritorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Maria\ncontrolla le tasche dei giubbini prima di dirmi di appenderli. A volte\nrimediamo qualche caramella, o qualche soldo di moneta. Questa volta siamo\nsfortunate; c\u2019\u00e8 solo un&nbsp; fazzoletto da\nnaso che fa senso.<\/p>\n\n\n\n<p>Fustagno,\npoveracci. <\/p>\n\n\n\n<p>Maria\nride e scopre una dentatura perfetta. <\/p>\n\n\n\n<p>Ne\nho imparate di cose, o no?<\/p>\n\n\n\n<p>Una\nvolta per dispetto ha staccato un bottone di un soprabito ad uno perch\u00e9 aveva\npisciato fuori dal bagno, che lei aveva appena finito di pulirlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa\nti dicono i venti, oggi?<\/p>\n\n\n\n<p>Mi\navvicino a lei, le tolgo le ciabatte e inizio a massaggiarle i calli, dove la\npelle \u00e8 dura e spessa. Procedo lenta, con delicatezza, dalla punta fino al\ntallone che \u00e8 smangiucchiato come quello di mio padre, che si fa le punture in\npancia e per poco non lo perdeva. La vita \u00e8 cos\u00ec amara, tanto vale farsi un\ngoto di vin. <\/p>\n\n\n\n<p>La\nMaria \u00e8 contenta, si squassa tutta col culo sulla sedia.<\/p>\n\n\n\n<p>E\nmentre sfila anche l\u2019altro e mi indica di toglierle la calza, io le chiedo\nquello che vorrei sapere da sempre, ma che non ha mai avuto il coraggio di\nchiederle: Maria, di cosa sanno i miei capelli?<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_41308\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41308\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aspetto al molo ventisette, con la faccia verso il mare. 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