{"id":41291,"date":"2020-04-28T10:26:47","date_gmt":"2020-04-28T09:26:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41291"},"modified":"2020-04-28T10:26:49","modified_gmt":"2020-04-28T09:26:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-le-intenzioni-di-eloisa-di-virginia-benenati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41291","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Le intenzioni di Eloisa&#8221; di Virginia Benenati"},"content":{"rendered":"\n<p>Eloisa era intelligente e donna. Due attributi tra loro\nconnessi, ma non saldati. Un po\u2019 come a un albero sta l\u2019essere sempreverde e magro,\ncome un cipresso. Pu\u00f2 capitargli d\u2019essere anche sempreverde e dalla chioma\nampia, come un leccio. E lo stesso si potrebbe dire per gli uomini, le cui\ndoti, intellettuali e non, sono variabili, per natura e utilizzo. Al femminile,\ncomunque, i due termini non sempre sono di agevole coniugazione. Eloisa vibr\u00f2\nfin nella linfa d\u2019un vitale e fervente slancio, di sogni, passioni, studi,\nletture. Consapevole dei suoi desideri ben pi\u00f9 di quanto la sorte glielo\nconcesse. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPosso entrare, badessa?\u00bb si sent\u00ec domandare, in quella\nfredda sera autunnale. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCertamente, sorella Amelie\u00bb, si sent\u00ec rispondere, ancora\nper met\u00e0 in altri pensieri. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVi porto la lettera del cardinale Cigny. Vi ringrazia\nper la copia della <em>Regula ad servos Dei<\/em>,\nche gli avete fatto avere. Impreziosir\u00e0 la sua biblioteca\u00bb. L\u2019aveva trascritta\nlei stessa, e le era piaciuto molto, per quanto faticoso si fosse rivelato. Le\nore di silenzio nello scriptorium, con le mani e la testa impegnate e assorte\nnella copiatura lenta e precisa le infondevano una pace interiore paragonabile\nsolo a quella di quando aveva le prime congiunte in preghiera e la seconda al\ndi l\u00e0 delle mura di cinta del monastero. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGrazie, sorella. Appoggiate pure qui\u00bb e la bianca mano\nsi mosse a indicare lo spoglio, rigato, piccolo tavolo nella sua cella. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBuonanotte, badessa\u00bb.\n\n\u00abBuonanotte\u00bb, augur\u00f2,\nessendo scivolata gi\u00e0 tutta nelle occupazioni mentali di prima. Chiss\u00e0 perch\u00e9,\nEloisa si ritrov\u00f2 con un candeliere in mano a scendere le scale buie che\nconducevano di sotto, e quindi alla chiesa annessa al dormitorio. La luce fioca\ne tremula a stento riusciva a rischiarare le navate imponenti, che lei avrebbe\npotuto disegnare ad occhi chiusi. Era l\u00ec da vent\u2019anni. I primi tempi i suoi\nocchi avevano mal tollerato quegli ambienti. A tratti avevano cercato di\nscacciarli, come gli insetti d\u2019estate. Ci s\u2019era nascosta, all\u2019inizio, pensando\nfosse per poco, quando ancora la sua relazione con Abelardo era tumultuosa,\ntanto quanto l\u2019atmosfera tutt\u2019intorno; dovevano celare tutto a tutti: il\nmatrimonio, il bambino, i loro sguardi, sciolti con la violenza con cui si\nrecidono le funi degli ormeggi, per poter riprendere svelti la navigazione. Si\nmise a sedere sull\u2019ultima panca, appoggiandosi accanto la minuta fiammella,\ncos\u00ec che potesse illuminare le parole della lettera che teneva tra le dita. Era\nuna missiva che il suo orgoglio, dopo anni di suppliche, le aveva impedito di\ninviargli. La spieg\u00f2 adagio, mentre le si ricoloravano i capelli e gli occhi\nd\u2019un rosso infocato; vortici un tempo e ora vestali della sua giovinezza, che fu\ngaia e feconda. Ma non solo questo. \u201c<em>Tendo\na te come il fiore al sole, la terra alla primavera, il cibo al palato, i\nricordi al passato; e ti fuggo anche, come tu fossi tempesta, come fa l\u2019occhio\ncon il bagliore, la vecchiaia con la dimenticanza<\/em>\u201d. Si ferm\u00f2, e il pollice\ne l\u2019indice della mano sinistra premettero cos\u00ec forte che si toccarono, bench\u00e9\nseparati dal foglio. Quando, molti anni prima, era venuta a sapere che Abelardo\naveva formulato e divulgato la sua etica dell\u2019intenzione, avrebbe potuto forse\nsentirsi di nuovo usurpata. Molto, invero, egli aveva preso, attingendo a piene\nmani, dalle sue idee e, quel che era peggio, dai suoi sentimenti, che lei gli\naveva espresso e manifestato per iscritto. Quante volte gli aveva rivelato\nsenza pudori che, in convento, lei non aderiva alle cose che faceva, non si\nmischiava ad esse; e queste e lei erano come olio e acqua insieme. Recitava,\ns\u00ec, con le altre i salmi, adempieva pure, a tutti i numerosi atti di preghiera\nquotidiani, eppure con il suo cuore lei era altrove, distante da ogni oggetto\nche toccava o porgeva o raccoglieva, da ogni parola che proferiva ad alta voce,\nda ciascun dovere a cui non si sottraeva. Allora, considerava, pu\u00f2 essere che\ngli uomini siano da giudicarsi colpevoli o innocenti non solo e non tanto in\nrealt\u00e0 sulla base di ci\u00f2 che fanno, bens\u00ec su quella di ci\u00f2 che in animo\nvorrebbero o si sforzano di attuare. Eloisa, nelle lettere, gli aveva\nconfessato di non sentirsi degna e meritevole di particolare bont\u00e0 agli occhi\ndi Dio, seppur nei gesti e nei fatti lo onorasse tanto, perch\u00e9 non tendeva a\nquello scopo. Nell\u2019intimo stava obbedendo a lui, ad Abelardo, che l\u2019aveva\nspedita l\u00e0 e, solo per amor suo, si comportava camuffandosi da donna\nestremamente devota e pia. \u201c<em>D\u2019amarti non\nne ho l\u2019intenzione, eppure non posso disporre altrimenti dei miei moti segreti,\ne allora lo faccio, ti amo<\/em>\u201d, proseguivano i suoi ardori giovanili. Si\nricordava ancora bene a cosa aveva pensato, di preciso, nel concepire tali\nparole. L\u2019immagine che le si era stagliata nitida nella mente era quella di lui\nche le tendeva le palme. Se al mondo v\u2019era grazia, non s\u2019era vergognata di\npensare, si celava innanzitutto nelle movenze delle sue mani, quando gliele\nportava al volto; e poi le girava; le sfregava; e i dorsi giocavano sulle sue\nguance con la stessa libert\u00e0 di cani su un prato; le percorrevano; le\nscaldavano; le schernivano; e, al modo di vicari d\u2019un sacro potere, gliele\nbenedicevano. A lungo aveva percepito se stessa scissa tra la mano e l\u2019anima,\ntra il suo agire esteriore e il suo sentire interiore. E, se la felicit\u00e0 \u00e8\nquanto pi\u00f9 possibile unione e armonia fra ci\u00f2 che facciamo e ci\u00f2 che proviamo,\nsi pu\u00f2 solo figurare la profondit\u00e0 della malinconia di Eloisa, pi\u00f9 di tante\naltre schizofrenica e trasandata. Gran parte delle teorie che il filosofo nel\ncorso della vita aveva messo a punto derivarono dalla sofferenza acuta,\nperspicace e anzi dissodante della donna. Pu\u00f2 essere l\u2019intenzione \u2013 infinite\nvolte la domanda le si era con prepotenza presentata \u2013, pi\u00f9 forte dell\u2019azione\nverso cui non avvertiamo propensione n\u00e9 inclinazione alcuna, e che finiamo\ntuttavia per eseguire, per costrizione o necessit\u00e0? Eloisa, adesso, non lo\nsapeva pi\u00f9. In luogo di risposte, gli anni le avevano aggiunto interrogativi e\ndilemmi; tanti dei quali, ne era conscia, sarebbero rimasti irrisolti. Forse\ns\u2019era sbagliata, rifletteva talvolta. Forse, alla fine, le cose di cui era\ncircondata, pur suo malgrado, le erano divenute familiari e intime, come\nvestiti; di pi\u00f9, come parti del suo stesso corpo. E la panca su cui era adagiata\nle sembrava l\u2019appoggio naturale alla sua vita e al suo pensare. Forse era\ndiventata l\u2019aria che solleticava i visi lisci delle novizie, che aleggiava\nsottile nei chiostri, in primavera. Un\u2019aria che, solo ogni tanto, commetteva\nl\u2019imprudenza di volgersi indietro. \n\n\n\n<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_41291\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41291\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eloisa era intelligente e donna. 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