{"id":4129,"date":"2010-05-29T11:46:22","date_gmt":"2010-05-29T10:46:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4129"},"modified":"2010-05-29T11:46:22","modified_gmt":"2010-05-29T10:46:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2010-wendy-axis-mundi-di-emanuele-olmetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4129","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Wendy axis mundi&#8221; di Emanuele Olmetti"},"content":{"rendered":"<p>I fatti, 3 note a pi\u00e8 pagina, un\u2019adorazione.<\/p>\n<p>Stavo aspettando degli amici. Purtroppo non da solo. Annoiato, mi ero appoggiato con la spalla sinistra alla porta d\u2019ingresso in vetro specchiato del negozio presso il quale ci eravamo dati appuntamento. L\u2019incontro era stato fissato da Wendy per le cinque del pomeriggio. Ma ormai erano passate da un pezzo. Da un\u2019ora almeno. Wendy era l\u00ec con me, corredata della sua solita faccia indisponente, concretamente pericolosa, considerato che nel mezzo si stagliava una cosa talmente sottile ed appuntita, che solo a costo di sforzi iniqui si poteva intuire e poi accettare, a malincuore sia chiaro, che quello fosse un naso e non uno stiletto, messo l\u00ec a ferire i malcapitati che si fossero avventurati a baciarla senza accordi preventivi circa l\u2019assunzione di posture anti-taglio. Ci\u00f2 per chiarire, spero senza equivoci, il motivo della ridotta possibilit\u00e0 di spontanee effusioni amorose da parte mia. Taccio, per rispetto alla mia dignit\u00e0 residua, sulla totale assenza di slanci affettuosi. Lei sa essere tagliente quando vuole<a name=\"_ftnref1\" href=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/263\/wp-admin\/#_ftn1\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"Symbol;\"><span style=\"Symbol;\">\u00b7<\/span><\/span><\/span><\/a><span style=\"12pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">. Per descrivere la nostra relazione al tempo degli avvenimenti, parlerei laconicamente di abitudine dalle mani grosse, che mi tenevano ben stretto e non solo perch\u00e9 non mi ferissi. La mia rivolta a quella appuntita routine sentimentale era fatta di commenti sarcastici incapaci per\u00f2 di allontanare chiunque ne fosse stato il destinatario, lei nella stra-grande maggioranza dei pietosi casi, ma anzi abili a sollecitare, e in lei principalmente, pronte dimostrazioni di pena, piet\u00e0 e compassione. Ero considerato uno scemo insomma.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"12pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u201cProva a chiamarli\u201d le ho suggerito, bene attento che ci\u00f2 non fungesse da prologo a<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>discorsi che non avevo la minima intenzione di intraprendere. Desideravo che quell\u2019attesa finisse nel migliore dei modi, cio\u00e8 mandando all\u2019aria la serata (Wendy compresa se possibile) e, altra cosa che aveva la sua importanza, evitare di intaccare il mio credito telefonico. Anche perch\u00e9 non sapevo proprio chi chiamare, ma non feci caso a questo dettaglio che s\u00ec era importante. Quella sera neanche i coniugi Totti, con la loro diabetica simpatia dispiegata a piene mani, mi avrebbero scucito un centesimo di conversazione, nonostante fosse ai limiti dell\u2019indecenza la voglia di tornarmene a casa.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Sperando che se la prendesse a male, dissi quelle tre parole utilizzando un tono imperioso come mai mi era successo prima. Neanche mi voltai verso di lei. Poi, non appena quelle tre parole furono uscite da quel pozzo di maleducazione che nelle mie intenzioni doveva apparire il mio cavo orale, sputai pure a terra. Da vero uomo. Eppure non la sconvolsi pi\u00f9 di tanto. Ebbi modo di accorgermene immediatamente. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"12pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">Neanche mi rispose. Lei, che dirla ciarliera, \u00e8 sottostimarla. Avevo netta al sensazione invece che mi stesse fissando. Iniziai a ruotare la testa e non appena iniziai a coglierla con gli occhi capii che non mi sbagliavo. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"12pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">Appena abbozzato, le disegnava il viso un sorriso che non le avevo mai visto, non le apparteneva. Non che stonasse all\u2019ombra sottile dello stiletto, ma si tracciava estraneo al suo modo di essere cos\u00ec spiccio e sbrigativo, essenzialmente pratico, mentre quello pareva portare con s\u00e9<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>una serie cos\u00ec imprevedibile di sfumature che ne fui subito meravigliato, senza per\u00f2 avere il tempo di sviluppare timore, non potendone ancora indovinare gli sviluppi. Per essere chiari: mi stup\u00ec il fatto, che nel breve giro di tre nanosecondi, non mi avesse gi\u00e0 mandato a prendermela in quel posto. Solitamente erano questi i suoi tempi di reazione. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"12pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">Lei intu\u00ec la mia sorpresa. E da l\u00ec in poi dos\u00f2 con maestria insospettabile i tempi e i modi dei suoi movimenti. Aveva tutto ben chiaro.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"12pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">Attese immobile finch\u00e9 quella situazione, che non saprei definire meglio se non bizzarra, non avesse sprigionato tutto il suo potenziale affabulatorio. Quando ebbi completato la rotazione della mia testa, sino ad averla inequivocabilmente davanti agli occhi, lei prese ad animarsi, compiendo gesti che almeno inizialmente apparivano consueti, perlomeno adeguati al momento. Infil\u00f2 infatti la mano destra dentro la sua borsa, mentre con la mano sinistra la tratteneva sollevata all\u2019altezza del ventre. Ma con gli occhi continuava a fissarmi. Pensavo stesse frugando in cerca del telefono cellulare per avere notizie dai nostri amici: magari ci avrebbero detto che non sarebbero pi\u00f9 venuti. Nonostante tutto, questa speranza non mi aveva ancora abbandonato.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"12pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">Estrasse invece un fazzoletto nero e azzurro, con un po\u2019 di rosso, con i colori che disegnavano linee e curve, fregi particolarmente elaborati. Poggi\u00f2 a terra la borsa piegandosi sulle ginocchia, ma sempre fissandomi. Si rialz\u00f2 e sollev\u00f2 la coscia destra. Continuando a fissarmi. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"12pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">La coscia si trasform\u00f2 in un piano sul<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>quale Wendy distese il fazzoletto, che pieg\u00f2 lungo la diagonale sino a formare un fascia dell\u2019altezza di 6\/7 cm. Un\u2019abilit\u00e0 straordinaria: aveva realizzato tutto con grande velocit\u00e0. Senza compromettere ordine e qualit\u00e0 del risultato finale. Soprattutto lo aveva fatto senza togliermi mai gli occhi di dosso, a memoria, mantenendo un sorriso niente affatto tirato, anzi naturale. Naturale per forza. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"12pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">Per pochi secondi pensai si trattasse dell\u2019abbozzo di un rituale di corteggiamento mutuato dal regno animale, registrato magari su dvd, una domenica, di pomeriggio, senza alcun contributo all\u2019audience quindi, e poi visto e rivisto ad una distanza dal video variabile, ora maggiore ora minore, con il telecomando in mano e le dita frenetiche a mettere in pausa la proiezione, o a riavvolgerla, o a farla scorrere veloce in avanti, a seconda che ad essere analizzato fosse il particolare oppure l\u2019impatto generale, per poi rielaborare tutto per quell\u2019occasione, magari dopo estenuanti prove davanti allo specchio stretto e lungo che di solito era schiacciato tra la porta del bagno piccolo e la libreria e che negli ultimi tempi (forse proprio per questo?), era stato spostato senza alcun tipo di accordo nel bel mezzo del salotto, in una posizione a dire il vero non praticissima. Altro dettaglio, questo, che mi era sfuggito.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"12pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">Da molto tempo ero ormai restio a concederle poteri su di me. Altro \u00e8 il fatto che ci riuscissi veramente. A maggior ragione in un frangente come quello che andava delineandosi. Sul quale, per\u00f2, non sapevo proprio come intervenire. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"12pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">Combattei lo sconcerto che sentivo montare. Riconsiderai tutto eliminando ogni riferimento che si allontanasse dal gesto puro e dal suo compimento. Al fine di tranquillizzarmi, presi a ripetermi ossessivamente che quello a cui avevo assistito non era altro che l\u2019estrazione di un<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>fazzoletto nero e azzurro, con un po\u2019 di rosso, meraviglioso probabilmente per chi fosse stato in grado di apprezzare oggetti di tal fatta, da una borsa che avevo visto gi\u00e0 centinaia di volte, e la sua successiva ed accurata piegatura, probabilmente al fine di evitare che questo si sgualcisse perch\u00e9 di valore, o magari perch\u00e9 un regalo della madre. Brava anche quella\u2026<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"12pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">Eppure, nonostante gli sforzi, tutti i miei pensieri erano sottoposti alla forza centripeta di quella procedura perfetta che aveva consentito, sotto i miei occhi, la trasformazione di un fazzoletto in uno strumento ancora sconosciuto ma cos\u00ec inusuale ed incongruo da apparire quasi una sofisticata arma di offesa. Che, in quanto tale, apriva scenari concreti al suo utilizzo. Altrimenti perch\u00e9 farla. Le mie paranoie correvano come una locomotiva lanciata sopra i continenti.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"12pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">A questo punto feci una riflessione che pareva necessaria: dovevo decidere se era giunto o meno il momento di preoccuparmi; e se si, in quale misura. In effetti, la presenza di fronte di una fidanzata che stringe tra le mani un fazzoletto arrotolato come fosse un filo di ferro da far incontrare con il collo di qualcuno (io?), poteva costituire un pericolo abbastanza pressante, comunque sufficiente per pensare di prendere provvedimenti immediati.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"12pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">Ma ora \u00e8 giusto rendere delle confessioni: \u00e8 un fatto che io sia impressionabile, un altro fatto \u00e8 la mia indecisione a tutto, ma soprattutto ho l\u2019abitudine a giudicare tutto ci\u00f2 che non capisco come dimostrazione inequivocabile di superiorit\u00e0 e genialit\u00e0 da parte di chi<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>\u00e8 in grado di mettere in pratica una qualsiasi serie di atti collegati tra loro. Che sappia poi spiegarne il motivo non \u00e8 determinante. Mi risparmia la fatica di starlo a sentire. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"12pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">L\u2019inerzia mimica di occhi, labbra, fronte, mento e di tutti i muscoli facciali che intendevo dosare bulimicamente in segno d\u2019indifferenza nei confronti dell\u2019operare inusuale e dello stesso esistere li, in quel preciso momento, di Wendy con quel fazzoletto in mano, moltiplicata a dismisura tracim\u00f2 di colpo, oltre ogni mia possibilit\u00e0 di controllo, colando in direzione del collo, del busto, delle braccia, delle mani intrappolate dentro le tasche dei pantaloni, delle gambe costrette in una inclinazione e in un incrocio inestricabile, dei piedi in preda ad una invincibile forza di gravit\u00e0. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"12pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">La mia spalla sinistra si serr\u00f2 alla porta d\u2019ingresso in vetro specchiato del negozio. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"12pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">Le fu sufficiente sussurrare \u201cNon ti muovere e chiudi gli occhi\u201d che la postura sdegnosa che fino a quel momento avevo assunto deliberatamente per offenderla, si incancren\u00ec divenendo per lei occasione d\u2019attacco, senza difese possibili; mi trasformai in bersaglio via via pi\u00f9 inconsapevole del suo piano.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"12pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">Impossibilitato a reagire, le obbedii. Per quanto passiva, anche l\u2019obbedienza \u00e8 una scelta. Condizionata quanto si vuole, ma ancora scelta. Qui per\u00f2 l\u2019obbedienza era contestuale alle sue parole e non successiva. Erano la stessa cosa. Stavano l\u2019una dentro l\u2019altra. E me le ritrovai dentro come fossero un eco. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"12pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">Quella postura l\u2019avevo scelta io, in suo spregio. L\u2019avevo scelta io liberamente, o almeno cos\u00ec mi sembrava. L\u2019avevo assunta compiendo tutta una serie di gesti volontariamente calcati che fossero capaci di dimostrarle tutta la mia indipendenza, nei movimenti e nella stasi. E lei me lo lasci\u00f2 fare. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoBodyText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"12pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">Intraprese il primo movimento in linea da quando era partita la sua offensiva. Nell\u2019avvicinarsi, nel camminare, lei non percorreva centimetri o metri lasciando sotto le sue scarpe tutto intatto. No. Lei sottraeva spazio, lo sottraeva per sempre. Era in atto un cambio di dimensione, il pervertimento delle direzioni, la commistione tra su e gi\u00f9, l\u2019impossibilit\u00e0 di distinguere destra e sinistra. Giunta a pochi centimetri da me, comp\u00ec due brevi serie di spostamenti lungo un ideale semicerchio a partire da un punto perpendicolare alla mia spalla destra, la prima delle quali la condusse alle mie spalle. Il fazzoletto, sempre stretto tra le sue mani, nel frattempo era diventato una benda, in quanto lo sentii avvolgersi attorno alla mia testa, assestandosi con pochi scatti precisi sul mio occhio destro. Per la seconda volta nel giro di pochi minuti, fui sorpreso dell\u2019abilit\u00e0 con cui Wendy aveva condotto a termine un\u2019operazione tanto anomala. Non fosse stato inconcepibile e non lo avessi gi\u00e0 detto in precedenza, avrei pensato, senza alcun dubbio, che ci\u00f2 cui avevo assistito, subito sarebbe meglio dire, fosse l\u2019espletamento di una procedura se non gi\u00e0 sperimentata, quantomeno profondamente meditata: ma a quale scopo? Ancor pi\u00f9 inconcepibile sarebbe stato ipotizzare un mio ruolo, per di pi\u00f9 in una posizione tanto passiva, in tutta quella sequenza di atti la cui logica continuava a sfuggirmi.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Il contatto con il fazzoletto fu freddo, anestetico. E poi il nodo. E ancora i suoi movimenti di ritorno lungo il semicerchio. Nel mentre, il palmo aperto della sua mano sinistra calcato sulla mia scapola sinistra; il dito indice della sua mano destra strisciato pesantemente lungo gran parte della lunghezza della mia colonna vertebrale; un picchietto velocissimo di tutte le sue dita, distribuito senza apparente disegno, tra la mia spalla destra ed il braccio destro. Insomma, un po\u2019 alla volta, mi aveva abbandonato. Da l\u00ec in poi un senso di vuoto. E d\u2019abbandono. E\u2019 stato terribile. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Poi d\u2019improvviso un segnale di tipo vocale: \u201cApri gli occhi\u201d, probabilmente sorridendo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Aprii l\u2019occhio. Lei riapparve di fronte a me: tanto vicina da sembrare senza sforzo l\u2019unica creatura su questa terra, con il suo stiletto ad una distanza che non era pi\u00f9 di sicurezza, ma di piena emergenza. Siamo ancora due, due esseri distinti che se vogliono possono ancora allontanarsi, scostare le teste, distogliere ancora lo sguardo indirizzarlo da altra parte, girare i tacchi ed andarsene. Via da li. Eppure la sensazione era nettamente diversa, procedeva senza intoppi verso un completo dispiegamento che ero sicuro avrei dovuto guardare fisso. E\u2019 appoggiata con la spalla destra alla porta d\u2019ingresso di vetro specchiato del negozio, luogo fisso della nostra attesa. Un\u2019attesa che \u00e8 dilatazione allo stremo di un tempo presente reticolare, che trattiene qualcosa del passato prossimo, giusto per necessit\u00e0 di senso, ed allunga qualcosa del presente nel futuro pi\u00f9 prossimo, per ipotecare quello ancora lontano da venire. E rimescola tutto in un\u2019unica pasta che sembra avere le mani tanto riesce ad aggrapparsi e non scivolare mai pi\u00f9.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"small;\"><span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>La sua posizione \u00e8 speculare alla mia. E lei sono diventate due. Tutt\u2019e due vicine, attaccate per la tempia destra, gemelle siamesi. Bocca doppia stiletto doppio quattro occhi due cervelli tutto doppio. Tutto proteso in un lavorio saltellante. Tutto in movimento. Verso di me. Che sono fermo. Ancora fermo. Finch\u00e9 lei non avr\u00e0 terminato.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Il campo visivo del mio occhio sinistro \u00e8 ora costretto tra la porta d\u2019ingresso in vetro specchiato<\/span><a name=\"_ftnref2\" href=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/263\/wp-admin\/#_ftn2\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"Symbol;\"><span style=\"Symbol;\"><span style=\"small;\">\u00a8<\/span><\/span><\/span><\/span><\/a><span style=\"small;\"> del negozio ed il viso di Wendy ed il viso di Wendy. Wendy-doppia, doppiamente pericolosa. Mi ha preso in mezzo. \u00c8 una trappola. E\u2019 impossibile sfuggirle.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Ora riprende il movimento in linea retta, diverso, veloce, distruttivo, inesausto, penetrante, che ti entra dentro, letteralmente.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Sono il luogo finale di una pedana inclinata, sbilenca, lungo la quale \u00e8 lei a giungere smisurata, ostinata in un sorriso fisso, compiuta, secondo traiettorie imprevedibili. Vortice lungo il piano inclinato. Si \u00e8 risolta essere una proiezione materiale che non \u00e8 pi\u00f9 possibile sviare. Sono il luogo tornato vergine che il suo silenzio prolungato ha svuotato, ripulito, dentro al quale si \u00e8 costruita il suo spazio. Che ora, sola, intende riempire. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">L\u2019altro occhio \u00e8 chiuso, non pu\u00f2 vedere nulla. Ed io sono ancora fermo, ancora immobile, perch\u00e9 \u201cNon c\u2019\u00e8 nulla da temere\u201d mi dice lei teneramente. L\u2019unico occhio che vede, vede Wendy, unica creatura al mondo, solo lei. Un\u2019invasione. Un\u2019unica immagine. Documento solo. Unico stimolo invadente che sgroppa determinato, da purosangue, su tutte le mie fibre nervose. Sui miei neuroni inseguiti dal suo timbro carico d\u2019inchiostro. Ora solo Wendy. Ora, \u201cD\u2019ora in poi\u201d sussurr\u00f2, solo lei nella mia mente. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Il suo viso anche da fermo era un viso in movimento. I suoi componenti accaniti tracciavano segmenti, piccoli movimenti subito ritirati. Quasi contratti. Trattenuti. L\u2019inizio di un crampo subito placato. Uno spasmo leggero. Un\u2019esplosione abortita. Un singulto dentro una guaina. Il suo era un viso proiettivo. Proteso costantemente: si avvicina poi cresce poi si appiattisce e scivola dentro. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Il suo viso pronunciava parole paurose, quelle di un racconto dell\u2019orrore. E di questo aveva tutti i tratti della provvisoriet\u00e0. Tradiva cigolii sinistri. Era un manoscritto misterioso fortunosamente reperito, spaginato, sbaffato, pieno di note a margine, vergato di cancellature che ne modificano completamente, continuamente il senso. Inquietante. Un cerchio piccolo, apparentemente, il suo viso. Per\u00f2 un cerchio di altri pi\u00f9 grandi, pi\u00f9 larghi, che abbandonano presto le dimensioni del volto. Ma che con quello, con il suo viso, continuano ad avere a che fare. Affiorava un\u2019organizzazione, presente, funzionante, che mi si stava presentando. Il ticchettio insolente di un ingranaggio progredito sino ad essere spietato come un chip una scheda madre una memoria dalla disciplina severa, tenace. Lo sento il suo viso. Ma non ho ancora capito il suo movimento. Tento di nuovo: a volte a guardarla bene, quando non ti \u00e8 troppo vicina, \u00e8 come se qualcosa le uscisse dai bordi. Come se i bordi non fossero la sua conclusione nello spazio che occupa. Il suo limite invalicabile. Come se questa fuoriuscita, questo strabordare, non fosse ingiustificato ma si riunisse ad una estensione che fosse sempre sua. Che anzi fosse lei. Un liquido caldo, che il suo vapore confonde i confini. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Fu come se la mia posizione, pur restando inalterata, avesse subito una rivoluzione di prospettiva e il suo contesto fosse mutato una volta per sempre. E con questo la sua realt\u00e0. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Mi era entrata dentro. Ma no, non \u00e8 cos\u00ec. Cos\u00ec non si va lontani, pensai. E\u2019 estensione. Ci sono io dentro, con lei tutt\u2019intorno. Innestato con i mie bordi ormai sbordati, scoppiati, slabbrati <em>sul<\/em> suo spazio, <em>sulla<\/em> sua estensione. O forse <em>nel <\/em>suo spazio, <em>nella<\/em> sua estensione. Il suo viso \u00e8 la sua avanguardia. E\u2019 attraverso il suo viso che passa ormai la nostra relazione. Relazione monologante che aspira a farmi sparire. Visi appaiati di fronte ai visi degli altri, eppure con me in subordine, fino a sparire. Visi squilibrati. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">La mia sensazione allora pi\u00f9 pressante, la mia paura pi\u00f9 forte fu di essere annacquato, fino a sparire. Sino a dissolvermi in lei. Diluito. Finito.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Tanto presente tanto vicina tanto invasiva tanto intorno che mi sembr\u00f2 uno schermo bianco. Un telo di un solo colore visto troppo da vicino tanto che sfuggono i bordi. Tanto che sembra smisurato. Unica cosa possibile. Unica presenza. L\u2019incanto risolutivo di un buco nero.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Ora tutto \u00e8 dentro. Tutto il produrre \u00e8 dentro. Tutte le fughe si risolvono in un non-uscire. Uno sprofondare potenzialmente infinito nella sua estensione.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Ancora. Quella di Wendy \u00e8 un\u2019estensione fatta di punti non congiunti: che ti costringono a saltare che non ti fanno trovare la velocit\u00e0 che ti stancano presto che ti costringono a fermarti. Bersaglio di una proliferazione potente veloce spietata. Inizio a portare i segni, le cifre della mia sottomissione a lei. Del mio divenire-lei, lungo la sua linea. Anch\u2019io estensione senza che di me venga preservata alcuna traccia. Neanche impercettibile. Assente. Mai esistito. Senza pi\u00f9 memoria che non sia sua. E\u2019 un procedere per contagio per malattia. E\u2019 proliferazione sull\u2019umido dei bordi. Sulla carne. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">I suoi visi compaiono inaspettati sulle mie forme ormai provvisorie (che sono gi\u00e0 lei): lei sul mio dito (la mia impronta) sul palmo della mia mano sulla pianta del piede e sulle tempie sulla nuca e nel mezzo del mio petto. Inizio a somigliarle. Ma \u00e8 ancora poco. Sono un supporto del suo viso, dei suoi visi. Ripeto, \u00e8 ancora poco. Per lei non \u00e8 ancora abbastanza. Me ne accorgo dal brusio che sento, dal brusio dei suoi visi scontenti del mio comportamento. Chiedono una lena diversa. Non possono fare tutto loro. Richiedono che da spettatore invaso diventi collaborazionista zelante al massimo grado.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Mi ritrovo i suoi visi sulla schiena. Dietro il ginocchio. Li vedo uscire dall\u2019ombelico. Sazi. Hanno svuotato tutto dentro.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Tutto \u00e8 movimento. E\u2019 dislocazione razionale. E\u2019 allineamento nei sensi della sua estensione. Tutto \u00e8 annullamento della mia anomalia. Che sta per essere ripianata. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Lei in tutto e per tutto. Nelle forme della sua alleanza imposta. Solo per mezzo della sua alleanza. Senza pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di separarmi, di riaffiorare. Senza pi\u00f9 una dimensione autonoma. L\u2019increspatura di un foglio. La piega di una coperta. Per suo tramite. Lungo di lei.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Ci\u00f2 che mi \u00e8 concesso di fare \u00e8 assistere al mio cambiamento. Dal braccio dal palmo della mano dal polpastrello del dito indice controllo come cambia l\u2019umore dei suoi visi. Se lei \u00e8 contenta o meno di me. Disposti su linee, a comporre un fiore intorno ad un pelo. Ma anche minacciosi e corrucciati come una muta di lupi. Visi fissi che guardano. Lupi che a momenti sferreranno il loro attacco. Con le distanze che fatalmente spariranno in un attimo. Verranno sottratte. E con queste i metri per scappare. A nulla serviranno i fucili. Troppo pochi. Troppo radi per impensierire la muta. Che \u00e8 gi\u00e0 addosso. I visi gi\u00e0 ti sonno addosso. In perenne equilibrio. Provo a scrollare il mio braccio a sbattere il palmo della mia mano sulla porta a dare calci al muro con il mio piede a dare testate. Niente. Nulla che si schiacci. Che cada. Che scoppi. I visi sono sempre al loro posto. Si ridispongono per proprio disegno. Perpetuamente sulla mia forma. Sulla sua estensione. I visi continuano a comunicare tramite la sua estensione. Frequenti continui indistinti gli scambi. Fruscii. Tra poco non ci saranno pi\u00f9 differenze.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Dove pu\u00f2 attecchire la mia ribellione? Se prendessi un coltello. Lo passassi pesantemente sul braccio. Aprissi un varco. Uno scarto. Un vuoto. La corona slabbrata di un tubo. Una fenditura spugnosa. Che la sorpresa non consentisse di arginare. Tanto da liberare un zona dalla quale far ripartire la mia riscossa. Da consentire che ripiegandomi contorcendomi mi ci si possa infilare e fuggire per mezzo di me stesso. Illusione. Neanche questo. I visi popolerebbero anche le veloci cicatrici. Argini istantanei. Leggermente deformati. Tanto da sembrare insolenti. Impegnati nell\u2019indirizzarmi boccacce e sberleffi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Solo una cosa rimane: devo gettarmi dentro la sua bocca. Dentro le sue bocche. Allearmi alle sue lingue ai suoi denti ai suoi palati alle sue labbra alle sue gengive, stimolare le sue mascelle. Collaborativo. Volonteroso. Riconoscente. Grato. Sino a smembrarmi su di lei. Lungo di lei. Divenire estensione. Divenire lei.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">\u201cPer\u00f2\u2026 guardati! Stai proprio bene con quella benda\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">\u201cSono il corsaro che conquister\u00e0 il tuo cuore!\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">\u201cTi amo Jack\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">\u201cAnch\u2019io ti amo Wendy\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">\u201cLo so. Non passa giorno che tu non me lo ripeta\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">Non ci fu alcuna telefonata. L\u2019incontro salt\u00f2, se mai era stato fissato. E allora tornammo a casa, mano nella mano<\/span><a name=\"_ftnref3\" href=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/263\/wp-admin\/#_ftn3\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"Symbol;\"><span style=\"Symbol;\"><span style=\"small;\">\u00a9<\/span><\/span><\/span><\/span><\/a><span style=\"small;\">. Avete idea di dove sia io in questo momento?<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Le vostre congetture fatele a bassa voce per\u00f2, perch\u00e9 lei, Wendy, potrebbe sentirsi. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\" align=\"center\"><strong><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">L\u2019adorazione di Wendy<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"small;\">eternit\u00e0. wendy-eterna. wendy-responsabile dell\u2019eternit\u00e0<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy-depositaria del tempo. wendy-poterepotente-che mi prender\u00e0 in carico. wendy-antimisura. wendy-avvenire-che ti costringe a guardarla. perch\u00e9: \u00e8 intensa<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>\u00e8 sempre nuova. qui e ora. quando la tocco. contatto. wendy-orizzonte di ci\u00f2 che esiste. \u00e8 lei a produrre. concedendosi. wendy-che costruisce. lo fa con me. nuovamente. \u201cper la prima volta\u201d. ora. da ora in poi. progressivamente. nell\u2019esistente, in ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 in ci\u00f2 che \u00e8. le azioni nostre sulla esistenza nostra comune [wendy+io]. di nuovo adesso. di nuovo adesso. di nuovo adesso. a cadere \u00e8 la misura. (wendy+io)-smisurati. (wendy+io)-forza viva<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>(wendy+io)-passione<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>(wendy+io)-desiderio<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>(wendy+io)-bisogno. da uno strappo. ad una possibilit\u00e0. all\u2019alto. al nuovo. x ricostruire e poi x costruire il nuovo. che \u00e8 in comune: tra wendy e me. fili multipli tra (wendy+io) e l\u2019amore bisogna amare e allora wendy prende ago e filo. e tessendo genera noi. wendy-interruttore delle stelle. wendy-deflagrazione. wendy-freccia. wendy-punta di freccia. eppure naturale. \u201cwendy-cos\u00ec com\u2019\u00e8\u201d. insieme sempre + insieme. wendy-forza vitale. [(wendy+io)-noi]-forze vitali. resistenti. potenti. sempre in movimento. spazi + larghi<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>mai + immobili. nel nostro nuovo costruiamo. parliamowendy-parola-affetto<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy-parola-desiderio<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy-parola-bisogno<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy-parola-gesto<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy-parola-io ne sono un modo. io l\u2019ascolto. \u00e8 il nostro movimento. che \u00e8 nuovo. che pare voglia durare x sempre. in eterno. espressione compiuta del (wendy+io)-noi. da ora in poi solo noi x sempre x sempre x sempre x sempre x sempre x sempre x sempre x sempre x sempre x sempre. wendy-veste di flutti<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy-guanti di carne<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy-mille cassetti<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy-testa di fiamme lisce wendy e il suo fazzoletto wendy e le sue parole. sono sull\u2019occhio di wendywendy-caroocchio-che mi fa vedere il mondo [wendy-causa mia] wendy-sguardo-intuizione del mondo. wendy-caroocchio-che interpreta il mondo x me. padrona del tempo<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy-visione non ha interferenze n\u00e9 oscillazioni. visione ferma nel movimento-wendy<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>nella fluttuazione-wendy<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>nell\u2019intermittenza-wendy dello wendy-occhio scintillante wendy occhio che contiene al suo interno l\u2019esterno: esterno-tutto<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>modello-tutto che mi accoglie. i suoi fili mi mantengono immobile. i suoi denti lavorano alla merc\u00e8 delle forze-wendy. Wendy-lavorio zelante. \u00e8 esistenza<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>\u00e8 brezza<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>\u00e8 polmone<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>\u00e8 dislocazione senza posa<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>\u00e8 luogo muto. wendy-spazio-che avvolge<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy e il suo archivio<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy e la sua memoria<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy-1000 cassetti. con wendy in cima alla montagna. wendy-pietra<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy-piccolo arbusto<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy-terra brulla<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy-montagna + alta<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy-blu cobalto<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy-nuvole basse<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy-vento<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy-getto<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy-respiro forte<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy-forza<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy-forza di gravit\u00e0. wendy-cara che viene incontro<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>con i piedi sopra un sasso. con il cuore chiuso dentro un cerchio. wendy-diagramma: deserto oceano materia materiale ritmo mano-occhio orizzonte-suolo. wendy si rende visibile<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy-maestra di sensazioni<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>perch\u00e9: wendy preme<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy contrae<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy dilata<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy sciaccia<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy stira. wendy-forza di scopa spazza via gli occhi. wendy-forza di straccio umido mulina le croste della bocca. wendy-che apre la cerniera tra ossa e carne. intensit\u00e0. intensivit\u00e0. soglie. livelli. vibrazioni. nervi. carne. il bel colore. la bella carne. wendy-che aggiunge wendy proiezione<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>wendy-che interseca wendy-onda<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>presente. insistente. interminabile.<\/span><\/p>\n<div style=\"footnote-list;\"><span style=\"small;\"><\/p>\n<hr size=\"1\" \/><\/span><\/div>\n<div style=\"footnote;\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><a name=\"_ftn1\" href=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/263\/wp-admin\/#_ftnref1\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"Symbol;\"><span style=\"Symbol;\">\u00b7<\/span><\/span><\/span><\/a><span style=\"8pt;\"><span style=\"Times New Roman;\"> Lei \u2013 creatura rosa di velo leggero \u2013 viveva nell\u2019attesa e nell\u2019attivismo previdente guidato dall\u2019amore. Costruiva tutti i giorni un pezzetto in pi\u00f9 del (lei)mondo-lei in cui sua intenzione era accogliermi: un mondo in cui io avrei agito impossibilitato a sbagliare: perch\u00e9 incurante dell\u2019usura delle sue corde vocali, lei continuamente mi avrebbe fornito dettagliate definite\/definitive indicazioni sul da farsi: sue le azioni mie suoi i pensieri miei suoi i ricordi miei: perch\u00e9 lei, amorevole lei, era l\u2019organizzatrice instancabile e benevola della mia immaginazione \u2013 tassello dopo tassello nella direzione giusta<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>tassello dopo tassello sino a definirmi nella giusta forma. Avrebbe saputo leggermi dentro. Avrebbe saputo leggermi dentro come mai nessuna. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoFootnoteText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"x-small;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div style=\"footnote;\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><a name=\"_ftn2\" href=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/263\/wp-admin\/#_ftnref2\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"Symbol;\"><span style=\"Symbol;\">\u00a8<\/span><\/span><\/span><\/a><span style=\"8pt;\"><span style=\"Times New Roman;\"> Mi vedevo come un riflesso semplice scivolato come acqua sul suo viso. Il suo viso protetto da una teca ed io fermo davanti che la sto guardando con il mio viso che attimi prima sovrastava il suo come un fantasma per poi sparire schiacciato in altri attimi sotto il suo dai colori pi\u00f9 forti. E li rimanere senza pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di divincolarsi.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div style=\"footnote;\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><a name=\"_ftn3\" href=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/263\/wp-admin\/#_ftnref3\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"Symbol;\"><span style=\"Symbol;\"><span style=\"small;\">\u00a9<\/span><\/span><\/span><\/span><\/a><span style=\"Times New Roman;\"><span style=\"small;\"> <\/span><span style=\"8pt;\">Perdevo pezzi. Camminavo e perdevo pezzi. Ad ogni passo abbandonavo quello che via via compariva alle mie spalle. Mi fossi girato per tornare indietro, non avrei potuto. Non avrei pi\u00f9 trovato nulla: n\u00e9 quello che avevo lasciato, n\u00e9 altro. Di certo, c\u2019era quello che ancora io ignoravo. <span style=\"yes;\">\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoFootnoteText\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"x-small;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4129\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4129\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I fatti, 3 note a pi\u00e8 pagina, un\u2019adorazione. Stavo aspettando degli amici. Purtroppo non da solo. Annoiato, mi ero appoggiato con la spalla sinistra alla porta d\u2019ingresso in vetro specchiato del negozio presso il quale ci eravamo dati appuntamento. L\u2019incontro era stato fissato da Wendy per le cinque del pomeriggio. Ma ormai erano passate da [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4129\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4129\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1185,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-4129","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-2010"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4129"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1185"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4129"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4129\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4129"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4129"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4129"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}