{"id":41282,"date":"2020-04-27T11:24:14","date_gmt":"2020-04-27T10:24:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41282"},"modified":"2020-04-27T11:24:16","modified_gmt":"2020-04-27T10:24:16","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-cerano-una-volta-i-kinvert-di-davide-deidda-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41282","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;C&#8217;erano una volta i Kinvert&#8221; di Davide Deidda (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"\n<p><br>Questa \u00e8 la storia di Jack, che portava nel nome il fascino per terre lontane, non solo conosciute, ma anche per quelle misteriose.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Viveva con la nonna ed era un appassionato di alieni. I suoi genitori erano dei ricercatori e, come gli aveva raccontato, fin da piccolissimo, nonna Katrin, erano andati in attacco a una razza aliena chiamata Kinvert, e l\u00ec avevano perso la vita.<\/p>\n\n\n\n<p>I Kinvert erano verdi, con cinque occhi, di statura enorme e con sette braccia; nessun umano sarebbe scampato ad uno scontro con una razza cos\u00ec fisicamente superiore, ma questo, prima di avventurarsi sul loro pianeta, i genitori di Jack, non avrebbero potuto saperlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che i suoi sapevano per certo, era di dover partire e seguire la propria missione sul pianeta di questa razza aliena, pericolosa per gli umani e da fermare a tutti i costi. Questo era ci\u00f2 che avevano scritto in una lettera di saluto alla nonna, i genitori di Jack, pima di partire. Si seppe, poi, che tutti gli umani partiti per quella missione erano letteralmente spariti nel cosmo, dopo un\u2019 esplosione che sul pianeta Terra arriv\u00f2 come un lampo appena pi\u00f9 potente di quelli dei grandi temporali, e la NASA fece sapere che tutto era andato distrutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindici anni dopo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Jack era ormai adolescente e nella sua stanza aveva un\u2019intera libreria dedicata alle razze di alieni che in questi anni aveva studiato, alla ricerca di ipotesi su forma e dimensioni dei Kinvert.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne prese uno tra le mani e scopr\u00ec qualcosa che non aveva mai notato prima:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>si accorse che le coordinate della sua abitazione corrispondevano ad un rifugio alieno di tanti anni fa. Un rifugio dove venivano studiati gli umani, un luogo chiave per i Kinvert!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Doveva esserci per forza un legame tra la sua casa e la scomparsa dei genitori. Perch\u00e9 la sua famiglia si era accanita contro questi Kinvert? Perch\u00e9 avevano cos\u00ec tanta rabbia contro di loro, da lasciare addirittura il figlio e andare a combatterli?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva ancora tanti dubbi su cosa fosse realmente accaduto quella notte e in quel periodo della sua infanzia, di cui la nonna non parlava volentieri, ma che aveva sempre spiegato con un biglietto di due righe ritrovato il giorno della partenza della figlia Samanta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non riusciva a smettere di pensarci: un rifugio? Perch\u00e9 un rifugio?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Allora i Kinvert erano stati sulla Terra ?!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I suoi non erano andati in avanscoperta per conoscere la razza?&nbsp; Mmmmh, tutto troppo confuso.<\/p>\n\n\n\n<p>Jack corse dalla nonna a farle mille domande, ma quello che lei riusc\u00ec a dirgli furono solo ricordi poco precisi di una figlia dolorosamente sparita nel nulla, dopo un triste e freddo biglietto troppo breve per consolare una mancanza che sarebbe durata per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Jack torn\u00f2 in camera, disperato. Sembrava letteralmente impazzito. Non riusciva a pensare ad altro, non a quello che credete, ma a una banda di gattini che suonava jazz in un pub. Poi torno&#8217; lucido e smise di pensare a questa scemenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per giorni Jack cerc\u00f2 le coordinate precise del punto in cui si nascondevano gli alieni in casa sua, ma senza risultato. Poi, per caso, la sua gattina grigia e paffuta, di nome Dory, si strofin\u00f2 contro la parete della camera dei suoi e ad un tratto not\u00f2 un mattone un po&#8217; troppo sporgente; allora Jack lo spinse e si apr\u00ec una botola con un&#8217; incisione: \u201cTWASMNKPOT NU CARAMANTILUK\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Oh, grazie Dory!&#8221;, disse Jack, con molta calma, rivolgendosi alla gattina. And\u00f2, poi, a stendersi sul letto, a pancia in gi\u00f9 e con la faccia sul cuscino e dopo pochi secondi url\u00f2: &#8220;COSAAAAAAAAAAAAAAAA?!&#8221;. Era terrorizzato ma, pieno di curiosit\u00e0, torn\u00f2 alla scritta. Una botola in casa sua? Chi l&#8217; aveva fatta? Cosa realmente significava? E poi, era davvero il caso di andare avanti e proseguire ricerche pi\u00f9 grandi di lui? Ma s\u00ec, non poteva mollare adesso. Doveva continuare e, soprattutto, voleva sapere di pi\u00f9 sulla sua famiglia e il legame tra i suoi e i Kinvert, che divent\u00f2 cos\u00ec sottile da sembrargli un filo di zucchero filato. Studi\u00f2 la lingua e cap\u00ec che era un\u2019indicazione sul punto debole della razza kinvert: un alieno che aveva alloggiato in quella casa lo aveva scritto, certo che nessuno avrebbe mai studiato la razza e la lingua e non l\u2019avrebbe mai scoperto. Jack, invece, aveva studiato per anni la lingua Kinvert e aveva capito che un mix di acido solforico e una goccia di limone fosse la formula per annientare i kinvert. E so che sembra strano, ma il verde li attraeva a s\u00e9 fino ad ipnotizzarli.<\/p>\n\n\n\n<p>Un pensiero si era impossessato della sua mente: perch\u00e9 i genitori non avevano tradotto quella scritta? Perch\u00e9 quel libro si trovava l\u00ec allora? Perch\u00e9?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto gli pareva tornasse. Si era convinto che i suoi potevano essere stati rapiti come cavie umane, per studiare capacit\u00e0 e debolezze e per annientare una razza, la nostra, che stava facendo ricerche sui Kinvert e avrebbe potuto scoprire il loro punto debole e restare, la specie umana, superiore alla loro. Credeva anche che i suoi avessero scritto quella lettera sotto costrizione dei Kinvert, per confondere la nonna. Tutto poteva significare qualcosa di straordinario e troppo grande per lui allo stesso tempo: i suoi genitori potevano essere ancora vivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Mai, fino a quel momento, aveva messo in dubbio le parole della adorata nonna, l\u2019unica a prendersi cura di lui. Ora per\u00f2 si sentiva grande, pensava con la sua testa e racconti confusi e incerti non potevano essere la storia della sua vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Di colpo era furioso con la nonna: come poteva fidarsi di lei che non si era fatta domande sulla sparizione della figlia?!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Jack doveva fare qualcosa per sapere tutta la verit\u00e0. Ma cosa?<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva soltanto 17 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Su chi poteva contare?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Margot, Elisa, Kevin, Victor e Paul. Ecco chi! I suoi migliori amici.<\/p>\n\n\n\n<p>Margot era esperta di elettronica e meccanica, Elisa una studiosa di chimica, Kevin era figlio di un ingegnere della Nasa, Victo un appassionato di fumetti d\u2019 azione e fantascienza, e Paul\u2026 un signore di sessant\u2019anni che non si ricollegher\u00e0 pi\u00f9 alla storia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ora toccava parlare con loro e spiegare tutto.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo, Jack, aveva provato a raccontare della sensazionale scoperta ai suoi amici e compagni di classe, ma nessuno gli aveva creduto: era sempre stato il pi\u00f9 fantasioso tra loro e tutti pensarono che fosse frutto della sua mente. L\u2019unica soluzione era dimostrare il tutto: li invit\u00f2 nel pomeriggio nella sua stanza e fece vedere loro i libri, la scritta e il significato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A quel punto non era pi\u00f9 una fantasia di un ragazzo pieno di idee, ma una certezza per tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Kevin propose di mettere a disposizione le risorse della sua famiglia per cambiare la storia dell\u2019universo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pap\u00e0 di Kevin non aveva mai&nbsp; fatto un lancio su un altro pianeta, ma per tutta la vita aveva lavorato alla NASA per preparare gli altri a queste operazioni e, soprattutto, aveva un missile in una campagna sperduta a 100 km da casa, in un campo segretissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>I ragazzi si misero in testa di preparare la formula letale e lanciarla nello spazio, per annientare finalmente i Kinvert, come forse stavano per fare i genitori di Jack, prima di sparire.<\/p>\n\n\n\n<p>Era vero, un&#8217; assurda, incredibile storia pi\u00f9 grande di tutti loro era la realt\u00e0, niente fantascienza stavolta: i Kinvert avevano lanciato messaggi di attacco al mondo, decodificati da un sistema segretissimo del pap\u00e0 di Kevin, il quale si convinse ad aiutarli dopo aver letto tutto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I Kinvert avevano preparato per decenni un cannone al plutonio che avrebbe fuso citt\u00e0 intere. E ora, erano finalmente pronti all&#8217; attacco universale. Era proprio come aveva sospettato Jack, i Kinvert studiavano da tanto tempo la terra e i terrestri, e il loro obiettivo era distruggerci e superarci in capacit\u00e0, intelligenza ed evoluzione. I ragazzi organizzarono per mesi il lancio del missile, dopo un grande lavoro di comunicazione alla Casa Bianca, che, con traduzioni, prove e segnali decodificati da esperti, dovette ascoltare e credere alla parola di un gruppo di adolescenti. Lavorarono senza sosta all&#8217; operazione e, al momento del lancio, segretissimo, i ragazzi, Jack, erano tesi come pile elettriche. Un&#8217; assurda idea gli venne in mente: in quei momenti interminabili pens\u00f2 alla sua mamma e al suo pap\u00e0 e provo&#8217; paura poich\u00e9, attaccando il pianeta Kinvert, avrebbe, forse, potuto fare del male anche a loro, se davvero erano ancora l\u00ec, rapiti e tenuti in qualche gabbia da esperimento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>10, 9,8,7,6,5,4,3,2,1 Go!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Prof la so, posso rispondere se vuole&#8221;. Jack era sempre troppo preparato in scienze e in quella che molti consideravano ancora fantascienza, perci\u00f2 in classe aveva tutte le risposte e adesso i suoi amici sapevano il perch\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Un anno dopo, tutto era tornato apparentemente alla normalit\u00e0. Jack aveva la sua vita, i suoi amici di sempre, le sue passioni, .ma essere premiato dal Presidente degli Stati Uniti non era proprio una cosa da tutti. Il lancio fu un successo, anche se nascosto ai giornali e le televisioni mondiali. Il Governo promise a Jack assoluta fiducia e qualsiasi laboratorio a sua disposizione, se avesse voluto diventare uno scienziato, dopo la scuola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Jack non aveva mai cercato di diventare un eroe o famoso e neppure ricco: sognava che, annientando quei mostri verdi che gli avevano distrutto la famiglia, i suoi genitori potessero finalmente tornare a casa. Ma non era accaduto. E nulla gli importava davvero se non rivedere la mamma e il pap\u00e0. Aveva solo 2 anni quando sparirono, non riusciva pi\u00f9 a ricordare i loro volti, ma ricordava l&#8217; odore della sua mamma e la mano, grande e forte, del suo pap\u00e0 sulla sua testa piccola e l&#8217; altalena che faceva dondolando appeso al suo braccio. Aveva paura di perdere anche questi pochi ricordi.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p>Qualche tempo dopo, qualcuno buss\u00f2 alla porta di casa della nonna e Jack, sent\u00ec un brivido lungo la schiena. Per un istante pens\u00f2 che potessero essere Samanta e Artur, i suoi genitori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>And\u00f2 lento come una lumaca alla porta, terrorizzato dal non trovarli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era il corriere di Branvazon, che consegnava la nuova dentiera della nonna: \u201cche delusione\u201d, disse Jack!&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Devo smetterla di pensarci, fa troppo male, ogni volta, scoprire che non ci sono e, forse, davvero non torneranno pi\u00f9. Devo crescere una dannata volta. Una volta per tutte. E guardare avanti&#8221;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche minuto suonarono ancora alla porta e Jack chiese alla nonna di andare ad aprire.<\/p>\n\n\n\n<p>Con voce tremolante e piena di gioia, lei disse, cercando di camuffare l\u2019 emozione, \u201cragazzo mio, stavolta dovresti proprio aprire tu!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Jack apr\u00ec gli occhi e si ritrov\u00f2 davanti i suoi genitori in visibilio. E sapete che accadde, dopo tanto dolore, tanta attesa e tanti anni a sognare quel momento? Svenne, e la sua gattina inizi\u00f2 a parlare e disse con voce da uomo : &#8220;Oh, mamma!&#8221;. A quel punto svenne anche la nonna e i suoi genitori, che di cose strane ne avevano viste tante, iniziarono a ridere. Fu dopo almeno due ore che, tutti in piedi, vivi e vegeti, riuscirono a riabbracciarsi, contornati da una forte puzza di aceto e sali!&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_41282\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41282\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa \u00e8 la storia di Jack, che portava nel nome il fascino per terre lontane, non solo conosciute, ma anche per quelle misteriose.&nbsp; Viveva con la nonna ed era un appassionato di alieni. 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