{"id":41196,"date":"2020-04-23T17:14:22","date_gmt":"2020-04-23T16:14:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41196"},"modified":"2020-04-23T17:14:24","modified_gmt":"2020-04-23T16:14:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-bertina-si-sveglia-tranquilla-ogni-mattina-di-francesca-turchet-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41196","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Bertina si sveglia tranquilla ogni mattina&#8221; di Francesca Turchet (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"\n<p>Bertina sollev\u00f2 appena le palpebre e subito le strizz\u00f2 per difendere le pupille dai raggi del sole che erano entrati prepotenti a svegliarla. Badando a tenere gli occhi ben chiusi, allung\u00f2 alla cieca un braccio e indovin\u00f2 una sagoma nel letto accanto a s\u00e9. Per capire bene a che distanza fosse calci\u00f2 un piede sotto le coperte e, senza volere, colp\u00ec con forza la schiena che era vicina al suo fianco. Le arriv\u00f2 in risposta un sussulto, ma subito tutto torn\u00f2 in pace e lei ne approfitt\u00f2 per accoccolarsi lungo quella parete tiepida, nascondendo come meglio poteva la testa sotto il cuscino. Non sapeva come fare, ma voleva riacchiappare qualcosa\u2026 un qualcosa che quella luce villana, entrata senza chiederle permesso dal riquadro alto della finestra, le aveva sottratto.<\/p>\n\n\n\n<p>A occhi chiusi le sembr\u00f2 di volare e all\u2019improvviso vide davanti a s\u00e9 un bellissimo pesce dalla pelle iridescente. Ecco! Ecco cos\u2019era che aveva perduto e poteva ora riacciuffare. Guard\u00f2 meglio e vide che in certi punti quel pesce sembrava sottile da vederci attraverso, ma in altri le sue scaglie risaltavano perfette e riflettenti sotto la luce del sole. Ma certo &#8211; ricord\u00f2 &#8211; \u00e8 sicuro il branzino che io e pap\u00e0 abbiamo preso per la mamma all\u2019ultima pescata. <br>Serr\u00f2 le palpebre ancora pi\u00f9 forte e, girando la nuca di lato, vide finalmente tutto chiaro intorno a s\u00e9: il cestino con la merenda smangiucchiata per noia che faceva capolino dal tovagliolo di carta a quadretti, la scatoletta degli ami e dei galleggianti tra il colore rosso e l\u2019arancio, le forbici abbandonate aperte e sporche tra l\u2019erba e, vicino, la scatola rotonda con il coperchio verde dei coreani pericolosamente dischiuso.&nbsp;<br>\u00abPap\u00e0!\u00bb si sent\u00ec urlare \u00abChiudi per bene la scatoletta, senn\u00f2 i coreani ci scappano!\u00bb&nbsp;<br>Il padre si chin\u00f2 a eseguire veloce mentre continuava a parlarle: \u00abBertina guarda il galleggiante! Attenta, lo vedi? Sta andando su e gi\u00f9\u2026 dagli filo e aspetta di vedere la mangiata prima di dargli la ferrata! Bertina, mi raccomando, prima di tirare, la canna la devi sentire tremolare!\u00bb <br>\u00abPap\u00e0, pap\u00e0! L\u2019ho preso, l\u2019ho preso! Vieni qui, ti prego.\u00bb <br>\u00abCalma Bertina! Sta\u2019 calma! Non prenderai niente se non sei paziente. Silenzio ci vuole. Silenzio\u2026 E poi piano\u2026 Cerca di non farti tu prendere all\u2019amo!\u00bb<br>Il galleggiante era tornato a galla, fermo, e Bertina anche a conficcarlo con lo sguardo non riusciva a smuoverlo nemmeno di un pelo.<br>\u00abUhh! Che ho fatto!?! \u00c8 stata colpa mia pap\u00e0? Ho tirato su la canna troppo presto? Dov\u2019\u00e8 che ho sbagliato?\u00bb<br>\u00abNiente! Che hai fatto? Il pesce avr\u00e0 detto: Io me la batto\u2026\u00bb<br>Il padre si avvicin\u00f2 e riavvolse il filo sul mulinello, trasse a s\u00e9 l\u2019amo e videro che dei due piccoli vermi non era rimasta attaccata che della polpa a brandelli.&nbsp;<br>\u00abVedi\u00bb, disse alla figlia, \u00absei stata sfortunata: abbiamo incontrato un pesce birbante che si \u00e8 fatto una bella mangiata ed \u00e8 riuscito a non farsi acchiappare! Lui \u00e8 stato furbo, ma noi riusciremo a rimediare.\u00bb<br>\u00abE come?\u00bb Bertina lo guardava interrogativa.&nbsp;<br>\u00abDai, che non ci arrendiamo! Siamo pazienti e ricominciamo. Bertina, noi non cambieremo i nostri piani: su, corri a prendere i coreani e prova a infilarli tu all\u2019ago, cos\u00ec imparerai a dare ai pesci pi\u00f9 spago.\u00bb<br>\u00abMa certo!\u00bb si sent\u00ec urlare felice.<br><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCerto che?\u00bb<br>Il padre la stava guardando dall\u2019orlo del sogno e della coperta che le manteneva gli occhi nella riparata penombra. \u00abEro dentro un bellissimo sogno pap\u00e0!\u00bb&nbsp;<br>\u00abL\u2019ho capito, sai! Ti ho sentita parlare\u2026\u00bb&nbsp;<br>\u00abAnch\u2019io ho sentito te parlare e non sapevo pi\u00f9 che pesci pigliare!\u00bb <br>Era di buon umore Bertina, ma rimase incerta se continuare perch\u00e9 da quel lembo difeso dalla luce del sole riusciva a vedere bene i lucidi occhi del padre. Si era accorta che gli succedeva spesso negli ultimi tempi e ancora di pi\u00f9 quando lo sorprendeva solo.&nbsp;<br>Il padre le aveva detto che tutto quello sparluccichio degli occhi era dovuto a un\u2019infiammazione da cui non riusciva a guarire.&nbsp;<br>Era una cosa che le metteva tristezza anche se ne ignorava il perch\u00e9 e per contrastarla, ogni volta che lo vedeva cos\u00ec, gli si avvicinava e lo abbracciava. Lui la ricambiava, ma a volte la tratteneva un poco di pi\u00f9 di quello che lei si aspettava oppure la stringeva tanto, ma tanto forte da lasciarla con il fiato a met\u00e0. Lei rimaneva l\u00ec come sospesa e un po\u2019 confusa e le sembrava che quei nuovi abbracci fossero tutti diversi da quelli con cui il pap\u00e0 la circondava una volta\u2026 prima che cominciasse quella storia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La storia era quella del microbo con la coroncina fiorita di cui parlavano tutti in televisione e che non le permetteva di vedere neanche la nonna, nonostante abitasse nella casa vicina. Di lui si sapeva che era veloce come Beep Beep e mentre correva baciava tutte le creature che incontrava senza che loro neanche lo vedessero, ma facendole ammalare spesso e quindi era chiaro che bisognava essere attentissimi a non stare a tiro di baci con qualcuno, nemmeno con la nonna Adelina. Era stata proprio la mamma a spiegarglielo una delle ultime volte che l\u2019avevano vista. E la mamma su questo ne sapeva pi\u00f9 di tutti, persino pi\u00f9 di pap\u00e0 che lei aveva creduto che sapesse tutto, ma veramente tutto!<br>E invece no! No, per davvero.&nbsp;<br>La mamma su virusCorona gli dava dieci a zero, perch\u00e9 lei era infermiera e lavorava all\u2019ospedale per aiutare tutti quelli che stavano male. Ed era via da tanti di quei giorni che aveva smesso di contarli perch\u00e9, se all\u2019inizio veniva a casa per cenare con loro, a un certo punto non era tornata pi\u00f9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una sera, dopo aver mangiato tutti insieme e aver raccontato quello che lei aveva fatto all\u2019ospedale, aveva detto che stava diventando tutto troppo pericoloso perch\u00e9 quel virusCorona avrebbe potuto baciarla senza che neanche lo potesse sapere. Aveva detto che era meglio se lei si fermava a dormire laggi\u00f9. Aveva detto di non preoccuparsi fin tanto che lei sarebbe rimasta via: \u00abL\u00e0 siamo in tanti\u00bb aveva detto \u00abci diamo una mano e ci facciamo compagnia. Tu e pap\u00e0 scommetto farete lo stesso. Promesso?\u00bb Pap\u00e0 si era alzato per andare a dormire e si era capito che a lui non faceva piacere. La mamma aveva sorriso e le aveva detto che dispiaceva anche a lei, ma che gi\u00e0 in molti avevano deciso cos\u00ec. <br>La mattina dopo, come sempre, era andata a salutarla prima di andare al lavoro. Anche il pap\u00e0 si era alzato e lei li aveva sentiti parlottare per un po\u2019 in corridoio, poi la mamma era uscita e il pap\u00e0 le aveva detto di alzarsi perch\u00e9 la giornata cominciava in modo uguale per tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel momento per\u00f2 le giornate erano cominciate in tutto e per tutti in maniera diversa: il pap\u00e0, per dire, la mattina aveva rinunciato a cambiarsi. Cos\u00ec ora faceva come lei, che subito ne aveva approfittato per non togliersi il pigiama se non quando lo doveva proprio lavare. E se all\u2019inizio quel cambiamento le aveva fatto tanto piacere, dopo un po\u2019 non era pi\u00f9 sicura che fosse cos\u00ec&#8230; Per lei, poi, era diventato tutto molto, ma molto pi\u00f9 noioso: prima c\u2019era sempre qualcosa di buono da pensare e poi da preparare, una torta o una pasta speciale per quando la mamma tornava da loro. Ma da quando non era tornata pi\u00f9, lei e pap\u00e0 cucinavano sempre, per\u00f2 era chiaro che non era pi\u00f9 divertente.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella mattina per\u00f2, appena sveglia, a Bertina era venuta un\u2019idea grandiosa. Cos\u00ec quando, con i suoi occhi umidi sopra le occhiaie scure, il padre le aveva chiesto: \u00abCosa facciamo oggi?\u00bb lei non aveva avuto dubbi: \u00abOgni mattina la luce entra e mi colpisce. Io mi sveglio pap\u00e0! Mi sveglio e non riesco pi\u00f9 a dormire\u2026\u00bb<br>Il padre aveva alzato lo sguardo a est verso il riquadro della finestra sopra la tapparella rotta dal quale la luce entrava a inondare la stanza fin dalla prima mattina: \u00abAmore, lo sai che da quando \u00e8 scoppiata l\u2019epidemia non c\u2019\u00e8 nessuno che ce la venga a cambiare!\u00bb&nbsp;<br>A lui quei raggi di sole che lo scuotevano dal torpore a cui si abbandonava la notte gli mettevano un po\u2019 di allegria, ma sua figlia era troppo sensibile alla luce e avrebbe dovuto trovare una soluzione.&nbsp;<br>Abbass\u00f2 lo sguardo sullo scricciolo riccioluto e impertinente che, da quando la moglie si era trattenuta in ospedale, si era trasferita con il suo <em>peluche<\/em> nel loro lettone.<br>\u00ab\u00c8 per farti sentire meno solo pap\u00e0\u00bb gli aveva detto \u00abdel resto\u00bb aveva aggiunto \u00abse mi venisse la febbre di notte perch\u00e9 il virusCorona mi vuol baciare a tutti i costi non vorresti essere tu il primo a saperlo? Prima ancora che lo sappia io?\u00bb E come darti torto? aveva pensato allora.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCosa ti frulla in testa?\u00bb l\u2019aveva interrogata.<br>\u00abMmh! Dopo colazione\u00bb continu\u00f2 Bertina \u00abdisegner\u00f2 qualcosa di bello per coprire quel pezzetto di finestra che ci d\u00e0 tanta noia la mattina!\u00bb<br>Come aveva annunciato si era messa d\u2019impegno con le matite, le forbici e i pennarelli e aveva disegnato, mischiandoli sul tavolo, una moltitudine di pesci iridati e cangianti, un paniere colmo di pesci e un paio di scatolette di vermi: una di tremolini e un\u2019altra di coreani, con gli esemplari dipinti sopra il coperchio, guai-mai a confonderli.<br>A un certo punto Bertina si era persino alzata in piedi sulla sedia per controllare dall\u2019alto l\u2019effetto di quella grande confusione di forme e colori, ma si rendeva conto che mancava qualcosa che desse a quel guazzabuglio un senso, una vita. Il padre, che lavorava alla scrivania nella stanza accanto, ogni tanto si allungava per vedere e chiederle come stesse procedendo il disegno.&nbsp;<br>Dopo un po\u2019, insospettito che nulla si muovesse nella stanza vicina, si era alzato per vedere dove fosse finita Bertina. La prima cosa che vide fu una semina di fotografie sul pavimento per lungo e per largo e per poco non gli prese un colpo pensando al tempo che ci avevano messo per riordinarle tutte qualche giorno prima. Ma quando poi fece capolino dietro al divano rimase senza parole nel vedere il magnifico mosaico che lei era riuscita a mettere insieme.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora si era subito offerto di aiutarla ad attaccare con la colla tutta quella girandola di colori su dei bianchi fogli grandi e li aveva sistemati come lei voleva sopra il vetro della finestra affacciato contro il cielo.&nbsp;<br>Poi era sceso dalla scala e anche da l\u00ec si poteva veder bene quella baraonda di pesci e ami e panieri dalle forme pi\u00f9 strane che rincorrevano le foto di Bertina e della madre sorridenti, e di lui anche, con le sue buffe facce strambe, in un bizzarro girotondo di ricordi che scaldava i loro cuori e i loro corpi. E fu cos\u00ec che, da quel giorno, quando la luce lenta s\u2019intrufolava tra un foglio e l\u2019altro, Bertina rimaneva tranquilla nella penombra a sbirciare i verdi pesci cangianti baciare i biondi capelli della mamma che spuntavano qua e l\u00e0 dalle foto sparse e le sembrava che anche il pap\u00e0 fosse guarito da quella strana malattia che gli aveva fatto fin l\u00ec sparluccicare gli occhi ogni mattina.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_41196\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41196\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bertina sollev\u00f2 appena le palpebre e subito le strizz\u00f2 per difendere le pupille dai raggi del sole che erano entrati prepotenti a svegliarla. 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