{"id":41182,"date":"2020-04-22T11:16:18","date_gmt":"2020-04-22T10:16:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41182"},"modified":"2020-04-22T11:16:20","modified_gmt":"2020-04-22T10:16:20","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-il-cassetto-di-michela-mannoia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41182","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Il Cassetto&#8221; di Michela Mannoia"},"content":{"rendered":"\n<p>Bianca sedeva con gli\nocchi chiusi, rivolta alla finestra. Un fascio di luce fastidioso cercava di\ninsinuarsi sotto le palpebre, tingendo di arancio i suoi pensieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Bianca aspettava. Stava\nconsiderando, in quel primo pomeriggio di aprile, che aveva aspettato tutta la\nvita: un gesto affettuoso, un riconoscimento, una telefonata.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva aspettato che\nl\u2019innamorato del momento si ricordasse di lei, che indubbiamente non si era mai\ntrovata in cima alla lista delle sue priorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Magari, si sarebbero\nsentiti una volta terminato quell\u2019incarico di lavoro. <\/p>\n\n\n\n<p>Magari, una volta finito\ndi armeggiare con la macchina. <\/p>\n\n\n\n<p>Forse, una volta\ninghiottito l\u2019ultimo sorso di birra. Allora, avrebbero alzato lo sguardo\nricordandosi della sua esistenza e avrebbero avuto il piacere di mettersi in\ncontatto con lei, che di rimando sarebbe stata accogliente, comprensiva e\nspiritosa, perch\u00e9 nessuno si tiene accanto una donna che si lagna, giusto? Prestava\nattenzione ai suoi gesti e a misurare le sue cure; voleva prolungare la vita di\nquelle relazioni. Erano piantine a cui si dedicava con amore ma poi, nonostante\ntutto, si seccavano lasciandola sconcertata e devastata dal dolore.<\/p>\n\n\n\n<p>Bianca si stir\u00f2 la\nschiena sulla poltrona, senza spostare il volto dalla luce. Non era mai stata tanto\nimportante per nessuno. La sua zoppicante famiglia constava di un padre\ntotalmente assente per il quale non era pi\u00f9 che una simpatica conoscenza e una\nmadre ipercritica che pretendeva da sua figlia l\u2019amore che non aveva mai\nricevuto dai suoi genitori, manipolandone le emozioni e mascherando catene da\natti di generosit\u00e0. Una strategia bizzarra, ma Bianca aveva rinunciato a\nfarglielo capire: quella sbagliata, tanto, era lei. Perci\u00f2, abituata ad essere\nun accessorio per chiunque, aveva scelto partner che continuavano a farla\nsentire in quel modo: una piacevole compagnia che era possibile chiudere in un\ncassetto quando ne avevano abbastanza. Lei sarebbe stata pronta a saltare fuori\nalla prossima esigenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Bianca, in quel cassetto avrebbe aspettato, torcendosi le mani per l\u2019incertezza del futuro. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Sar\u00f2 stata sgradevole? Per questo non mi chiama pi\u00f9? Forse non avrei dovuto insistere, l\u2019ultima volta. L\u2019ho disgustato, si \u00e8 accorto di quanto io sia bisognosa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il <em>bisogno<\/em>. Questa\nera la parte di se stessa che pi\u00f9 detestava: la necessit\u00e0 di sentirsi amata da\nqualcuno era quello che la costringeva ad attendere; a giustificare le assenze\ne l\u2019interesse discontinuo. Attendeva perch\u00e9 sapeva che prima o poi il pendolo\navrebbe oscillato dalla sua parte e lui sarebbe tornato, amorevole e presente,\nalmeno per un po\u2019. E al dopo, ci si pensa poi.<\/p>\n\n\n\n<p>Se non avesse avuto\nquesta necessit\u00e0 divorante, la parte di s\u00e9 che avrebbe voluto mandare\nsonoramente a quel paese il coglione di turno sarebbe stata oltremodo\nsoddisfatta e gaudente. Se non fosse stata cos\u00ec schifosamente emotiva, se\nquell\u2019involucro di algida compostezza non avesse avuto un ripieno di molle,\nzuccheroso marshmallow, probabilmente adesso sarebbe stata concentrata a\nstudiare neurochirurgia o a lavorare per l\u2019FBI. Aveva una sensibilit\u00e0\nspropositata che impediva qualsiasi tentativo di salutare distacco emozionale atto\nalla propria salvaguardia; era armata di tanto cuore ed empatia e viveva in un\npiano di esistenza dove queste caratteristiche erano inutili, anacronistiche e\ninsensate. Era come ritrovarsi in una spedizione per la foresta del Borneo\nvestita da sherpa.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Era troppo, troppo emotiva e terrorizzata dal\nperdere quel poco che aveva, perch\u00e9 l\u2019alternativa era o quello o niente. Cos\u00ec\nsceglieva di aspettare, per mettere insieme un po\u2019 di felicit\u00e0. Pochi\nconoscevano il prezzo di quella gioia pi\u00f9 di lei, in effetti aveva un costo\nesorbitante: per sentirsi amata, fondersi in un abbraccio, sentire che davvero\nesisteva quando la guardavano con tenerezza, dava via qualche fetta di amor\nproprio, alcune manciate di valore personale e un pizzico di dignit\u00e0. S\u00ec, quell\u2019uomo\ndistratto veniva amorevolmente redarguito, lui le chiedeva scusa e lei poteva\nfinalmente accoglierlo tra le sue braccia comprensive e sentirsi felice. Non\nimportava se quell\u2019uomo avesse una moglie altrove, andava bene anche cos\u00ec. Non\nle pareva di togliere niente a nessuno, era ligia al ruolo di semplice\naccessorio. Oppure, poteva anche impersonare il ruolo di piacevole diversivo nei\nriguardi di una storia arenata da tempo, la famosa \u2018pausa di riflessione\u2019 che\nnasconde l\u2019intento di voler trovare di meglio e in alternativa arrendersi e tornare\ninsieme.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine, era proprio\nquello succedeva e il lui in questione spariva dall\u2019oggi al domani. Bianca, non\nla sceglievano mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Passava dei lunghi\nperiodi di amarezza e disillusione per poi ricominciare con qualcun altro, cos\u00ec,\nsenza impegno. D\u2019altronde mica poteva rinchiudersi in clausura. Solo che poi si\ninnamorava e loro\u2026 loro avevano altre cose, pi\u00f9 importanti. Il nome di Bianca\nsi inabissava in quell\u2019elenco, da quello che sembrava un primo posto a molto,\nmolto pi\u00f9 in basso: tanto lei era al sicuro in quel cassetto: l\u00ec doveva stare e\nattendere. <\/p>\n\n\n\n<p>Non stava mai a lei\ndecidere. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi va se stiamo insieme\nstasera?\u201d Una supplica mascherata da proposta sbarazzina. A questo, seguiva la\nrisposta pi\u00f9 umiliante di sempre: \u201cCi penso\u201d. Ma non le bastava: Bianca andava\na caccia di una sentenza, che fosse un s\u00ec o un no, temendo con tutta se stessa il\nrifiuto che poi, immancabilmente, riceveva.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno dei suoi amici\nstretti conosceva tutti i dettagli delle sue storie: si vergognava troppo; si\nsentiva patetica, una disgraziata che scendeva a degli infimi compromessi pur\ndi ricevere un messaggio a fine giornata, almeno per un po\u2019. Per un po\u2019 era gi\u00e0\nqualcosa. <\/p>\n\n\n\n<p>Bianca era disgustata da\ns\u00e9 e dalla prigione-cassetto in cui si rinchiudeva, ma non riusciva a trovare\nla forza immane che ci voleva per liberarsi. Era atterrita dalla prospettiva di\ndire addio anche a quelle briciole di calore umano che per qualche ora la\nscaldavano; come d\u2019inverno, quando si chiudeva nella doccia bollente e non\nriusciva pi\u00f9 a chiudere il rubinetto. <\/p>\n\n\n\n<p>La soluzione sciorinata\nda tanti guru contemporanei era: \u201cDevi volerti bene. Devi bastare a te stessa.\nNessun principe azzurro ti coprir\u00e0 dell\u2019amore che ti manca, se questo non\nscaturisce da te\u201d. Il problema era che da sola si sentiva incapace di generare\nquel calore e nutrimento che le serviva. E trovarlo in altri interessi era solo\nun palliativo, come un caff\u00e8 di cicoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec Bianca aspettava,\nancora qualche giorno, ancora qualche settimana. E al protrarsi dell\u2019attesa,\nquell\u2019ansiet\u00e0 si tramutava in vergogna e disprezzo di s\u00e9: <\/p>\n\n\n\n<p><em>Che cosa\nfai? Ancora dietro a questi campioni umani? Sei stupida, non impari mai. Ti fai\ntrattare come una donna a ore e apprezza l\u2019eufemismo che sto usando.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Si sentiva cos\u00ec impotente,\npassava ore a lambiccarsi il cervello cercando di capire quale dei gesti\nricevuti avesse frainteso, quali delle parole amorevoli nascondevano un\u2019altra\nintenzione perch\u00e9, era evidente, nessuno la amava per quello che era, essendo\ninteressati al solo sollazzo fisico.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando poi tornavano,\nogni dolore scompariva. Le pene, i sospiri, tutto dimenticato. Era pronta a\nbuttarsi a capofitto nelle nuove gioie che le riservavano quegli incontri,\nspesso clandestini, pronta a lasciarsi sommergere da quella felicit\u00e0 ritrovata\ne a trarne il massimo nutrimento. Questo, durante la sua attesa nel cassetto,\nnon lo ricordava mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Bianca stringeva le\npalpebre illuminate dal sole, trattenendo al loro interno lacrime fastidiose, le\nprove evidenti della sua debolezza. Cercava di tenere a bada il ricordo di\nquell\u2019ultima notte insieme, quando lui aveva voluto stringerla a s\u00e9 per tutto\nil tempo e una volta che i loro corpi, scomposti, si erano allontanati, le\naveva preso una mano e se l\u2019era poggiata sul cuore, addormentandosi cos\u00ec. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 vero, probabilmente\nerano inezie, cose di poca importanza. Perch\u00e9 continuare a pensarci?<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_41182\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41182\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bianca sedeva con gli occhi chiusi, rivolta alla finestra. 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