{"id":41150,"date":"2020-04-20T11:44:29","date_gmt":"2020-04-20T10:44:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41150"},"modified":"2020-04-20T13:45:40","modified_gmt":"2020-04-20T12:45:40","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-assenze-di-davide-rubini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41150","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Assenze&#8221; di Davide Rubini"},"content":{"rendered":"\n<p>Quando arrivai al\ncimitero di San Michele una pioggerella fine mi copr\u00ec la faccia in un istante,\ncome una polvere, depositandosi sulle lenti degli occhiali prima di bagnarmi la\npelle. Mi girava la testa e avevo le ginocchia deboli. C\u2019erano i cugini e gli\nzii che non vedevo da anni. C\u2019erano gruppi di sconosciuti in abito scuro e in\nogni gruppo c\u2019erano uno o due vecchi che si reggevano a un bastone o al braccio\ndi qualcuno, quando non erano costretti a una sedia a rotelle. Le donne avevano\nrossetti cupi sulle labbra e i bambini faticavano a stare fermi e zitti. Tutti\nsi muovevano lentamente e, se qualcuno incrociava uno sguardo altrui, faceva un\nbreve cenno del capo e un sorriso a labbra strette. Sembravano tutti uguali,\nvolti senza faccia, e in mezzo a quella folla non trovai subito n\u00e9 la nonna, n\u00e9\nmio padre. Ero arrivato dalla stazione in taxi, da solo e senza passare da\ncasa, giusto in tempo per l\u2019ultimo saluto prima della chiusura della bara.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo a rivolgermi la parola fu un signore anziano, ma ancora\nin forma, un cugino del nonno. Non lo avevo mai incontrato, ma nonno Loris me\nne aveva parlato come di un compagno di giovent\u00f9, una specie di amico. Mi\nraggiunse prima che arrivassi alla met\u00e0 del viale che portava alla camera\nardente. Era scuro in volto e aveva una testa a forma di triangolo. Il viso era\nteso e prima di presentarsi allung\u00f2 la destra cercando la mia. La strinse forte\ne la us\u00f2 per tirarmi a s\u00e9 e avvolgermi con l\u2019altro braccio. Non serv\u00ec che gli\ndicessi chi fossi. Avrebbe potuto sollevarmi e non avrebbe incontrato alcuna\nresistenza. Prese la mia indolenza come una conferma del mio dolore. Mi lasci\u00f2\ncon due buffetti sulla nuca e mi disse che dovevo rimanere forte, infine\naggiunse che mio padre stava pregando vicino alla bara del nonno. Con l\u2019indice\nindic\u00f2 la piccola cappella al fondo del selciato e ci muovemmo insieme in\nquella direzione. <\/p>\n\n\n\n<p>Ai lati del viale c\u2019erano degli ampi platani carichi di foglie\nappesantite dall\u2019umidit\u00e0, intorno alle loro radici terriccio umido. Fui attraversato\nda un brivido di freddo e mi sollevai il bavero della giacca. Indietro di un\npasso rispetto al cugino del nonno osservai i suoi passi che sprofondavano nel\nselciato. Quell\u2019uomo da giovane doveva essere stato un tipo sportivo. Si\nmuoveva in modo deciso, netto. Pensai a lui e al nonno appoggiati al bancone di\nun bar che fanno apprezzamenti da guappi su una ragazza con una lunga gonna a\nfiori che passa davanti all\u2019ingresso. Arrivati alla cappella il cugino del\nnonno si fece di lato, mi invit\u00f2 ad entrare per primo e sfilammo tra due uomini\npallidi che stavano di scorta sulla porta.<\/p>\n\n\n\n<p>Faceva freddo anche l\u00ec dentro. La stanza era illuminata da una\nluce fioca che ingialliva le facce di tutti. Lungo le pareti c\u2019erano alti ceri.\nC\u2019erano una ventina di persone e tutte si voltarono al mio arrivo. Vidi mio\npadre, ma prima di avvicinarmi a lui andai dalla nonna. Si aggrapp\u00f2 a me come\nse per ore non avesse aspettato di fare altro e tra le braccia mi rimase un\nsacco di pelle pesante e calda. La baciai sulla fronte e le feci capire che\nstavo bene e che le volevo bene. Non salutai nessun altro e rimasi abbracciato\na lei per qualche minuto. Ai funerali ci si strofina. \u00c8 il tentativo inconscio\ndi confermare col tatto la propria esistenza. <\/p>\n\n\n\n<p>Qualche minuto pi\u00f9 tardi arrivarono due uomini con una sorta di\nbombola del gas. Altri due portarono degli attrezzi, due martelli, una pialla e\nun gancio, una specie di piede di porco in miniatura. La nonna mi disse\nall\u2019orecchio:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Dagli un bacio \u2013 e finalmente poggiai lo sguardo sulla bara. Era\nsostenuta da una barella metallica \u2013 guarda, Mattia, guarda come \u00e8 rilassato il\nnonno. <\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Non era rilassato, era freddo, ma non glielo feci notare. Era solo\nun uomo morto, con i tratti induriti fino a sembrare di pietra. Era mio nonno.\nGli avevano intrecciato le dita delle mani come non gli avevo mai visto fare in\nvita. Le gambe erano tenute vicine dai cuscini. In quell\u2019abito nero aveva\nl\u2019aria di essere stato messo sotto vuoto. Quando mi chinai per posare le labbra\nsulla sua fronte gelata sentii che sotto la pelle di gelatina non scorreva pi\u00f9\nil tempo. Dentro quel corpo non c\u2019era pi\u00f9 nulla. Allontanandomi con un cenno\nfeci intendere che si poteva cominciare con la saldatura e gli operai del\nservizio funebre fecero brillare una fiamma blu.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima che cominciassero l\u2019operazione per\u00f2 mi venne vicino il\nprete. Stringeva tra le mani una sorta di kit pratico della benedizione, una\npiccola scatola di metallo. Dopo averne sollevato il coperchio mi chiese se per\ncortesia potessi reggergliela. Conteneva una brocca di acqua santa e un\npendaglio per l\u2019aspersione. Il prete recit\u00f2 le sue formule e quando ebbe finito\ndistribu\u00ec gocce d\u2019acqua sul cadavere e sui presenti. Una fin\u00ec sulla fronte del\nnonno e come una goccia di sudore scivol\u00f2 e s\u2019infil\u00f2 tra il collo e la camicia.\nQuando la fiamma ossidrica torn\u00f2 a brillare finalmente cercai mio padre. Senza\ndirgli nulla, mi misi alle sue spalle e lo abbracciai con tutto me stesso,\nbaciandogli i capelli e premendo forte con le labbra. Tremava, esausto per un\npianto che cercava di trattenere da troppe ore. Ad un certo punto sembr\u00f2\ndomarsi, ma quando un operaio sollev\u00f2 il coperchio di acciaio, mi sfugg\u00ec dalle\nmani e si lanci\u00f2 sul corpo immobile del nonno per le ultime carezze. <\/p>\n\n\n\n<p>Temetti un gesto isterico, ma non lo fermai. Accarezz\u00f2 il volto di\nsuo padre con le mani aperte, come per scaldarlo e restituirgli in quel modo un\npo\u2019 di vita. Gli pass\u00f2 l\u2019indice sugli occhi e poi gli diede un buffetto sulla\nguancia, come faceva con me, quando ero bambino. Voleva essere l\u2019ultimo a\ntoccare il nonno prima che scomparisse per sempre. Quando mi torn\u00f2 accanto mi\nmise un braccio sulla spalla e restammo cos\u00ec, l\u2019uno vicino all\u2019altro, per tutta\nla durata della saldatura. Durante la messa che precedette la sepoltura tenne\nlui l\u2019orazione funebre e senza piangere riusc\u00ec a parlare di amore. Ci mancava\nil nonno, ma quel giorno ci mancava anche la mamma.&nbsp;&nbsp; <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_41150\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41150\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando arrivai al cimitero di San Michele una pioggerella fine mi copr\u00ec la faccia in un istante, come una polvere, depositandosi sulle lenti degli occhiali prima di bagnarmi la pelle. 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