{"id":41105,"date":"2020-04-13T17:28:58","date_gmt":"2020-04-13T16:28:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41105"},"modified":"2020-04-16T17:56:35","modified_gmt":"2020-04-16T16:56:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-fottute-coincidenze-di-daria-camillucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41105","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Fottute coincidenze&#8221; di Daria Camillucci"},"content":{"rendered":"\n<p>Questa \u00e8 una storia di\ncoincidenze. Se col mio SUV non avessi abbandonato l\u2019autostrada per un bisogno\nimpellente, adesso non sarei alle prese con un morto, malamente riverso tra\nl\u2019erba ingiallita. Ed invece, eccomi qua in una stradina carsica &nbsp;con il cuore che batte all\u2019impazzata e un\ncadavere ancora caldo. <\/p>\n\n\n\n<p>Malgrado l\u2019aria\ningessata &nbsp;dall\u2019afa, che rende difficile\nla concentrazione, intuisco che dovrei darmela a gambe! Ma \u00e8 ormai tardi. Alle\nmie spalle &nbsp;c\u2019\u00e8 un uomo in bicicletta con\ndue &nbsp;spilli per occhi. Odio gli scherzi\ndel destino e questo tizio che va in giro sotto il calore ostile del sole,\npiuttosto che starsene a casa con l\u2019aria condizionata.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201dServe aiuto?\u201d chiede.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco un piantagrane,\nmi dico, maledicendo la sfiga che lo ha portato sulla mia strada, perch\u00e9 adesso\nsi dovr\u00e0 chiamare per forza la polizia. Lo fa lui, Livio Solari, col suo\ncellulare. Nell\u2019attesa, non smette di subissarmi di domande. Io naturalmente\nglisso e cerco di filare via.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBasta che ci stia una\npersona col cadavere!\u201d dico. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma l\u2019uomo che, guarda\ncaso \u00e8 un poliziotto in pensione, mi obbliga a restare. \u201cScherza, non pu\u00f2\nandarsene. Lei \u00e8 un testimone!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTestimone di che! Non\nho visto niente! Quando sono arrivato, era bell\u2019\u00e8 crepato. Non aveva polso e\nnon respirava!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCos\u00ec lo ha toccato! Non\ndoveva farlo! Questo \u00e8 il teatro di un delitto!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPensa che sia stato\nucciso, allora?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, si \u00e8 suicidato &#8211;\ndice sghignazzando il mio compagno, che poi aggiunge &#8211; E\u2019stato strangolato, non\nvede i segni sul collo? Ma prima \u00e8 stato tramortito con un colpo in testa, vede\nla bozza? \u2026 l\u2019assassino si \u00e8 servito di una pietra!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Solari non ha il tempo\ndi continuare la sua lezione di criminologia. Da una volante scendono due truci\nagenti di polizia &nbsp;che, ignorandoci,\ndelimitano la zona con un nastro bianco e rosso. Arriva anche la scientifica e\nun giovane ispettore di polizia, che il mio caustico compagno non esita a &nbsp;definire<em>\nil<\/em> <em>pivello con le stellette<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Mentre racconto all\u2019ispettore\nMarin perch\u00e9 mi trovassi in quella zona, giunge anche il medico legale. Ed \u00e8 in\nquel momento che Solari attira l\u2019attenzione di tutti puntando l\u2019indice verso\nun&nbsp; grosso castagno, posto a pochi metri.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver intimato\u00a0 di non muoverci, l\u2019ispettore si avvicina all\u2019albero sul cui tronco \u00e8 stato appuntato, con due puntine da disegno rosse, un foglio che si muove come una bandierina al ritmo di un alito di vento bollente. Viene raggiunto anche dai tecnici che scattano fotografie a raffica. Sul foglio A4\u00a0 qualcuno al computer ha scritto\u201d<em>Dio ti vede! Ricordati degli indizi<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa faccenda si fa\ninteressante!\u201d osserva il laconico ispettore, dopo aver staccato il messaggio e\naverlo infilato in una busta di plastica trasparente.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il vecchio che non sta mai zitto,\nsentenzia:\u201cQuesta \u00e8 &nbsp;opera di un mitomane\nche vuole finire sui giornali! Sento puzza di serial killer!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il susseguirsi degli avvenimenti mi ha instupidito per non parlare della guancia che mi pulsa come un metronomo. Mi tocco e sento le protuberanze, gli arzigogoli, della cicatrice che dal mento arriva alla tempia destra. La vecchia ferita mi\u00a0 fa male. E\u2019 il ricordo del brutto incidente automobilistico di due anni fa dal quale psicologicamente non sono ancora uscito.\u00a0 Il mio umore, che generalmente oscilla tra depressione e iperattivit\u00e0 ansiosa, in questo momento urla che ha bisogno degli amati psicofarmaci. Ma so che \u00e8 meglio rinunciare al solito toccasana perch\u00e9 devo guidare sino a casa. E voglio arrivarci vivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Si chiamava Raul Dini,\nfaceva l\u2019avvocato e, come me, abitava a Trieste. Ma la somiglianza finisce qui.\nLui, era pieno di soldi, mentre io con il mestiere di rappresentante mi faccio\nil culo quadrato a forza di macinare chilometri in auto. Sul piano fisico\ninvece io ho la meglio con il mio metro e novanta e i bicipiti da urlo. Dovrei\ndire per\u00f2 che avevo la meglio prima dell\u2019incidente. Quando cio\u00e8 non avevo la\nfaccia sfigurata dal reticolo di solchi che fanno somigliare la parte destra\ndel mio volto a un terreno carsico grumoso. <\/p>\n\n\n\n<p>So di essere ridicolo,\ne un poco mi vergogno, &nbsp;a fare simili\nconfronti con un morto, ma mi \u00e8 difficile ignorare l\u2019aspetto da topo di\nbiblioteca<em> dell\u2019avvocatino<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Non conoscevo la\nvittima, probabilmente per questo motivo la polizia non mi ha mai sospettato anche\nse le noie non mi son mancate. Per testimoniare in questura ho dovuto perdere\ngiornate di lavoro, per non parlare di quello scocciatore di Solari, sempre tra\ni piedi, che si \u00e8 messo in testa di risolvere il caso. Cos\u00ec spesso mi ritrovo a\nfargli la cronistoria di quel fatidico giorno. <\/p>\n\n\n\n<p>E anche adesso gli sto\nripetendo ancora una volta come la mia vita sia andata a puttane per delle\ncoincidenze. Non sarei infatti finito in questa rottura di coglioni se non\nfossi uscito dall\u2019autostrada. &nbsp;Ma ci&nbsp; ero stato costretto. Nel giro di chilometri\nnon avevo trovato neanche un punto ristoro, dove liberarmi dal fastidioso peso\nche mi oberava. E cos\u00ec, dopo aver inforcato la statale, avevo percorso una\nstradina che saliva verso un colle con in cima una struttura moderna, forse un\nalbergo. Guidavo lentamente per trovare il posto adatto, quando scorsi\nfinalmente quello che faceva al caso mio. <\/p>\n\n\n\n<p>Parcheggiai in uno\nspiazzo contornato da lecci, ginestre e &nbsp;alti cespugli. Da un lato intravvedevo la strada\nappena percorsa, mentre alle mie spalle il panorama si tuffava nella verde\nprofondit\u00e0 delle doline. Finalmente mi accucciai con un sospiro di sollievo in\nmezzo all\u2019erba, ignorando la bellezza &nbsp;rustica del paesaggio e i suoi colori\nbrillanti. Semmai avevo in testa la mia donna che mi aspettava a Trieste.<\/p>\n\n\n\n<p>Oddio, dire che mi\naspettava era una inesattezza perch\u00e9 il mio arrivo sarebbe stato una\nimprovvisata e gi\u00e0 pregustavo la notte di sesso focoso che avremmo passato.<\/p>\n\n\n\n<p>Solari beve ogni\nparola, con gli occhi vividi che mi fissano come se non fosse l\u2019ennesima volta\nche ripercorro i fatti. Slaccio il primo bottone della mia stropicciata camicia\ne mi metto comodo. <\/p>\n\n\n\n<p>Siamo a cena e il mio\nquasi amico pagher\u00e0 il conto. Ho scelto io il posto: una tavola calda a buon\nmercato in cui si mangia il pesce, la mia pietanza preferita. Giorgio, il cuoco\nfactotum, toglie dalla griglia gli sgombri e ce li serve su dozzinali piatti bianchi,\nsegnati dai troppi passaggi in lavastoviglie. Non sottilizzo perch\u00e9 il pesce \u00e8 fresco\ned \u00e8 quello che conta.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi guardo attorno, al\ntavolo accanto ci sono due vecchie imbalsamate, madre e figlia che conosco di\nvista. Al banco due avventori brilli parlano a voce troppo alta.&nbsp; Hanno gi\u00e0 superato il limite e tra poco il\ntitolare li inviter\u00e0 ad alzare i tacchi. Se ne vanno poco dopo infatti, ma\nprima vanno al gabinetto. Quando a mia volta lo raggiungo, la puzza \u00e8\nstomachevole e attorno al water sul pavimento naviga il piscio.<\/p>\n\n\n\n<p>Solari nel frattempo\nha saldato il conto e con lo sguardo dell\u2019ubriaco dice: &nbsp;\u201cGino, amico mio, per me questo mistero\nrester\u00e0 insoluto \u2026 ne hanno trovato un altro!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUn altro che?\u201d chiedo.\nQuesta storia non mi appassiona come pare invece avvinca i media. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUn nuovo messaggio\ndell\u2019assassino. E\u2019 tornato sul luogo del delitto, beffeggiandoci tutti!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPrendendo per il culo\nvoi poliziotti!\u201d lo correggo con una certa soddisfazione. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl nuovo messaggio e\nancora pi\u00f9 sibillino del precedente e recita cos\u00ec: \u201c<em>Se vuoi la verit\u00e0 devi andare alla chiesa di Repentabor. <\/em>Praticamente\nuna sfida per chi si occupa del caso, che non ha sufficiente esperienza. Ai\nmiei tempi fare il poliziotto era una cosa seria.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Devo aver sbuffato\nperch\u00e9 Solari mi guarda storto con il suo sguardo avvinazzato. &nbsp;Entrambi abbiamo bevuto troppo!<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Come due amiconi ci alziamo traballanti dalle\nsedie, diretti alle auto. Ma prima mi d\u00e0 appuntamento per la sera successiva.\nUn\u2019altra cena gratis, una manna visto che&nbsp;\n&nbsp;mia moglie ultimamente si rifiuta\ndi cucinare. Probabilmente non \u00e8 abituata ad avermi troppo intorno, visto che a\ncausa delle indagini ho ridotto il giro di lavoro e adesso rientro ogni sera. <\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo Solari\narriva in trattoria trafelato. \u201cI giornali ne parleranno domani! Da non credere.&nbsp; La polizia ha seguito una falsa pista!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFalsa?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon erano\ndell\u2019assassino quei messaggi, ma tracce di una caccia al tesoro della domenica\nprima del fattaccio. Indizi di un gioco organizzato da una associazione del\ntempo libero. Ma come ha fatto Marin a finire in un simile tranello?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei ribattere che\nera stato proprio lui a condurcelo con le sue chiacchiere da esperto segugio,\nma invece mi metto a ridere per quelle assurde annotazioni che con\nl\u2019omicidio&nbsp; c\u2019entravano come i cavoli a\nmerenda.<\/p>\n\n\n\n<p>Solari continua a\nblaterare. La sua voce mi giunge alle orecchie indistinta mentre ripercorro\nmentalmente quel maledetto giorno. <\/p>\n\n\n\n<p>Quello delle\ncoincidenze che mi hanno fottuto la vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Intento a fare le mie\ncose, pensavo all\u2019improvvisata che avrei fatto alla mia donna. Il fatto \u00e8 che\nessendo rappresentante di cosmetici percorrevo il Nord Italia in lungo e in\nlargo. Di norma dunque passavo per la mia regione, e nella mia casa di Trieste,\ntre giorni al mese. Ma quel gioved\u00ec avevo anticipato di una settimana l\u2019arrivo per\nsostituire un collega ammalato.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sto dunque pulendo\nil culo quando una Seicento bianca si ferma, proprio a pochi metri dal mio\nnascondiglio. E chi c\u2019\u00e8 alla guida? La mia bella e prosperosa moglie che si sbaciucchia\ncon uno sconosciuto.<\/p>\n\n\n\n<p>A quella vista mi\nsento uno stupido guardone prigioniero di una illusione. Quella di avere un\nmatrimonio perfetto. Non trovo altro tempo per fare lunghe riflessioni perch\u00e9\nil tizio &nbsp;scende e va verso una BMW nera che\nprima non avevo notato, parcheggiata a cinquanta metri in un boschetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei correre l\u00e0,&nbsp; dai fedifraghi, ma ho i pantaloni abbassati e\nper di pi\u00f9 sono in preda a un groviglio di emozioni. E non ho il tempo di ben\nrealizzare l\u2019accaduto, che mia moglie ingrana la prima e parte in tromba,\nlasciando il tizio a farle <em>ciao ciao<\/em>\ncon la manina. <\/p>\n\n\n\n<p>Subito dopo l\u2019insignificante\nometto inizia a guardarsi attorno, con l\u2019evidente intenzione di farsi una bella\npisciata. &nbsp;Sparisce poi tra le lingue\nd\u2019ombra dei cespugli&nbsp; di ginestra.<\/p>\n\n\n\n<p>Una folata di aria\nbollente mi accompagna, mentre silenziosamente lo seguo. Non ho un vero piano,\nma quando raccolgo da terra una grossa pietra, mi dico che se non si fosse\nstupidamente attardato per pisciare, l\u2019avrebbe scampata. Ma in fondo il destino\ndi tutti noi \u00e8 affidato al caso! <\/p>\n\n\n\n<p>Dini mi sta voltando\nle spalle quando lo colpisco con la pietra. <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_41105\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41105\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa \u00e8 una storia di coincidenze. 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