{"id":41078,"date":"2020-04-12T17:29:49","date_gmt":"2020-04-12T16:29:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41078"},"modified":"2020-04-12T17:29:50","modified_gmt":"2020-04-12T16:29:50","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-il-viaggio-di-isadora-di-margherita-altea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=41078","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Il viaggio di Isadora&#8221; di Margherita Altea"},"content":{"rendered":"\n<p>11\/01\/2020<\/p>\n\n\n\n<p> \u201cCara mamma, l\u2019aereo \u00e8 appena decollato e insieme al suo corpo di ferro decollano anche i miei pensieri, le mie aspettative, le mie emozioni. Ormai da diverse notti non riesco a dormire: con gli occhi fisso il soffitto e con i pensieri attraverso le mura della mia stanza, che divengono come impalpabili, si sgretolano e nulla possono contro la mia sete di verit\u00e0. Mamma, il cielo \u00e8 cos\u00ec azzurro oggi\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p> La voce pacata e quasi meccanica di una hostess riport\u00f2 Isadora al suo presente. Intorno a lei persone che si tenevano  stretta la propria storia, gelose delle loro vite e dei loro segreti pi\u00f9 o meno inconfessabili. Anche lei non amava parlare di s\u00e9 e quando lo faceva era per tastare con mano le sofferenze altrui e capire quanto somigliassero alle proprie.<br>Guard\u00f2 fuori dal finestrino: la distanza con la terra le provoc\u00f2 fastidiose vertigini. Si port\u00f2 le mani al volto oscurando per un attimo la sua visuale, ma i suoi occhi grandi, con i quali avrebbe potuto mangiare il mondo, presero il sopravvento insinuandosi in ogni angolo visibile dal velivolo. Aveva gi\u00e0 compiuto quel viaggio, ma in un\u2019epoca lontana di cui non aveva memoria, se non immagini costruite a proprio piacimento ed estrapolate dai racconti che pi\u00f9 aveva gradito o che pi\u00f9 l\u2019avevano amareggiata, in un continuo crogiolarsi fra gioia e dolore. <br>Quanta distanza a separarla dal ventre che l\u2019aveva custodita e nascosta agli occhi del mondo. Quante lunghe ore, ogni giorno, riservate a immaginare volti nascosti  nella foschia della mente.  Isadora non ricordava il momento in cui Caterina e Francesco le avevano detto di non essere i suoi genitori, ma era come se l\u2019avesse sempre saputo. Lo sentiva in ogni carezza e in ogni abbraccio nati da quelle mani, che, per quanto si aprissero verso di lei, Isadora non sentiva mai abbastanza calde. La sua infanzia era corsa veloce spinta dall\u2019urgenza di conoscere il suo principio,  fotogrammi privi di anima, che lei riviveva ogni giorno sempre nella stessa successione. <br>Rilesse le righe che poco prima aveva scritto, non soddisfatta ne cancell\u00f2 qualcuna.<br> Strinse con forza la matita e premette il polpastrello contro la punta in modo tanto forte che il dolore la fren\u00f2. Osserv\u00f2 poi il solco annerito dalla grafite. \u201cForse sono io la causa dei miei mali e dei miei cattivi pensieri\u2026\u201d. Lo ripet\u00e9  pi\u00f9 volte nella sua mente fino a che le parole non persero il loro significato.<\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align:left\"> \u201cMamma, il cielo \u00e8 cos\u00ec azzurro oggi e le nuvole cos\u00ec dense che se ci camminassi sopra reggerebbero il mio peso. Cos\u00ec concrete alla vista, eppure, quando le attraverso, si dissolvono come polvere di gesso\u2026 Non tutto quindi \u00e8 come appare, mamma. Ho avuto un figlio, sai? Ora dorme nella sua camera tutto avvolto in un piumone che porta impresse intere galassie. Presto si sveglier\u00e0 e la prima cosa che vedranno i suoi occhi sar\u00e0 la miriade di stelle che io e il suo pap\u00e0 abbiamo attaccato al soffitto. Prima di dormire mi chiede di contarle tutte, alla trentesima stella la sua anima viaggia gi\u00e0 fra universi di trenini elettrici e costruzioni. La prima volta che l\u2019ho visto ho pensato che non mi somigliasse\u2026 Mi piace pensare che somigli a te, mamma.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p> Isadora pieg\u00f2 con cura il foglio e lo depose all\u2019interno di una busta da lettera che infil\u00f2 in una piccola tracolla. L\u2019aereo si pos\u00f2 dolcemente sulla pista che pareva di burro. Isadora fu fra gli ultimi passeggeri a lasciare il mezzo. Era come se il sedile la volesse trattenere ai ricordi di quella che fino a quel giorno era stata la sua vita. Diede un\u2019occhiata a quell\u2019aeroporto sconosciuto. Non vide nessuno e per un attimo si sent\u00ec persa, fino a che, in lontananza, scorse un uomo con un panama bianco dal quale sfuggivano ciuffi di capelli grigiastri. Fra le mani stringeva un cartello con impresso il suo nome \u201cISADORA\u201d. Lei sollev\u00f2 appena la sua mano sinistra. Quando l\u2019uomo esord\u00ec, lei riconobbe subito la voce di colui che l\u2019aveva affiancata durante il lungo cammino.<br> \u00abIsadora, finalmente! Com\u2019\u00e8 andato il viaggio?\u00bb<br> \u00abSalve, avvocato. Il viaggio \u00e8 stato gradevole, ma non vedevo l\u2019ora di arrivare.\u00bb<br> \u00abImmagino\u00bb disse l\u2019uomo mentre le apriva la portiera della macchina. Sembrava che la confidenza acquisita in lunghi mesi di telefonate fosse svanita nel nulla. I due durante il tragitto si rivolsero appena la parola. Isadora l\u2019aveva immaginato pi\u00f9 giovane e pi\u00f9 alto e si chiese allora come l\u2019uomo avesse immaginato lei.<br>Lungo la strada immense coltivazioni di canna da zucchero e caff\u00e8, a perdita d\u2019occhio instancabili piante pronte a donare i propri frutti. Sparse qua e l\u00e0 abitazioni umili e perlopi\u00f9 fatiscenti. La macchina si arrest\u00f2 di fronte a una di esse. <br>\u00abCi siamo\u00bb disse l\u2019uomo appoggiandole una mano sulla spalla. <br>\u00abUn attimo\u00bb rispose lei mentre frugava nella piccola borsa da cui tir\u00f2 fuori un rossetto e uno specchio che le restitu\u00ec l\u2019immagine di una bambina di quarant\u2019anni. Ripose il tutto nella borsa rammaricandosi di non aver potuto fare quell\u2019incontro anni prima, quando ancora il suo viso non portava i segni di una faticosa esistenza satura di domande.<br>Una donna bionda sulla sessantina fece capolino alla finestra e si precipit\u00f2 all\u2019uscio. Isadora rest\u00f2 immobile quando la donna l\u2019abbracci\u00f2.<br> \u00abBenvenuta, Isadora! Io sono Claire e sar\u00f2 la sua traduttrice durante l\u2019incontro.\u00bb Isadora rilass\u00f2 i muscoli: \u00abPer un attimo ho creduto che\u2026\u00bb<br> La donna bionda rise rumorosamente \u00abAh, capisco. Venga! Sua madre \u00e8 dentro che l\u2019aspetta.\u00bb La casa, all\u2019interno, era buia e fresca. Le pupille di Isadora ci misero un poco ad abituarsi a quella penombra vestita di verde. Lentamente tutto apparve pi\u00f9 nitido. La tenue luce che filtrava dalle imposte semichiuse le regal\u00f2 l\u2019immagine di una donna anziana, che sedeva su di una vecchia poltrona reclinabile. Aveva i capelli di un bianco candido e con le sue rughe marcate dimostrava cento anni di amarezza e privazioni. Le due si scrutarono a lungo con stupore e curiosit\u00e0. Poi l\u2019anziana donna tese le braccia che Isadora non aveva mai conosciuto e si lasci\u00f2 cullare dall\u2019estranea madre, che le carezz\u00f2 il volto e le diede i baci di tutta una vita. Parlarono per lunghe ore e, mentre lo facevano, Isadora si guardava attorno: i muri scrostati, il pavimento in terra battuta e il piccolo braciere posato a terra risposero alle mille domande che Isadora avrebbe voluto rivolgere a sua madre.<br>Presto il sole tramont\u00f2 portandosi via quel giorno che le due donne non avrebbero mai scordato. Quando venne il momento di andare, Isadora non consegn\u00f2 la lettera a sua madre, ma si avvicin\u00f2 a lei dandole un bacio sulla fronte e pronunciando una sola parola lieve come una carezza: \u00abGrazie.\u00bb Una lacrima, carica di amore e rimpianto, scivol\u00f2 sul viso dell\u2019anziana superando i profondi solchi ora spianati da un sorriso sdentato.<br>Quando l\u2019aereo si sollev\u00f2, Isadora tir\u00f2 fuori dalla borsa una busta da lettere sgualcita e l\u2019apr\u00ec. Un incontenibile sorriso sfugg\u00ec dalle sue labbra. Riprese fra le mani la matita, questa volta con una diversa consapevolezza.<br> \u201cCara mamma, ho capito come usare le mie ali. Oggi finalmente so come ti chiami. Il tuo nome \u00e8 Caterina.\u00bb <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_41078\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"41078\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>11\/01\/2020 \u201cCara mamma, l\u2019aereo \u00e8 appena decollato e insieme al suo corpo di ferro decollano anche i miei pensieri, le mie aspettative, le mie emozioni. 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