{"id":40902,"date":"2020-03-26T18:09:00","date_gmt":"2020-03-26T17:09:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40902"},"modified":"2020-03-26T18:09:01","modified_gmt":"2020-03-26T17:09:01","slug":"freak-show-di-lorenzo-garzarelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40902","title":{"rendered":"&#8220;Freak Show&#8221; di Lorenzo Garzarelli"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019Uomo Foca barcolla e si tocca il fianco con la manina\nrattrappita da rapace:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; sono ferito, per mille narvali. La peste alle vostre scialuppe.\nA tutte e due. Sono spacciato. E quell&#8217;altro che \u00e8 scappato, non ha nulla?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Oh! Sei ferito Capitan Mercuzio? -, la fronte informe\ndell\u2019Uomo Elefante spiove da un tricorno di giornale, adombrandogli la\npoltiglia di naso come una tettoia su un dondolo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Coraggio prode, la ferita non sar\u00e0 profonda -, Doppia\nFaccia offre al compagno il lato buono del volto, quello senza benda, che le\nfiamme non hanno masticato.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; No, non come una fossa del Mar dei Sargassi, n\u00e9 grande\ncome la bocca di un cannone pronto a suonar festa: ma \u00e8 quanto basta, e\nbaster\u00e0. Venite tutti a cercarmi domani alla garitta: mi troverete nella tomba &#8211;\ne l\u2019Uomo Foca stramazza tra le braccia di Doppia Faccia, una sciolta dal fuoco,\nl\u2019altra infilata nella manica di una blusa da marinaio rattoppata.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella penombra del minuscolo palcoscenico, i fenomeni da\nbaraccone si esibiscono con trasporto ostentato. Dall\u2019adozione dei\nprovvedimenti per il contenimento del Bella Donna, la Compagnia dei Mostri di\nAdamante ha deciso di misurarsi con la vera recitazione, di giocare al\nnascondino degli attori di calibro. Monologhi balbettati, duetti che culminano\nin sonori schiaffoni, qualche duello all\u2019arma bianca o serenata malconcia. Oggi\n\u00e8 il turno di Romeo e Giulietta, un adattamento in chiave piratesca de \u201cLa\nmorte di Mercuzio\u201d. D\u2019altronde si sa: le grandezze sconfinate dell\u2019oceano e i\nsuoi orizzonti pastello risvegliano i sogni dei diversi, talvolta rinsaviscono\nle anime degli insani. E nulla conta se Tebaldo Sangue d\u2019Orca cavalca un\ngaleone in polistirolo, se i suoi filibustieri brandiscono padelle come\nsciabole o se il Grande Blu si srotola tra le distese di polvere, i coralli di\nnastro adesivo e le alghe di scarabocchi che inquinano metri di cartapesta\nazzurrognola: in quei giorni di asfissiante incertezza, persino loro, i <em>freak<\/em>, possono concedersi una boccata di\nnormalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Monsieur Adamante, il magnifico Signore dei Mostri, il\ntetro burattinaio di quelle marionette sghembe, punta l\u2019occhio di diamante\nsull\u2019uscita del tendone da circo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Jonas, dove credi di andare?<\/p>\n\n\n\n<p>Il Ragazzo Pony, che sta procedendo a quattro zampe verso\nl\u2019esterno, si blocca e inarca come un cane da cerca.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Esco, padrone.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Non puoi, la gendarmeria ti bloccher\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Non mi interessa.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; A te no, ma a me s\u00ec. Ti sanzioneranno e pretenderanno\nche la Compagnia si accolli il debito. Torna immediatamente in branda.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; No &#8211; il Ragazzo Pony massaggia le cicatrici scavate\nalla base del polso &#8211; vorr\u00e0 dire che mi scalerete la somma dal mensile o che mi\nridurrete il rancio.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Stupido ingrato! Qui hai tutto ci\u00f2 che serve! -, tuona\nturbinoso Monsieur Adamante; l\u2019Uomo Foca rinviene dall\u2019agonia di Capitan\nMercuzio e osserva il suo padrone agitarsi nello scafandro nero che lo\nintabarra da capo a piedi. Il diamante incastonato nel suo bulbo oculare,\nmisera eredit\u00e0 di un passato da mercante di guerra, sembra saettare strali di\nrabbia in direzione del Ragazzo Pony.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Parlate bene voi, padrone. Voi che avete braccia, gambe\ne sembianze di essere umano. Voi che potete attraversare una strada affollata\nsenza che la gente vi sputi, vi schernisca, vi rivolga ogni sorta di offesa.\nVoi che non vi abbeverate da una ciotola e che vi vestite da solo. Mi spiace,\nma oggi che la Contea \u00e8 deserta approfitter\u00f2 per visitarla.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; E se il Bella Donna ti colpisse?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Correr\u00f2 il rischio.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; E se ci contagerai?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Affare vostro.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Come preferisci, bastardo di un ronzino indisciplinato -,\nmugugna Monsieur Adamante picchiettando una fascia di rubini contro il pomello\ndel bastone da domatore &#8211; ma sappi che nessuna parola verr\u00e0 spesa a tuo\nbeneficio con il Governatore, se dovessero incarcerarti.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Meglio la galera di questo inferno -, sentenzia il\ngiovane uscendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lungo il viale del Luna Park, tra giostre abbandonate e\nun leggero aroma di mandorla tostata, Jonas il Ragazzo Pony si convince che sar\u00e0\ntrascorso un decennio dalla sua ultima apparizione pubblica. Accadde per la\nSagra di San Sebastiano, quando suo fratello lo accompagn\u00f2 dal medico del borgo\nper una visita alle gambe; il piccolo Jonas camminava ancora, sebbene le rotule\nstessero gradualmente perdendo elasticit\u00e0 e indurendosi come paletti da\nvampiro. Mentre il dottore parlava di una rara deformazione alle ginocchia, si sentiva\nil sottofondo di un vecchio e un asino che richiamavano i bambini della piazza,\nil primo con dolci promesse di gelati e limoni, il secondo cantilenando un\nraglio uggioso e meccanico. Jonas ascoltava quei paroloni stringendo un\nastuccio pieno di matite e domandandosi se sarebbe riuscito comunque a\ndiventare un alpino, come promesso al nonno. Ma la malattia lo releg\u00f2 ben\npresto al martirio delle quattro zampe e altrettanto in fretta i familiari lo\ncedettero a uno stravagante impresario circense, ottenendo in cambio tre vacche\ngravide e una fornitura di miglio per l\u2019inverno, croccante e dorata. Un ottimo\naffare.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso il Ragazzo Pony sta zampettando fuori dal Luna\nPark; \u00e8 smesso di piovere e l\u2019aria vibra di una nota elettrica, frizzante, che\npizzica la pelle con un brivido di inizio primavera. Jonas inspira e avventura\ni palmi nell\u2019erba bagnata, se li passa tra i boccoli corvini una, due, dieci\nvolte, ammira la corolla di un dente di leone e immagina la pioggia\nsdrucciolare tra i rami del larice che si staglia al centro del prato, un\nimmenso punteruolo smeraldo a raschiare il ghiaccio del cielo. La mulattiera\nper il paese si inerpica su per la collina tra letti di rape sbarbate e una\ngragnuola di sassolini smossa dai muli, fino a incontrare la sagoma della\ncartiera di Jenson che ingrassa le nuvole soffiando vapore. Gli ultimi strascichi\ndi vento tirano i capelli a un\u2019altalena; gli accordi di un ruscello cullano il\nsilenzio dei grilli. Se glielo chiedessero, Jonas giurerebbe di aver visto un abbraccio\ndi luna e un sorriso di stelle prima di addormentarsi. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi il bubolare di un gufo. <\/p>\n\n\n\n<p>Uno scricchiolio di ruote di legno.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno sparo che rimbomba nel vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il risveglio di Jonas.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutt\u2019intorno si distende una mano compatta di buio,\nscreziata soltanto dalle lanterne accese nelle case dei braccianti, che nel\ndopolavoro si dannano dietro a un lancio di dadi o a un bicchiere di troppo.\nUn\u2019ombra baffuta torreggia su di lui, imbracciando una doppietta fumante.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; In piedi straniero!<\/p>\n\n\n\n<p>Le nubi impolverano come cimose la lavagna della notte.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Dove sono? -, biascica Jonas.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Qui le domande le facciamo noi. Alzati immediatamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Jonas ruota le anche per mettersi carponi e inquadrare\ndabbasso quella massa gelatinosa imbustata in una canotta unta.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; In piedi, ho detto.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Purtroppo non riesco a stare su due gambe.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Mi prendi in giro? -, l\u2019uomo ricarica il fucile e\npoggia la canna sulla guancia del giovane, che si arrossa per il calore del ferro.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Lo giuro signore! &#8211; piagnucolando &#8211; Lo giuro! Sono\nmalato, pu\u00f2 chiedere al mio padrone Monsieur Adamante della Compagnia dei\nMostri.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ah! Chester non ci credo! Abbiamo beccato uno di quegli\nstorpi che si esibiscono al Luna Park!<\/p>\n\n\n\n<p>La voce proviene dalla cassetta di un carro per buoi, da\ncui scende una figura allampanata in salopette da lavoro, brace di sigaretta\nche penzola all\u2019angolo della bocca.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma che dici Walter?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Me lo ricordo benissimo. Lo chiamano il Ragazzo Pony perch\u00e9\ncorre a quattro zampe e salta gli ostacoli meglio di un puledro. Il mio Jackie\nva a vederlo ogni sabato.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma senti un po\u2019\u2026 -, fa Chester grattando il budino peloso\nche gli ballonzola sulle brache.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; E vedessi come zompa allo schiocco di frusta!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; S\u00ec, sono io, il Ragazzo Pony -, sussurra Jonas a testa\nbassa, contrito; ha il collo dolorante per l\u2019umidit\u00e0 e una lumaca che incede\nlentamente sul dorso della mano.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Bene Ragazzo Pony, e che ci fai a giro? Non sai della\nquarantena?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Se siete gendarmi, domando scusa e me ne vado.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Eh no, proprio no. Siamo onesti cittadini della Contea\nche ne hanno piene le scatole di gente come te -, dalla paglia di un cappello\nda pescatore, guizzano gli occhi da triglia di Walter, avvelenati.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma perch\u00e9?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Intanto dovresti startene a casa, come imposto dal Governatore.\nAnzi, rinchiuso in gabbia come gli animali della tua specie.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Sacrosanto Walter, sacrosanto &#8211; interviene l\u2019altro,\npollici sulla fibbia e petto all\u2019infuori a mo\u2019 di sceriffo &#8211; e poi credi che\nnon sappiamo che siete voi bestie da circo ad aver portato il Bella Donna in\nContea?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Non \u00e8 vero!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Certo, certo &#8211; Walter arrotola la cinta alle nocche e\nla fa schioccare &#8211; e allora mi spieghi perch\u00e9 la gente ha cominciato a\nammalarsi solamente da quando siete arrivati?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma io non sono infetto! Giuro!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Il cavallino storpio dice che non \u00e8 infetto, Walter,\nsentito? &#8211; Chester schiaccia la mano di Jonas con lo scarpone; scricchiolano ossa\ne un guscio di chioccola &#8211; tu sei infetto per il solo fatto di esistere, ripugnante\nscherzo della natura.<\/p>\n\n\n\n<p>Il calcio della doppietta si abbatte sulla tempia del\nRagazzo Pony, che rotola a terra finendo a sgambettare supino.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Bravo, cos\u00ec devi stare. A pancia all\u2019aria come uno\nscarafaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>La sigaretta di Walter si spegne sull\u2019ombelico del\ngiovane, sfrigolando.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Per piet\u00e0! Basta!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Zitto mostro! <\/p>\n\n\n\n<p>Sulla canna della doppietta, ficcata a fondo nella gola\ndel Ragazzo Pony, colano lunghi rivoli di saliva. Chester e Walter gli\nstrappano gli abiti di dosso e lo conducono in prossimit\u00e0 del larice, sul cui\ntronco viene legato stretto con delle funi di iuta. Sbraitando, i due prendono a\ntempestarlo di pugni, pedate, sventagliate di cinghia che gli striano le cosce\nda struzzo; il setto nasale esplode in uno scrocchio vermiglio, l\u2019intestino\ncede sotto i colpi di suola che affondano nel basso ventre. Le urla si\nconfondono con i muggiti gravi dei buoi, le ferite bruciano per il sudore e la\nresina che si incolla alla schiena. Un randagio lecca il sangue grondato sulle\nradici dell\u2019albero. Jonas singhiozza e prega sottovoce odorando le sue stesse\nfeci. <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Basta, ne ha avuto abbastanza -, ordina Chester. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Proprio ora?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; S\u00ec. Guardalo, sta per svenire.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Come vuoi -, sconsolato, Walter indossa il cappello di\npaglia inzaccherato di fango.<\/p>\n\n\n\n<p>Chester assesta una sberla al Ragazzo Pony: &#8211; Senti un\npo\u2019, adesso andrai a raccontare ai tuoi amici lebbrosi cosa riserviamo in\nContea a chi non \u00e8 benvenuto. E se dovessimo trovare in giro qualcun altro dei\ntuoi, non gli andr\u00e0 altrettanto bene.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo risale sul traino arricciando i baffi da tricheco.<\/p>\n\n\n\n<p>Il carro parte in un crepitio di foglie secche e risate\ngrasse.<\/p>\n\n\n\n<p>Una melodia scivola gi\u00f9 per i clivi della collina.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Ragazzo Pony la percepisce ora che si ritrova solo, tremante e semicosciente. Note sostenute, lamentose, solenni di musica sacra. Qualcuno si sta esercitando per le litanie della domenica, pensa. Riconosce il timbro pastoso di un organo, come quello dalle canne splendenti e appuntite della Chiesa di Padre Elijah, dove suo nonno lo portava a servir messa e a formarsi da buon presbiteriano all\u2019epoca delle scuole. Le sue gambe frullavano come farfalle sul marmo del sacrato, districandosi tra i guardia e ladri dei compagni di classe e i venditori di castagne arrosto, che strofinavano i guanti sopra le braci per scaldare i polpastrelli intirizziti. Un istante prima della funzione suo fratello sgattaiolava in un vicolo per rollare tabacco ed offrirlo di soppiatto alle sue conquiste, diverse di settimana in settimana. Grappoli di cornacchie becchettavano il pane raffermo lanciato dalle anziane oltre lo steccato di un orticello. Al sole di quelle gelide mattinate, Jonas non aveva paura. Non serviva. Non doveva incrociare gli sguardi impietositi dei paganti, sfuggire alla furia del bastone, tapparsi le orecchie per le grida della Donna Scimmia che provengono dalla stanza del padrone al calar di ogni sera.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello era il tempo del Jonas bambino.<\/p>\n\n\n\n<p>Delle basse maree e dei tramonti infocati.<\/p>\n\n\n\n<p>Della pesca di fiume con una spiga di grano tra i denti.<\/p>\n\n\n\n<p>Di un lenzuolo caldo rimboccato da sua madre.<\/p>\n\n\n\n<p>Degli abbracci di luna e dei sorrisi di stelle.<\/p>\n\n\n\n<p>Che dovranno pur esistere da qualche parte, fuori dal\ntendone da circo.<\/p>\n\n\n\n<p>Se glielo chiedessero, Jonas lo giurerebbe.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_40902\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40902\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Uomo Foca barcolla e si tocca il fianco con la manina rattrappita da rapace: &#8211; sono ferito, per mille narvali. 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