{"id":40893,"date":"2020-03-24T11:56:35","date_gmt":"2020-03-24T10:56:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40893"},"modified":"2020-03-24T11:56:37","modified_gmt":"2020-03-24T10:56:37","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-sorpresa-di-gianna-valente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40893","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Sorpresa!&#8221; di Gianna Valente"},"content":{"rendered":"\n<p>Il periodo delle iscrizioni a scuola \u00e8 sempre molto delicato, l\u2019utenza \u00e8 volubile, influenzata dalle mode, dalle leggende metropolitane e dalle dicerie. Basta poco a creare affluenze anomale o migrazioni di massa. L\u2019anno prima era stato un caso di scabbia inopportunamente pubblicizzato dai quotidiani locali a fare perdere iscrizioni, quello ancora precedente era stata la caduta di una bolla di intonaco sull\u2019ingresso che aveva reso necessaria una vistosa impalcatura di protezione = la scuola sta per crollare.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua pi\u00f9 stretta collaboratrice quella mattina la aspettava con un\u2019aria desolata e le aveva fatto capire a gesti che appena avesse finito con gli appuntamenti doveva parlarle.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Abbiamo visto un&nbsp;topo<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Haia! \u00e8 proprio il momento meno adatto per avere ospiti del genere. Ma come? Dove? E poi di giorno? Ma grosso?<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>No, era un topolino piuttosto piccolo. Ieri sera stavamo in teatro a spiegare ai genitori come funziona il tempo pieno e mentre tutti guardavano verso di me e la collega, alle loro spalle un topolino ha attraversato tutto il teatro da un muro all\u2019altro.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Si era sentita morire le parole in gola, ma aveva avuto la prontezza di riflessi di dissimulare gli attimi di panico in uno starnuto plateale, che aveva confuso le acque.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019avevano gi\u00e0 intravisto venerd\u00ec scorso e avevano chiesto al custode di mettere una striscia di quelle dove rimangono attaccati, ma la trappola era rimasta vuota. E gi\u00e0 venerd\u00ec avevano chiamato l\u2019Agenzia comunale per avere un pronto intervento di derattizzazione, ma fino ad ora non si erano visti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In compenso si era rivisto lui pi\u00f9 vivo e vispo che mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Non era possibile, ci mancavano solo i topi per rovinare l\u2019immagine dell\u2019istituto in questo momento, e poi se erano stati visti da pi\u00f9 persone, in posti e momenti diversi, per giunta di giorno e non di notte, mentre tutti sono in piena attivit\u00e0, chiss\u00e0 quanti ce ne sono. Forse sono quelli pi\u00f9 piccoli ed inesperti che si fanno vedere, mentre quelli grandi con gli occhi rossi sono nascosti nel buio chiss\u00e0 dove intorno a noi. Un brivido di ribrezzo le corre lungo la schiena e si guarda intorno con circospezione. I biscotti nel cassetto? La mela nell\u2019armadio? Deve fare sparire subito qualsiasi esca che possa attirarli nel suo ufficio.<\/p>\n\n\n\n<p>Si attacca subito al telefono facendo capire all\u2019Agenzia ambientale del Comune che devono mandare qualcuno IM-ME-DIA-TA-MEN-TE. Dopo mezzora, infatti, si presenta uno strano operaio. Si aspettava un tipo trucido e ignorante (come vuoi che siano quelli che di mestiere ammazzano i topi) invece aveva davanti un giovanotto longilineo con un impeccabile abbigliamento casual che sdrammatizza il loro allarme con umorismo e garbata ironia. Forse s\u00ec, ma forse no, non erano necessariamente infestati dai ratti. Poteva anche essere uno solo il topolino, magari arrivato con le cassette della frutta per la mensa. Che sar\u00e0 mai? Tutti i locali a piano terra prima o poi ricevono queste visite di tanto in tanto.<\/p>\n\n\n\n<p>Insieme fanno il giro dei locali e si fanno indicare dai testimoni i posti dove sono stati visti e mentre si raccontano le circostanze e le modalit\u00e0 degli avvistamenti gi\u00e0 lei si sente intenerire dalle descrizioni di topolini terrorizzati che ruzzolavano come palline inciampando nelle loro stesse zampine.<\/p>\n\n\n\n<p>E gi\u00e0 non era pi\u00f9 cos\u00ec sicura di volerli sterminare tutti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma certo non si possono permettere di averli in giro, a rischio che si moltiplichino. E non sia mai che possano essere visti dagli utenti. Proprio ora sarebbe un disastro. E\u2019 necessario liberarsene con la massima discrezione. Quella versione moderna di pifferaio magico spiga per\u00f2 che, comunque, lui deve esporre i cartelli dove mette il veleno, \u00e8 la legge, \u00e8 un suo obbligo preciso: dove mette il veleno deve mettere il cartello.<\/p>\n\n\n\n<p>E ora come la mettiamo?&nbsp;&nbsp;Se: topi = veleno = cartello \u00e8 vero anche che chi vede il cartello capisce subito: cartello = veleno = topi.&nbsp;&nbsp;E questa sarebbe veramente una catastrofe senza rimedio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec si risveglia di colpo la sua anima ecologista, la sua sensibilit\u00e0 animalista.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Certo che cosa atroce per queste povere bestiole! ma non c\u2019\u00e8 un sistema meno cruento, dobbiamo per forza ammazzarli?&nbsp;<\/li><li>La capisco signora, anche io non lo faccio volentieri, sa io voglio bene ai topi, dopo tutto sono loro che mi danno lavoro. Quelli piccoli poi sono cos\u00ec carini.&nbsp;<\/li><li>Va bene ma io non posso tenerli qui, non possiamo sbarazzarcene in un altro modo, non so, attirandoli nelle trappole senza veleno e poi li liberiamo in campagna?<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>E\u2019 possibile, dice, si possono attirare con del cibo nelle trappole in cui entrano e non possono pi\u00f9 uscire. Le trappole non li feriscono e si possono riaprire per liberare i prigionieri in un luogo dove non fanno danno.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec si accordano di lasciare qualche trappola vicino ai posti dove sono avvenute le apparizioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Le ha portate lui. Le scatolette di latta hanno le dimensioni di un piccolo libro, alto circa tre dita, sono tutte chiuse, ma con dei piccoli fori per l\u2019aria. Hanno due piccole porticine quadrate sui lati corti e quando, seguendo il profumo del cibo, il topolino entra in uno dei piccoli corridoi, il piano inclinato si abbassa per il suo peso. Ma appena \u00e8 arrivato all\u2019interno e il suo peso non lo tiene pi\u00f9 gi\u00f9, il lamierino scatta alle sue spalle e non pu\u00f2 pi\u00f9 uscire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Con cura il pifferaio ci ha disposto dentro del cioccolato (\u201cdi prima qualit\u00e0\u201d) e le spiega che bisogna aprire la scatola come la copertina di un libro, forzando un po\u2019 per sganciare il fermo interno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per precauzione ne ha messa una anche sotto il suo computer e le strizza l\u2019occhio: \u201csa il topo va d\u2019accordo con il mouse\u201d. Quando lei alza gli occhi al cielo continua: \u201cdavvero, non stavo scherzando, sar\u00e0 il calore delle macchine o l\u2019intrico dei fili, ma veramente i topi sono amici dei computer.\u201d Ah, ora s\u00ec che si sente tranquilla!<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 sera, \u00e8 ora di chiusura degli uffici. Sotto i suoi piedi, naturalmente, la trappola \u00e8 rimasta vuota, ma prima di andar via lei decide di fare il giro delle trappole insieme all\u2019ultimo impiegato che ha trattenuto per l\u2019occasione. Mestieri da uomini, insiste nei suoi clich\u00e9. Tutto in ordine, tutto tranquillo. Ma gi\u00e0 avvicinandosi all\u2019ultima stanza, dall\u2019armadio a muro chiuso, sentono un gran tramestio provenire dalla scatoletta. O Signore c\u2019\u00e8 davvero un topolino l\u00ec dentro. \u201cEd ora che si fa?\u201d bisbiglia con un fil di voce girandosi verso di lui. E con raccapriccio crescente vede il suo uomo pericolosamente pallido, con il fiato corto e un evidente accenno di sudore freddo sulla fronte. Ed ora che si fa? Urla silenziosamente nel pensiero \u2026 \u00e8 chiaro che non pu\u00f2 contare su di lui. Velocemente considera che se non lo manda via subito da questa stanza probabilmente crolla sul posto e tutto diventa ancora pi\u00f9 complicato da risolvere e difficile da spiegare. Se lo mette a braccetto e con un rapido dietrofront se lo trascina verso l\u2019uscita: \u201cNon si preoccupi, ora chiamo mio marito e faccio venire qualcuno a risolvere questa faccenda, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno di lei\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ed ora che si fa? Si ripete ancora guardandosi intorno?&nbsp;&nbsp;Suo marito \u00e8 in viaggio, non ci pensa affatto a chiedere favori ad altri custodi. E poi che potrebbero fare che non possa fare lei stessa?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di tutto deve portarlo via di qui. Ma come? Non pu\u00f2 mica uscire con una trappola per topi in mano \u2026 e poi non ha neanche la macchina\u2026 dovr\u00e0 prendere un autobus. La deve mimetizzare in modo che non dia nell\u2019occhio. Poi prima di arrivare a casa liberer\u00e0 il topo nei giardini della stazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalle ultime feste di Natale \u00e8 rimasta in ufficio la bella scatola dell\u2019orologio che ha regalato a suo marito, chiss\u00e0 se \u00e8 della misura giusta. La misura sarebbe anche giusta, ma capisce subito che non sar\u00e0 mai capace di traslocare il topolino da una scatola all\u2019altra, cos\u00ec recupera solo la carta griffata e con circospezione impacchetta direttamente la trappola, per evitare che si apra accidentalmente. La bestiolina dentro non si muove pi\u00f9. Forse fa finta di essere morta, oppure \u00e8 morta davvero di spavento o di indigestione di cioccolato (di prima qualit\u00e0). Inserisce il pacchetto direttamente nella busta della gioielleria, che lo contiene perfettamente e si accinge a raggiungere la fermata dell\u2019autobus destreggiandosi fra la borsetta, la borsa del computer e il suo prezioso pacchettino al quale cerca di non far prendere troppi urti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per fortuna l\u2019autobus non \u00e8 cos\u00ec pieno come prima di Natale. Erano strizzati tutti come sardine, le avevano anche sfilato con destrezza il portafogli dalla borsa senza che nella calca potesse accorgersene.<\/p>\n\n\n\n<p>Armeggia a lungo per timbrare il biglietto, in equilibrio precario non avendo una terza mano per reggersi e non volendo posare a terra i pacchi. \u201cAspetta\u201d brontola qualcuno alle sue spalle e una terza mano ossuta prende il suo biglietto e lo timbra. Sorride a quella faccia un po\u2019 asimmetrica, al naso leggermente schiacciato, e a quell\u2019assurda pettinatura a cresta. Dove l\u2019ha gi\u00e0 visto? forse un ex alunno? aveva l\u2019impressione di conoscerlo, ma questo le capitava di continuo perci\u00f2 non si arrovella troppo e gli volta le spalle per evitare una di quelle imbarazzanti conversazioni con persone che si ricordano perfettamente di lei, mentre lei non si ricorda affatto di loro. E\u2019 rimasto molto vicino, una mano a reggersi sulla spalliera del sedile, l\u2019altra nella tasca del giubbotto in finta pelle. Le gambe larghe ben piantate per terra con quei ridicoli pantaloni con il cavallo basso. \u2026 Non \u00e8 possibile &#8230; l\u2019ha gi\u00e0 visto la settimana di Natale \u2026 quando l\u2019hanno borseggiata. Non sar\u00e0 quel tizio maledetto? il suo sguardo corre di sottecchi alla borsetta. Chiusa, per fortuna, cerniera completamente tirata.&nbsp;&nbsp;Cosa fare? informare il controllore?&nbsp;&nbsp;E di che? non ha mica fatto niente di male, ancora, e poi non pu\u00f2 nemmeno essere sicura che sia lui. Mentre i pensieri galoppano tumultuosi si libera il posto a sedere al quale era rimasta appoggiata, sale il gradino e si inserisce nel posto unico di fianco al finestrino, stringendo la borsetta dalla parte opposta a lui.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Lentamente un pensiero piccolo piccolo si sta facendo sempre pi\u00f9 largo nella sua testa. Lui \u00e8 alle sue spalle, molto vicino, fra lei e le porte di discesa centrali dall\u2019autobus. Si mette comoda. La borsetta al sicuro, dalla parte del finestrino. La borsa del computer appoggiata sul gradino, dalla parte del corridoio centrale dell\u2019autobus, ma con la chiusura appoggiata sulla gamba e la tracolla attorcigliata intorno al braccio. Il pacchetto dell\u2019orefice invece \u00e8 schiacciato, fra la spalliera del sedile e la borsa del computer.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;L\u2019autobus sta per fermarsi. Si concentra a guardare fuori dal finestrino i passeggeri che aspettano alla fermata. Volti anonimi, un uomo dall\u2019aria sciupata aspira l\u2019ultimo tiro della sigaretta prima di buttarla via. Le porte interne si aprono con il solito risucchio e avverte il movimento delle persone alle sue spalle che raggiungono l\u2019uscita.<\/p>\n\n\n\n<p>Le porte si richiudono e lei si decide a spostare lentamente lo sguardo verso la borsetta, verso le sue ginocchia, verso la borsa del computer \u2026 e\u2026 OPLA\u2019: il pacchetto non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>La guardano allibiti gli altri passeggeri mentre con la testa reclinata all\u2019indietro scoppia in una irrefrenabile risata. E non riesce proprio a calmarsi. Cerca di nascondersi il viso fra le mani ma le spalle sono violentemente scosse dai singhiozzi e i suoni gutturali sono ancora pi\u00f9 imbarazzanti. Si deve fare forza per ricomporsi, visto che sta arrivando alla sua fermata. Si solleva dal suo posto asciugandosi gli occhi, ma senza riuscire ancora a smettere di ridere. E mentre scende si accorge che ridono tutti, ma proprio tutti. Ridono tutti di cuore. Senza sapere perch\u00e9.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_40893\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40893\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il periodo delle iscrizioni a scuola \u00e8 sempre molto delicato, l\u2019utenza \u00e8 volubile, influenzata dalle mode, dalle leggende metropolitane e dalle dicerie. 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