{"id":40696,"date":"2020-03-08T19:01:06","date_gmt":"2020-03-08T18:01:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40696"},"modified":"2020-03-08T19:07:31","modified_gmt":"2020-03-08T18:07:31","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-macche-gennaio-degitto-di-elisa-dallaglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40696","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020  &#8220;Macch\u00e9 gennaio d&#8217;Egitto&#8221; di Elisa Dall&#8217;Aglio"},"content":{"rendered":"\n<p><strong> <\/strong>Ismail, quattordici anni di cui almeno sette trascorsi a cavallo e sulla groppa di un dromedario, maglietta rossonera di Ronaldinho addosso, \u00e8 tradito solo dall\u2019acne giovanile: senza quei brufoli concentrati sulla fronte abbronzantissima gli si darebbero non pi\u00f9 di undici anni. Smilzo e di statura ancora bassa, ha gli occhi di un bambino privo di malizia e i gesti affettuosi del figlio, non dell\u2019amante adolescente, quando una turista del villaggio gli si avvicina per accarezzare gli animali che gli stanno sempre vicini. Sin dal mattino presto, si piazza in un angolo d\u2019erba a lato della spiaggia privata del villaggio turistico. <\/p>\n\n\n\n<p>Con lui c\u2019\u00e8 sempre Casanova, il dromedario spacciato per cammello, e Arturo, un cavallo color nocciola. I nomi di Casanova e Arturo sono stati affibbiati ad hoc per accalappiare gli italiani, i maggiori frequentatori della zona di Marsa Alam. Sono un milione ogni anno a invadere le spiagge e i monumenti egiziani, stando alle stime dell\u2019associazione dei tour operator del Belpaese, sparigliandosi tra le maggiori localit\u00e0 turistiche:<em>\u00a0<a href=\"https:\/\/siviaggia.it\/viaggi\/marsa-matruh-matrouh-egitto\/491\/\">Marsa Matrouh<\/a> , El Alamein , Sharm el-Sheikh, <\/em> <em><a href=\"https:\/\/siviaggia.it\/idee-di-viaggio\/viaggio-hurghada-egitto-paradiso-tropicale-mar-rosso\/194254\/\">Hurghada<\/a><\/em> <em> , Marsa Alam, Luxor, Assuan e Il Cairo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ismail con la furberia ha a che fare ogni giorno: il suo\ncapo, un ometto panciuto e dal viso corrugato dal sole, riconoscibile a un\nchilometro di distanza per la kefiah bianconera portata a mo\u2019di turbante, \u00e8\nimpegnato in ogni attimo a patteggiare con i turisti che contrattano sul prezzo\nproposto all\u2019inizio della cavalcata nel deserto. <\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine della tenzone parolaia e condotta anche a gesti,\ngli europei hanno sempre la meglio. <\/p>\n\n\n\n<p>In una zona dove un cameriere lavora dodici o tredici ore\nper guadagnare cinquanta euro al mese, l\u2019anziano egiziano si accontenta, sfregandosi\nle mani di nascosto ma piangendo povert\u00e0 in modo teatrale, di venti euro\nrispetto ai quaranta sparati in principio. Il ragazzo lo chiama padrone,\neccitando la mia suscettibilit\u00e0 verso un vocabolo che io uso solo per cani e\ngatti.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incarnato del quattordicenne smaschera la sua nascita ad Assuan, cittadina della Nubia &#8211; area a sud del Nilo dove la pelle e l\u2019Africa diventano di colpo nere e da cui gli egiziani del Nord prendono distanze quasi razziste &#8211; posta a neppure sei ore di macchina dal Sudan. Qui la Nubia prosegue creando una liaison geografica tra i due Stati confinanti. Il viaggio inizia subito con un trauma: Casanova, occhi grandi e neri dalle ciglia lunghe, coperti di mosche che non riesce ad allontanare dalle orbite, alza dapprima le zampe posteriori, sottili e molto lunghe, cosicch\u00e9 il mio sedere di cittadina, viziata da poltrone e da divani morbidi, scivola in avanti lungo la dura sella e la mia pancia sbatte contro una protuberanza di legno, che dovrebbe invece servire ad ancorarsi con le mani. <\/p>\n\n\n\n<p>Un urlo quasi isterico fa ridere Ismail, e scopro per la prima volta nonostante il secondo scatto di Casanova, stavolta per le zampe anteriori, che l\u2019adolescente \u00e8 abituato a divertirsi con poco. A Marsa Alam \u00e8 solo, i genitori anziani sono rimasti ad Assuan, migliaia di anni fa denominata \u2018terra degli elefanti\u2019: ora a regnare \u00e8 il lezzo di gabinetto, perch\u00e9 le fognature sono inesistenti. In un Paese dove la disoccupazione tocca picchi del 30% e dove anche la classe media soffre per l\u2019elevata inflazione, i suoi sei fratelli sono dispersi tra i templi di Luxor e di Karnak a chiedere l\u2019elemosina o a fare il suo stesso lavoro di traghettatore dalla riva al deserto. I genitori di Ismail vivono soli, mantenuti dallo zelo dei figli che, rinunciando a tutto, mandano loro i soldi per campare. <\/p>\n\n\n\n<p>La situazione economica e politica, fortunatamente, mi racconta il ragazzo, si \u00e8 stabilizzata. Nelle rivolte legate alla Primavera Araba nel 2011 il popolo in piazza \u00e8 riuscito a detronizzare, dopo trent\u2019anni, Mubarak: \u00a0l\u201911 febbraio 2011 l\u2019uomo \u00e8 stato arrestato e condannato all\u2019ergastolo e in seguito assolto. Trascorse i suoi anni tra carceri e tribunali militari per accuse di corruzione. Poi divent\u00f2 presidente Morsi. Infine, il colpo di stato del port\u00f2 al potere il regime militare guidato da \u00a0Al-Sisi. E a peggiorare la situazione di questa polveriera egiziana c\u2019\u00e8 stato l\u2019attentato\u00a0\u00a0 del 14 luglio 2017, quando un uomo ha accoltellato a morte due donne tedesche in spiaggia a Hurgada, ferendone gravemente altre quattro. Da quel momento i turisti erano scomparsi. Ma, pian piano, sono tornati: il settore ha toccato il minimo storico nel 2016 , ma \u00e8 sensibilmente aumentato l\u2019anno successivo per tornare, nel 2018, ai livelli di presenze del 2010.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante il viaggio, man a mano che il vento e il Mar Rosso\nsi allontanano e noi sprofondiamo nella landa rocciosa, la conversazione si\nsposta sui dromedari, che in Egitto la fanno da padrone: mi spiega che le loro\ncarni sono mangiate da secoli, nonostante siano molto dure, le ossa hanno\nsostituito l\u2019avorio, ormai illegale, nella costruzione di statuette, di\npugnali, di souvenir; il pelo lavorato diventa cucitura e laccio per le scarpe,\no tappeto. Il povero Casanova sta alla Terra dei faraoni come il maiale sta\nall\u2019Europa.Un esemplare arriva a costare al massimo mille euro, contro i\ncentomila del purosangue arabo, animale sacro al mondo mediorientale, tanto\nche, mi spiega il ragazzo, un proverbio recita: \u201cAllah, non mandarmi in un\nparadiso privo di cavalli\u201d. Gli chiedo dell\u2019evidente passione per il Milan, e\nIsmail risponde, non nascondendo una certa esaltazione, che quella \u00e8 la sua\nsquadra del cuore, e che molti egiziani perdono la testa per teem stranieri\ncome Inter, Juve, Arsenal, Manchester, Barcellona, Real Madrid. Le idee mi si\nfanno allora pi\u00f9 chiare: avevo gi\u00e0 notato con curiosit\u00e0 e insieme tenerezza\nfraterna, la partitella pomeridiana che ogni giorno potevo scorgere dalla mia\nterrazza affacciata sul deserto: camerieri, baristi e aiuto cuochi giocano in\npausa pranzo ogni giorno in un pezzo di terra, un campo virtuale senza porte,\nreti o perimetro; nonostante la levataccia, le numerose ore di lavoro in piedi,\nai fornelli o a fare slalom tra i tavoli, e nonostante il vento che alza un\npolverone di sabbia a ogni calcio o caduta con fallo, si ritrovano sempre l\u00ec\nalle quattro, di fronte al Coffee shop loro riservato. Ai dipendenti del\nvillaggio, che una legge nazionale impone dover essere rigorosamente abitanti\ndei dintorni del villaggio turistico europeo, non \u00e8 infatti consentito aggirarvisi\nliberamente quando sono a riposo; cos\u00ec, si ritrovano tutti in una baracca di\nlatta senza pavimento ma con la&nbsp; parabola\nsvettante dal tetto piatto, dove in 60 guardano in piedi, presumibilmente\npartite di calcio, dentro uno schermo in bianco e nero. <\/p>\n\n\n\n<p>Il due febbraio l\u2019Egitto si \u00e8 aggiudicato la coppa d\u2019Africa, battendo 1 \u2013 0 l\u2019Algeria grazie al gol di Hassam. Parlo con Ismail della gioia immensa ripresa dalle videocamere sulle strade e sulle piazze del Cairo, megalopoli di circa 23 milioni di abitanti: era una festa maschile e femminile, l\u2019entusiasmo di un intero popolo che gozzoviglia fino a tarda notte sorseggiando dalla bottiglia la tipica birra Stella, una bevanda poco alcolica, e sventolando la bandiera rossa, bianca e nera dalle strisce orizzontali. <\/p>\n\n\n\n<p>Accanto al locale sorgono, proprio in mezzo al nulla, due palazzine bianche e basse, di notte sempre illuminate da numerose luci al neon in stile Polichimico: l\u00ec dorme il personale, in otto o dieci per camera su letti a castello, mi hanno spiegato a colazione. La distanza tra il loro alloggio e le mura del villaggio \u00e8 poca, tanto che i ragazzi dopo il lavoro sciamano a piedi dalla sala pranzo e dalle cucine verso il loro bunker, scherzando tra loro nella loro lingua e ridendo. Questo mi fa pensare molto: in due settimane non ho visto un egiziano triste, o comunque che non sorridesse, n\u00e9 in sala da pranzo, n\u00e9 nel bar della piscina e in quello della spiaggia. Cos\u00ec gentili da sembrare fuori secolo, salutano, sorridono, si preoccupano che il tuo tavolo sia in ordine ma senza essere opprimenti. Nel punto del muretto corrispondente all\u2019uscita dal villaggio c\u2019\u00e8 un passaggio delimitato da sbarre gialle e nere, sotto cui sono poste due guardie del luogo in divisa, con tanto di walkey talkey e di pistola. Non ho mai capito l\u2019importanza della loro presenza, ma vissuta con assoluta indifferenza dai nord africani. Mi sono chiesta quasi per scherzo se fosse per impedire scappatelle notturne a qualcuno, fosse un\u2019italiana scalmanata o un egiziano triste. Oppure se sia solo mera prassi, perch\u00e9 dalla spiaggia, posta a nord rispetto al villaggio, \u00e8 possibile aggirare il posto di guardia e arrivare comunque agli alloggi dei dipendenti da dietro, solo attraversando una strada asfaltata, cos\u00ec stretta e lunga da sembrare dipinta sul pannello mobile di un set teatrale. Presa da questi ragionamenti, mi accorgo di essermi abituata facilmente all\u2019andatura ondeggiante di Casanova, tanto da riuscire finalmente a rilassarmi. L\u2019andatura del dromedario \u00e8 molto lenta e io gliene sono infinitamente grata.<\/p>\n\n\n\n<p>Il deserto del Mar Rosso \u00e8 una landa desolata rotta solo da\ncrinali di montagne secche che tanto ricordano la pasta di mandorla o il grano\nin granuli del cous cous bianco. In riva al mare, invece, coralli multiformi,\nconchiglie barocche e carcasse rinsecchite di pesci napoleone fanno sembrare la\nbattigia un cimitero di ossa, assumendo sagome di mandibole, di teschi spezzati\no spaccati, e di piccole tibie. Il deserto profondo si estende invece tutto\nuguale per chilometri: detriti, rifiuti leggeri portati dal vento impetuoso che\npiega palme e modella dune, sacchetti di plastica neri. In questa monotonia\ngrigio \u2013 marrone, che molto ricorda la luna e i suoi crateri, l\u2019occhio che\nfissa inizia a scoprire forme fantasiose e desuete tra i merletti delle basse\nmontagne che fiancheggiano la strada sabbiosa, battuta solo da animali e dal\npick up dei beduini divenuti stanziali. Ripensando ai precedenti discorsi di\nIsmail \u2013 Ronaldinho, arrivo a una semplice conclusione: dire che il calcio \u00e8 lo\nsport nazione del Paese guidato da Murabak \u00e8 solo un eufemismo: basta accendere\nil televisore per notare \u2013 e a volte per una donna in cerca di soap \u00e8 un vero\nchoc \u2013 che i canali trasmettono di continuo partite in diretta e in differita:\ndalle coppe europee e d\u2019Africa, dai campionati italiano, tedesco, spagnolo e\nfrancese, tutto passa, e ripassa nelle repliche, sullo schermo. Sono stata\naccolta, al mio arrivo nel villaggio, da un Paris St German vittorioso e sono\nstata salutata dall\u2019Udinese e dal Cagliari in pareggio. Quando non sono\ninquadrati giocatori e arbitri a correre fino allo sfinimento dietro le\ntelecamere, ci sono comunque gli special in <em>Il processo di Biscardi <\/em>style:\ngiornalisti, commentatori, forse polemici \u2013 la fonetica legata alle frasi del\ndialetto egiziano esprime sempre un senso di ansia e di arrabbiatura allo\nstesso tempo, con tutte quelle acca aspirate che si ripetono a ritmo di\ntamburo. <\/p>\n\n\n\n<p>Ismail, intanto, \u00e8 cento metri pi\u00f9 avanti a cavallo di\nArturo e parla al cellulare nel suo dialetto. Mi passa al telefono il suo capo,\nche vuole assicurarsi da me che tutto proceda per il meglio. Gli rispondo\nscocciata ricordandogli che ho una guida molto esperta. L\u2019orologio \u00e8 superfluo\nper chi conosce il deserto, cos\u00ec Ronaldinho mi avverte che il villaggio beduino\n\u00e8 all\u2019orizzonte. Un serraglio di pali e corde a delimitarne il perimetro, un\nrecinto di pietre \u2013 paiono allume di potassio \u2013 a cingere la zona della\npreghiera, con uno spazio aperto per entrare e le impronte rigorosamente\nrivolte alla Mecca. La famiglia di beduini ci corre incontro, fedele alla\ntradizione antica della sacralit\u00e0 dell\u2019ospite: \u00e8 composta dal padre, il capo,\ndalla madre, da quattro figli, di cui tre dai sei ai dieci anni, il quarto\nsulla ventina, e dalla giovane moglie di quest\u2019ultimo. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi fanno accomodare in una tenda multicolore fatta di stoffa\nricavata dal pelo di capra lavorato, con finestre ritagliate con le forbici. A terra, svariati\ncuscini e tappeti.<\/p>\n\n\n\n<p>Continuo a ripetere loro <em>shukran<\/em>, grazie, una delle poche parole arabe che conosco.  Loro ricambiano i sorrisi ma non conoscono una parola di italiano o di inglese, cos\u00ec Ismail si improvvisa interprete. Mi domandano se preferisco the o karkad\u00e8. Rispondo the. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi portano su un vassoio riccamente lavorato un the alla\nmenta cos\u00ec profumato da riempire lo spazio intorno al mio cuscino, intorno al\ncuscino di Ismail che fuma narghil\u00e8 e attorno ai bambini che lo incitano a\ntirare di pi\u00f9 con i polmoni dal tubo verde sotto cui l\u2019acqua gorgoglia. <\/p>\n\n\n\n<p>Sorseggio il the bollente. La menta in Egitto si respira, si\nmangia e si beve: ingrediente immancabile nelle ricche insalate di verdura\nverde, ananas e olive nere, di dolci e biscotti, \u00e8 soprattutto nell\u2019infuso\ncaldo a trionfare, unificando le abitudini di ricchi e poveri, di sceicchi e\nbeduini, di egizi nordici dai tratti mescolati agli inglesi e di\nquelli color cioccolato. Il the \u00e8 un rito ancor prima di essere una bevanda rinfrescante e dissetante,\nma \u00e8 anche proposto come rimedio per la cattiva digestione, la diarrea, il mal\ndi testa e i dolori mestruali. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Mi portano qualche biscotto ripieno di lukoum, un dolce di amido, zucchero e acqua estratta dalle rose che accomuna, in fatto di dolci,\nTurchia, Maghreb ed Egitto. <\/p>\n\n\n\n<p>Esiste anche la variante contenente pistacchi, noci o\nmandorle, diffuso soprattutto in Medioriente.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Dietro le tre tende dei beduini, un esercito di capre nere\nbelanti, tra cui spicca un caprone dalle corna lunghe. \u201cA goat\u201d! Urlo, felice, cercando di\nsocializzare, ma nessuno capisce. Anzi, nessuno mi d\u00e0 retta perch\u00e9 tutti, a\nparte Ismail, corrono dietro agli animali che, seguendo il loro istinto di\novino, si arrampicano su un\u2019altura. Si sono fatte intanto le sei. <\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 tardi, rispetto alla tabella di marcia, e Ismail mi\ninvita a risalire sul dorso di Casanova. <\/p>\n\n\n\n<p>Questa volta gli stringo le gambe attorno al ventre e tengo\nben salde le mani alla sella, chiudendo gli occhi. In un attimo il cammello \u00e8\nin piedi. I bimbi hanno freddo, la temperatura si \u00e8 abbassata, il sole non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec alto e nitido. Salutiamo e ci\nincamminiamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ismail mi racconta che i deliziosi biscotti che ho mangiato\nsono prodotti, a Il Cairo, che sono riuscita a visitare il giorno prima in una\nlunga escursione che ha richiesto dodici ore e mezza di pullman. Sulle larghe\nstrade della citt\u00e0, lungo le quali si ergono imponenti cartelloni pubblicitari\ndi prestigiose scuole private inglesi, francesi, americane e tedesche,\nsfrecciano Fiat cos\u00ec vecchie che pare di essere tornati nell\u2019Italia degli anni\n\u201960: 126, 127, 130, Ritmo, Croma, Lancia Thema di tutti i colori, ma\nsoprattutto verde pisello e blu, fanno pensare a tangenziali fantasma dove\nvecchie scocche siano resuscitate dopo la demolizione e di nuovo funzionanti.\nLa casa automobilistica torinese ha creato una filiale a Il Cairo dove si\nassemblano vecchi modelli, dando lavoro a molti operai locali. La citt\u00e0 \u00e8\nl\u2019unica dell\u2019intero continente nero ad avere la metropolitana, fondata dagli\ninglesi sul modello di <em>the Tube.<\/em> Come in ogni metropoli che si rispetti,\nil dislivello tra ricchi e poveri \u00e8 ampio come un canyon: in periferia le\nstrade sono di terra battuta, dove la pioggia crea pozze degne di Venezia e di\nChioggia, e le case non hanno n\u00e9 tetti n\u00e9 finestre \u2013 come ad Assuan e Luxor, ma\nal Nord fa freddo d\u2019inverno, e non riesco a capire come facciano qui a\nripararsi dalle buriane. In centro, invece, le strade sono asfaltate, il lungo\nNilo \u00e8 pieno di caff\u00e8, di ristoranti, alcuni dei quali costituiti da barconi\nsull\u2019acqua lussuosamente arredati, di panchine e di aiuole curate. Sorge\npersino il grattacielo dell\u2019istituto universitario di ricerca oculistica. I\nragazzi sono ben vestiti e, soprattutto, molto belli: alti, con le spalle\nlarghe su fianchi stretti, dall\u2019incarnato di curcuma, hanno occhi grandi e\nallungati del colore e della lucentezza della carrube. Mi chiedo ora come\nsarebbe stato vivere nel deserto: senza trucco, senza libri e quaderni, senza\nestetista e boutique, ma anche senza psichiatri, psicofarmaci e test di\nRorschach tra i piedi. Sarebbero state bandite dalla mia dieta Girella e Fiesta,\nbrioches per le quali all\u2019asilo attendevo con ansia la ricreazione, e non avrei\nmai conosciuto il Nesquik: avrei bevuto, al risveglio, solo latte di capretto,\ne di sicuro sarei andata a scuola a singhiozzo, un giorno s\u00ec e due no. Non\navrei mai saputo cosa fossero il carnevale e le frittelle e le mascherine da\nfatina sugli occhi. Avrei anch\u2019io pregato Allah e avrei fatto il Ramadan, non\nso come, vista la mia fame perenne. Contrariamente a quanto la mia ansia mi\ncostringe a temere, il sole nel deserto non crepa facilmente e, anche se\ntramontato dietro ai picchi montuosi, lascia per almeno mezz\u2019ora un alone\naranciato in cui la visuale rimane evidente. Poi, di colpo, l\u2019eutanasia del\nsole operata dalla Terra: un buio medievale scende improvviso. Le stelle si\naccendono come se un interruttore fosse stato premuto e splendono a tal punto\nche, a fissarle per qualche minuto senza staccare lo sguardo, pare che l\u2019enorme\ncupola di una moschea nera tempestata di pietre preziose sia calata sulle\nnostre teste come un coperchio. La mia mente corre alla moschea blu di\nIstanbul, visitata anni prima. Ismail mi chiede come sto. Le luci del villaggio\nsono vicine.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiedo a Ismail come fa a vivere con 50 dollari al mese, visto che poi li d\u00e0 tutti ai genitori. La sua risposta mi lascia stupefatta. Mi dice che \u00e8 la norma il contrabbando di marijuana e hashish, ma soprattutto che molti camerieri hanno una specie di secondo lavoro: si fanno pagare per fare sesso con le ricche donne europee, russe e cinesi. Dal momento che \u00e8 illegale appartarsi in spiaggia, questi ragazzi si accordano con altri che hanno lo squad e l&#8217;allegra combriccola si muove verso le tende dei beduini nel deserto, dove viene consumato il rapporto sessuale. Ma Ismail aggiunge: &#8220;Non basta siano ricche, noi egiziani siamo esigenti, le vogliamo anche belle&#8221;. Cos\u00ec, arrotondano i beduini, i proprietari delle moto e i camerieri. <\/p>\n\n\n\n<p>Casanova esita proprio sull\u2019unica strada asfaltata da\nattraversare. Ismail lo tira, perch\u00e9 fari lontani di un\u2019auto si fanno sempre\npi\u00f9 vicini. Nel marsupio scopro la busta contenente ancora l\u2019indaco in polvere\n\u2013 usato dalle donne egizie per sbiancare la biancheria &#8211; comprato nel negozio\ndi spezie qualche sera prima. Sotto i numerosi faretti del muretto del\nvillaggio appare di un blu elettrico innaturale, metallico come lo scheletro di\nun motorino. I colori in Egitto compongono ogni giorno arcobaleni vivi. A\ncolmare il settimo \u00e8 il violetto di certo corallo sottomarino e anfibio &#8211;\nquando onde arrabbiate ne strapazzano qualche pezzo tra fondali e rocce,\ntalvolta spezzandolo in due o tre pezzi. Saluto Ismail con un bacio, Casanova\ncon una carezza e mi avvio verso l\u2019Italia contenuta in una scatola&nbsp; di cemento persa nel deserto, il villaggio.\nMentre salgo le scale della camera, non riesco a non pensare all\u2019Egitto vero:\ndove le risorse economiche si limitano a qualche oleodotto e gasdotto, dove il\nvero dio non \u00e8 Allah ma il Nilo, che scende in Sudan e si divide in Nilo Azzurro,\nNilo Bianco e Nilo delle Montagne. Lungo il suo corso si snodano coltivazioni\ndi frumento e canna da zucchero. Mi ha colpita molto sapere che l\u2019assistenza\nsociale nazionale \u00e8 inferiore all\u2019un per cento sul totale delle spese\ngovernative: non esiste aiuto alcuno in termini economici e ognuno deve\ncavarsela da solo, come molti di loro mi hanno raccontato, lamentandosi\nsoprattutto delle spese enormi da sostenere per costruirsi la casa. \u2018E poi ci\nsi stupisce che non abbiano tetti\u2019, mi dicevano al bar i baristi. \u2018I tetti sono\nun lusso e Allah ci assiste almeno col clima\u2019. <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_40696\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40696\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ismail, quattordici anni di cui almeno sette trascorsi a cavallo e sulla groppa di un dromedario, maglietta rossonera di Ronaldinho addosso, \u00e8 tradito solo dall\u2019acne giovanile: senza quei brufoli concentrati sulla fronte abbronzantissima gli si darebbero non pi\u00f9 di undici anni. Smilzo e di statura ancora bassa, ha gli occhi di un bambino privo di [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_40696\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40696\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":20033,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[545],"tags":[],"class_list":["post-40696","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2020"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40696"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/20033"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40696"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40696\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40713,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40696\/revisions\/40713"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40696"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40696"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40696"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}