{"id":40693,"date":"2020-03-08T19:09:56","date_gmt":"2020-03-08T18:09:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40693"},"modified":"2020-03-11T18:26:23","modified_gmt":"2020-03-11T17:26:23","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-le-ragazze-della-psichiatria-di-elisa-dallaglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40693","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Le ragazze della psichiatria&#8221; di Elisa Dall&#8217;Aglio"},"content":{"rendered":"\n<p>La sala fumo del reparto\npsichiatrico di Trecenta \u00e8 un gineceo dove si aprono letteralmente le cateratte\ndel Nilo: si rompono per il profluvio di parole pronunciate da ognuna, tutte\nintente a raccontare le loro storie. Noi, ragazze di psichiatria, tutte entrate\nper tentato suicidio, senza alcuna stima e con la stigma degli altri addosso,\ntra una sigaretta e una visita dell\u2019infermiere per la terapia, parlavamo di\ntutto, ma soprattutto di uomini. La finestra, aperta per far uscire l&#8217;odore di\nfumo, ha le sbarre. Come, del resto, in tutte le stanze del reparto. Rosita \u00e8\nrabbiosa per essere stata lasciata dal marito, con un figlio a carico, per una\nche ha vent\u2019anni meno di lei. Roberta \u00e8 tormentata dalla tristezza, perch\u00e9 il\nsuo nuovo amato \u00e8 sposato in casa e a lei non toccano che le briciole. \u201cNon\npossiamo neppure dormire insieme una notte\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ma l\u2019amore, quindi, \u00e8 questo? Per noi, che la\nascoltiamo, significa fare come il cane che attende gli avanzi, fiutando\nvoracemente intorno a tutte le sedie dei commensali. Le consigliamo di\ntroncare, ma lei risponde che ha gi\u00e0 una figlia, non chiede altro, almeno \u00e8 un\nbell\u2019uomo e le sta vicino quando pu\u00f2. Per esempio, \u00e8 venuto a trovarla a\nTrecenta ogni giorno. Anzi, racconta che mai nessun altro l\u2019ha trattata cos\u00ec.\nAnch\u2019io, non lo nascondo, ho avuto una relazione con un uomo sposato con una\nfiglia, ma \u00e8 durata poco: soffrivo cos\u00ec tanto per le sue assenze e per i suoi\nracconti idilliaci sulla sua perfetta famiglia, che ho troncato di netto. Il bastardo\negoista \u00e8 arrivato a dirmi, un giorno: \u201cLa nostra relazione durer\u00e0 per sempre,\nmi farai da bastone della vecchiaia\u201d. La tentazione di stampare in cartaceo\ntutto il ciarpame amoroso che mi riversava ogni giorno, per tre mesi, alla\nmoglie \u00e8 stato enorme. Ma poi ho pensato che innanzitutto sono una brava\ncristiana, e sarebbe stato un peccato. Poi, di essere una femminista convinta.\nE, infine, ho temuto che succedesse quello che \u00e8 accaduto a Marie Curie,\nl\u2019unica donna ad aver vinto due premi Nobel, per la fisica il primo e per la\nchimica il secondo. Una donna che mi affascina intellettualmente. Ma anche la\nsua vita non era priva di problemi pratici sul fronte amoroso. Si era\ninnamorata, a 43 anni, di un uomo pi\u00f9 giovane, un fisico collega, descritto dalla\nstampa come bello, ricco, atletico. Ma sposato. La moglie lo fece pedinare e\nscopr\u00ec, se ricordo bene, la segreta corrispondenza dei due amanti: ne scatur\u00ec,\novviamente, un putiferio, la storia, data la fama della donna, fin\u00ec anche sui\ngiornali e tutti, in pratica, potevano leggere le parole che i due si\nscambiarono. Alla fine, la Curie ha dato del denaro alla moglie dell\u2019uomo che\nha ritirato la denuncia. Un gran bello scandalo. <\/p>\n\n\n\n<p>Mara e rimasta vedova a soli\n38 anni e non sapeva come mantenersi, fa un part-time e di pensione di\nreversibilit\u00e0 del marito le tocca poco. Alice si dispera perch\u00e9 \u00e8 single da\ntanto tempo, e aggiunge, tra un tiro di bionda e l\u2019altro, che in giro sono\nrimasti sono gli scarti delle altre, e che i pi\u00f9 interessanti sono ormai\nsposati o fidanzati, meglio stare sole che prendersi il primo che capita,\nbisogna selezionare a fondo. Leonarda \u00e8 completamente esaurita e continua a\npiangere per uomo che non la bada pi\u00f9, \u201ceppure stavamo bene insieme e anche il\nsesso era magico con lui. Dove ho sbagliato? Il punto \u00e8 che meno mi cerca e pi\u00f9\nlo desidero\u201d. Tutto questo dolore \u00e8 amplificato dal fatto di essere recluse, di\nnon poter andare neppure gi\u00f9 a prenderci un caff\u00e8 alle macchinette senza un\ninfermiere che ci accompagni. \u201cMia nonna diceva che sono le pi\u00f9 brutte a\nsposarsi per prime\u201d, controbatteva Margherita a Leonarda, e l\u2019altra le d\u00e0\nragione, che noi ragazze della psichiatria siamo tutte belle a modo nostro e\nnon si capisce perch\u00e9 gli uomini che ci piacciono non ci vogliano mai. \u201cTu ti\nbutti mia\u201d, mi apostrofa Rosita, \u201cchatti con tutti e dai loro corda, chiss\u00e0 che\nimpressione dai loro. Gli uomini pi\u00f9 te la tiri e pi\u00f9 si prendono\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Credo sia proprio vero, e d\u2019altra parte c\u2019\u00e8 il\ndetto \u201cl\u2019unico vero amore \u00e8 quello impossibile\u201d Uno dei miei drammaturghi\npreferiti, Schiller, sosteneva nel don Carlos, che \u201cconosce l\u2019amore solo chi\nama senza speranza&#8221;. Inutile aggiungere che l\u2019ho amato per il suo\npessimismo cosmico: per lo stesso motivo, ho adorato Tucidide nella descrizione\ndella peste di Atene, Lucrezio nel De Rerum natura, tutto Schopenhauer, tutto\nLeopardi e il Verga dei Malavoglia. Ma tutte noi, che fingiamo di tirarcela ,\nabbiamo una parte fisica e carnale da soddisfare: ma il confine tra sesso e\nrelazione \u00e8 un crinale sottilissimo. \u201cGli uomini hanno la figa impressa in\nfronte\u201d, aggiunge Margherita, \u201csono capaci di fingere per mesi pur di\nottenerla, poi ti buttano via\u201d.&nbsp; L\u2019altro della combriccola psichiatrica\nera un era un ragazzo gay raffinatissimo: aveva addosso vestiti firmati, era\nglabro e profumato. Guardava di continuo tutorial di trucco su Instagram. Ora \u00e8\nin comunit\u00e0 ma il suo compagno lo va sempre a trovare fino a Breganze, nel\nvicentino. Nessuna di noi ha mai voglia di lavarsi, mi consola saperlo: in\nquesta stanza non mi sento sola, sola di quella solitudine che deriva dal non\nessere compresi. Quante volte mi sono sentita estranea in una compagnia di\npersone, anche una cinquantina. Noi ragazze della psichiatria eravamo tutte in\ntuta o in pigiama e struccate perennemente, spesso con i volti tumefatti dal\npianto. Solo qualcuna si azzardava a truccarsi, e lo faceva per se stessa. Ah,\ngli esempi: le persone positive che hanno cura di s\u00e9 e vogliono vedersi belle\nallo specchio e ti consigliano di fare altrettanto. &#8220;Truccarmi mi fa\nsentire pi\u00f9 sicura di me stessa&#8221; &#8211; diceva Roberta . &#8221; Pi\u00f9 in ordine e\npresentabile, con la pelle e gli occhi pi\u00f9 belli&#8221;. Molte invece mi hanno\ndetto di indossare una maschera perenne con i collegi d\u2019ufficio, perch\u00e9 \u201csono\nmolto chiusi di mente e non capirebbero, poi sono molto pettegoli.\u201d Riesce a\n&nbsp;&nbsp;toglierla solo noi, ragazze della psichiatria. <\/p>\n\n\n\n<p>Ad un certo punto entra\nMassimiliano, un bel ragazzo che ha otto anni mento di me. Biondo, occhi\nazzurri, pallido, con gli occhiali neri, per me \u00e8 stato colpo di fulmine quando\nl\u2019ho visto nei corridoi del reparto, da lui ricambiato. Si siede vicino a me,\nmi prende la mano e mi offre una sigaretta rollata da lui a mano col suo\ntabacco Pueblo blu. Massi \u00e8 stata la sorpresa di psichiatria. A causa di\nun\u2019intera una settimana di ricovero forzato, non abbiamo fatto altro che\nparlare, abbracciarsi, tenerci la mano, baciarci e coccolarci. Approfittando\ndel fatto che alle 20.50 gli infermieri si rinchiudevano nello sgabuzzino per\nle ordinarie consegne, io e Massi ci appartavamo nel bagno della mia camera.\nNon ci hanno mai scoperti, anche se, nei giorni trascorsi in simbiosi, qualche\noss ci riprendeva, quando ci trovava appartati con la mano nella mano sul\ndivanetto della sala televisione. Che cotta mi ero presa per lui. Eppure,\nquando sono entrata a met\u00e0 ottobre, ero in totale crisi: avevo assenze\nprolungate da una settimana, non riuscivo a esprimermi. Sono stata ricoverata\nsubito, non appena la psichiatra mi ha vista al pronto soccorso. Quindi sono\nentrata in sovrappeso, vestita male, con dito di ricrescita bianca sui capelli\ne senza reggiseno e puzzavo tremendamente di fumo. Eppure anche per lui \u00e8 stato\ncolpo di fulmine. Ma purtroppo, \u00e8 finito in una comunit\u00e0 alloggio a tre ore di\nmacchina da Rovigo e non so se me la sentir\u00f2 di continuare la relazione, una\nvolta uscito a giugno. \u201cSiete belli, i pi\u00f9 belli del reparto, state davvero\nbene insieme\u201d ci dicevano gli altri pazienti. <\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente Denis,\nl&#8217;infermiere, viene a chiederci chi vuole scendere per andare a prendere il\ncaff\u00e8. Andiamo tutte, tranne Alice che non ha il permesso dei medici. Tutte noi\nabbiamo una specie di cotta per un questo infermiere, una sorta di patto\nsegreto di una setta, un ragazzo bello e gentile ma soprattutto ironico.\nOvviamente \u00e8 sposato con prole, ma l\u2019ironia \u00e8 necessaria in un reparto cos\u00ec.\nNon diceva forse Freud che l\u2019ironia \u00e8 una forma di intelligenza? \u201cL\u2019umorismo \u00e8\nun meccanismo di difesa maturo, proprio di un Io stabile, che serve a gestire\nle comuni richieste pulsionali, che permette l\u2019adattamento e scongiura lo sviluppo\ndi patologie\u201d. Ma nessuna di noi, ragazze della psichiatria, riesce a\ntrasformare il dolore in ironia: siamo diventate dure, disilluse, deluse e\nciniche. Soprattutto ci vergogniamo di far sapere a qualcuno, a parte gli amici\ne i familiari, dove siamo internate. Ah la stigma della malattia mentale,\nquante pene si trascina dietro. Non riuscire a crearsi e a mantenere legami\nsociali stabili: \u00e8 questo il problema del cosiddetto folle. La maggior parte\ndelle madri, poi, investe sulle figlie aspettative da dama di compagnia e\nopprime la figlia, non la lascia libera di provare e di sbagliare, la priva\ndella libert\u00e0. Molte mie compagne del liceo vivono sole da anni, a differenza\nmia, ma hanno troncato di netto ogni rapporto con la mamma, a parte qualche\nvisita a Natale o Pasqua o qualche telefonata. Allora noi, ragazze della\npsichiatria, siamo state rovinati dalle madri o dai genitori? Chi si infila un\nago in vena lo fa perch\u00e9 ha una famiglia disadattata alle spalle? Anch\u2019io ho\nuna madre iperprotettiva e preoccupata per il mio ricovero. Mia mamma \u00e8 una\ngeisha nei confronti di mio padre: apparecchia, gli fa trovare sempre pronto da\nmangiare, lava, pulisce, spazza, fa la spesa, stira. &nbsp;Mentre mio pap\u00e0 \u00e8\nuna persona del tutto anaffettiva, da patriarcato. Dovevo tornare alle 11 anche\na diciott\u2019 anni. Non si poteva sgarrare di un solo quarto d&#8217;ora o bestemmie a\ntutto spiano e musi per tutta la domenica.&nbsp; Tutto quello che di buono\nportavo a casa, come bei voti o la lettura dei miei temi alla classe del liceo\nda parte dell&#8217;insegnante che mi aveva dato 8, venivano liquidati con lapidario:\n&#8220;Hai fatto solo il tuo dovere&#8221;. Ma mi consolo pensando solo a\nsciocchezze, del tipo: Se Bernardo da Chiaravalle, con tutti i suoi peccati, \u00e8\nriuscito a diventare santo, anch\u2019io ho qualche possibilit\u00e0, visto che il mio\ndisturbo di personalit\u00e0 si \u00e8 impossessato di me come un demone nero e come un\ndemone mi tiene sotto scacco.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine, prima che la\nterapia faccia effetto, la sera, sogno. Sogno di fare la giornalista della\nrivista Internazionale e scrivere dalla Turchia. Mi sono sempre venuti i\nbrividi leggendo la storia dei Saraceni. Nel 1453 il sultano Maometto II \u00e8\nentrato a Costantinopoli e molti storici considerano questa data per il\npassaggio dal Medioevo al Rinascimento, e non il 1492, anno della scoperta\ndelle Americhe da parte di Cristoforo Colombo. Da allora, gli ottomani\ngoverneranno buona parte dei Paesi che erano stati guidati prima dai Romani. Instanbul,\nin particolare, \u00e8 la citt\u00e0 pi\u00f9 affascinante che io abbia mai visto. Istanbul,\nCostantinopoli, Bisanzio. La moschea blu. Mi ha sempre affascinata e l\u2019ho\nvisitata in lungo e in largo: ho fatto una passeggiata e un pisolino sotto un faggio a Gorky Park,\nho meditato e &nbsp;letto sotto un grosso tiglio\na Gezi Park e ho mangiato uno spuntino a base di &nbsp;falafel seduta su un gradino in piazza Tahrir. &nbsp;Ho fatto un sacco di foto al palazzo diTopkap?<strong>,\n<\/strong>la reggia e il caravanserraglio del sultano. Mi piacerebbe prendere\nun caff\u00e8, sul Bosforo, con Oran Pamuk, di cui ho letto tutti i romanzi. E\nattraversare il ponte di Galata tenendo per mano Nazim Hikmet, il poeta&nbsp; che ha scritto i versi pi\u00f9 romantici che io\nabbia mai letto.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cIl pi\u00f9 bello dei mari<br>\n\u00e8 quello che non navigammo.<br>\nIl pi\u00f9 bello dei nostri figli<br>\nnon \u00e8 ancora cresciuto.<br>\nI pi\u00f9 belli dei nostri giorni<br>\nnon li abbiamo ancora vissuti.<br>\nE quello<br>\nche vorrei dirti di pi\u00f9 bello<br>\nnon te l\u2019ho ancora detto\u201d. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sognare \u00e8 bello, anche\ndissociarsi, e io sono brava a farlo, ma alla fine bisogna tornare alla realt\u00e0.\nIn realt\u00e0 la follia ci fa la posta, a noi ragazze della psichiatria. <\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno della mia\ndimissione non ero poi cos\u00ec felice: avevo trascorso, in fondo, una settimana e\nqualcosa in compagnia, mi ero fatta delle nuove amiche e soprattutto, avevo\nconosciuto Massi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per lui il destino era gi\u00e0\nsegnato: lo attendeva la comunit\u00e0, il primario gliel\u2019aveva imposto e non voleva\nsentire ragioni. D\u2019altro canto, Massi, strafatto di coca, aveva distrutto\nl\u2019intera cucina, una porta e aveva messo al muro il padre.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono cambiato\u201d, giurava,\n\u201cquello \u00e8 stato solo un brutto periodo e non ci stavo con la testa\u201d. A me, lui\npiace molto esteticamente, sembrava uno dei Galli descritti da Cesare nel De\nBello Gallico: alto, possente, con la chioma bionda, gli occhi azzurro\nghiaccio. Massi \u00e8 una persona intelligente, anche se a volte si fa troppe\nparanoie sui soldi, sull\u2019azienda di famiglia che i suoi sarebbero stati\ncostretti a svendere, per la crisi. Non mi piaceva, insomma, quel lato di lui\ntutto bolidi costosi da guidare e conti in banca.<\/p>\n\n\n\n<p>A casa sono arrivata carica,\ngrazie a tutti i complimenti ricevuti da Massi e dagli infermieri: apprezzavano\ni miei occhi chiari e il mio incarnato scuro. \u201cSembri una libanese, o una mezza\nindiana\u201d, mi dicevano. Da quel momento ho iniziato a truccarmi, dopo anni che\nnon lo facevo pi\u00f9, per andare a trovare Massi. Mi ha rivista con la piega, il\nfondotinta, la matita sugli occhi e il mascara. Inutile aggiungere che ho\nindossato i vestiti migliori che avevo nell\u2019armadio. Un sabato sera, il\nprimario ci ha concesso di cenare insieme in camera sua, con la porta aperta,\novviamente. Ero andata a prendere un Happy Meal per entrambi e, tra una tirata\ndi Coca Cola e l\u2019altra dalla cannuccia, siamo riusciti a baciarci molte volte. <\/p>\n\n\n\n<p>La vita \u00e8 tornata come prima,\nfuori dalla psichiatria, scandita da pratiche da sbrigare, fatture elettroniche\nda inoltrare, preventivi da scrivere per mail. E grazie a Dio l\u2019officina dei\nmiei genitori, la Florgas, ha molti clienti. La sera, chiuso l\u2019ufficio, curavo\nla pagina Facebook della Florgas, aggiornandola e invitando amici: siamo a\nquota 2036 followers.<\/p>\n\n\n\n<p>Il resto della sera lo\ntrascorrevo leggendo, andando in palestra e poi a spasso col cane, Stella, un\npastore belga che pare una lupa. Durante le passeggiate ascolto anche i\npodcast, unendo l\u2019utile al dilettevole: La Zanzara quand\u2019ero gi\u00f9, Barbero\nquando ero di luna buona. Il podcast di Barbero sull\u2019Impero Ottomano l\u2019ho\nsentito cos\u00ec tante volte da averlo imparato a memoria: Pasci\u00e0, Visir,\nambasciatori veneziani, il Solimano. Ho scoperto che i per i Turchi era\nun\u2019empiet\u00e0 ritrarre figure umane, perch\u00e9 in tal modo il pittore si poneva al\nlivello di Dio, l\u2019unico creatore possibile.&nbsp;\nHo imparato anche che il trittico realizzato da Gentile Bellini su\nMaometto II, esposto alla National Gallery di Londra, \u00e8 stato il primo e ultimo\ncaso di ritratto di in un sultano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni tanto, prima di\naddormentarmi, pensavo a quanto fosse cambiato il mio rapporto con la\npsichiatria: ho avuto quattro ricoveri, uno spontaneo. Ma il primo, nel 2008,\nfu terrorizzante per me. Tanto da aver annotato in un piccolo taccuino che mi\naveva portato mia mamma delle riflessioni di questo genere: \u201cSento sempre il\ntintinnio delle chiavi in sottofondo, qui dentro non sono pi\u00f9 una donna, e\nneppure un essere umano: sono un\u2019internata, la mia libert\u00e0 si \u00e8 infranta contro\nquesti muri e contro queste sbarre di ferro a ogni finestra\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il manicomio. Ora non si\nchiama pi\u00f9 cos\u00ec, per fortuna, grazie a Franco Basaglia che il 13 maggio del 78\nfece approvare una normativa giuridica, la famosa 108, per chiuderli e\ntrasformarli. Ricordo di aver letto una sua intervista, in cui dichiarava: \u201dHo\nimmaginato di essere uno sceriffo che entra per portare la legge. Le difficolt\u00e0\nche ho trovato? Trovare il filo di Arianna, tant\u2019era la confusione. I manicomi\nandavano chiusi per una semplice ragione: non curavano i pazienti ma anzi li\nfacevano stare peggio. Dove va a finire la gente rinchiusa? Da nessuna parte.\nBisogna creare una situazione alternativa e fare prevenzione. Chiediamoci cos\u2019\u00e8\nil malato. Dobbiamo rivedere il concetto di malato psichiatrico, le coscienze\ndevono cambiare. Quando sono arrivato a Roma, c\u2019erano mille e cento internati al\nSanta Maria della Piet\u00e0 e pi\u00f9 di tremila sparsi in tutto il Lazio. E parliamo\ndi popolazione molto anziana, alcuni dei quali anche down, e di persone che non\ntrovano collocazione da nessuna parte, perch\u00e9 non hanno famigliari, parenti,\namici o soldi. Non sanno dove andare e vengono da noi. Una buona famiglia\nmetteva sempre la figlia brutta in cucina. Oggi ci sono tante donne e figlie\nbrutte e dobbiamo accettarle. Occorre un salto di qualit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Le visite dalla psichiatra\nerano fissate ogni quindici giorni. Un giorno, la dottoressa Martucci mi disse:\n\u201cSai che, a fronte dell\u2019elevato numero di suicidi registrati in Veneto nell\u2019ultimo\nanno, partir\u00e0 un nuovo corso riservato alle persone che hanno tentato il\nsuicidio o hanno avuto l\u2019idea di farlo? Sono arrivati da poco i fondi stanziati\ndal governatore Zaia\u201d. Ho accettato subito entusiasta: finalmente mi sarei\ntrovata in compagnia di gente che sa cosa significhi essere disperati, non\nvedere la fine del tunnel buio, e essere risucchiati come la polvere\ndall\u2019aspirapolvere nel buco nero della grave depressione. Ah i suicidi, in una\nsettimana ne ho contati otto, tra Rovigo, Padova e Vicenza, leggendo la cronaca\nlocale. Gente di tutte le et\u00e0, studenti, anziani, adulti licenziati o\nimprenditori rovinati. Un po\u2019, per\u00f2, la cosa mi innervosisce: anche se parlo\ndal pulpito sbagliato, se uno sta male deve chiedere aiuto, non deve\nvergognarsi. Eppure resiste, perigliosa, la stigma sociale legata al disagio\nmentale. Come se un malato dovesse per forza essere un serial killer, girare\ncol martello in tasca o altre sciocchezze del genere. Anzi, noi ragazze della\npsichiatria siamo tutte fragili, sensibili e chiediamo solo un po\u2019 d\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 12 febbraio, un mercoled\u00ec,\nsono andata al corso. Eravamo in dieci, due uomini e otto donne. Superato\nl\u2019imbarazzo iniziale, ho parlato io, per prima e ho raccontato di essermi\nbuttata sotto un treno merci, che dopo l\u2019impatto ero tutta rotta e pieni di\nlividi ma in mese me la sono cavata. Ho parlato pubblicamente di miracolo.\nCredevo di aver sconvolto tutti, ma invece le altre hanno parlato di aver\ntentato di impiccarsi a un cancello con una grossa catena di ferro, una con\nun\u2019overdose di sonniferi e infine, l\u2019ultima: Suo figlio, che oggi avrebbe la\nmia et\u00e0, si \u00e8 buttato sotto un treno quattro anni fa, ma a lui \u00e8 andata peggio.\nIl signore pi\u00f9 anziano ha raccontato di avere un\u2019impresa edile che \u00e8 fallita e\nil pensiero di farla finita lo persegue. L\u2019altro uomo non ha mai aperto bocca.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine ci troviamo tutte\nfuori dall\u2019Asl e ci fumiamo una sigaretta, scambiandoci, celeri, il numero di\ntelefono. Da qui alla creazione del gruppo WhatsUp chiamato Miss il passo \u00e8\nstato breve. Per puro caso, quel giorno ho ritrovato Roberta, in attesa di una\nvisita. Era con il solito uomo sposato. L\u2019ho invitata a uscire. La domenica\nsuccessiva ero a casa sua: la figlia era dall\u2019ex marito, i genitori in sala, e\nnoi abbiamo mangiato una pizza surgelata. Dopo il caff\u00e8, mi ha fatto vedere le\nvaligie colorate in cui tiene i suoi trucchi: prime, fondotinta, rossetti,\nsmalti per unghie, maschere distensive e stimolanti, scrub, creme corpo alla\nbanana e alla mela. L\u2019ho anche aiutata a mettersi il piercing: si \u00e8 infilata da\nsola, guardandosi allo specchio, l\u2019anello nel buco dell\u2019orecchio e io ho le ho\navvitato, con pazienza certosina, la micro-pallina per tenerlo fermo. Del suo\ncompagno preferisco non parlare, sa cosa penso, ormai, degli uomini sposati. Mi\ncadono un po\u2019 le braccia, a onor del vero, sentirla piagnucolare perch\u00e9, a\ncausa del Coronavirus, non potr\u00e0 vederlo per tre settimane, abitando lui nel\npadovano, una provincia in quarantena, dalla quale possono passare nel rodigino\nsolo quelli dotati di un permesso, rilasciato dalla Polizia, per motivi di\nlavoro e di salute. Dopo la torta, mi ha steso sulle unghie uno smalto gloss\nmolto dorato. Odio lo smalto sulle unghie, ma per le amiche si fa questo e\naltro. Roberta per\u00f2 non lavora e ha tempo da vendere, mentre io no. Per questo,\nnei giorni successivi, le ho risposto picche per pranzi e cene da lei, e anche\nper un caff\u00e8. Purtroppo, io lavoro dodici ore al giorno e, dopo il lavoro, mi\nimmergo nella scrittura. So di essere lunatica e lei ha ragione a definirmi\n\u201cfredda negli ultimi tempi\u201d. Ma, parlando con la psichiatra e la mia amica\nSilvia, mi hanno fatto notare che ho gi\u00e0 i miei problemi e fragilit\u00e0, n on\nriesco a tenere su anche Roberta. \u201cDeve essere pi\u00f9 egoista Elisa, pensare di\npi\u00f9 a se stessa\u201d, mi ha intimato la Martucci. Un tempo anch\u2019io sono stata un\nvampiro emotivo, specie nei confronti dei miei genitori e dei ragazzi che\nfrequentavo. Il disturbo di personalit\u00e0 borderline \u00e8 caratterizzato, tra\nl\u2019altro, da un enorme vuoto interiore che il malcapitato tenta di riempire col\ncibo, con l\u2019alcol, con i farmaci, con la droga, col sesso. Da adolescente sono\nstata una ninfomane per necessit\u00e0: da ogni uomo che mi scopava, infatti,\ncercavo di rubare un po\u2019 d\u2019amore e di affetto. Purtroppo, ottenevo il contrario.\nMa ora, vuoi l\u2019et\u00e0, vuoi il percorso psichiatrico che dura da vent\u2019anni, vuoi i\nfarmaci, gli uomini non mi interessano quasi pi\u00f9, a parte Massimiliano. Li\ntrovo troppo fallaci, bugiardi, egocentrici, sempre troppo impegnati per\nconcederti un po\u2019 di tempo, ti trascurano. Ricordo, anni fa, che il mio ex mi\nchiamava per dirmi: \u201cArrivo\u201d e io l\u2019aspettavo con la pentola sul fuoco acceso e\nspesso, spessissimo, ritardava a dismisura, c\u2019era sempre qualche nuovo e\nrecente fatto di cronaca che lo occupava. Ma faceva il giornalista.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, anch\u2019io non ero una\nsanta: quel giornalista l\u2019ho tradito con un altro, pur amandolo, solo per\nfargli capire che non doveva darmi per scontata. Alla fine, anche lui si \u00e8\nattrezzato e mi ha mandata a quel paese.&nbsp;\n<\/p>\n\n\n\n<p>Io e Massimiliano ci sentiamo\ntutti i giorni, a volte con una telefonata, a volte con i messaggi vocali. Ci\ntempestiamo di foto vicendevolmente. \u201cSono stufo di stare qui al freddo, conto\ni giorni per uscire\u201d, mi dice. \u201cDai che a giugno sarai fuori\u201d, gli rispondo.\nErano anni che non mi prendevo una cotta cos\u00ec. Il potere del reparto\npsichiatrico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il\nCoronavirus, o meglio, la psicosi legata al Coronavirus, ha fatto chiudere la\npalestra dove mi alleno quasi ogni sera, l\u2019unica fonte di endorfine sane. Tutto\n\u00e8 chiuso. Le scuole, pare le riapriranno il 3 aprile (mia nipote,\nquattordicenne, \u00e8 al settimo cielo, cos\u00ec pu\u00f2 stare col moroso), i teatri, i\ncinema. La mia passione cinefila \u00e8 messa a dura prova. L\u2019ultimo film che ho\nvisto \u00e8 stato, tre mesi fa circa, l\u2019Ufficiale e la spia, di Roman Polansky, che\ntrattava l\u2019affaire Dreyfus. La fotografia era splendida. I costumi eccezionali\nIl cast, con <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?a=95478\">Jean Dujardin<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?a=56593\">Louis Garrel<\/a>\ned <a href=\"http:\/\/www.mymovies.it\/biografia\/?a=20164\">Emmanuelle Seigner<\/a> azzeccato. Mi sono persa,\nper lo stesso motivo, Parasite, il film coreano che ha fatto incetta di Oscar e\ndi premi Bafta. Ho tolto pure Netflix, perch\u00e9, a forza di guardarlo, ho\nesaurito tutte le serie pi\u00f9 belle. Ho amato, in particolare, Seconda guerra\nmondiale, Hitler\u2019s Circle of Evil, gli ultimi Zar, l\u2019Impero romano, l\u2019Impero\nottomano ed Einsatzgruppen: erano\nspeciali reparti&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Germania_nazista\">tedeschi<\/a>,\ncomposti da uomini delle&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Schutzstaffel\">SS<\/a>, della\npolizia e della&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Wehrmacht\">Wehrmacht<\/a>, che operarono nel corso della&nbsp;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Seconda_guerra_mondiale\">Seconda guerra\nmondiale<\/a>. Il documentario\ndescriveva il disprezzo contro gli Ebrei da parte dei Lituani soprattutto, ma\nanche da parte degli Ucraini, disprezzo che sfoci\u00f2 nei progrom prima e nel genocidio\nvero e proprio poi, dove, ai locali, si aggiungevano i nazisti.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Nel\nfrattempo, sono tornata a leggere Seneca e Virgilio, i miei due autori\npreferiti da sempre. Ho addirittura imparato a memoria delle loro frasi, come\nl\u2019inizio delle Georgiche: <\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Che cosa fecondi le messi, <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>sotto quale astro\nrivoltare la terra convenga, o Mecenate, <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e agli olmi legare le\nviti, <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>quale cura per i\nbuoi, <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>le sollecitudini per\nincrementare l\u2019armento, <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>per le api frugali l\u2019esperienza\nnecessaria. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Da qui trarr\u00f2 il mio\ncanto<\/em>\u201d.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Sul\nmio comodino, non manca mai Seneca per la sua saggezza, Virgilio per la bella\nscrittura, Cesare per la possanza, Le Goff per la mia passione per il Medioevo.\nAl momento sto leggendo Niente di nuovo sul fronte occidentale di Erich Maria Remarque e, contemporaneamente, La\ncaduta di Roma e la fine della civilt\u00e0 dell\u2019archeologo inglese Bryan Ward-Perkins.\nSarebbe il mio sogno iscrivermi a storia, a settembre. Anzi, sarebbe il mio\nsogno laurearmi in storia per scrivere un saggio sulla vita di mio nonno, capo della\nbrigata partigiana Tasso, attiva in Alto Polesine durante la seconda guerra\nmondiale, e sulla vita di mia zia, Maria Bolognesi, in realt\u00e0 cugina di mia\nnonna: \u00e8 stata proclamata beata sette anni fa, alla cerimonia c\u2019erano il\nvescovo e decine di prelati.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla\nfine i sogni sono tanti, ma tra il dire e il fare, si sa, c\u2019\u00e8 di mezzo il mare.\nIntanto mi concentro sulla terapia, sulle amiche e sulla scrittura, un trittico\nterapeutico. In questi vent\u2019anni sono migliorata, sono pi\u00f9 calma, pi\u00f9 paziente,\npi\u00f9 riflessiva, pi\u00f9 educata, le mie introspezioni sono molto pi\u00f9 profonde e\nsento ormai di conoscermi bene. \u201cNon sono la mia malattia\u201d, come diceva\nNietzsche. Anche il grande filosofo Nietzsche, appunto, \u00e8 stato in manicomio,\nalla fine dei suoi giorni;&nbsp; anche Van\nGogh a Saint Remy; anche Alda Merini era bipolare, come noi ragazze della\npsichiatria, e ha subito pure l\u2019elettroshock, che ora, per fortuna, non esiste\npi\u00f9. E anche Oriana Fallaci, come molte di noi, ha tentato il suicidio con\nun\u2019overdose di sonniferi, a Londra , per un misterioso giornalista, ed \u00e8 finita\nda prassi in psichiatria. Troppo breve la vita per inchiodarla a una diagnosi.\nSe siamo stati creati a sua immagine, anche Dio non sar\u00e0 scevro di qualche\nforma di nevrosi.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_40693\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40693\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sala fumo del reparto psichiatrico di Trecenta \u00e8 un gineceo dove si aprono letteralmente le cateratte del Nilo: si rompono per il profluvio di parole pronunciate da ognuna, tutte intente a raccontare le loro storie. Noi, ragazze di psichiatria, tutte entrate per tentato suicidio, senza alcuna stima e con la stigma degli altri addosso, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_40693\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40693\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":20033,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[545],"tags":[],"class_list":["post-40693","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2020"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40693"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/20033"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40693"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40693\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40741,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40693\/revisions\/40741"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40693"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40693"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40693"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}