{"id":40682,"date":"2020-03-05T12:43:09","date_gmt":"2020-03-05T11:43:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40682"},"modified":"2020-03-05T12:43:11","modified_gmt":"2020-03-05T11:43:11","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-bianca-di-valentina-de-luca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40682","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Bianca&#8221; di Valentina De Luca"},"content":{"rendered":"\n<p>Bianca era cresciuta senza sapere cosa\nfosse un abbraccio vero. <\/p>\n\n\n\n<p>Tutto quello che aveva conosciuto erano\nle braccia grassocce di sua madre che, soltanto quando lei le si gettava\ncontro, si arrendevano a stringerla senza troppa convinzione. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab Mamma, mi vuoi bene? \u00bb le domandava\nallora, guardando dal basso i suoi occhi algidi. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab Certo, ma ora basta. \u00bb <\/p>\n\n\n\n<p>Venne su da brava cristiana, come\nvolevano i suoi. Prese tutti i sacramenti e and\u00f2 in chiesa fino ai sedici. <\/p>\n\n\n\n<p>Cosa ne fu del suo cuore? <\/p>\n\n\n\n<p>Lo svendette, fin da subito. <\/p>\n\n\n\n<p>Si abbandon\u00f2 a storie tormentate &#8211;\nubriaconi, nullatenenti, idealisti e artistoidi d\u2019ogni categoria -, con cui non\ncostru\u00ec niente e distrusse tutto. Ciononostante studi\u00f2 con diligenza, si laure\u00f2\ncol massimo dei voti, e trov\u00f2 un bel lavoro da impiegata che le faceva schifo.\nLo port\u00f2 avanti per tre anni tondi e poi, il dodici ottobre 2017, non si\npresent\u00f2 in ufficio, non avvert\u00ec il suo capo, e non invi\u00f2 nemmeno la mail che\nda regolamento aziendale doveva pervenire all\u2019Ufficio Risorse Umane entro le\n10.00. Non si present\u00f2 e basta, n\u00e9 alla scrivania, n\u00e9 a casa per cena, n\u00e9 la\nmattina dopo. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, alle 11.10 del giorno successivo sua madre Rosa, che non si era imbottita di sedativi solo perch\u00e9 aveva ancora in iper circolo quelli della nottata, and\u00f2 a sporgere denuncia dai Carabinieri. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019avevano chiamata Bianca e a lei era\nsempre sembrata una presa per il culo. <\/p>\n\n\n\n<p>Cio\u00e8. Bianca odiava tutto quello che era\nbianco. <\/p>\n\n\n\n<p>La neve. <\/p>\n\n\n\n<p>La nebbia. <\/p>\n\n\n\n<p>Le nuvole bianche la infastidivano,\nperch\u00e9 Bianca adorava la pioggia. <\/p>\n\n\n\n<p>I vestiti bianchi le facevano venire il\nvomito, con tutta quella trasparenza senza senso. <em>E che cazzo, se voglio farti vedere qualcosa mi spoglio<\/em>, pensava. <\/p>\n\n\n\n<p>La sua amica Rebecca, estetista, le aveva\nconsigliato un ombretto bianco da applicare sulla parte interna della palpebra,\n<em>perch\u00e9 ingrandisce gli occhi<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Bianca gli occhi se li impiastricciava di\nnero pi\u00f9 nero del carbone e girava sempre con gli occhiali da sole: col cavolo\nche voleva ingrandire gli occhi. <\/p>\n\n\n\n<p>Bianca li nascondeva, gli occhi. <\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 gli occhi sono lo specchio\ndell\u2019anima, aveva letto sui libri. <\/p>\n\n\n\n<p>E la sua anima erano cazzi suoi. <\/p>\n\n\n\n<p>Rosa and\u00f2 a rinchiudersi nel bagno della\nstazione dei Carabinieri di Nozzano Castello e prese a fissare la sua faccia\nnello specchio, imponendosi di restare calma. Doveva fare cos\u00ec quando qualcuno\ncercava di mettere alla prova i suoi nervi, doveva segregarsi da qualche parte,\nrespirare, e convincersi che l\u00e0 fuori erano dei buoni a nulla e che non era\ncolpa sua, no, non era colpa sua se quelli non capivano. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019avevano fatta aspettare pi\u00f9 di mezz\u2019ora\nperch\u00e9 prima di lei c\u2019era una marocchina (o tunisina, o indiana, o musulmana,\ntanto sono tutte uguali) che doveva denunciare il furto di una bicicletta. E\npoi, quando finalmente l\u2019avevano fatta accomodare con tutta calma come se si\ntrovassero nella sala d\u2019attesa di un dentista, si erano messi a scrivere le\ngeneralit\u00e0 di sua figlia. Allora non era servito a niente il braccio di Gaetano\nche cercava di rimetterla seduta: aveva sbottato. La questione non era\nl\u2019anagrafica, la questione era che la sua bambina era scomparsa, lo capivano o\nno? <\/p>\n\n\n\n<p>Bianca non era una bambina, le aveva\nrisposto uno sbarbatello che poteva essere suo nipote. &nbsp;&nbsp;Bianca aveva ventisei anni. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab Avete litigato? Magari ha voluto fare\nuna bravata? \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab Ha un fidanzato che non vi piace? \u00bb <\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab Fa uso di stupefacenti? Ha rubato dei\nsoldi in casa? \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Rosa si asciug\u00f2 la fronte e il collo\nsudati con l\u2019unica cosa che trov\u00f2 vicino a lei, la carta igienica. Aveva sempre\nnutrito rispetto per le Forze dell\u2019Ordine ma adesso si rimangiava tutto.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Quegli imbecilli avevano dato a sua\nfiglia della sbandata e a lei \u2013 perch\u00e9 anche se non l\u2019avevano detto era\nsottinteso \u2013 della madre incapace di fare la madre. <\/p>\n\n\n\n<p>Era questa, solo questa, l\u2019unica cosa veramente stupefacente. <\/p>\n\n\n\n<p>Bianca odiava tutto quello che era\nbianco. <\/p>\n\n\n\n<p>Eppure quando la vide per la prima volta,\ndistesa sul piatto, in riga, accanto ad altre tre righe uguali, dritte e luccicanti\ncome la lama di un coltello, si avvicin\u00f2. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab Questa \u00e8 per te. \u00bb le disse Alfredo. <\/p>\n\n\n\n<p>Bianca scrutava quella cosa pi\u00f9 bianca\ndel suo nome, pi\u00f9 bianca della sua pelle, pi\u00f9 bianca di quel capello bianco che\nle era comparso tra i riccioli e che Irene l\u2019aveva convinta a non strappare.\nEra pi\u00f9 bianca dei piatti di porcellana che sua madre tirava fuori per le\noccasioni speciali e sui quali le veniva sempre una gran voglia di sputare. Era\npi\u00f9 bianca di quel ghiaccio nel cuore contro cui non trovava rimedio. Pi\u00f9 bianca\ndei cotton fioc che non sopportava infilarsi nelle orecchie. Pi\u00f9 bianca dei\nsuoi denti dopo quell\u2019insulsa, insopportabile, odiosa igiene dentale cui i suoi\nla costringevano una volta ogni sei mesi. Quella cosa sul piatto era pi\u00f9 bianca\ndi tutti i bianchi che Bianca detestava e avrebbe continuato a detestare per i\nsecoli dei secoli. Ma fu in quel momento, nell\u2019esatto istante in cui prese\ndalle mani di Alfredo una banconota da cinque euro arrotolata e si avvicin\u00f2\nalla superficie liscia e ancora tiepida del piatto collezione Ikea, che Bianca\ncap\u00ec. <\/p>\n\n\n\n<p>Cio\u00e8 non \u00e8 che lo <em>cap\u00ec<\/em>, ma lo intu\u00ec. <\/p>\n\n\n\n<p>Lo sent\u00ec, lo percep\u00ec, lo immagin\u00f2 come si\nimmaginano le cose che non hanno ancora una forma, n\u00e9 una strada, n\u00e9 un perch\u00e9.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Cap\u00ec che il suo nome era quello e che non\nsarebbe potuto essere altrimenti. <\/p>\n\n\n\n<p>Cap\u00ec che c\u2019era una ragione ben precisa,\nprofonda, atavica, nascosta tra le righe del destino e dello sconosciuto, per\ncui si chiamava Bianca. <\/p>\n\n\n\n<p>E cap\u00ec che questa ragione non era altro che una fottutissima, merdosissima, bianca maledizione. <\/p>\n\n\n\n<p>Rosa si rigir\u00f2 nel letto e suon\u00f2 il\ncampanello tirolese che aveva ripescato da non si sa quale scatola di souvenir\ne posizionato sul comodino. Gaetano arriv\u00f2 con la velocit\u00e0 e lo sgomento di\nun\u2019infermierina missionaria al capezzale di un eroe di guerra moribondo. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab Portami la boccetta di EN \u00bb gli ordin\u00f2.\n<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab Ma ne hai gi\u00e0 prese trenta gocce\u2026 \u00bb si\nazzard\u00f2 a rispondere lui. <\/p>\n\n\n\n<p>La moglie gli ricord\u00f2 che sapeva contare\nbenissimo. \u00ab Non dormo, si vede che non bastano. \u00bb <\/p>\n\n\n\n<p>Erano passati dodici giorni dalla\nscomparsa di Bianca. Gli ultimi sette Rosa li aveva passati a letto e non\nintendeva muoversi finch\u00e9 non gliela riportavano. Perch\u00e9 lei sapeva \u2013 le madri\ncerte cose le sanno e basta \u2013 che Bianca era l\u00e0 fuori da qualche parte, e aveva\nlasciato il compito al marito, ai parenti, ai Carabinieri e a chiunque si\noffrisse di dare una mano di andare a cercarla. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma Rosa no, lei proprio non poteva, lei\nsi rifiutava di uscire di casa. Per la prima volta in sessantasei anni aveva\nsaltato anche la messa domenicale. <\/p>\n\n\n\n<p>Ce l\u2019aveva persino col prete. <\/p>\n\n\n\n<p>Ce l\u2019aveva con tutti, quella povera\ndonna. <\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 erano circolate delle voci, delle\nvoci oscene, vergognose, che era impossibile anche solo ripetere nella sua\nmente. E infatti lei voleva dormire, dormire e basta, cos\u00ec non c\u2019era il rischio\ndi pensarci. <\/p>\n\n\n\n<p>Dicevano che forse Bianca si drogava. <\/p>\n\n\n\n<p>Che l\u2019avevano vista dare dei soldi a dei\nmarocchini (o tunisini, o albanesi, o senegalesi, tanto sono tutti uguali) e\npoi nascondere qualcosa nel reggiseno. <\/p>\n\n\n\n<p>Dicevano che forse era scappata con uno\ndi questi qui, era diventata la donna di uno spacciatore per avere la droga\ngratis. <\/p>\n\n\n\n<p>Rosa adesso sapeva che il mondo fuori dalla finestra della sua stanza non era quello in cui aveva sempre creduto di vivere: il mondo era cattiveria, invidia, e follia. <\/p>\n\n\n\n<p>Bianca aveva un freddo micidiale.\nSoprattutto al collo. Non era mai stata senza una sciarpetta, nemmeno a\nFerragosto. E non avere niente intorno alla gola la faceva sentire nuda. Pi\u00f9\nnuda di quella minigonna oscena rimediata rovistando nel cassonetto della\nCaritas. Vedendola si era detta che quello straccetto rosa con l\u2019elastico\nslabbrato doveva essere appartenuto a una bambina, per forza. Era troppo\npiccolo, troppo rosa, e troppo ridicolo perch\u00e9 una donna potesse indossarlo. <\/p>\n\n\n\n<p>Lei, poi. Lei non aveva mai osato una\nminigonna, mai nella vita. <\/p>\n\n\n\n<p>Sua madre le aveva fatto notare gi\u00e0 a\ndodici anni che le sue gambe erano storte ma subito l\u2019aveva rincuorata\ndicendole che non importava <em>perch\u00e9 la\nbellezza \u00e8 quella dentro, mica quella fuori, e poi le donne sono belle anche\ncon i pantaloni<\/em>. Eppure adesso quel pezzettino di stoffa se lo teneva\nstretto addosso, e le copriva a malapena il culo schiacciato contro il muro. <\/p>\n\n\n\n<p>Si sfreg\u00f2 con le mani le cosce nude e poi\ntorn\u00f2 a guardare la strada. Le auto passavano a velocit\u00e0 regolare, nessuno\nfinora aveva rallentato. Bianca sapeva che se non si schiodava da quel muro\nnessuno si sarebbe accorto di lei. Ma ogni volta che aveva provato a fare due passi\nin avanti era tornata subito ad annullarsi l\u00ec, contro quel calcestruzzo che\nsembrava cartavetra sulla sua schiena scoperta. <\/p>\n\n\n\n<p>Si aggiust\u00f2 il reggiseno. Era troppo\npiccolo anche per le sue piccole tette. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Dio\nquanto vorrei una sigaretta<\/em>,\npens\u00f2. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma non ne aveva. Non aveva sigarette e\nnon aveva soldi, e non li avrebbe avuti finch\u00e9 non si decideva ad avanzare fino\nalla linea continua che separava la carreggiata dal marciapiede e stabiliva\nquale sarebbe stato il suo ruolo in quella notte e nelle prossime a venire. <\/p>\n\n\n\n<p>Una stella le disse che poteva rimanere\nbianca e povera, e una nuvola ribatt\u00e8 che poteva diventare nera e &nbsp;puttana. <\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00c8\nsolo la prima volta che \u00e8 strano, poi ci fai l\u2019abitudine<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Bianca ripensava alle parole di Samantha\nmentre seguiva con gli occhi gli ennesimi fari passare oltre e scioglersi nel\nbuio della Provinciale. <\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0. A Samantha non mancavano mai i soldi\nper la coca. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Coca.\n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Soltanto pensarla le fece venire la\nsmania e azzard\u00f2 un passo in avanti. Si gir\u00f2 su se stessa, alz\u00f2 gli occhi al\ncielo nero e torn\u00f2 ad appiccicarsi al muro. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Coca.\n<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Bianca si cerc\u00f2 lo spigolo della spalla e\ncon la scusa di un brufoletto cominci\u00f2 a scorticarsela. <\/p>\n\n\n\n<p>Pensava ai cristalli sulla pipetta. <\/p>\n\n\n\n<p>A quanto era bello guardarli quando si\nscioglievano bene, e allora voleva dire che era buona. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Muoviti<\/em>, si disse. <\/p>\n\n\n\n<p>Si stacc\u00f2 dal muro e cominci\u00f2 a fluttuare\nsul marciapiede. <\/p>\n\n\n\n<p>Pensava al fumo che oscilla dietro al\nvetro, a quella nebbia infernale che ogni volta la trascinava in paradiso. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo un\u2019auto si ferm\u00f2 proprio\ndavanti a lei. <\/p>\n\n\n\n<p>Bianca, persa nel suo sogno, si avvicin\u00f2\nal finestrino abbassato di una Fiat Punto color cielo sbiadito. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab Quanto? \u00bb si sent\u00ec chiedere da una voce\nroca. <\/p>\n\n\n\n<p>Sbirci\u00f2 all\u2019interno. <\/p>\n\n\n\n<p>Vide un vecchio con la barba sudicia e la\nfaccia grassa, con gli occhi rossi e mezzi chiusi, che si sporgeva verso di\nlei. <\/p>\n\n\n\n<p>Puzzava di vino e di formaggio. <\/p>\n\n\n\n<p>La sua fronte era cos\u00ec lucida che ti\nungevi solo a guardarla. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Non\nce la posso fare<\/em>, si\ndisse. <\/p>\n\n\n\n<p>No, non ce la faceva, non l\u2019avrebbe\nfatto, non con lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Anzi, con nessuno, n\u00e9 ora n\u00e9 mai. <\/p>\n\n\n\n<p>Fanculo alle sigarette, fanculo alla\ncoca, fanculo a tutto. <\/p>\n\n\n\n<p>Pensava a questo. <\/p>\n\n\n\n<p>Se lo ripeteva a ruota in quella\npiccolissima porzione di cervello che le rimaneva lucida.<\/p>\n\n\n\n<p>Cerc\u00f2 di convicersi che era bella. Magari\nnon una strafiga, e di certo avrebbe potuto tagliarsi un po\u2019 pi\u00f9 spesso i\ncapelli e curarsi le unghie. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma le sue gambe in fondo in fondo non\nerano cos\u00ec storte, e il suo viso non era niente male. Dimostrava meno della sua\net\u00e0. E aveva sbagliato lavoro, aveva sbagliato tutto ma si era presa una laurea\ne non era una stupida. Non aveva saputo scegliere gli uomini giusti, \u00e8 vero, ma\nnon era tutta colpa sua, anche il destino aveva fatto del suo peggio nel\nmettere sulla sua strada dei cretini. Per\u00f2 c\u2019era ancora tempo. Poteva\nrimediare. Si ricord\u00f2 dell\u2019ultima volta che aveva pianto per amore, quando\nVincenzo l\u2019aveva mollata con una telefonata. <\/p>\n\n\n\n<p>Era andata a cercare consolazione da sua\nmadre.<\/p>\n\n\n\n<p>Non sapeva da chi cazzo andare se non da\nlei, l\u2019ultimo dell\u2019anno all\u2019una di notte. <em>Fatti\nqualche domanda se ti lasciano tutti<\/em>, si era sentita rispondere seguendola\nin bagno mentre, scocciata e con gli occhi abbottonati, si tirava gi\u00f9 le\nmutande e pisciava. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab Settanta \u00bb mormor\u00f2 con voce zoppa. <\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio apr\u00ec lo sportello. <\/p>\n\n\n\n<p>Bianca cerc\u00f2 la luna senza trovarla, e\nprima ancora di rendersene conto si ritrov\u00f2 in macchina. <\/p>\n\n\n\n<p>La Punto ripart\u00ec. <\/p>\n\n\n\n<p>Rosa si vers\u00f2 venti gocce di EN nel\nbicchiere e si fece il segno della croce, perch\u00e9 ce l\u2019aveva con tutti, ma non\ncon Dio. Lui vedeva tutto e conosceva la verit\u00e0. Dio sapeva che sua figlia non\nsi drogava, perch\u00e9 un figlio non si droga se cresce in una famiglia per bene. <\/p>\n\n\n\n<p>Si volt\u00f2 verso Gaetano che, ancora\nsveglio, fissava il soffitto. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab Non \u00e8 vero quello che dicono di Bianca,\nho ragione? \u00bb gli domand\u00f2 senza guardarlo. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab Hai ragione. \u00bb rispose lui con un filo\ndi voce. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab E io non ho sbagliato niente, vero? Lo\nsai che non ho sbagliato niente. \u00bb <\/p>\n\n\n\n<p>Gaetano chiuse gli occhi. \u00ab No Rosa, non\nhai sbagliato niente. \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo le dette le spalle. <\/p>\n\n\n\n<p>Rosa spense l\u2019abat jour e si addorment\u00f2.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_40682\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40682\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bianca era cresciuta senza sapere cosa fosse un abbraccio vero. Tutto quello che aveva conosciuto erano le braccia grassocce di sua madre che, soltanto quando lei le si gettava contro, si arrendevano a stringerla senza troppa convinzione. \u00ab Mamma, mi vuoi bene? \u00bb le domandava allora, guardando dal basso i suoi occhi algidi. \u00ab Certo, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_40682\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40682\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":20026,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[545],"tags":[],"class_list":["post-40682","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2020"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40682"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/20026"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40682"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40682\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40688,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40682\/revisions\/40688"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40682"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40682"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40682"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}