{"id":40563,"date":"2020-02-16T18:14:21","date_gmt":"2020-02-16T17:14:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40563"},"modified":"2020-02-16T18:14:22","modified_gmt":"2020-02-16T17:14:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-allombra-di-noi-di-enrico-ruffato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40563","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;All&#8217;ombra di noi&#8221; di Enrico Ruffato"},"content":{"rendered":"\n<p>La\nvilla della famiglia dei Bastiani di Valzo \u00e8 in piedi da almeno\ncinquecento anni. Un tempo era stata una semplice fattoria, alla\nquale era stata aggiunta una torre di pietra, cos\u00ec, tanto per darsi\nun tono. Nel secolo successivo a quello di fondazione, il piccolo\nedificio ad un solo piano era stato innalzato, poi dotato di\nun\u2019entrata monumentale, con colonne e capitelli e tutto il resto.\nLe finestre erano state decorate prima con fregi floreali, poi con\ntimpani di pietra bianca. Una seconda ala, perpendicolare al primo\nnucleo e punteggiata da finestre a doppio battente, era stata\ncostruita dove un tempo c\u2019erano i porcili. E i Bastiani di Valzo,\nda semplici nobili di provincia, erano diventati amici del principe\nvescovo, parenti \u2013 alla lontana \u2013 del re, e alla fine un\nimportante punto di riferimento per tutto il bel mondo degli\naristocratici. Due secoli dopo la sua costruzione, sopra il portone\ndella grande villa, era stato affisso il blasone con la lince nel\ncampo di stelle, simbolo di una dinastia forte, ambiziosa, sana.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0\nda molte generazioni i Bastiani di Valzo abitano nei loro palazzi in\ncitt\u00e0. Quando per\u00f2 l\u2019et\u00e0 si fa avanzata e il vigore inizia a\nscomparire, i Marchesi Bastiani di Valzo tornano, immancabilmente,\nalla loro villa di campagna, per morire in pace, lo sguardo rivolto\nai campi e ai boschi.<\/p>\n\n\n\n<p>Si contano solo poche eccezioni alla regola. Ci fu il Marchese Anzio Bastiani di Valzo, che si inabiss\u00f2 nel \u201932 con il suo aeroplano; poi la Marchesa Clozia degli Andrighi, vedova Bastiani di Valzo, che mor\u00ec di malattia fulminante durante una vacanza nelle colonie \u2013 mentre era con il suo amante, dissero le malelingue. Agli ospiti della villa \u2013 che sono sempre meno, a dire il vero \u2013 viene infine ricordato  anche il Marchese Gianalberto Bastiani di Valzo, che cerc\u00f2 eroicamente di tornare alla villa, per morire con i suoi antenati, ma fu finito dalle truppe nemiche dell\u2019Imperatore mentre cercava di attraversare il fiume, a nord della tenuta. Tutti gli altri Marchesi e Marchese Bastiani di Valzo riuscirono invece a ricongiungersi alla loro terra prima dell\u2019ultimo istante.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi\n\u00e8 toccato al Marchese Ultimo \u2013 che ironia \u2013 Bastiani di Valzo.\nIl Marchese \u00e8 morto nel pomeriggio, all\u2019et\u00e0 di ottantanove anni,\nla mente ancora lucida e le gambe ancora solide. Purtroppo, il fegato\nnon era invece della stessa qualit\u00e0 di fattura. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Non\nrimangono molti Bastiani di Valzo, al mondo. Ma questo al Marchese\nnon importa pi\u00f9, perch\u00e9 l\u2019ultima cosa che ricorda \u00e8 di aver\nfissato il muro dove \u00e8 appesa la specchiera, e di aver pensato che\nbisogna far togliere quelle brutte macchie di muffa.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi\nha sentito qualcuno piangere, qualcun altro che diceva \u201c\u2026\u00e8\nmorto?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u2026E\npoi nient\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo,\ndeve essere passato un bel po&#8217; di tempo, dal suo ultimo respiro.\nPerch\u00e9 la villa in cui il Marchese si ritrova \u00e8 vuota. I suoi figli\nsono andati via. La camera dell\u2019infermiera \u00e8 stata ripulita. \u00c8\nanonima come quella di un albergo. Strano, quest&#8217;ordine: quella\nragazza adorava le riviste di enigmistica, ne teneva una in ogni\nstanza. Quindi ne aveva almeno ottantasette. Eppure, oggi non se ne\nvede nemmeno una. \u201cPeccato\u201d pensa Ultimo, \u201cmi sarebbe piaciuto\nfare un sudoku\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Si\nsente leggero, ma non incorporeo. Sa di essere morto, ma non capisce\nche cosa \u00e8 diventato. Un fantasma? Sul tavolo della sala da pranzo\nazzurra \u2013 i suoi amici, in collegio, trovavano sempre molto\ndivertente l\u2019idea che lui avesse una casa cos\u00ec enorme da dover\ndistinguere, con dei colori, le varie sale da pranzo \u2013 trova un\nfoglio stampato, i caratteri neri e spessi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl\nMarchese Ultimo Maria Gianprimo Bastiani di Valzo \u00e8 mancato nella\nmattina del ventisette maggio. Ne danno il triste annuncio\u2026ecc\necc.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Fuori\npiove e tira vento. Ecco. Difficilmente siamo ancora in maggio.\nUltimo solleva il foglio e lo getta con noncuranza su una sedia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\ncos\u00ec, un nome altisonante e un po\u2019 ridicolo, una stirpe e dei\nnatali di grande prestigio, e si finisce a essere una frasetta su di\nun foglio, fotocopiata male e con un carattere stupido. E veniamo\ntrattati come un qualsiasi ferroviere.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Chiss\u00e0\nperch\u00e9 gli \u00e8 venuto in mente il paragone con il ferroviere. Lui \u00e8\nun Marchese. Niente a che fare coi ferrovieri. Eppure, non riesce a\nricordare un solo momento in cui \u00e8 stato Marchese. Cosa fa un\nMarchese? Ultimo cerca di sforzarsi a ricordare, ma gli fa solo male\nla testa.<\/p>\n\n\n\n<p>Con\nil dorso della mano, si asciuga la fronte dal sudore. Un tessuto\nruvido gli graffia il sopracciglio sinistro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ultimo\nsi guarda la mano. \u00c8 coperta da un guanto di pelle spessa. La\nfattura \u00e8 grossolana; quelle seconde dita mal si adattano alla sua\nossatura delicata. Quasi tutto l\u2019avambraccio \u00e8 protetto da un\nrisvolto scanalato. \u00c8 un guanto ben strano, di foggia antica e oggi\ncompletamente inappropriato a qualsiasi mestiere. \u00c8 il guanto di un\nmacchinista di locomotiva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cStrano\u201d\npensa ultimo, togliendosi il cappello per grattarsi la testa pelata.<\/p>\n\n\n\n<p>Cappello?\nEra sicuro di non avere un cappello, fino a un minuto fa. Lo esamina\nper bene. Ecco. Un bel berretto cilindrico, di tela grezza, da vero\noperaio delle regie ferrovie. Ultimo \u00e8 stupito, ma non troppo. Da\nmorti, cosa aspettarsi? Dopo una vita passata a temere il fuoco\ndell&#8217;inferno e a desiderare le nuvolette del paradiso, trovarsi in\ncasa propria, vestiti da macchinisti, non \u00e8 poi il peggio che possa\nsuccedere.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma\npoi, sar\u00e0 morto davvero? Rimettendosi il cappello in testa, sente il\nguanto passare in mezzo a una folta criniera di capelli. \u201cOk\u201d\npensa Ultimo. \u201cHo in testa i miei capelli di quand&#8217;ero giovane.\nSono morto. Indubitabilmente.\u201d L&#8217;ultima volta che li ha visti, quei\ncapelli, erano perlopi\u00f9 sparsi sul cuscino.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMorto\ne macchinista!\u201d ride Ultimo. Ed \u00e8 felice, perch\u00e9 quando era solo\nun piccolo marchesino aveva espresso migliaia di volte il desiderio\ndi poter diventare un macchinista. Erano belli, i treni della sua\ninfanzia. E poco importava quello che diceva la zia: \u201cMa Ultimino,\nnon puoi diventare un ferroviere! \u00c8 un lavoro da poveri!\u201d E poi\narrivava sempre il babbo e aggiungeva: \u201cTu studierai legge e i\ntreni te li potrai comprare! Altro che macchinista!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Toh.\nUn ricordo. Almeno uno.<\/p>\n\n\n\n<p>Ultimo\nprova a pensare, sull&#8217;onda di questa ritrovata scheggia di memoria.\nNon \u00e8 mai diventato un macchinista, di questo \u00e8 sicuro. Cos&#8217;era\ndiventato, invece? Ecco che la mente vacilla di nuovo.  Ah, s\u00ec, un\nMarchese. Ma fare il marchese non \u00e8 un lavoro, \u00e8 un titolo. Ma \u00e8\nanche un&#8217;occupazione? \u201cCosa \u00e8 che ci definisce?\u201d pensa Ultimo.\n\u201cCosa sono stato, nella mia vita?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Si dirige nella sala da musica, cos\u00ec chiamata perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 un clavicembalo ammuffito che tutti, nella sua famiglia, hanno sempre odiato. Ma una famiglia nobile non \u00e8 abbastanza nobile, se non ha una sala da musica. Sugli scaffali, negli ultimi anni, Ultimo ha fatto ammucchiare i suoi cimeli. Forse questo lo aiuter\u00e0 a ricordare cosa \u00e8 stato. Si ferma un istante. Scorre il dito su alcuni tomi di diritto, poi su di una pergamena incorniciata. \u201cMarchese Ultimo Maria Gianprimo Bastiani di Valzo. Dottore in Giurisprudenza, con votazione finale di 110 <em>Summa cum Laude<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAllora\nsono stato un avvocato!\u201d esclama Ultimo. E si tocca di nuovo i\ncapelli. Solo che questa volta sono lunghi, bianchi, a boccoli.\nPettinati con una scriminatura nel centro della testa. Li sente,\nsecchi e sfibrati, sotto i polpastrelli. Ma sono una parrucca! Al\ntatto lo pu\u00f2 percepire chiaramente, perch\u00e9 i guanti gli sono\nspariti dalle mani. Si toglie la parrucca e, sotto, i capelli ci sono\nancora. Solo, sono un po&#8217; pi\u00f9 radi. Si strofina il petto, e si\nscopre vestito di una toga nera.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUn\navvocato. Sono pi\u00f9 vecchio, ora. Sto ripercorrendo la mia vita! Sono\nstato un avvocato.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon\nsei mai stato un avvocato!\u201d ride Valeria, da una foto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ultimo\nsi volta e un sorriso gli illumina il volto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cValeria!\nAmore mio! Allora ci sei anche tu! \u00c8 il paradiso! Sono in paradiso!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Valeria\nLandi di Santangosto, Marchesa della villa Bastiani di Valzo, ride\nancora pi\u00f9 forte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa\nno, che non ci sono! Non vedi? Sono in una fotografia!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8\nvestita da ballerina di flamenco. Una foto di carnevale? Una festa in\nmaschera? Chi se lo ricorda.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBeh,\nma mi stai parlando! Quindi ci sei!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa\nno! Caro, vedi, sembro io, ma non sono io.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cValeria,\naiutami! Non capisco che succede! Prima ero vestito da macchinista!\nAdesso sono vestito da avvocato!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa\nno! Non sei <em>vestito<\/em>!\n<em>Sei<\/em>\nun avvocato!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa\nse hai appena detto che non sono mai stato un avvocato!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGi\u00e0.\nLo sei adesso!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cValeria,\n\u00e8 un incubo? Mi sembrava tutto cos\u00ec leggero, fino a un minuto fa! E\nadesso tu mi tormenti! \u00c8 forse l&#8217;inferno?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il\nsorriso di Valeria \u00e8 imperturbabile. \u201cMa cosa dici, sciocco!\u201d\nAdesso \u00e8 vestita da scienziata, con tanto di camice bianco, chignon,\nocchiali e fiala fumante in una mano. \u201cSenti\u201d dice, \u201cfacciamo\ncos\u00ec: vieni nella galleria degli antenati. Staremo in compagnia!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La\ngalleria degli antenati! Ultimo non se la ricordava nemmeno pi\u00f9. Per\nun momento, si vergogna di essersi scordato dei suoi illustri zii,\nnonni e cugini. Forse, ora che \u00e8 morto, li rivedr\u00e0!<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa\ncerto, Valeria! Sarete tutti l\u00ec! Arrivo subito!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon\nfarti idee sbagliate, per\u00f2!\u201d continua a ridere Valeria. Ora \u00e8 una\nsirena, con la lunga coda di squame e due conchiglie sui seni. Ultimo\nsi indigna un po&#8217; per il contegno della propria moglie.<\/p>\n\n\n\n<p>La\ngalleria degli antenati \u00e8 situata al piano terra della nuova ala,\nquella costruita nel Settecento. Alle pareti, ritratti di zie dalle\nacconciature ingioiellate e di nonni dallo sguardo severo, che\nsembrano agitarsi. Ma forse \u00e8 colpa del buio della stanza. Le\nfinestre, un tempo sempre aperte, ora sono sprangate.<\/p>\n\n\n\n<p>Ultimo\npasseggia lungo il grande corridoio. Quando era ragazzo, aveva sempre\navuto soggezione di quei volti immobili. Invece, adesso che \u00e8 morto,\nsi sente uno di loro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cValeria!\nDove sei?\u201d chiama.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa qui!\u201d risponde la moglie dal fondo della sala.<\/p>\n\n\n\n<p>La parte della galleria dedicata agli ultimi Marchesi \u00e8 la meno affascinante. Ai ritratti si sono sostituite delle foto, sfocate e ingiallite. Valeria appare in una posa austera, a mezzo busto, il doppio mento ben spianato, i capelli raccolti sulla nuca. Curioso: tiene in mano un grande mazzo di rose rosse, che spiccano come una macchia di sangue nella foto in bianco e nero. Alle sue spalle, un&#8217;insegna che recita: \u201cValeria la Divina! In <em>Sogno di una notte di mezza estate<\/em> \u2013 tutto esaurito per sei settimane! La pi\u00f9 grande attrice vivente!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSai?\nNon mi ricordavo pi\u00f9 che fossi un&#8217;attrice!\u201d esclama Ultimo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa\nper chi mi hai preso? Per una specie di Grace Kelly? No, che non ero\nun&#8217;attrice!\u201d risponde Valeria. \u201cIo ero una&#8230; una&#8230; una\nscrittrice di libri di cucina di successo!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>D&#8217;un tratto, Valeria \u00e8 vestita da cuoca. Quel tipo di cuoche delle osterie di paese, o delle trasmissioni culinarie in tv. Una cuoca alla buona, insomma.<\/p>\n\n\n\n<p>Ultimo si sente provato. \u201cCos&#8217;eri, allora? Valeria, <em>chi<\/em> eri?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBoh.\u201d\nride Valeria. \u201cNon me lo ricordo! Magari puoi chiederlo a tuo zio!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLo\nzio? C&#8217;\u00e8 mio zio Arnoldo?\u201d chiede Ultimo. Che bellezza! Arnoldo\nBastiani di Valzo era il suo parente preferito. Una volta, quando era\npiccolo, aveva&#8230; aveva&#8230; Ultimo non ricorda pi\u00f9 nulla del suo\npassato con lo zio Arnoldo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono\nqui!\u201d Lo zio Arnoldo si muove in un ritratto enorme, l&#8217;ultimo\ndipinto a olio della galleria dei Bastiani di Valzo. \u00c8 raffigurato a\ncavallo. Ha un curioso cappello da vecchio film e tiene in mano un\nlazo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ultimo\nricorda di aver commentato spesso quel quadro, quando era bambino.\nPasseggiava lungo la  galleria insieme allo zio Arnoldo \u2013 lo zio\nArnoldo <em>da\nvecchio<\/em>\n\u2013 e si soffermava di fronte a quell&#8217;Arnoldo a colori, giovane e\naitante sul suo cavallo da caccia. Eppure, non gli sembra di aver mai\nvisto lo zio in versione cowboy.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cZio\nArnoldo! Ci sei anche tu! Spiegami cos&#8217;\u00e8 questo aldil\u00e0! Tu mi hai\nsempre spiegato tutto! &#8230;Lo facevi, vero? Mi spiegavi le cose, vero?\nNon lo ricordo pi\u00f9.\u201d Di nuovo quel dolore alla testa. Ultimo si\nfruga nelle tasche del camice e ne estrae una pasticca di\nparacetamolo. \u201cVedi, zio? Ora sono un medico! Sono stato un\nmedico?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon\nlo so. Io non c&#8217;ero.\u201d risponde lo zio. \u201c<em>Io\nnon ero io.<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\nchi eri, allora?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEro&#8230;\nmolte cose.\u201d Lo zio Arnoldo sembra soffrire delle stesse fitte alla\ntesta di Ultimo. \u201cTu, piuttosto, chi eri?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cZio,\nnon lo so! Forse ero&#8230;\u201d Ultimo fruga nella memoria. \u201c&#8230;Un\nmago!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Per\nmagia \u2013 appunto \u2013 la sua tonaca coperta di stelle e il suo\ncappello a punta lo fanno librare nell&#8217;aria. Ultimo non si stupisce\npi\u00f9, ma certo \u00e8 stanco di questo continuo mutare.<\/p>\n\n\n\n<p>Man\nmano che si avvicina, levitando, alle volte della galleria, vede\nd&#8217;insieme una gran folla di parenti. Tutti sembrano felici, intenti a\ncambiare costume e ruolo in continuazione. Solo alcuni se ne stanno\nseri, impettiti in abiti civili. In questo gruppo di musoni, ultimo\nriconosce suo padre.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBabbo!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Figlio?<\/em>\u201d\n La voce del Marchese vecchio \u00e8 cupa. \u201cPerch\u00e9 sei vestito cos\u00ec?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon\nlo so, babbo, aiutami! Non ricordo pi\u00f9 chi ero! Chi ero?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il\nMarchese Giacinto Bastiani di Valzo corruga la fronte. \u201c<em>Non\neri tu.<\/em>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChi\ndovevo essere, babbo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cA\nquattro anni volevi essere un macchinista. A sette, un mago. A\ndiciassette, un medico delle missioni umanitarie.  A venticinque, un\navvocato. E non sei mai stato tu.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\nchi sono stato, invece?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il\nMarchese si rabbuia. \u201cCome posso saperlo? Non sono tuo padre.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChi sei, allora?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSiamo\nquello che volevamo essere!\u201d risponde lo zio Arnoldo, dal suo\ncavallo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora\nappare in armatura di cavaliere medievale, con l\u2019elmo e il cimiero\na forma di ali di cigno. Si appresta ad affrontare un drago, il quale\nminaccia la zia Proserpina Figlini \u2013 Bastiani di Valzo, nella\ncornice accanto, tutta in rosa e con un cappello a due punte col\nvelo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo\nvoglio essere Ultimo Maria Gianprimo Bastiani di Valzo! Quello che\nsono sempre stato!\u201d grida Ultimo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAmore\ndella nonna, quello \u00e8 solo un nome.\u201d dice una signora secca e\npiccola, in abiti da aviatore di inizio secolo. \u201cVedi, per esempio,\nio mi chiamavo Concetta Glinda delle Lenarde Martondi, moglie del tuo\nnonno Marchese Ulderico Angioino Bastiani di Valzo. Ma tutti questi\nnomi non hanno nessun senso, se non sono collegati a un essere che <em>\u00e8<\/em>.\nChe diritto ha, un nome, di essere <em>noi<\/em>?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl\nnostro nome \u00e8 importante, mamma!\u201d tuona il padre di Ultimo dalla\nsua cornice.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDa\nmorti, i nomi sono solo rumori!\u201d ride la nonna, che sembra\nsfrecciare veloce fra le linee cinetiche di un&#8217;istantanea della\nMillemiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8\nvero.\u201d commenta un piccolo ritratto fotografico a lato di una\nfinestra. \u201cPer esempio, tu porti il mio, di nome, eppure non\navevamo nulla in comune, io e te.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Seppur\nnato in un\u2019epoca di nomi altisonanti, a Ultimo \u00e8 toccato chiamarsi\ncome l\u2019attendente di fanteria del padre, un contadinotto delle\nvalli al quale il vecchio Marchese era enormemente affezionato. Il\nsuo \u00e8 l\u2019unico ritratto non nobile che prenda posto nella galleria\ndegli antenati dei Bastiani di Valzo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUltimo\nBerti.\u201d dice Ultimo Bastiani di Valzo. \u201cNon mi ricordo pi\u00f9 nulla\nnemmeno di te. Ma tu non eri uno di noi, vero?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;attendente\nplebeo sorride. \u201cDipende. Cosa siamo, <em>noi<\/em>?\nCosa siete, <em>voi<\/em>?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Sta\nsuonando il violino. Una musica soave si diffonde nella stanza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa\nintendo <em>noi<\/em>\nBastiani di Valzo!\u201d esclama Ultimo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNoi\nnon siamo i Bastiani di Valzo.\u201d sottolinea lo zio Arnoldo Bastiani\ndi Valzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ultimo\nnon sa pi\u00f9 che fare. Gli sembra tutto assurdo, e questi stupidi\nmorti insistono a non volergli rispondere con chiarezza! Si volge\nverso la nonna. La guarda con intensit\u00e0&#8230; e comprende che non\nricorda nulla nemmeno di lei. Sente gli occhi bruciare per la voglia\ndi piangere. Sente che le voleva un bene profondo; eppure, non se la\nricorda. A guardarla bene, comprende che la vecchia non indossa un\ncostume da aviatore, no: \u00e8 vestita da pilota di auto da corsa, con\ngli occhiali e il casco di cuoio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa\nsiamo, nonna?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDentro\ndi me\u201d declama la nonna \u201cio sapevo di essere un&#8217;automobilista! E\nnon mi lasciarono mai guidare! Cos\u00ec mi rassegnai a portare solo il\nmio nome e fare quello che credevo di dover fare.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\ncos&#8217;era, nonna?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon\nlo so! Non l&#8217;hai capito, ancora? Noi non siamo i morti. Noi siamo <em>i\nsogni<\/em>\ndi chi \u00e8 morto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ultimo\nsi guarda le mani. Sono scheletriche. Si tocca la faccia. Sente le\nossa del suo teschio. Avvicina le dita agli occhi, e scopre di\npoterle infilare nelle orbite.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHai\nsognato anche di morire, vero?\u201d chiede l\u2019antica pro-prozia Ilde.\nSta seduta vicino ad una culla vuota, listata di nero. Ma, dalla\nculla, gorgoglia la risata di un neonato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ultimo\nannuisce. \u201cCredo che tutti abbiano sognato di morire, qualche\nvolta, zia Ilde.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ilde\nDenvazzani in Bastiani di Valzo ne conviene, solenne. \u201cAnche io\nl&#8217;ho sognato. E poi ho sognato che mio figlio fosse vivo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEra\ngiovane, quando \u00e8 morto, zia?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon\nlo so. Io sono solo il sogno di una madre. Ma credo di s\u00ec. Sono\nfelice, cos\u00ec felice di essere madre, che posso immaginare solo di\nessere stata concepita da qualcuno che ha sofferto un lutto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La\nzia Ilde, d&#8217;un tratto, diventa torva e sibilante.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\ninvece voi\u201d dice \u201csiete qui con i vostri sogni idioti!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon\ntutti\u201d aggiunge il padre di Ultimo. \u201cIo non avevo sogni.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLasciate\nstare il ragazzo!\u201d interviene lo zio Arnoldo. \u201cOra \u00e8 uno di noi.\nSe \u00e8 felice, lasciatelo essere un sogno felice. Se \u00e8 mesto, sar\u00e0\nun sogno mesto. E questo \u00e8 quanto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ultimo\nsi siede nel punto di osservazione per i visitatori, proprio al\ncentro della galleria. Si stringe il casco fra le mani. La tuta\nspaziale lo impaccia. L&#8217;assenza di gravit\u00e0 gli rende difficile\nl&#8217;ancoraggio alla panca di legno. Ora \u00e8 il sogno di un astronauta. E\nne \u00e8 felice, perch\u00e9 dietro la visiera specchiata nessuno pu\u00f2\nvedere che sta piangendo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDunque\nquesto \u00e8 l&#8217;inferno?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa\nsei scemo o cosa?\u201d chiede Valeria. \u201cPer la milionesima volta: tu\nnon sei Ultimo. Non sei un morto. Sei solo un sogno. Quindi non c&#8217;\u00e8\npunizione, in tutto questo. Ci sei solo tu.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\nperch\u00e9 soffro?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBoh.\u201d\nrisponde Ultimo Berti. \u201cForse perch\u00e9 Ultimo Bastiani di Valzo non\nsapeva cosa sognare, e ti ha lasciato bello incasinato. Io, che ero\nun plebeo, sognavo solo di imparare a suonare il violino. E ora sono\npure bravo! Ma tu, non ti crucciare. Abbraccia la tua materia di\nombra. Vivila con gioia. I sogni accomunano tutti noi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOppure\nsogna di non essere nulla, come ho fatto io\u201d aggiunge il padre di\nUltimo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOppure\nsogna qualcosa di utile sul serio.\u201d dice la zia Ilde.<\/p>\n\n\n\n<p>Ultimo\nsente qualcosa illuminarsi dentro. Ora che non \u00e8 pi\u00f9 Ultimo\nBastiani di Valzo, Marchese della Villa Bastiani di Valzo, forse&#8230;\nforse pu\u00f2 diventare quel che vuole.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUn&#8217;ultima\ndomanda\u201d dice.<\/p>\n\n\n\n<p>I\nritratti lo guardano con curiosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCredevo\nche i sogni si dovessero realizzare in vita. Dove vanno, i sogni non\nrealizzati?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cRestano\nnella nostra ombra.\u201d ride Valeria. \u201cVanit\u00e0 della mente, come i\nnostri ritratti sono vanit\u00e0 del corpo, no?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa\nforse noi, con i nostri titoli e i nostri soldi e la nostra\nnobilt\u00e0&#8230; forse avremmo potuto realizzare i nostri sogni nel tempo\nche avevamo a disposizione, no?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa\n\u00e8 ovvio che no, amore mio. N\u00e9 i ricchi, n\u00e9 i poveri possono. Hai\nmai notato come i \u2013 pochi &#8211; sogni che si realizzano nella vita\ntendano a sgretolarsi, una volta materializzati? Non esiste mica solo\nl&#8217;illusione dell&#8217;immortalit\u00e0, sai? Esiste anche quella del\nraggiungimento dei sogni!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\nla vita, a cosa ci \u00e8 servita, dunque?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa\na sognare! Eccoci qui, ora, prodotti della vita!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAlcuni\ndi voi sono sogni molto tristi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon\nbadare a loro.\u201d Valeria ora \u00e8 una pittrice. \u201cNon tutti sognano\nle inarrivabili, meravigliose ed eccezionali assurdit\u00e0! Alcuni\nsognano cose deprimenti. O sognano per combattere il proprio dolore.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Fuori, il sole sembra non sorgere mai. Ultimo si sdraia sulla panca. Gli pare di fondersi con la stanza. Nel fondo della galleria vede il suo ritratto fotografico, a figura intera. Ora \u00e8 in mutande e si atteggia a campione di lotta libera. Gli viene da ridere. Si sente dissolvere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cStaremo\nsempre qui, al buio?\u201d chiede in un soffio, mentre sembra che la\nnecessit\u00e0 di ricordare la vita non sia pi\u00f9 cos\u00ec impellente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome\nragnatele, amore mio.\u201d la voce di Valeria \u00e8 lontana, ma dolce.\n\u201cSepolti, eppure solidi e intoccati.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCi\nsarebbe stato un modo per non soffrire come soffro dentro?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAlcuni\nlo conoscono; altri lo intuiscono, ma lo rifiutano. Avresti dovuto\nvivere sognando solo l\u2019oblio, mio dolce Marchese Ultimo Bastiani di\nValzo.\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_40563\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40563\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La villa della famiglia dei Bastiani di Valzo \u00e8 in piedi da almeno cinquecento anni. Un tempo era stata una semplice fattoria, alla quale era stata aggiunta una torre di pietra, cos\u00ec, tanto per darsi un tono. Nel secolo successivo a quello di fondazione, il piccolo edificio ad un solo piano era stato innalzato, poi [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_40563\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40563\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":19944,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[545],"tags":[],"class_list":["post-40563","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2020"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40563"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/19944"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40563"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40563\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40566,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40563\/revisions\/40566"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40563"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40563"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40563"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}