{"id":40503,"date":"2020-02-12T18:14:51","date_gmt":"2020-02-12T17:14:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40503"},"modified":"2020-02-12T18:14:53","modified_gmt":"2020-02-12T17:14:53","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-calabria-di-rachele-avagliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40503","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Calabria&#8221; di Rachele Avagliano"},"content":{"rendered":"\n<p>Il riverbero sordo e penetrante di un motoscafo in lontananza si innesta sul suono prolungato di risucchio a denti stretti e dell\u2019andirivieni di mille pietruzze che scorrono dentro cilindri cavi di bamb\u00f9. Apnea. Pi\u00f9 in profondit\u00e0, dove il blu volge al cobalto e l\u2019acqua \u00e8 pi\u00f9 fredda, i movimenti lenti e fluidi sono spezzati da uno spasmo improvviso a cadenze regolari. Attraverso la patina acquosa sugli occhi socchiusi, la pelle ha un aspetto traslucido e i lunghi capelli neri sciolti descrivono un andamento sincopato rispetto al corpo, si allungano e si ritraggono, si gonfiano e si distendono. Con la spinta dell\u2019addome inarco la schiena con le braccia distese e la testa riversa all\u2019indietro, poi richiamo le gambe al petto in posizione fetale per completare il giro. Ben fatto. Il fondale giace noncurante delle mie evoluzioni; mi affascina e mi inquieta mentre osservo i suoi relitti custoditi come piccoli tesori sommersi, reliquie immobili testimoni del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora pi\u00f9 gi\u00f9, dove la luce filtra appena.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sfioro con tutta la lunghezza del corpo il fondale sabbioso, come se stessi distesa, per l\u2019istante concesso, su di un tappeto millenario, setoso e impalpabile, dalle sfumature caraibiche e intessuto di fili argentati e cangianti. A contatto con i palmi, con la guancia e il petto, una nuvola di polvere dorata si solleva rimanendo per un tempo indefinito sospesa, sorpresa e indecisa, per poi depositarsi lentamente e ricompattarsi in sonnolente venature sinuose. Potessi qui riposare in eterno. E\u2019 meraviglioso.<\/p>\n\n\n\n<p>Le tempie premono, il battito rallenta. Non posso trattenermi oltre; affondo le dita e stringo la presa nel suolo che si sfalda come uno strato di sottili fogli di carta bruciata. Un pugno di sabbia. Come la contromarca nelle gare di immersione che mio fratello maggiore ogni tanto disputava al largo con i suoi amici. Un pugno di sabbia\u2026Dopo alcune stime discordanti circa la profondit\u00e0 del fondale in questo o in quel punto, quella volta la discussione tra il gruppo di adolescenti era diventata pi\u00f9 concitata ed eccitante, allorch\u00e9 vennero definite le regole della prova di virilit\u00e0 e qualcuno lanci\u00f2 la sfida: \u201cnon ce la farai\u201d. Un guizzo nei suoi occhi. Conoscevo fin troppo bene quella luce e quel ghigno, ma la situazione precipit\u00f2 troppo rapidamente perch\u00e9 potessi provare a dissuaderlo in qualche modo. Cos\u00ec vidi mio fratello scomparire sott\u2019acqua per lunghi, interminabili secondi. Rimasi a fissare il punto in cui lo avevo visto per l\u2019ultima volta con l\u2019ansia che mi attanagliava la gola, le labbra premute, le lacrime dietro alle palpebre. Gli altri ridevano, schiamazzavano, facevano pronostici sull\u2019esito. Io tacevo paralizzata nello sconcerto del vederli imperturbabili e indifferenti di fronte alla tragedia che si stava consumando. Bruciavo dentro e colavo odio dagli occhi socchiusi. Certo, sapevo bene che mio fratello era il pi\u00f9 forte di tutti (secondo solo a mio padre) ma quella volta, impressionata dalle cifre riguardanti la profondit\u00e0 \u2013 si parlava di duecento metri e di uno squalo \u2013 quella volta ero sicura che non ce l\u2019avrebbe fatta. Ed era colpa mia, che non l\u2019avevo trattenuto. Mio fratello, piuttosto che ripresentarsi con un pugno di mosche in mano e ammettere il fallimento, sarebbe colato a picco. Sapevo anche che non mi avrebbe ascoltato comunque, infastidito e seccato dalla sua sorellina sempre intorno che vuole stare con i grandi, e che forse gli ricorda di essere ancora piccolo. Ero certa che mi odiasse, ma io non potevo fare a meno di ammirarlo, amarlo e volerlo proteggere. Avrei dovuto fermarlo, non curandomi dei suoi insulti e del suo disprezzo. Avrei potuto impedirglielo, chiamando a gran voce la mamma. Avrei voluto dirgli\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>La sua testa alla fine emerse dall\u2019acqua. Esplose in un respiro affannoso mentre a malapena riusciva a tenersi a galla, all\u2019altezza del mento. Il chiacchiericcio si interruppe e tutti, con lo sguardo in una sola direzione, attendevano il responso. Mio fratello tir\u00f2 faticosamente un braccio fuori dall\u2019acqua e mostr\u00f2 il pugno chiuso. Poi sabbia, sollievo, orgoglio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sento i polmoni infiammarsi. Mi volto e supina risalgo passivamente godendo della superficie del mare da quella prospettiva inusuale, e della luce, che attraversa il sottile strato di vetro increspato e tremolante. Sempre pi\u00f9 vicino, finch\u00e9 il pelo dell\u2019acqua si lacera sulle cornee.<\/p>\n\n\n\n<p>Ossigeno. Vertigine. Voci.<\/p>\n\n\n\n<p>Mia madre mi osserva preoccupata dalla riva. Rimango per po\u2019 a galleggiare nella posizione del morto, con gli occhi chiusi, immobile. Ho solo dieci anni, e lei non sa nuotare. I tempi delle mie immersioni si sono notevolmente allungati, cos\u00ec come la profondit\u00e0 che riesco a raggiungere. La immagino misurare in silenzio i secondi trascorsi, scrutando le bolle d\u2019aria che risalgono a galla e indecisa sul limite oltre il quale \u00e8 opportuno dare l\u2019allarme. Ancora un po\u2019. Persevero in quel gioco crudele finch\u00e9 sento il suono del mio nome attutito dalle orecchie tappate. Decido che pu\u00f2 bastare. Apro gli occhi, alzo un braccio e le sorrido; mamma ricambia titubante il saluto e voltandosi pi\u00f9 volte indietro torna sotto l\u2019ombrellone.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono le sei del pomeriggio e la luce di sbieco tinge il mare di ceruleo e di acciaio, mentre alcuni bagnanti vicino a riva avanzano con l\u2019aria distratta di pochi passi, con prudenza e senza fretta, verso l\u2019interno. Altri descrivono il perimetro del bagnasciuga passeggiando adagio in direzione perpendicolare alle onde, con la schiena dritta e lo sguardo fisso all\u2019orizzonte. Impaziente osservo il mio bottino: sabbia marrone grigiastra puntinata di granelli pi\u00f9 scuri, compatta e fangosa. Immergo la mano in acqua affrettandomi a farla scorrere tra le dita. E\u2019 troppo tardi. La contemplo dissolversi come Euridice agli occhi di Orfeo e seguo la diaspora dei granelli mentre lentamente precipitano privi di vita sul fondo. Perduto per sempre, il sacro mondo subacqueo.&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_40503\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40503\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il riverbero sordo e penetrante di un motoscafo in lontananza si innesta sul suono prolungato di risucchio a denti stretti e dell\u2019andirivieni di mille pietruzze che scorrono dentro cilindri cavi di bamb\u00f9. 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