{"id":40485,"date":"2020-02-09T18:37:04","date_gmt":"2020-02-09T17:37:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40485"},"modified":"2020-02-09T18:37:05","modified_gmt":"2020-02-09T17:37:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-nessuno-di-saverio-martiradonna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40485","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Nessuno&#8221; di Saverio Martiradonna"},"content":{"rendered":"\n<p>George\nraccomand\u00f2 a Irina di badare ai loro sette figli e di restare in silenzio.\nArmato di un nodoso randello cominci\u00f2 a salire le scale che portavano al piano\nsuperiore. C\u2019era buio pesto, la casa era sprovvista di energia elettrica e di\nacqua. George con la sua famiglia era arrivato in questa casa abbandonata, da\ncirca un\u2019ora; nemmeno il tempo di sistemare le loro poche cose che erano\nriusciti a portarsi dietro, che dal piano superiore cominciarono a sentire\nrumori di passi, senza alcuna sosta. <\/p>\n\n\n\n<p>George,\nper farsi luce, si procur\u00f2 una torcia rudimentale. Accese un pezzo di legno con\nuno straccio imbevuto di alcool che l\u2019avvolgeva nell\u2019estremit\u00e0. Lui era un uomo\nrobusto e coraggioso, tante volte si era scontrato con altri uomini della sua\nstessa etnia rom, uscendone sempre vittorioso. George man mano che saliva le\nscale continuava a chiedere ad alta voce: \u201cChi \u00e8 l\u00e0? Chi \u00e8 l\u00e0? Nessuna risposta\ngiungeva, ma il rumore dei passi era sempre costante. \u201cEhi l\u00e0, tu perch\u00e9 non\nrispondi? Anche se sei arrivato prima di noi in questa casa, non ti permetter\u00f2\ndi mandarci via\u201d disse George. \u201cTu sei solo, mentre, io ho una moglie e sette\nfigli, perci\u00f2, puoi ben capire, che sono disposto a tutto pur di non andarmene\nvia da questa casa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon\nti preoccupare, a me, la vostra presenza non d\u00e0 alcun fastidio\u201d fu la risposta\nche gli giunse.<\/p>\n\n\n\n<p>George\navvicin\u00f2 la torcia per vedere meglio l\u2019uomo che, finalmente, era a distanza\nravvicinata, e dopo averlo visto bene, indietreggi\u00f2 spaventato. Scese le scale\ncos\u00ec in fretta che a met\u00e0 rampa, all\u2019incirca, rotol\u00f2 gi\u00f9 rovinosamente. Irina\naccorse verso il marito, inciampando essa stessa sul suo corpo. La torcia\nprocur\u00f2 una ferita alla mano sinistra di George, che cominci\u00f2 a bestemmiare in\nuna lingua incomprensibile, forse, il dialetto, che parlavano nel loro clan di\nappartenenza. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGeorge\ncos\u2019hai visto di cos\u00ec terribile, dimmi\u201d chiese Irina al marito cercando di\naiutarlo a sollevarsi. I bambini, intanto, si erano spaventati ed erano usciti\nfuori, sotto una pioggia battente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIrina,\nsu c\u2019\u00e8 un fantasma. Andiamo via Irina\u201d biascic\u00f2 con gli occhi sbarrati.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa\nche dici George, i fantasmi non esistono, sicuramente, ti sei sbagliato\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ma prima che George potesse risponderle, dal\npiano di sopra si sent\u00ec una voce: \u201cFate entrare i bambini, e voi non\npreoccupatevi di me, se avete paura, star\u00f2 io fuori, la pioggia non pu\u00f2\nbagnarmi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>George\ne Irina, spaventati, corsero fuori e raggiunsero i figli, che si erano stretti\nl\u2019uno contro l\u2019altro per farsi coraggio, come una mandria che, circondata dai\npredatori, si stringe formando un cerchio. Il fantasma li raggiunse in un\nbaleno: era piuttosto leggero rispetto ai vivi. \u201cPer satana, non avvicinarti a\nnoi\u201d grid\u00f2 George, brandendo la torcia ancora accesa. Lo colp\u00ec pi\u00f9 volte, ma la\ntorcia attraversava il corpo del fantasma senza ferirlo, anzi, quello rideva\nogni volta che veniva colpito, e non rideva per burlarsi di lui, ma perch\u00e9 quei\ncolpi gli provocavano un solletico. \u201cBasta, basta per favore, mi fai solletico\u201d\ngli url\u00f2 il fantasma. \u201cOra, calmati e ascoltami\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>George,\ncome colto da una paralisi, lo ascolt\u00f2 nel silenzio della notte, disturbato\nsolo dal rumore della pioggia che batteva sulla terra. \u201cIo non voglio farvi del\nmale. Se hai paura di me andr\u00f2 via io e lascer\u00f2 che questa casa diroccata possa\nriparare te e la tua famiglia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto\nil coraggio di George sembrava essere svanito: \u201cSignor fantasma\u201d disse con voce\nflebile e balbettante: \u201cNo, no, non possiamo accettare, tu sei arrivato prima\ndi noi, per cui, tocca a te occupare questa casa. Noi ne cercheremo un\u2019altra\u201d.\nIl fantasma rispose che non era d\u2019accordo, e che a malincuore, sarebbe andato\nvia lui. George, intanto, potette guardarlo bene da vicino e gli parve di\naverlo conosciuto, ma non ne era proprio sicuro. Comunque, si fece coraggio e\ngli disse che forse, il suo viso gli ricordava qualcuno che lui aveva\nconosciuto. La risposta del fantasma lo sorprese: \u201cOra, che anch\u2019io posso\nguardarti bene in viso, posso dirti che ci conosciamo. Io sono Michele Ferretti\ne tu George Lukaku\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec,\ns\u00ec Michele Ferretti, mi ricordo anche io di te. Tu, mi hai fatto un grande\nfavore, s\u00ec ora, ricordo bene. Mi hai scagionato da una brutta accusa. Sei stato\nl\u2019unica persona che ha avuto il coraggio di testimoniare a mio favore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGi\u00e0,\nti accusarono d\u2019aver investito e ucciso un bambino con la tua vecchia mercedes,\ne invece, ti eri fermato a soccorrerlo dopo che era stato investito da una\ndonna del posto. Fummo in tanti a vedere chi era stato, e solo io venni a\ntestimoniare. Gli altri si rifiutarono perch\u00e9 non vedevano di buon occhio che\nil vostro accampamento fosse nelle vicinanze del paese. Vi volevano mandare\nvia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGi\u00e0,\nma il sindaco e la sua giunta xenofoba, dopo che sono stato assolto, hanno\ndeliberato che il nostro accampamento doveva essere raso al suolo per motivi di\nigiene, e cos\u00ec eccoci qua ad occupare questa casa diroccata. E tu dimmi di te,\ncome mai sei un fantasma?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima\ndi dare una risposta a George, lo invit\u00f2 ad entrare con la sua famiglia nella\ncasa. C\u2019era il pericolo che i suoi bambini potessero prendersi un malanno, di\nnotte sotto la pioggia e con la temperatura che si era abbassata. Dopo essere\nentrati tutti, George accese un fuoco nel vecchio caminetto che era rimasto in\nbuone condizioni, e cos\u00ec quando tutti si riunirono attorno al focolare, il fu\nMichele Ferretti cominci\u00f2 a raccontare quello che gli era successo. \u201cMentre\ncamminavo per via Cavour, al civico 118, sono stato colpito da un grosso ramo\ndi un pino, caduto a causa del forte vento che quel giorno soffiava a pi\u00f9 di\ncento km all\u2019ora. E\u2019 caduto centrando in pieno il mio capo. \u00c8 successo ventisei\ngiorni fa. Mi restano altri quattro giorni di vita da fantasma e poi sar\u00f2 del\ntutto invisibile come tutti gli altri morti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Irina\nprese coraggio e fece una domanda al fu Michele: \u201cMa quando si muore tutti\ndiventano fantasmi?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Non\ntutti, fu la risposta. \u201cSolo chi in vita si \u00e8 comportato da buon cristiano non diventa\nfantasma, mentre gli altri, a seconda, dei peccati commessi, sono condannati a\nvagare come fantasmi per un periodo che va da un giorno fino a trenta anni. Io\nche ho commesso solo pochi torti, ma cose di poco conto, sono stato condannato\na trenta giorni. Ai fantasmi \u00e8 vietato camminare di giorno per le strade: la\ngente si spaventerebbe nel vederci e molti ci riconoscerebbero. Questo \u00e8 il\nmotivo per cui, molti castelli e casolari abbandonati sono abitati dai\nfantasmi. Ma ora, che mi mancano quattro giorni di vita da fantasma, voglio\nfarti ancora un favore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUn\naltro favore a me? Ma se tu sei morto, come puoi farmi un favore? chiese\nGeorge, sbalordito da quella promessa. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec,\nti far\u00f2 un favore. Non credi che un sindaco xenofobo e senza cuore meriti una\npunizione dopo aver raso al suolo il tuo accampamento? Dopo aver tolto un tetto\nai tuoi sette figli, a tua moglie e a tutta la tua comunit\u00e0 rom?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOh,\ns\u00ec! Penso proprio di s\u00ec. A cosa stai pensando?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cA\nradere al suolo la sua bella casa. Che ne pensi?<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOh,\nnon io\u201d rispose George, ne ho avute gi\u00e0 abbastanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Michele\nFerretti lo tranquillizz\u00f2. \u201cSar\u00f2 io a radere al suolo la sua casa. Noi\nfantasmi, diventiamo sempre meno consistenti, mi spiego meglio, giorno dopo\ngiorno, il nostro corpo diventa sempre meno palpabile, fino a diventare\ninvisibile l\u2019ultimo giorno. Bene, tra quattro giorni, nessuno riuscir\u00e0 pi\u00f9 a\nvedermi: sar\u00f2 del tutto invisibile e poi potr\u00f2 tornare di l\u00e0 con tutte le altre\nanime, non prima di aver raso al suolo la casa di quell\u2019arrogante. Ti piace\nquesta vendetta, George?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>A\nmezzanotte del trentesimo giorno di vita da fantasma, il fu Michele Ferretti,\ndel tutto invisibile, anche alla vista pi\u00f9 acuta, sal\u00ec sulla ruspa usata per\nabbattere l\u2019accampamento di George e si diresse verso la casa del sindaco Salvatore\nCedron. Suon\u00f2 il campanello della casa e quando il sindaco fu fuori, diede gas\nalla ruspa e cominci\u00f2 ad abbattere le mura che cominciarono a sgretolarsi come\nbiscotti immersi in una ciotola di latte. Tutto il vicinato fu svegliato dal\nrumore del motore della ruspa e dalle mura che cadevano creando un altrettanto\nrumore spaventoso. Il sindaco, spaventato, url\u00f2: \u201cChi \u00e8 l\u00e0 sulla ruspa? Chi \u00e8\nl\u00e0?\u201d la risposta che giunse alle sue orecchie, fu \u201cnessuno\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome\nnessuno?\u201d chiese, sempre pi\u00f9 impaurito, il sindaco. La risposta fu: \u201cNon hai\nocchi per vedere che nessuno guida la ruspa?\u201d. Tutti videro, oltre al sindaco,\nche sulla ruspa, effettivamente, non c\u2019era nessuno, mentre nell\u2019aria continuava\nad echeggiare una sola parola \u201cnessuno, nessuno, sei per caso orbo come\nPolifemo? Nessuno, nessuno guida la ruspa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra\ni cittadini presenti cominci\u00f2 a girare voce: \u201cForse, \u00e8 la mano di Dio o forse \u00e8\nsolo nessuno\u201d. Qualcuno si fece il segno della croce, impaurito. Altri continuarono\na chiedersi: \u201cChiss\u00e0 chi \u00e8 l\u00e0 sulla ruspa\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_40485\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40485\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>George raccomand\u00f2 a Irina di badare ai loro sette figli e di restare in silenzio. 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