{"id":40468,"date":"2020-02-06T19:40:36","date_gmt":"2020-02-06T18:40:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40468"},"modified":"2020-02-06T19:40:38","modified_gmt":"2020-02-06T18:40:38","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-carpe-diem-di-annibale-bertollo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40468","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Carpe diem&#8221; di Annibale Bertollo"},"content":{"rendered":"\n<p>Quando da bambino chiedevo a mio padre di comprarmi qualche ghiacciolo o qualche dolce, lui, che era un uomo saggio,anche se forse un po\u2019 tirchio, mi diceva di risparmiare e di pazientare, di mettere via i soldi che a quattordici anni mi avrebbe comprato lo scooter.<\/p>\n\n\n\n<p>Come non dargli ragione? Perch\u00e9 sciupare i soldi in un\npiacere effimero quando avrei potuto pi\u00f9 tardi godermi per sempre il motorino?\nGi\u00e0 mi vedevo scorazzare liberamente in sella ad una vespetta rossa fiammante\ncon il vento che mi accarezzava, e gi\u00e0 vedevo gli amici che mi seguivano con lo\nsguardo ammirati ed un tantino invidiosi. Cos\u00ec risparmiai volentieri, non\nmangiai gelati non mangiai ghiaccioli, forse ne guadagnai anche in salute, e diedi\ntutti i miei risparmi a mio padre per la moto.<\/p>\n\n\n\n<p>Non appena compii i fatidici quattordici anni andai subito\nda mio padre e gli chiesi di mantenere la promessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il buon genitore mi disse: \u201cVa bene, come vuoi, ma ti prego\ndi ragionare un momento. A te sembrer\u00e0 di sentirti pi\u00f9 libero con uno scooter,\nma non hai pensato che lo potrai usare solo d\u2019estate, e d\u2019inverno che farai?\nPoi con la moto \u00e8 facilissimo fare incidenti anche molto gravi, perch\u00e9 vuoi\nrischiare la vita? Meglio mettere da parte i sodi che a diciotto anni ti\ncomprer\u00f2 la macchina.\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>Effettivamente a pensarci bene la macchina era meglio del\nmotorino! Come non dargli ragione? Gi\u00e0 mi vedevo a bordo di una spider sportiva\nvelocissima rossa fiammante con a fianco una bellissima ragazza bionda che\ncorrevamo liberi e felici ammirati da tutti accompagnati da una melodiosa\nmusica da film. Cos\u00ec andai a piedi fino ai diciotto anni. All\u2019inizio la cosa mi\nsembr\u00f2 dura, specialmente quando vedevo qualche amico che sfrecciava col suo\nmotorino, ma pensando sempre alla mia futura automobile assaporavo la mia\nrivincita ed il tempo pass\u00f2 abbastanza rapidamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno del mio diciottesimo compleanno, di mattina\npresto, svegliai mio padre e gli chiesi ancora una volte di mantenere la\npromessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio non disse di no ma mi preg\u00f2 ancora una volta di\nriflettere. Perch\u00e9 assecondare questa moda deleteria anche se seguita da molti\ndel consumismo? Cos\u2019\u00e8 poi una macchina sportiva se non un simbolo del\nconsumismo dell\u2019usa e getta, del farsi vedere senza avere nulla di solido in\nmano. Quanto sarebbe potuta durare una macchina nuova: cinque anni? Dieci anni?\nE Poi? Poi sarebbe stata demolita ed io avrei gettato al vento tutti quei\nrisparmi di anni ed anni. Meglio allora aspettare ancora, pazientare e\nrisparmiare ancora un po\u2019, che mio padre al momento giusto mi avrebbe comprato\nla casa. La CASA e non dico altro. Quando tutti gli altri miei amici sarebbero\nstati stanchi di scorazzare inutilmente in una stupida fiera delle vanit\u00e0 con\nle loro vetture, ebbene io avrei visto sorgere su mille metri di meraviglioso\ngiardino scoperto, la mia villetta di due piani con garage&nbsp; tre bagni e la mitica tavernetta. Gi\u00e0 mi\nvedevo seduto accanto al caminetto nelle fredde serate invernali con la mia\nmogliettina al&nbsp; fianco e due meravigliosi\nbambini che giocherellavano allegramente nei paraggi. Questi erano i veri\nvalori della vita! Queste erano le cose che duravano! Non la macchina! <\/p>\n\n\n\n<p>Anche questa volta seguii il consiglio del babbo. Del resto\nquando diceva che al giorno d\u2019oggi quasi tutti erano consumisti aveva ragione.\nInfatti dal momento che tutte le belle ragazze la pensavano in quel modo, io\nnon mi trovai nemmeno la fidanzata. Non ero molto bello. Mio padre per\nrisparmiare mi preferiva cos\u00ec e poi non avevo la macchina, andavo a piedi e\nquelle consumiste di donne non mi filavano. Le donne mi piacevano da impazzire:\nquando vedevo tutte quelle curve morbide e quei modi femminili cos\u00ec dolci ed\naffascinanti ne provavo quasi un dolore fisico tanto mi piacevano. Purtroppo\nnon conoscevo nessuna donna. Nemmeno con le prostitute potevo andare per prima\ncosa perch\u00e9 sarebbe stato disdicevole e consumista, quelle mica ti vogliono\nbene, ma soprattutto perch\u00e9 costava soldi ed io dovevo risparmiare per la mia\nbella casa. Passarono gli anni e finalmente un giorno decisi di recarmi dal\npadre per chiedergli di mantenere la promessa. Era giunto il tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il vecchio mi\nricevette benevolmente come al solito. Mi spieg\u00f2 che il costo degli immobili in\ntutti quelli anni era molto aumentato. Mentre noi risparmiavamo lira su lira,\nle case aumentavano di valore, raddoppiavano triplicavano. Tuttavia, se avessi\nvoluto, lui si dichiar\u00f2 disposto a mantenere la parola data; mi esort\u00f2 solo a\nragionare un attimo. Ormai ero vecchio, non avevo una compagna, che ne avrei\nfatto di una casa? A cosa sarebbe servita? Solo per far vedere agli altri? Solo\nper apparire? E poi a chi l\u2019avrei lasciata? Ormai ero abituato a vivere da solo\nin una stanzetta con bagno, una casa mi sarebbe stata solo d\u2019impiccio. La casa\nmi avrebbe portato tasse, costo del riscaldamento, pericolo di ladri, pericolo\ndi incendio e mille altri problemi dai quali lui mi voleva salvare. I soldi poi\nnon bastavano per una bella casa, ma bastavano per qualcosa di meglio, qualcosa\nche solo io avrei potuto permettermi, qualcosa di unico che mi avrebbe fatto\nricordare anche dopo morto per lunghissimo tempo. Sarei vissuto nel ricordo di\nmolti anche dopo la mia morte perch\u00e9 mio padre con tutti i sodi che avevo\nrisparmiato in una vita di stenti mi avrebbe comprato un funerale meraviglioso,\nun funerale degno di un re. Tutti ne avrebbero parlato per anni ed anni. Sarei\nstato accompagnato dalla migliore banda musicale e trainato da quattro cavalli\nneri purosangue. La cassa poi sarebbe stata di mogano intarsiato ed il posto al\ncimitero degno di un re. Non solo, mio padre avrebbe contattato il miglior\npredicatore il miglior prete. Gli avrebbe parlato di tutti i miei meriti di\ntutta la mia vita, in modo tale che questi potesse fare al mio funerale una\npredica mozzafiato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci pensai a lungo: in fondo ormai non mi importava pi\u00f9 avere\nuna casa. Ormai ero vecchio ed assomigliavo sempre di pi\u00f9 a mio padre. Ogni\ngiorno andavo a trovarlo e parlavamo del mio funerale. Ridevamo pensando alle\nfacce attonite dei mie cugini al momento della mia dipartita.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelli stupidi dei miei cugini avevano riso di me per tutta\nla vita, ma si sarebbero dovuti ricredere al momento del mio funerale. Quando\nil prete, di fronte ad una chiesa gremita, avrebbe decantato la mia\nintelligenza, la mia bont\u00e0 e tutte le altre mie doti, avrebbero dovuto\nrimangiarsi tutte le loro calunnie e avrebbero capito che alla fine l\u2019avevo\nvinta io. Io avevo fatto le scelte giuste.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, sempre parlando di questi argomenti, io e mio padre ci\nvedevamo ormai quasi tutti i pomeriggi alle quattro, bevevamo il the, fatto con\nla solita bustina riutilizzata per anni, e parlavamo, ridevamo, discutevamo\nanimatamente. La pensavamo alla stessa maniera su molte cose ed in un certo\nqual modo eravamo contenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Le cose continuarono cos\u00ec fino al mese scorso quando dovetti\nrecarmi in Inghilterra per procurarmi certi documenti che mi sarebbero serviti\nal momento della mia dipartita. Il viaggio non mi piacque: troppa pioggia,\ntroppa burocrazia,troppe carte. Non vedevo l\u2019ora di ritornare a parlare con il\nmio vecchio. Cos\u00ec al ritorno mi catapultai a casa sua. Purtroppo, mio padre mi\naveva fregato ancora una volta, quando arrivai era infatti gi\u00e0 morto da due\ngiorni.Tutti furono concordi nell\u2019affermare che non avevano mai assistito ad\nuna cerimonia pi\u00f9 grandiosa. Il suo funerale era stato degno di un re.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_40468\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40468\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando da bambino chiedevo a mio padre di comprarmi qualche ghiacciolo o qualche dolce, lui, che era un uomo saggio,anche se forse un po\u2019 tirchio, mi diceva di risparmiare e di pazientare, di mettere via i soldi che a quattordici anni mi avrebbe comprato lo scooter. 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