{"id":40456,"date":"2020-02-04T12:48:19","date_gmt":"2020-02-04T11:48:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40456"},"modified":"2020-02-04T12:48:20","modified_gmt":"2020-02-04T11:48:20","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-la-sciarpa-di-lana-di-graziella-ravera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40456","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;La sciarpa di lana&#8221; di Graziella Ravera"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>E\u2019 un venerd\u00ec pomeriggio. Nel piccolo appartamento Elena sta stirando la sua divisa da infermiera. Le sue tre figlie, Elsa di undici anni, \u00a0Martina di otto anni e Giulia di quattro come al solito fanno un gran chiasso e un gran disordine. Elsa sta cercando di studiare la lezione di storia, Martina sta facendo un disegno e Giulia sta guardando i cartoni animati alla televisione. Elena \u00e8 gi\u00e0 stanca prima ancora di prepararsi per fare il turno di notte. Ci sono gli zaini delle bambine da preparare, in questo fine settimana tocca al suo ex marito occuparsi di loro. Bisogna finire i compiti in tempo, sa gi\u00e0 che con il pap\u00e0 i compiti non si fanno mai. Non \u00e8 che la cosa la faccia arrabbiare, in fondo passano poco tempo con lui, solo un fine settimana ogni due, \u00e8 normale che cerchino di fare qualcosa di pi\u00f9 divertente che non scrivere e studiare.<\/p>\n\n\n\n<p>Suona il telefono, Elena risponde,\n\u00e8 Giorgio, il suo ex: a causa di uno sciopero non ha potuto tornare a\ncasa,&nbsp; si trova a seicento chilometri di\ndistanza, impossibile venire a prendere le bambine.&nbsp; Elena non sa come fare, si trova veramente in\ndifficolt\u00e0. Sua madre \u00e8 a letto con l\u2019influenza, sua sorella, che fa\nl\u2019insegnante, \u00e8 in gita con la scolaresca. Sa di non poter chiedere un ennesimo\ncambio di turno alla caposala perch\u00e9 sono sotto di personale e due colleghe\nsono in malattia. Elsa capisce che c\u2019\u00e8 qualcosa che non va, da quando suo padre\nse n\u2019\u00e8 andato con un\u2019altra donna tocca a lei aiutare la mamma e le sorelle pi\u00f9\npiccole.<\/p>\n\n\n\n<p>Elena cerca disperatamente una\nsoluzione, scorre la rubrica telefonica, pensa e ripensa, poi chiede alle\nbambine di fare silenzio e spiega cosa ha intenzione di fare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBambine, pap\u00e0 non pu\u00f2 venire a\nprendervi, nonna e zia non ci sono, ho deciso di chiedere ospitalit\u00e0 per\nstanotte alla zia Caterina\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Si alza un gran coro di proteste.\n\u201cOh no, zia Caterina no! E\u2019 noiosa! E\u2019 antipatica! E\u2019 vecchia! E\u2019 musona! Ha la\ncasa lucida che non si pu\u00f2 sporcare! Ha tutto che non si tocca, che si rompe,\nche non si pu\u00f2 usare per giocare! Mangia solo minestra e verdura bollita! Fa le\nprediche!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Elsa propone di restare a casa da\nsole, penser\u00e0 a tutto lei. Elena la abbraccia, ma le spiega che non si pu\u00f2\nfare, con i tempi che corrono ci sono mille pericoli per le bambine, niente da\nfare, ora telefona a zia Caterina.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPronto, zia Caterina? Sono Elena.\nAvrei bisogno di un immenso favore da te. Potrei lasciarti le bambine per\nstanotte? Porto qualcosa per cena\u2026. &nbsp;Oh\nno, non voglio offenderti, so benissimo che sei ancora in grado di preparare da\nmangiare, non volevo solo creare tanto disturbo\u2026. &nbsp;S\u00ec, hanno gi\u00e0 finito i compiti, staranno\nbuone, certo, si portano il pigiama e lo spazzolino da denti, e certo anche le\nciabatte per stare in casa\u2026. &nbsp;Grazie,\ngrazie infinite, arriviamo verso le sette\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Giulia scoppia in singhiozzi: \u201cNon\nvoglio andare dalla vecchia zia, voglio maaaaaaamma!\u201d. Martina grida con toni\nacutissimi, quasi isterici: \u201cLo sai che non ha la televisione? L\u2019ha detto\nnonna, per zia Caterina alla televisione ci sono solo cose brutte e allora l\u2019ha\nregalata a qualcuno. E non ha neanche internet! Mamma, ti prego, ti prego, ti\nprego, non voglio andarci\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Elsa, come sempre, \u00e8 la pi\u00f9\nragionevole. \u201cAnche a me non piace per niente andare da zia Caterina, pazienza,\n\u00e8 solo per una volta. Mettiamoci qualche giocattolo e qualche libro nello\nzaino\u201d.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>La strada per arrivare alla casa di\nzia Caterina non \u00e8 lunga, quindici minuti appena. La casa \u00e8 signorile, nel\ncentro storico., \u00e8 grande. Elena suona il campanello, la zia Caterina, rigida e\nimpettita, fa entrare le bambine, Elena ringrazia ripetutamente: \u201cVengo a\nprenderle domani mattina verso le otto\u201d. Zia Caterina disapprova: \u201cVieni alle\nundici, \u00e8 meglio se vai a dormire qualche ora dopo il turno di notte,\naltrimenti rischi di addormentarti alla guida\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Le bambine provano una grande\nsoggezione entrando in quella casa cos\u00ec grande, con grandi mobili scuri, con la\npadrona con il viso scuro, con il vestito scuro. La zia Caterina le accompagna\nin quella che sar\u00e0 la loro camera da letto, \u00e8 tutto talmente pulito, talmente\nordinato. \u201cPosate qui la vostra roba, il bagno \u00e8 qui accanto, andate a lavarvi\nle mani, la cena \u00e8 pronta\u201d. Le bambine in bagno bisbigliano tra di loro, sono\ndecisamente infelici. Si siedono a tavola in silenzio, la zia posa due vassoi\nin centro tavola. Non \u00e8 minestra, non sono verdure bollite, ci sono patate con\nun delizioso profumo di rosmarino, e delle palline di carne morbide e dorate.\nDurante la cena nessuno parla. Elsa ha molta fame, raccoglie il coraggio e\nchiede timidamente se pu\u00f2 servirsi ancora, \u00e8 tutto cos\u00ec buono. Allora anche le\naltre due chiedono il bis, alla fine della cena i vassoi sono vuoti. La zia\nCaterina si alza per sparecchiare, Elsa si offre di aiutare ma la zia ha paura\nche rompa qualcosa. Elsa non si perde d\u2019animo: \u201cSono abituata a sparecchiare, a\ncasa aiuto sempre mamma\u201d e fa avanti e indietro con la zia, che smette di\nopporsi. Rincuorata dalla piccola vittoria Elsa chiede il permesso di poter\nmettere qualche giocattolo sul tavolo. Martina e Giulia giocano con le loro bambole,\nElsa legge l\u2019ultimo libro che le ha regalato la mamma. La zia Caterina si siede\nsul sof\u00e0 e prende il cestino da lavoro, sta sferruzzando una sciarpa, \u00e8 molto\nbella, peccato che sia di colore grigio. Elsa posa il libro e guarda\naffascinata il movimento della lana sui ferri: i fili si incrociano e formano\nuna trama regolare di punti tutti uguali, tutti in fila. La zia Caterina \u00e8\nconcentrata sul suo lavoro, c\u2019\u00e8 un gran silenzio, Elsa ha paura di\ninterromperlo, per\u00f2 quel gioco di fili \u00e8 troppo bello. &nbsp;\u201cE\u2019 difficile lavorare a maglia? Mi piacerebbe\ntanto imparare\u201d. La zia Caterina sembra molto seccata, poi prende un gomitolo e\ndue ferri dal suo cestino e fa vedere ad Elsa come si fa. Elsa comincia piano\npiano a intrecciare le maglie sul ferro, una, due, tre, quattro, capisce il\nmeccanismo e vede crescere dal nulla una minuscola sciarpa tra le sue mani. Va\nproprio bene per la bambola, \u00e8 della misura giusta. Zia Caterina sorveglia il\nlavoro della nipote, aiuta a risolvere qualche piccolo intoppo, le maglie\ncorrono sui ferri, e con le maglie, come d\u2019incanto, le parole. Zia Caterina,\ndopo tanto tanto tempo, ritrova le parole, parole su un passato lasciato dietro\nle spalle. Faceva la fotografa con il suo compagno, l\u2019unico amore della sua\nvita, giravano il mondo, immortalavano attori, re e principesse.&nbsp; Ha fotografato il matrimonio di un principe e\nuna principessa che lasciavano la chiesa a bordo di una carrozza tirata da sei\ncavalli bianchi. Martina e Giulia smettono di giocare, si avvicinano, tutte e\ntre ascoltano la zia a bocca aperta. \u201cUna principessa vera? Una carrozza vera?\nDei cavalli veri?\u201d. &nbsp;Zia Caterina\ndescrive il vestito della sposa con il lunghissimo strascico, e la chiesa piena\ndi fiori bianchi.<\/p>\n\n\n\n<p>La piccola Giulia ora sbadiglia,\nzia Caterina manda le bambine a dormire. Elsa chiede di restare ancora un\nattimo per finire la sciarpa per la bambola, non sa come chiudere il lavoro\nsfilando i fili di lana dai ferri. Zia Caterina le insegna, ora la sciarpa \u00e8\nfinita. Elsa la prova sulla bambola, sta molto bene. &nbsp;Peccato per quel colore grigio.<\/p>\n\n\n\n<p>Elsa si alza per andare a letto,\nvorrebbe chiedere una cosa alla zia, ma non osa.<\/p>\n\n\n\n<p>Zia Caterina senza alzare gli occhi\ndal suo lavoro a maglia dice:\u201d Mi ha lasciata, se n\u2019\u00e8 andato con un\u2019altra donna,\ncome ha fatto tuo padre\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Elsa fa qualche passo verso la\ncamera, poi torna indietro e butta le braccia al collo di zia Caterina. Con le\nlacrime agli occhi sussurra: \u201cMi manca tanto\u201d. Zia Caterina bisbiglia: \u201cCome ti\ncapisco!.<\/p>\n\n\n\n<p>Al mattino Elena arriva puntuale a\nprendere le bambine, sa gi\u00e0 cosa aspettarsi, lamentele, capricci, pianti a non\nfinire.<\/p>\n\n\n\n<p>Zia Caterina apre la porta, le\nbambine sono gi\u00e0 pronte, vispe e allegre, ognuna con lo zaino sulle spalle,\nognuna impaziente di raccontare alla mamma le storie della zia Caterina. Elsa\nha una bambola in mano, avvolta in una sciarpa di lana grigia. \u201cGuarda mamma,\nl\u2019ho fatta io, mi ha insegnato la zia Caterina\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Elena guarda la zia, poi guarda le\nbambine, sono tutte sorridenti. Elena comincia con i ringraziamenti. Zia\nCaterina la interrompe. \u201cSe ti capita di aver bisogno di aiuto con le bambine\nportale pure quando vuoi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Le bambine salgono in macchina, zia\nCaterina rimane sulla porta e agita la mano in segno di saluto. Rimane sul vano\ndella porta a guardare il cielo, poi si avvia verso la merceria a comprare dei gomitoli\nnuovi: servono colori pi\u00f9 vivaci, basta con le tonalit\u00e0 di grigio.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_40456\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40456\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 un venerd\u00ec pomeriggio. 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