{"id":40417,"date":"2020-01-30T18:42:25","date_gmt":"2020-01-30T17:42:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40417"},"modified":"2020-01-30T18:42:27","modified_gmt":"2020-01-30T17:42:27","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-un-film-di-eisenstein-sulla-rivoluzione-di-mattia-nocchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40417","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Un film di Eisenstein sulla rivoluzione&#8221; di Mattia Nocchi"},"content":{"rendered":"\n<p>Bruno mi serviva nella band perch\u00e9 poteva suonare al mio\nposto la batteria. Ci vedemmo un inverno intero, solitamente nel primo\npomeriggio, lo portavo in sala prove e lo tenevo a mollo nel quattro quarti fino\nquando mi implorava di smettere, mostrandomi i polpastrelli ricoperti di\nvesciche. <\/p>\n\n\n\n<p>Bruno era una specie di cugino di secondo grado, di cinque\nanni pi\u00f9 piccolo di me, che da Roma era venuto a vivere al paesello da un paio\ndi mesi, una volta scomparso il padre. All\u2019epoca aveva pochi amici, una\ngalassia di brufoli in fronte e girava per le vie storte della nostra mezza\ncampagna in bicicletta, mentre tutti i suoi coetanei erano passati da almeno\ntre anni al motorino. &nbsp;Sua madre\/mia zia,\nmi chiese di prendermi cura di lui, farlo distrarre un po\u2019, farlo uscire di\ncasa. Cos\u00ec gli passavo le cassette da ascoltare \u2013 non aveva nemmeno il lettore\nper i compact disc \u2013 mi soffermavo sull\u2019importanza di preferire i Rolling\nStones ai Beatles, i suoni sgraziati ma sinceri del punk, rispetto alle band\nhair metal che spopolavano in provincia e gli insegnavo a suonare la batteria.\nLui accettava i miei consigli, si prendeva le cassette, e me le riportava dopo\nuna settimana infilando una breve recensione dentro la custodia, senza mai\nstrafare nelle bocciature. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un pomeriggio di agosto, dopo che ebbe passato con\nsuccesso la maturit\u00e0, mi venne a suonare a casa. Stavo guardando Ottobre di\nEisenstein, in VHS. Bruno si sedette sulla poltrona, guardava me e lo schermo,\nlo schermo e me e poi daccapo, in sequenza. Mia madre ci serv\u00ec delle limonate\nsu un vassoio d\u2019argento. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIn bianco e nero?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCerto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMuto?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abRusso.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEh, gi\u00e0.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9? \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDevo fare una tesina di storia del cinema, ho scelto\nEisenstein.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Nello schermo, Kerenskij \u00e8 il pavone. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSai che ho sempre pensato che la presa del Palazzo\nd&#8217;inverno fosse a Mosca? Invece \u00e8 successo a San Pietroburgo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il montaggio verticale. Kerenskij \u00e8 Napoleone.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa cosa? \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa rivoluzione d&#8217;ottobre. \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon me ne intendo di queste cose da comunisti.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE&#8217; cultura generale, non c\u2019entra la politica\u00bb e gli\ndetti un buffetto sulla testa.<\/p>\n\n\n\n<p>Da qualche mese Bruno aveva preso il mio posto alla\nbatteria nella band. Non aveva la mia fantasia nei fraseggi, ma la tecnica di\nbase era buona. D\u2019altra parte, Ernesto era stato categorico: \u00abPassi\nalla chitarra solo se ci trovi un batterista cazzuto. Non decente, cazzuto\u00bb. Era\nin fissa per Leon, usava \u201ccazzuto\u201d per tutto. A settembre avevamo aperto un\nconcerto degli Assalti Frontali al Festival di Acquaviva e sulle magliette il\nnome della nostra band si trovava a sole tre righe di distanza da Francesco De\nGregori. Potevo rivendermela anche con mia nonna. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abClaudio, mi sono iscritto a medicina. Te lo volevo dire\u2026 per\nchiarezza, ecco.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIn che senso, medicina? \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa rivoluzione \u00e8 in pericolo\u201d, comparve scritto\nsullo schermo. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBeh s\u00ec, sai, ti avevo detto filosofia, ma poi insegnare ai\nragazzini, insomma, non fa per me. Anche secondo mamma \u00e8 meglio medicina, d\u00e0\npi\u00f9 garanzie.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE dove, Siena? \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Konrilov avanza&#8221;, bandiere rosse, un treno\nche sbuffa. Lenin \u00e8 tornato.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo, Firenze. \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abFirenze? E la band? \u00bb <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa vedrai che torno, di sicuro il fine settimana e poi oh,\nma il marted\u00ec che mi ci vuole a prendere un treno e venire in cantina? Niente\nmi ci vuole.\n\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Lenin si sbraccia, sbandiera il berretto, agita le\nmasse. Eretto sul pulpito, l\u2019attore si conferma incredibilmente identico.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa medicina, cazzo, dovrai studiare parecchio&#8230; dico, sei\nsicuro che ci si fa a continuare?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSicuro. Ma davvero ti piace questa roba senza parole? \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Bruno inizi\u00f2 a tornare sempre di meno, passavano mesi\nprima che si facesse vedere \u2013 \u201cche ci vuoi fare, gli esami sono tosti\u201d. Poi arriv\u00f2\nuna certa Elisa, una&nbsp; fidanzata di Lastra\na Signa \u2013 \u201cma le piacciono i Pearl Jam, sai? Appena torno te la faccio\nconoscere\u201d &#8211; che non ho mai conosciuto. Dovetti abbandonare la chitarra e\ntornare a suonare la batteria, ma non mi andava pi\u00f9. Smisi di esercitarmi, mi\nvennero le vesciche sulle mani che per &nbsp;un batterista sono come le piante rampicanti\nsu una casa abbandonata. La band si sciolse dopo pochi mesi. Di seguito ne\nvennero altre, sempre peggiori. Cover tristi, concerti desolati. <\/p>\n\n\n\n<p>Tre giorni fa ho salutato Bruno nel suo studio, alle\nScotte, a Siena. Ha solo le tempie leggermente ingrigite, per il resto \u00e8 ancora\nuguale, dinoccolato da sembrare un Pippo appena pi\u00f9 basso, gli occhi azzurri\ngiganteschi sotto la cascata di ricci e dietro un paio di occhiali con la\nmontatura trasparente. Mi abbraccia e mi chiede come sto, un secondo dopo si\nrende conto di aver sbagliato domanda. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abClinicamente me lo devi dire te, per il resto sto bene\u00bb, provo a\nsorridere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSuoni ancora con Robi e Alcide? Ernesto si \u00e8 ripreso?\u00bb. Ernesto\nentrava e usciva dal Sert a 40 anni suonati.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi siedo di fronte a lui, mi sembra improvvisamente\npi\u00f9 grande di me: mio fratello, mio padre, mio nonno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCi proviamo, ma senza uscire dalla sala prove. Quello che\npiace a noi non piace ai ventenni di adesso.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome si chiamava quel pezzo che avevi scritto, quello che\niniziava con la batteria in levare che non mi riusciva mai&#8230; \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abOttobre, mi pare.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVero, &#8220;Ottobre&#8221;, come quei film in bianco e nero\nche ti guardavi per fare l\u2019intellettuale. Che tempi, eh?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGi\u00e0.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUn giorno prometto che torno a trovarvi, ragazzi, magari\nper le vacanze di Natale ci prendiamo una birra tutti insieme. Ancora mi tengo\naggiornato, sai?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Scorre le foto sul cellulare, ce ne sono una decina di\nlui con sua moglie e i loro due bambini di fronte a una torta di compleanno. Masha\n&amp; Orso di glassa, candeline e palloncini colorati, altri bambini, altri\ngenitori coi bambini. Posti di mare, pizze, colleghi in camice che fanno le\nfacce buffe. Poi foto sfocate e scure di una folla di ex giovani. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEcco, guarda qua. Ho visto i Foo Fighters a luglio, a\nFirenze. Ancora mostruosi, Dave \u00e8 un grande, ha suonato di tutto sul palco,\ncome facevi te.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMagari come me. Cio\u00e8, come lui.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Capisce che \u00e8 il caso di tornare seri. Si aggiusta il camice\nbianco e prende a guardare dei fogli sulla scrivania. Gli pulsano le tempie, scorre\nil referto, prende tempo ed entra nel ruolo. <\/p>\n\n\n\n<p>Sulla libreria alle spalle di Bruno noto un orologio\nal quarzo dalla strana forma cubica, irregolare. Troppo di design per essere\nstato fornito dal servizio sanitario nazionale, deve esserselo portato Bruno da\ncasa. Magari \u00e8 un acquisto fatto in vacanza, mi immagino in Svezia, o\nDanimarca. &nbsp;O qualche paese estremamente\ncivile, funzionale, dove ogni oggetto \u00e8 frutto di attenzione e studi\nergonomici. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSenti Claudio, non posso girarci intorno. \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDimmi.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQui gli esami non sono buoni.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuanto non-buoni? \u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMolto non-buoni.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Mi guarda negli occhi e poi mi passa un fascicolo\nverde pallido. Lo apro ma non leggo nulla. I fogli mi sembrano senza parole, le\nimmagini sfocate, montate male. Fotogrammi scuri con dentro la parte nascosta\ndi me. Il vento fa tremare i vetri sottili della finestra. L\u00e0 fuori l\u2019autunno \u00e8\nal lavoro e stacca le foglie dagli alberi, una ad una, senza piet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Dovrei concentrarmi, ma penso solo che a fine mese mi\nscade il contratto al call center, che dovevo stampare le locandine per la\nretrospettiva su Sergio Leone del nostro centro culturale, ma mi sono scordato\ndi inviare il file alla tipografia, che tra due giorni-due ho l&#8217;esame scritto per\nentrare all&#8217;acquedotto del Fiora come impiegato amministrativo ma siamo\nduecentrotrentaquattro candidati per tre posti di lavoro a Grosseto (a\nGrosseto!). Penso a Marzia che continua a mandarmi foto di appartamenti pi\u00f9\ngrandi da prendere in affitto, magari con la terrazza &#8211; &nbsp;\u201ccos\u00ec possiamo prenderci un cane\u201d &#8211; e che non\nle ho ancora detto nulla e non so come dirglielo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuindi che si fa?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuello che dobbiamo fare. Intanto, Carlo, ti seguo io, su\nquesto ci puoi giurare. Attivo il Gom, seguiamo il protocollo. Prendiamo subito\nun appuntamento per una seconda tac con esame di contrasto. Meglio fare un\nesame in pi\u00f9, che uno in meno. Dobbiamo essere sicuri di tutto e\ncircoscriverlo, il bastardo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuindi che si fa?\u00bb, ripeto.<\/p>\n\n\n\n<p>Vedo la sua bocca, vedo le labbra che si muovono, le dita che si\nagitano nell\u2019aria come inseguendo un fraseggio jazz, ma non riesco a sentire cosa\ndice. Volano in levare, si staccano dal tempo. Gli occhi blu come la piscina di\nNevermind, la camicia pastello sotto il camice bianco, la magrezza del torace. <\/p>\n\n\n\n<p>Lo vedo, mi parla. <\/p>\n\n\n\n<p>I fogli, la radiografia, Ottobre, mi ero scordato di Ottobre. <\/p>\n\n\n\n<p>Lo vedo, seguo la linea della bocca, mi concentro sulle parole. Un\norologio danese. Montaggio verticale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sapeva tenere il tempo, ma aveva poca fantasia nei fraseggi.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Lo vedo, mi parla, ma non sento nulla. <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_40417\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40417\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bruno mi serviva nella band perch\u00e9 poteva suonare al mio posto la batteria. 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