{"id":40367,"date":"2020-01-16T11:49:34","date_gmt":"2020-01-16T10:49:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40367"},"modified":"2020-01-16T11:49:35","modified_gmt":"2020-01-16T10:49:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-nadia-e-andrea-di-giulia-naitza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40367","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Nadia e Andrea&#8221; di Giulia Naitza"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cMa ti \u00e8 sembrato\nstrano?\u201d &#8211; fa una voce all\u2019altro capo del telefonino.<\/p>\n\n\n\n<p>Nadia tiene il\ncellulare tra l\u2019orecchio e la spalla, torcendosi sul sedile per\nmeglio parcheggiare l\u2019auto. Dopo dieci anni si \u00e8 finalmente decisa\na cambiare macchina, e solo perch\u00e9 non c\u2019era ormai pi\u00f9 niente da\nfare, se no se la sarebbe tenuta a vita, tanto era l\u2019affetto che\nprovava.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa che ne so, \u00e8\nstrano da parecchio. Dice che \u00e8 il lavoro, l\u2019inverno, le solite\ncose. Per\u00f2, non capisco, non \u00e8 successo niente di eclatante negli\nultimi tempi.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, sono certa\ngli passer\u00e0. Ti richiamo pi\u00f9 tardi che sto parcheggiando. S\u00ec, va\nbene, ciao.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Senza l\u2019intralcio\ndel telefonino, in due manovre Nadia effettua un parcheggio da\nmanuale. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Poi prende la borsa,\nchiude la macchina e si dirige verso un negozio. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di aprire la\nporta, si blocca di scatto. Non \u00e8 sicura di aver chiuso l\u2019auto.\nCos\u00ec, affonda la mano nella borsa nera, scansa il telefono, l\u2019agenda\ne il portafoglio, e tira fuori la chiave. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Preme il pulsante:\nl\u2019aveva gi\u00e0 chiusa, ovvio. Quando mai si dimentica.<\/p>\n\n\n\n<p>Fa scorrere le dita\ntra le camicie di seta appese in fila. Ne tasta il morbido tessuto e\nne testa la qualit\u00e0. Alcune sono state riposte male e lei, con\npazienza, le riordina, anche se di lavoro fa la violoncellista e non\nla commessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Vuole a tutti i\ncosti fare un regalo ad Andrea, un regalo inaspettato, per provare a\nridurre la distanza che si \u00e8 creata tra loro da alcuni mesi, deporre\nle armi e instaurare finalmente un dialogo sulla loro relazione. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Passa la mano sul\ncolletto, per poi scendere sulla manica: immagina le braccia di\nAndrea avvolte da quel tessuto, poi il tipo di giacca che potrebbe\nabbinare, i pantaloni, ed infine le scarpe. Gli cuce addosso un look\nimpeccabile. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Immagina di tornare\na casa e consegnargli il regalo. Immagina Andrea che si illumina\nsorpreso, la ringrazia commosso e la abbraccia. La camicia \u00e8\nperfetta, lei \u00e8 perfetta, si \u00e8 trattato solo di un periodaccio,\nperch\u00e9 non riprendere da dove ci siamo persi? Perch\u00e9 non facciamo\nun figlio?<\/p>\n\n\n\n<p>Nadia e Andrea\nstanno insieme da otto anni. Hanno superato la famosa crisi dei\nsette, nonostante Nadia senta ancora l\u2019eco lontano di uno stridio,\ncome se due violini non perfettamente accordati si ostinassero a\nsuonare. Un orecchio poco fino non ci farebbe caso ma la sensibilit\u00e0\ndi Nadia \u00e8 troppo acuta per non farle rizzare le antenne. Ha\npercepito un lieve disarmonia nel rapporto con Andrea e vuole\nincollare i pezzi prima ancora che questi si spacchino.<\/p>\n\n\n\n<p>Si decide per una\ncamicia blu. \u00c8 vero, il prezzo \u00e8 alto, ma \u00e8 per il bene della\ncoppia. E poi ad Andrea le camicie servono sempre, anche se da\nqualche mese insiste nel mettere solo semplici magliette sotto la\ngiacca. Nadia pensa che la camicia si addica di pi\u00f9 alla sua\nprofessione di architetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre si mette in\ncoda alla cassa, ripensa alla conversazione col terapeuta di qualche\nora prima: avevano riflettuto sul concetto di idealizzazione e di\nquanto potesse essere pericoloso in una coppia.<\/p>\n\n\n\n<p>Nadia aveva\nridacchiato. Come se fosse possibile idealizzare una persona dopo\notto anni di relazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi idealizza\nquando non si conosce\u201d &#8211; aveva detto Nadia &#8211; \u201cAndrea lo conosco\nfin troppo bene. Lo amo moltissimo, ma questo non vuol dire che lo\nabbia idealizzato.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il terapeuta aveva\nprovocato Nadia con alcune domande mirate. Si pu\u00f2 davvero conoscere\nuna persona, quando non conosciamo cos\u00ec bene nemmeno noi stessi? Da\ndove viene questa sicurezza?<\/p>\n\n\n\n<p>Nadia si era\nirritata, forse perch\u00e9 il terapeuta aveva fatto centro. E allora\necco che come una marea era tornato a galla il timore che per tutti\nquesti anni Andrea avesse giocato una parte, mostrato un solo lato di\ns\u00e9 e che quella spaccatura che Nadia percepiva era dovuta alla\nnecessit\u00e0 di Andrea di intraprendere un altro cammino, da solo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il terapeuta aveva\npoi continuato ad incalzarla, chiedendole quali fossero, secondo lei,\ni motivi che avrebbero spinto Andrea ad allontanarsi. Le chiese di\npensarci su, e poi di esporli parlando in terza persona: in questo\nmodo avrebbe potuto distaccarsi dalla situazione e guardarla sotto un\naltro punto di vista. Non era la prima volta che utilizzavano questo\nespediente, eppure non risultava sempre semplice.<\/p>\n\n\n\n<p>Nadia era stata in\nsilenzio per qualche secondo, lo sguardo fisso sul bicchiere d\u2019acqua\ndavanti a lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, senza staccare\ngli occhi, aveva detto:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNadia \u00e8 stata la\nsua prima ed unica donna e all\u2019et\u00e0 di 33 anni Andrea sente di\nessersi perso qualcosa. Vuole imparare a cavarsela da solo, a non\navere sempre la vita risolta da Nadia e la sua mania di controllare\ntutto, vuole andare a letto con altre donne, conoscere i loro orgasmi\ne le forme dei loro corpi. \u00c8 stufo di Nadia, della sua pelle che\ninizia a cedere, della sua fretta di avere un figlio e di quella sua\ninsopportabile convinzione di sapere tutto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Nadia scuote la\ntesta e cancella quegli orrendi sospetti. La possibilit\u00e0 che Andrea\nesca dalla sua vita le fa mancare la terra sotto i piedi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornata in macchina,\nsi sforza di sorridere. \u00c8 un esercizio che le ha consigliato il\nterapeuta: il movimento delle labbra verso l\u2019alto condiziona il\nnostro umore. Se sorridiamo, i nostri neurotrasmettitori lo\npercepiscono e partono con le endorfine, anche se in quel momento\nsiamo tutto fuorch\u00e9 felici.<\/p>\n\n\n\n<p>Nadia sorride ma il\nriflesso nello specchietto le rimanda un\u2019immagine grottesca.<\/p>\n\n\n\n<p>Rientrata a casa,\ntrova Andrea chino sulla scrivania del salotto, con gli occhiali sul\nnaso, concentrato a lavorare sul progetto di un palazzo che gli d\u00e0\nnon poche rogne, tanto che non si accorge della presenza di lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Nadia vorrebbe\navvicinarsi da dietro e mordergli l\u2019orecchio. Era un gioco che\nfacevano spesso i primi anni: Andrea scoppiava a ridere ed incassava\nla testa nelle spalle. Aveva i lobi cos\u00ec sensibili. Ma era una\ntortura dolcissima.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019un tratto Andrea\nsi gira di scatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei gli si avvicina con la busta, poi gliela porge con un sorriso. Andrea si volta, prende la busta e fissa Nadia sorpreso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCos\u2019\u00e8?\u201d fa\nalzando le sopracciglia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNiente, solo un\nregalo. Aprilo, dai\u201d. Nadia \u00e8 raggiante. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa perch\u00e9?\u201d\nchiede Andrea, sospettoso. Ha paura di essersi dimenticato una data\nimportante.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE dai Andre,\naprilo! \u00c8 solo un regalo!\u201d. Alza il tono della voce in modo quasi\nimpercettibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea tira fuori la\ncamicia e la guarda. \n<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNad, ti sar\u00e0\ncostata un casino, non dovevi. Davvero.\u201d \u00e8 imbarazzato e si sente\nin colpa perch\u00e9 anche lui ha percepito quella stonatura nel loro\nviolino, ma continua a fare finta di niente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9 non la\nprovi? Dai, ti aiuto!\u201d Nadia continua a emanare gioia\ninspiegabilmente, come se quella camicia fosse stata creata apposta\nda un mago per sciogliere il nero grumo d\u2019incertezza nel petto di\nAndrea e far tornare le cose come prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea si toglie il\nmaglione con un gesto rapido che gli scompiglia i capelli. Un ciuffo\ngli rimane dritto e lo fa assomigliare a un bambino incapace di\npettinarsi senza l\u2019aiuto della madre. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Fa per infilare il\nbraccio destro ma gi\u00e0 all\u2019altezza della spalla sente che gli\nstringe. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Prova comunque ad\ninfilare anche il sinistro. Le maniche gli arrivano ben sopra i polsi\ne sulla schiena la camicia \u00e8 talmente tesa che con un movimento\npotrebbe squarciarla.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNad, mi sa che \u00e8\nun po\u2019 piccola.\u201d accenna Andrea sottovoce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSciocchezze\u201d &#8211;\nrisponde secca lei, riprendendo contatto con la realt\u00e0. \u201cAdesso la\nsistemiamo e vedrai che ti star\u00e0 una meraviglia.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea si lascia\nvestire come un bambino prima di andare a scuola, o uno\nspaventapasseri privo di vita. Guarda Nadia che gradualmente si\nirrigidisce mentre tira le maniche della camicia per farle arrivare\nai polsi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNad, dai, lascia\nstare, non vedi che non mi sta?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE che cazzo,\nAndre, vuoi star fermo un attimo? Se non mi fai provare per forza che\nnon ti sta!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Andrea la fissa\nimmobile e la lascia fare, mentre gli occhi di Nadia si fanno\nacquosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiude i bottoni con\nle mani tremanti e ad ogni asola rinuncia ad Andrea. \n<\/p>\n\n\n\n<p>La camicia \u00e8\npiccola, non gli sta.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche Nadia si sente\npiccola, e non sa dove stare. Scoppia in un pianto disperato e si\naccascia a terra tenendosi alle braccia di Andrea, strette nella\nmorbida seta.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso anche Andrea\nha capito. Si china per sostenere Nadia e sente qualcosa strapparsi.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_40367\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40367\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cMa ti \u00e8 sembrato strano?\u201d &#8211; fa una voce all\u2019altro capo del telefonino. 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