{"id":40341,"date":"2020-01-13T17:53:29","date_gmt":"2020-01-13T16:53:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40341"},"modified":"2020-01-14T13:10:06","modified_gmt":"2020-01-14T12:10:06","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-chiusa-in-un-cuore-di-sabrina-brioli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40341","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Chiusa in un cuore&#8221; di Sabrina Brioli"},"content":{"rendered":"\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<p>La vidi  di nuovo attraverso la  finestra, ferma alla solita parete verticale  di un   muro,  e compresi solo dopo molto tempo, cio&#8217;  che le stava realmente accadendo.  Era una ragazza sui 23 anni, una creatura incantevole,  di una bellezza innocente ed esotica,  i suoi occhi avevano  quella purezza d&#8217;intenzione  che raramente esiste. Quasi a dimostrare la sua lealta&#8217; di ogni giorno, se ne stava  spesso come una pila scarica, sul ciglio della strada alla stessa ora,  in  attesa di qualcuno che la passasse a prendere.  Adattata alla circostanza, si intuiva  che era preda dell&#8217; imbarazzo  e dell&#8217;impazienza, perche&#8217; colui che aspettava era un ritardatario cronico  e circolavano voci che fosse pure sposato e incostante. <\/p>\n\n\n\n<p>Posto fosse vero, quantomeno  non ci si poteva fidare di questa  sua poco discreta puntualita&#8217;,  e  a volte delusa dall&#8217;attesa,   se ne tornava a casa sconsolata, dinnanzi a quella realta&#8217; diversa, sperata. Valutando i  ritardi, l&#8217;ingeniuta&#8217; di quella relazione, mi appariva specificatamente come una scortesia diretta nei suoi confronti,  quasi  lei per lui, fosse  solo un gioco. Era evidente che la ragazza cercasse amore, una qualsiasi forma d&#8217;amore.  Viveva in una famiglia arcaica che su di lei aveva il controllo assoluto e lo dimostrava il suo sguardo sofferente,   sembrava che i suoi occhi avessero  due ali per potersene scappare via, per guardare quello che da casa sua non poteva ammirare. Scappare da quella situazione  di statica infelicita&#8217;,   dove il tempo sembrava fermo e muto, in una casa per meta&#8217; adibita a stalla, isolata e un po&#8217; aldisopra del paese. La sua casa non godeva di comodita&#8217;, e nonostante fosse  inserita  in una tavolozza cromatica nel verde dei boschi, pur essendo vicinissima al centro storico,  era isolata da tutto.  Si sentivano provenire solo strepiti  da quella casa, gli strepiti di un contadino incazzato, che bestemmiava in modo pesante perche&#8217; la motozappa perdeva benzina o perche&#8217; doveva occuparsi delle  culture  e del bestiame.  <\/p>\n\n\n\n<p>Capace di  arrabbiarsi fortemente per ogni cosa, figli numerosi   compresi.  Sei  figli,  adoperati  perlopiu&#8217; a svolgere  i loro lavori senza lamentarsi.  Soggiogati dai loro genitori dai modi rozzi goffi e villani, in grado di esercitare forza sul loro destino,  con nessun&#8217; altra motivazione se non quella di  lavorare. Vivendo in queste condizioni, non c&#8217;e nulla di sbagliato nel desiderare amore,  e&#8217; perfettamente ragionevole quando una famiglia anziche&#8217;  spronarti ad esprimere la tua personalita&#8217;  ti tarpa le ali ingabbiandoti in una mentalita&#8217; da medioevo,  dove concepire  la visione del mondo, si credeva il creato fosse voluto da Dio, immutato senza nessuna trasformazione. Quando hai soltanto questa opzione sopporti  anche i   ritardi di un uomo . Chiariti questi aspetti si puo&#8217; comprendere come fosse la sua vita. Cio&#8217; nonostante non smettevo di osservarla dalla finestra,  malgrado tutto di lei esprimesse dolcezza, era triste.  Triste per via dei maltrattamenti  subiti in famiglia, per via di questo  amore dai contorni  poco corrisposti.  Addolorata per via di un paese  compatto e nemico verso questa relazione ritenuta illecita, fatta senza l&#8217;approvazione di una loro morale bigotta,  dove di diritto,   rivelavano il gusto  nel reprimerla, attraverso  l&#8217;abuso  esteso dell\u2019offesa. E cosi&#8217; quell&#8217;innocente creatura, trattata come una passeggera della vita senza biglietto,   fu condannata all&#8217;infamia da tutta la popolazione  senza nessuna clemenza, per via di quell&#8217; amore che appariva ai loro occhi sospetto. Fini&#8217; per vivere  come una monachella,  la sua identita&#8217; era diventata un pallido riflesso, senza nessun vuoto per nessuno da colmare, e la si vedeva in giro sempre meno,  con lo sguardo assente di chi ha troppo  subito, torti, malintesi e circostanze inventate, dalla rete di controllo delle comari, che per loro natura avevano coltivato le qualita&#8217; piu &#8216;psicopatiche, e dovevano dare nuova linfa ai suoi patimenti, gettando fango sulla sua sorte. <\/p>\n\n\n\n<p>Cosicche&#8217; cominciarono  a  circolare voci sempre piu&#8217; seriali su di lei, e nell&#8217;imbarazzo, senza conferme certe che il ritardatario  fosse sposato, anche la sua famiglia gli remo&#8217; contro. Mise al primo posto i dettami della comunita&#8217; senza farsi nessun scrupolo nel proteggere la figlia. La vita stessa della figlia non era da considerarsi del tutto sua, ma falsata dal fanatismo martellante della comunita&#8217; ,  che al pari di un simulacro di verginita&#8217;  esibiva le  vite integgerime  degli  altri, quasi fossero medaglie affisse ai loro corpetti.  Premiazioni di vite coniate nell&#8217;infelicita&#8217;. Pronte per l&#8217;appuntamento galante con l&#8217;aldila&#8217; e  impacchettate in forzature per nulla  naturali al pari di  nastri adesivi da imballaggio, usate per legarti e non farti urlare. Sempre piu&#8217; depressa  e sulla bocca di tutti,  la sua vita comicio&#8217; presto a diventare una via crucis, eretta, con l&#8217;intuizione degli spiriti grandi delle pettegole.  E&#8217; evidente che essa stessa fini&#8217;  per straniarsi, e ritenere orribile la vita servita cosi&#8217; come se non fosse sua.  Eppure lei desiderava solo amore, e voleva riuscire  a trovare un canale per cui sollevarsi. Riscattarsi  non dietro ad una discussione, un  malinteso,  una sofferenza, ma in una configurazione d&#8217;amore che era li per dire, che e&#8217; sempre un legame d&#8217;affetto ed unione a far   crescere la  persona, non un editto,  una configurazione sociale. Dentro noi tutti , continuiamo  ad essere persone che apprezzano un abbraccio, uno sguardo, un gesto, ed e&#8217;  l&#8217;unione che riusciamo a stabilire con la parte piu&#8217; intima di noi,  ma e&#8217; come se la comunita&#8217; ponesse l&#8217;amore  in modo  frammentato in piu&#8217; dimensioni aldifuori della nostra soggettiva persona. In fondo lei desiderava solo  capire come ogni persona,  poteva affrontare  a proprio modo questo  amore. <\/p>\n\n\n\n<p>Privata da questo suo diritto,  la considerazione dell&#8217;amore  per lei non fu piu&#8217; la  stessa, quella di sempre, quella che entusiasmava una vita da prendere a morsi. Per cui a poco a poco fini&#8217; col  mettere  da parte quello che fino a poco tempo fa per lei rappresentava un  sogno.  Che fine aveva fatto la sua voglia d&#8217;amore? Pareva nascosta in un angolo e smarrita, aveva perso ogni  sentore di prepotenza, perche&#8217; questo spirito ribelle  che e&#8217; l&#8217;amore era stato  privato di  intimita&#8217;,  la sua primordiale formula di passione.  Di colpo l&#8217;amore per lei non fu piu&#8217; lo stesso,  e nessuno e&#8217; preparato ad una tale perdita di legge di vita. Tutti, compreso lei,  dobbiamo darci tempo per affrontare questa nuova situazione e  senza rancori.  Regredita  ad una forma adolescente che sembrava voler   sfuggire alle regole, si chiuse nel guscio di casa sua.  Si sentiva profuga e priva di vigore senza un amore,  una perdita che le  aveva allentato ogni vincolo alla vita. La sua formulazione originaria nei confronti della vita stessa non era piu&#8217; la medesima, senza affetto,  considerato dalla comunita&#8217;  atto meritorio, che si da in pasto solo ai giusti. Lei che aveva sempre condotto una vita semplice, metodica,  piu&#8217; sfortunata di altri, da non permettersi  nessun lusso tranne che vivere quell&#8217;amore non era  stata perdonata per  questa sua scelta. Viveva in una condizione di mobbizzata, e  le terroriste del chiacchericcio,  sembravano  fingere di non capire che lei stesse soffrendo. L&#8217;ignoranza di questa gente e la tradizione muoveva  i loro intenti e istinti  nel tentativo di distruggerla. Pure la madre creo&#8217; menzogne a suo sfavore infinite  finacche&#8217; lei tento&#8217; il suicidio  e fu salvata in extremis e messa sotto psicofarmaci. Povera creatura, cosi&#8217; bella e cosi&#8217; maliziosamente dolce,  non potevo tollerare le avessero fatto un torto simile. Un intero paese era colpevole di averle  sfilato la  vita da sotto gli occhi. E lei se l&#8217;era lasciata sfilare da chi si era inventato tutto,  di gusto e di sana pianta. A distanza di anni rividi  di nuovo quella  dolcissima creatura, diventata ormai  donna matura,  appesentita dagli anni, col passo lento e stanco, nel paludame dei suoi giorni, non viveva piu&#8217; nella stalla a ridosso dei boschi,  i suoi genitori erano morti e quello che  era rimasto di lei erano solo  rimpianti, ed il danno permanente alla sua dignita&#8217; che si poteva osservare anche senza l&#8217;uso di un occhiale. <\/p>\n\n\n\n<p>Era  l evidente immagine di una donna distrutta con una cicatrice sempre fresca pronta a rilasciare solo rancore e diffidenza. Una donna che non sente, e non sa piu&#8217; di niente, piegata dall&#8217;imbecillita&#8217; della gente, che riesce a vedere il peccato  dove non esiste. Cosa ci sara&#8217; di imperdonabile in un peccato, se solo quello rappresentava un&#8217; ancora di salvezza nella sua  triste  vita?  Incurante dei suoi  bisogni, mentre  cercava di ripristinare il suo  equilibrio interno da quella sconfitta, da quel compromesso suo d&#8217;amore, appariva come una zona colpita dal terremoto, marchiata a vita.  E se e&#8217; vero che Dio  vive nel profondo di ogni cuore, il peccato e&#8217; solo un problema formale, ma non e&#8217; affatto complice dell&#8217;odio della gente,  che nel suo caso aveva reso  la  vita una detenzione . Una gabbia  che  ti fa guardare il  futuro con disprezzo, perche&#8217; ligio alla severita&#8217; eccessiva e alla durezza. Un disprezzo  feroce  che non vogliamo piu&#8217;  riconoscere, perche&#8217; non coerente  con la contemporaneita&#8217; dell&#8217;amore e della tolleranza dei nostri tempi. E&#8217;  difficile da credere, ma i bassi istinti che muovono l&#8217;animo umano, si agitavano in loro, solo all&#8217;apparenza   umani, in realta&#8217; era una comunita&#8217; di automi,   che mettevano   in atto una pulsione   automatica  che mira a soddisfare il proprio bisogno di odio, su schemi appresi. Per cui per propensione, seminavano imposture  su chiunque, per il desiderio di uccidere non importa chi, senza un chiaro scopo, quadro molto simile al comportamento innato di una belva feroce. <\/p>\n\n\n\n<p>Erano come posseduti dalla grande forza del male che doveva incanalarsi da qualche parte, una  fonte di energia distruttiva, in cui riconoscevano solo se stessi, il  loro  linguaggio, il  loro modo di comunicare, i loro bisogni come forma e pulsioni, questo era l&#8217;unico  meccanismo  di vita sociale che avevano appreso.<br> Nemmeno si accorgevano  d&#8217; essere  demoni  attraversati dal dominio  e dall&#8217;odio.  E di questa loro ignorante messa in scena, cioe&#8217; quella di voler condizionare il cammino di una persona, con la loro assurda legge, avevano estorto la vita e la possibilia&#8217; di maritarsi, ad una bella e giovane dolcissima donna prima di tutto persona. Le emozioni sono il sale della vita, sono i colori con cui dipingiamo la nostra vita. Non si puo&#8217; dubitare di seppellire  le proprie,  ma sperare di poter  godere attimo per attimo tutte le sfumature di ogni emozione  positiva, e riconoscerle  con certezza senza temerle,  consapevole di dove possano  portarci.  <\/p>\n\n\n\n<p>Emozioni  da vivere   e  gestite  positivamente  al meglio per noi,  senza prolungare questo  tasto doloroso,  che molti altri prima di noi  hanno gia&#8217; vissuto, da accomunare alla  stessa matrice dei lager,  per accorgerci ancora  attraverso le frasi famose di Primo Levi,  che la nostra lingua manca di parole, per esprimere questa offesa:  la demolizione di una persona. La demolizione di un uomo tuttora evidente attraverso l&#8217; odio e il fanatism<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_40341\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40341\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vidi di nuovo attraverso la finestra, ferma alla solita parete verticale di un muro, e compresi solo dopo molto tempo, cio&#8217; che le stava realmente accadendo. Era una ragazza sui 23 anni, una creatura incantevole, di una bellezza innocente ed esotica, i suoi occhi avevano quella purezza d&#8217;intenzione che raramente esiste. Quasi a dimostrare [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_40341\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40341\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":19090,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[545],"tags":[],"class_list":["post-40341","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2020"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40341"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/19090"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40341"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40341\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40361,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40341\/revisions\/40361"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40341"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40341"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40341"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}