{"id":40336,"date":"2020-01-12T19:20:03","date_gmt":"2020-01-12T18:20:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40336"},"modified":"2020-01-12T22:38:45","modified_gmt":"2020-01-12T21:38:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-la-stanza-della-fantasia-di-roberta-morini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40336","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;La stanza della fantasia&#8221; di Roberta Morini"},"content":{"rendered":"\n<p>Era una fresca domenica mattina di primavera e in via dell\u2019Indipendenza a Padova una multipla grigio metallizzata era parcheggiata davanti ad un grande palazzo condominiale tipico di quella grande e affollata citt\u00e0.  A bordo sui sedili posteriori c\u2019erano Pierre e Sofia due fratelli di 10 e 8 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Sofia: naso appiccicato al vetro del finestrino guardava il grande palazzo che fino a quel momento era stata la sua casa; mentalmente elencava le finestre di quello che era stato il suo mondo e si chiedeva se un estraneo da fuori capiva quale era la finestra del bagno, della cucina o della sua camera.\u00a0\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019indice ne disegnava i contorni sul vetro della macchina appannato dal suo respiro.\u00a0 Sofia era felice, a lei piacevano le novit\u00e0 e affrontava quel trasloco che si apprestavano a fare con entusiasmo.\u00a0 Pierre accanto a lei stava seduto impettito, guardava in avanti, lo sguardo non metteva a fuoco niente di preciso di tutto quello che lo circondava: era furibondo. <\/p>\n\n\n\n<p>Furibondo per quell\u2019 ennesimo trasloco; questo era il terzo da quando era nato e sapeva che non sarebbe stato l\u2019ultimo, per questo era tanto arrabbiato, ogni volta doveva ricostruire i rapporti e le amicizie con tutti e per lui introverso questo era molto difficile e faticoso, soprattutto inutile perch\u00e9 sapeva gi\u00e0 che tutto il suo lavoro sarebbe stato vano con l\u2019inevitabile cambio di residenza che si verificava ogni 3\/4 anni a causa del lavoro di suo padre.\u00a0\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>In casa ne avevano parlato a lungo con lui, ma effettivamente non c\u2019erano altre soluzioni se non quella di seguirlo tutti visto che sarebbe andato a lavorare in una zona molto distante da Padova e traslocando avrebbero continuato a vivere tutti insieme in famiglia e questo era l\u2019importante, Pierre era d\u2019accordo, amava i suoi genitori e la sorellina, ma sapeva gi\u00e0 che l\u2019inserimento a scuola con i nuovi compagni di classe non sarebbe stato facile e questo lo tormentava. <\/p>\n\n\n\n<p>Erano rimasti soli in macchina momentaneamente, mentre il padre prendeva gli ultimi accordi con gli operai del furgone dei traslochi che li avrebbe seguiti nel viaggio fino alla nuova casa.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Adesso stava arrivando la mamma sorridente, dopo aver\nfatto l\u2019ultimo controllo in casa per verificare di aver preso tutte le scatole\ncon le loro cose.&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Pierre pens\u00f2 a come sembrava tutto facile: la loro vita,\nle loro cose, raccolte in cubi di cartone, senza mobili o altri complementi di\narredo che ogni volta cambiavano; ma bastava aprire quegli scatoloni e la nuova\ncasa non sarebbe stata pi\u00f9 un\u2019estranea e avrebbe preso i colori della loro\nvita, della loro storia.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;\n&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quasi contemporaneamente i due genitori aprirono ognuno\ndal proprio lato le portiere della macchina e salirono, un attimo dopo la macchina\nsi avvi\u00f2 per la nuova destinazione che si trovava nel cuore della Toscana;\nnella campagna lucchese in una villa dei primi del \u2018900 con un grande e\nbellissimo parco.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Erano le tre del pomeriggio quando la Multipla seguita dal furgone dei traslochi varcava l\u2019ingresso del viale che conduceva alla villa; il grande cancello in ferro battuto era aperto e sembrava li aspettasse.\u00a0 I pneumatici della macchina cantavano sotto la pressione con il bianco ghiaino steso perfettamente sulla stradina.\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Intorno a loro un bellissimo parco molto curato e dietro una dolce curva apparve finalmente la nuova dimora. Aveva un aspetto sobrio e solido: di pianta rettangolare, posta su due piani pi\u00f9 le soffitte era intonacata di un giallo chiaro con le persiane verdi e nell\u2019insieme rimandava un\u2019immagine rassicurante e questa fu l\u2019impressione di tutta la famiglia Alterigi, perch\u00e9 tutti e quattro si guardarono e contemporaneamente sorrisero.\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Fuori ad aspettarli c\u2019era una signora molto curata nell\u2019aspetto che educatamente aspett\u00f2 che scendessero dalla macchina e si avvi\u00f2 verso di loro con un bel sorriso di benvenuto e una calorosa stretta di mano.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>La signora Luisa, cos\u00ec si chiamava la donna, dopo i primi\nconvenevoli li accompagn\u00f2 in casa facendoli accomodare nel grande e luminoso\nsoggiorno, qui in modo affabile spieg\u00f2 alla famiglia che la villa aveva due\nappartamenti, a loro era stata riservata l\u2019ala a nord, mentre la parte a sud\nera privata e i proprietari ne usufruivano poche volte durante l\u2019anno, quindi\npraticamente erano soli.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;\n<\/p>\n\n\n\n<p>Per qualsiasi necessit\u00e0 avrebbero fatto riferimento a lei e mostr\u00f2 loro un suo biglietto da visita.\u00a0 La signora si alz\u00f2 dalla poltrona e and\u00f2 verso la porta a vetri che dava sul balcone, guardando il parco e rivolgendosi a loro disse che nella dependance della villa\u00a0 abitava il giardiniere e custode\u00a0 della casa di campagna; concluse dicendo\u00a0 che era un uomo molto solitario e di poche parole ma brava persona, li invit\u00f2 ad alzarsi e a affacciarsi al balcone per poterlo vedere e cos\u00ec facendo tutti e quattro videro un uomo anziano in tuta da lavoro, molto alto e magro, in testa portava un grande cappello di paglia intrecciata, quindi non ci fu il modo di vederlo in viso. Notarono una lunga barba grigia che gli scendeva dal mento, girandosi l\u2019uomo mostr\u00f2 di portare i capelli lunghi raccolti in una coda all\u2019altezza della nuca che gli scemava sulle spalle magre.<\/p>\n\n\n\n<p>Luisa consegn\u00f2 le chiavi dell\u2019abitazione e si conged\u00f2 da loro augurandogli una buona permanenza.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Il resto del pomeriggio i ragazzi lo passarono in esplorazione dell\u2019appartamento, mentre i genitori aiutati dagli operai della ditta di traslochi scaricarono il furgone dalle loro scatole, cercando man mano che le aprivano di mettere tutto a posto.<\/p>\n\n\n\n<p>Con grande sorpresa la sera quando arriv\u00f2 l\u2019ora di andare a letto i ragazzi sul comodino della loro camera trovarono un regalo ciascuno lasciato dal proprietario della villa. Sofia trov\u00f2 una scatola di latta rosa pastello e aprendola scopr\u00ec che questa a sua volta conteneva alcuni piccoli barattoli di vetro pieni di deliziose caramelle alla frutta, mentre Pierre trov\u00f2 una fionda di legno fatta a mano, ne rimase entusiasta si vedeva gi\u00e0 sdraiato sull\u2019erba con la fionda in tiro pronta a colpire.<\/p>\n\n\n\n<p>Si addormentarono felici, ripromettendosi che l\u2019indomani sarebbero andati nel parco: lui con la fionda a caccia e Sofia con un barattolino di caramelle per quando si sarebbero fermati a riposare.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Il sole splendeva anche quel luned\u00ec mattina e i due fratelli dopo una ricca colazione chiesero alla madre se potevano andare a giocare fuori nel parco\u2026\u2026\u2026. Avevano percorso il viale inghiaiato che il giorno prima li aveva portati alla dimora e adesso erano davanti al grande cancello chiuso, decisero di tornare indietro e di addentrarsi nel parco.<\/p>\n\n\n\n<p>Da lontano l\u2019occhio vigile del giardiniere li stava osservando,\u00a0 i due bambini parlavano tra loro e ridevano seguendo i vari sentieri del grande giardino; a un certo punto\u00a0 scorsero in mezzo ad alti cespugli la dependance della villa nominata dalla signora Luisa, incuriositi si avvicinarono alla costruzione in evidente stato di abbandono: le persiane ormai vecchie e sciupate erano aperte mostrando gli infissi di legno consumati dal tempo e le intemperie, c\u2019era persino una finestra con il vetro rotto. Dal tetto scendeva una grondaia arrugginita sganciatasi dalla u di ferro che la sorreggeva. Il portone di ingresso a due ante in legno scuro era in pessime condizioni: in basso il legno si era gonfiato e dava l\u2019impressione che la porta fosse socchiusa, Sofia sal\u00ec i due gradini che portavano al porticato d\u2019ingresso e sospinse leggermente la porta che si apr\u00ec completamente, mostrando un ingresso molto ampio illuminato da un enorme lampadario a gocce di cristallo, una scala semicircolare in marmo e ferro battuto portava al piano superiore e sul pavimento in parquet scintillava un bellissimo tappeto persiano Nahavand rosso con dei motivi geometrici.<\/p>\n\n\n\n<p>Pierre aveva seguito Sofia e anche lui era rimasto stupefatto: tanto la casa al di fuori era fatiscente e tanto era lussuosa e fastosa al suo interno, fecero solo due passi per ammirare meglio quell\u2019insieme di maestosit\u00e0 poi fu un attimo; la porta alle loro spalle si chiuse con un tonfo assordante come se pesasse quintali e fu buio totale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbero la sensazione che il pavimento sotto di loro si alzasse e tutto ad un tratto sobbalz\u00f2 in maniera sostenuta, entrambi caddero in ginocchio e si resero conto che entrando erano montati sul tappeto rosso di Nahavand , che adesso si stava sollevando da terra, ci fu un&#8217;altra scossa : il tappeto si stava muovendo in avanti lentamente ma stava prendendo velocit\u00e0. Pierre ebbe la sensazione che si inclinasse verso l\u2019alto come se fosse in salita.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi ci fu solo il buio, la velocit\u00e0 con cui il tappeto viaggiava, il vento che ne conseguiva e le loro urla disperate mentre si reggevano ai bordi del tappeto; un incubo\u2026\u2026. Pierre non riusciva a pensare a niente, era paralizzato dalla paura.\u00a0 Si volt\u00f2 leggermente a destra, allung\u00f2 una gamba e senti il corpo di Sofia pietrificato come lui dal panico; la sentiva urlare a squarciagola. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi cos\u00ec come tutto era iniziato il tappeto rallent\u00f2 docilmente,\nsi ferm\u00f2 e si abbass\u00f2, i due bambini sentivano il suolo sotto il tappeto e con\nsgomento si alzarono nell\u2019oscurit\u00e0 e mossero alcuni passi fino a quando non lo\nsentirono pi\u00f9 sotto i loro piedi, si presero per mano incapaci di parlare,\nerano sudati dalla paura\u2026fu Sofia a rompere il silenzio e chiese a Pierre: &#8211;\nAdesso cosa facciamo?&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;\n<\/p>\n\n\n\n<p>I loro occhi si erano abituati all\u2019oscurit\u00e0 e adesso nella penombra riuscivano a intravedersi, Pierre si guard\u00f2 attorno e cap\u00ec che si trovavano in una grotta.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019era un silenzio assordante, il tempo era scandito dalle gocce d\u2019acqua che dal soffitto cadevano pesantemente al suolo, scandendone il tempo come un vecchio orologio a pendolo.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Guardandosi intorno il ragazzo si rese conto che se fossero tornati indietro avrebbero affrontato solo il buio, mentre dalla parte opposta si intravedeva uno spiraglio di luce, cos\u00ec disse a Sofia: &#8211; Andiamo da quella parte, verso la luce. <\/p>\n\n\n\n<p>Man mano che avanzavano lo spiraglio di luce si apriva sempre di pi\u00f9, facendogli capire che seguendolo sarebbero usciti da quella grotta, Pierre non aveva il coraggio di pensare a cosa o chi avrebbero trovato una volta usciti fuori, quasi si sentiva pi\u00f9 sicuro l\u00ec dentro.\u00a0\u00a0 Intanto l\u2019uscita si avvicinava, il fascio di luce adesso li avvolgeva completamente erano fuori. Sofia si era portata una mano tesa sulla fronte cos\u00ec da ripararsi dai raggi di sole che le colpivano il volto, Pierre non ebbe questa precauzione e ne rimase accecato per qualche istante.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi piano piano socchiuse gli occhi fino ad aprirli completamente; l\u2019ambiente che lo circondava era piacevole, si trattava di un grande giardino almeno cos\u00ec sembrava non c\u2019erano pericoli.\u00a0\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Si stava incominciando a rilassare chiedendosi dove mai fossero capitati quando una visione lo raggel\u00f2: in lontananza distingueva bene una giraffa, impossibile sbagliarsi, stava mangiando le foglie di un larice in tutta tranquillit\u00e0.\u00a0 Pierre si guard\u00f2 attorno con pi\u00f9 attenzione e prese finalmente coscienza dell\u2019ambiente in cui si trovava ed esclam\u00f2: &lt;IMPOSSIBILE !><\/p>\n\n\n\n<p>Non aveva mai visto n\u00e9 sentito parlare di un ambiente come quello, dove le varie specie di piante convivevano in un unico habitat.\u00a0\u00a0Ma che fine aveva fatto il principio secondo il quale ogni specie vegetale ha bisogno di un ambiente adatto alle proprie caratteristiche? Mentre camminava osservava la natura impazzita che lo circondava: c\u2019erano piante di conifere che crescevano rigogliose accanto a palme cariche\u00a0 di datteri e piante di musacee piene di caschi di banane mature, alberi da frutta con i rami pesanti di frutta da cogliere.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche Sofia guardava tra il meravigliato e il divertito i fiori delle stelle alpine\u00a0 accanto alle rose , le margherite che crescevano spontanee accanto alle genziane e i botton d\u2019oro; era un concerto di specie vegetali , profumi e colori pazzesco e bellissimo nello stesso tempo. Mentre camminavano videro un gruppo di oche selvatiche che gli stava venendo incontro, c\u2019era mamma oca e dietro in fila indiana i suoi tre piccoli, quando gli furono vicini Sofia esclam\u00f2: &#8211; Buongiorno! &#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Mamma oca alz\u00f2 le ali in segno di saluto e rispose: &#8211; Buongiorno a Voi e benvenuti! &#8211;\u00a0 Poi riprese il suo cammino dicendo ai suoi piccoli : &#8211; Qua qua, venite con me, tutti qua qua qua &#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Sofia era contenta, Pierre si sentiva preso in giro, pensava non pu\u00f2 essere vero, pi\u00f9 si guardava\u00a0 attorno pi\u00f9 si diceva: &#8211; Impossibile \u2013 a voce alta. A parte la diversit\u00e0 di specie vegetali che vivevano l\u2019una accanto a l\u2019altra e gli animali che parlavano sembrava non esserci altre forme di vita. Poi all\u2019improvviso seduto su una roccia alta una decina di metri o forse pi\u00f9 Pierre scorse una figura umana in lontananza, si avvi\u00f2 con Sofia lungo un sentiero inerpicato fatto di sassi e arriv\u00f2 dinanzi a un uomo vecchio, indossava una tunica grigia logora, aveva dei lunghi capelli bianchi che gli scendevano sulle spalle, anche la barba lunga e grigia gli toccava il petto .<\/p>\n\n\n\n<p>Nella mano destra teneva un bastone di legno e sul manico a ombrello spiccava una lettera incisa in profondit\u00e0 nel legno d\u2019ebano, si trattava di una grande P.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sofia si avvicin\u00f2 con fiducia a lui e con un colpetto di tosse distolse il suo sguardo fisso sul golfo che si apriva davanti a loro, l\u2019uomo abbass\u00f2 lo sguardo e guard\u00f2 i due ragazzi studiandone la fisionomia e rimase in silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Pierre prese coraggio, lo guard\u00f2 dritto negli occhi sperando che non si accorgesse di quanto era spaventato e gli chiese; &#8211; Salve, mi scusi mi pu\u00f2 dire dove siamo? &#8211;\u00a0 L\u2019uomo ricambi\u00f2 lo sguardo , i suoi occhi azzurri come il mare che avevano difronte emanavano una sensazione di pace e tranquillit\u00e0, abbozz\u00f2 un sorriso e rispose: &#8211; Figliolo, non so rispondere a una domanda cos\u00ec precisa\u2026\u2026- Poi allarg\u00f2 le braccia e disse: -&lt;Vedi tutto questo?\u00a0 Ebbene qui ci siamo anche noi\u2026..>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Pierre scocciato da una risposta cos\u00ec evasiva\u00a0 insistette: &#8211; ma dove siamo? Questo posto ce l\u2019avr\u00e0 un nome, sar\u00e0 vicini a un paese, una citt\u00e0; noi ci siamo trasferiti qui da poco e io non conosco questa zona, mi dica per favore noi vorremmo tornare a casa! -Il vecchio rispose: &#8211; io non so indicarti la strada per tornare a casa, dovresti saperla tu che l\u2019hai percorsa fino ad arrivare qui! &#8211; Pierre tremava dalla rabbia, quel vecchio si stava prendendo gioco di lui, il suo corpo acerbo di ragazzo era teso come una corda di violino e in pi\u00f9 gli sembrava che quel vecchio leggesse i suoi pensieri e le sue emozioni\u00a0 come se lui fosse un libro aperto e questo lo esasperava.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio adesso aveva messo una mano sulla testa riccioluta\ndi Sofia e la stava accarezzando, anche Sofia prov\u00f2 a parlargli: &lt;la prego\nsignore, noi vogliamo tornare a casa\u2026 &gt; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi mentre lo guardava pos\u00f2 lo sguardo sulla P incisa sul manico del bastone e gli chiese: &lt; Come ti chiami? >\u00a0 lui guardando Sofia rispose: -&lt;Io ho tre nomi.> Sofia; -Allora sei una persona importante! &#8211; Il vecchio sorrise e con la testa annu\u00ec, la bambina in soggezione per quella rivelazione rimase zitta.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Pierre e Sofia si misero seduti per terra ai piedi di quell\u2019uomo misterioso e nel piegarsi Pierre sent\u00ec la fionda nella tasca dei pantaloni, ripens\u00f2 alla sera prima, a come era stato felice per quel regalo inaspettato. Sofia tir\u00f2 fuori il suo barattolino di caramelle e cos\u00ec per cercare confidenza prima di prenderne una per se ne offr\u00ec una al vecchio che l\u2019accett\u00f2 volentieri. Pierre era talmente assorto nei suoi pensieri per quella situazione cos\u00ec assurda e nello stesso tempo preoccupato perch\u00e9 non sapeva come uscirne fuori che non not\u00f2 il bellissimo vascello che stava ancorato nel golfo proprio davanti a lui: era il Vasa.\u00a0 Furono abbattute mille querce per costruirlo, all\u2019epoca fu il vascello da guerra pi\u00f9 grande e costoso mai costruito. Ne conosceva tutta la storia e ne possedeva anche un modello di legno in miniatura che aveva montato con suo padre e tanta pazienza. Si distolse dai suoi pensieri sentendo un rumore dall\u2019alto, sembrava un battito di ali amplificato, poi la vide nel cielo era un\u2019aquila, le ampie ali dispiegavano un volo potente, veleggiato e maestoso, stava scendendo in picchiata verso di loro, Pierre ebbe paura strinse a se Sofia temendo il peggio, anche il vecchio alz\u00f2 gli occhi e vedendola fece un grande sorriso, mostrando una fila di denti inaspettatamente bianchi e perfetti. Poi esclam\u00f2 a voce alta: &#8211; chrysateos! Sei venuta a trovarmi!\u00a0 Non vi preoccupate lei \u00e8 qui per me! &#8211; <\/p>\n\n\n\n<p>Infatti l\u2019aquila atterr\u00f2 su uno sperone di roccia alle spalle del vecchio e rimase l\u00ec fiera, impettita in tutta la sua prestanza fisica.  A questo punto Pierre esasperato si rivolse al vecchio urlandogli: &lt;Ma che luogo \u00e8 questo?\u00a0 Quando mai un\u2019aquila che \u00e8 un uccello solitario cerca la compagnia di un uomo? >.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso piangeva, dicendo: &lt; Dove siamo? >.\u00a0\u00a0L\u2019uomo rispose: &lt;Siamo nell\u2019Iperuranio, una zona aldil\u00e0 del cielo dove vi sono le idee immutabili, perfette raggiungibili solo con la mente.\u00a0 Non \u00e8 colpa mia se siete qui\u2026.. >Pierre replic\u00f2: &#8211; Noi vogliamo tornare a casa, nella realt\u00e0, questo luogo \u00e8 bello certo, ma adesso basta\u2026. &#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio: &#8211; Io posso fare ben poco per aiutarti, devi rivolgerti a madre natura e chiedere a lei, ma non ti ricever\u00e0 se non ti presenterai a lei con le tre chiavi d\u2019oro. &#8211; Pierre: &#8211; Far\u00f2 qualunque cosa per riportare a casa Sofia!  Il vecchio si umett\u00f2 le labbra e lentamente disse: &#8211; La prima chiave si trova presso la \u201c Quercus citrus limon\u201d ovvero la quercia dei limoni, le altre due chiavi le troverai strada facendo. &#8211; <\/p>\n\n\n\n<p>Pierre annui e rispose: &#8211; Grazie. &#8211;\u00a0\u00a0Il vecchio improvvisamente divent\u00f2 molto serio, si alz\u00f2 in piedi e con fare solenne si rivolse a Pierre chiamandolo Adamo dicendo: &#8211; Non ti ho dato n\u00e9 un posto determinato, n\u00e9 un aspetto proprio, n\u00e9 alcuna prerogativa tua, perch\u00e9 quel posto, quell\u2019aspetto, quelle prerogative che tu desidererai, tutto secondo il tuo voto e il tuo consiglio ottenga e conservi. La natura limitata degli altri esseri \u00e8 contenuta da leggi da me prescritte.\u00a0 Tu la determinerai da nessuna barriera costretto secondo il tuo arbitrio, alla cui podest\u00e0 ti consegnai.\u00a0 Ti ho posto qui in mezzo al mondo perch\u00e9 da quass\u00f9 tu scorgessi tutto ci\u00f2 che \u00e8 nel mondo. Pierre non era sicuro di aver capito tutto il concetto dell\u2019orazione del vecchio, ma gli era chiaro che se fosse uscito da quel luogo sarebbe stato solo merito delle sue capacit\u00e0; si rese anche conto\u00a0 che uscire da quell\u2019ambiente non sarebbe stato facile, avrebbe dovuto fare ricorso a tutte le sue forze, prima tra tutte mantenere la calma concentrandosi, lasciando la mente libera dalla sua emotivit\u00e0 che molte volte lo paralizzava lasciandolo inerme nel momento di agire. Si disse devo rimanere fermo e lucido. Con questa convinzione prese la situazione in mano: scrutando dall\u2019alto della scogliera dove si trovava vide una zona boscosa non lontano da loro, la indic\u00f2 a Sofia e ripercorsero il sentiero che li aveva portati su quell\u2019altura, quindi si avviarono verso la macchia , ben presto si trovarono nel bosco e in mezzo a ippocastani, pini e sequoie videro la quercia dei limoni. I suoi frutti scintillavano in mezzo agli altri alberi era altissima, osservandola da vicino Pierre si accorse che fra tutti i limoni ne spiccava uno in particolare per le sue proporzioni smisurate rispetto agli altri frutti. Senza dubbio quel limone conteneva la prima chiave d\u2019oro, ma come arrivare a staccarla dalla pianta?\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Pierre e Sofia si guardarono intorno come per cercare qualcosa o qualcuno che li avrebbe aiutati. <\/p>\n\n\n\n<p>Alle loro spalle stava arrivando una giraffa , si ferm\u00f2 davanti a loro guardandoli con i suoi grandi occhi dalle lunghe ciglia e lentamente abbass\u00f2 il lungo collo; la testa fine e elegante era rivolta verso Sofia , infatti le disse: &#8211; Sofia sali sul mio dorso e afferra il limone &#8211; L\u2019animale si mise in ginocchio sull\u2019erba soffice in attesa. La bambina intimorita non sapeva cosa fare, ma dopo un cenno di approvazione del fratello sal\u00ec sulla base del collo della giraffa che si innalz\u00f2 fino ad arrivare al grosso limone, che Sofia stacco con facilit\u00e0.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Appena scesa dalla giraffa Sofia le chiese: &#8211; Come fai a sapere il mio nome? &#8211; La giraffa rispose; &#8211; Vi ho visti arrivare e ho sentito mentre vi chiamavate &#8211; Sofia: &#8211; Tu come ti chiami? &#8211;\u00a0\u00a0 La giraffa con un sospiro rispose: &#8211; Avrei voluto tanto chiamarmi Penelope, ma madre natura ha deciso!\u00a0 Giraffa!\u00a0 Non mi si addice questo nome, non \u00e8 vero ragazzi? &#8211; ; senza aspettare la risposta si gir\u00f2 per andarsene con movimenti sinuosi, mostrando il posteriore e la lunga coda. Pierre teneva fra le mani il grosso limone che Sofia aveva raccolto, lo addent\u00f2 provocando un\u2019incisione sulla buccia e lo apr\u00ec facilmente, vide subito la bellissima chiave d\u2019oro la cui testa finemente lavorata gli ricordava un disegno di stile arabesco, lungo la canna della chiave era inciso con chiare e eleganti lettere VASA.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Sul momento non riusc\u00ec a collegare un nesso logico tra il galeone e la scritta sulla chiave, poi si ricord\u00f2 che in quell\u2019ambiente la parola logica non esisteva. Ammesso che il Vasa si trovasse in quel luogo dal nome stravagante: Iperuranio, l\u2019unica cosa da fare era quella di tornare alla scogliera che dava sul golfo e cos\u00ec fecero. Infatti all\u2019interno del golfo c\u2019era ormeggiato il mitico Vasa. Pierre e Sofia erano sulla spiaggia antistante al golfo alle spalle della scogliera, guardavano increduli e sbigottiti il galeone in tutta la sua bellezza, poi Pierre disse: &#8211; Sofia tu aspettami qui &#8211;\u00a0\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Senza perder tempo si tolse la maglietta i pantaloni e le scarpe , entr\u00f2 in acqua con calma concentrandosi solo sul suo ritmo respiratorio, si immerse e a nuoto si diresse verso il vascello .\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>In prossimit\u00e0 del Vasa c\u2019era un faraglione e il ragazzo si ferm\u00f2 un attimo per riprendere fiato, attaccandosi allo scoglio roccioso che emergeva dall\u2019acqua, ancora una volta a voce alta disse: -Impossibile! &#8211; <\/p>\n\n\n\n<p>Pierre aveva osato solo con il pensiero di poter vedere dal vivo il Vasa che si trovava nel museo di Stoccolma e adesso era davanti ai suoi occhi. Il galeone aveva su entrambi i lati delle meravigliose statue di legno coloratissime, alcune ricoperte con foglie d\u2019oro; raffiguravano gli imperatori romani, inoltre c\u2019erano delle sculture di leoni simbolo della potenza svedese, altre statue rappresentanti eventi mitologici nordici e persino una statua del re Gustav Adolf Vasa che l\u2019aveva commissionata.  (La sera del 10 agosto 1628 la nave fu varata nonostante non avesse superato la prova di stabilit\u00e0 a causa del pesante ornamento e le dimensioni sproporzionate che il re aveva preteso: troppo lunga ma soprattutto troppo alta rispetto alla larghezza.\u00a0 Durante il viaggio di inaugurazione una folata di vento la fece inclinare e l\u2019acqua entr\u00f2 nello scafo dai portelloni dei cannoni lasciati incautamente aperti per magnificare il vascello.\u00a0\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec la nave affond\u00f2 a poca distanza dalla costa e a pochi metri di profondit\u00e0.) Pierre sapeva benissimo che era impossibile salire a bordo, sperava che la seconda chiave si trovasse in uno dei portelli dei numerosi cannoni che si trovavano in basso lungo la fiancata del galeone.\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Si immerse di nuovo apprestandosi a fare il giro dello scafo per controllare, fu fortunato la trov\u00f2 quasi subito, era avvolta in una striscia di velluto rosso, la prese e se la sistem\u00f2 con cura tra l\u2019elastico dei boxer e il suo fianco.\u00a0 Poi con il cuore gonfio di emozioni torn\u00f2 a riva.\u00a0\u00a0Sofia eccitata come lui lo aspettava con ansia, insieme svolsero il tessuto che conteneva la seconda chiave.\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Era identica alla prima, lungo la canna videro l\u2019incisione di una testa di leone e una frase: \u201c Se per la gola mi prenderai, tu mi risveglierai .\u201d Rimasero ammutoliti, ancora una volta il ragazzo ragionando si ricord\u00f2 di aver visto un leone di pietra mentre si dirigevano nel bosco alla ricerca della quercia dei limoni, quindi ripercorsero il sentiero che portava in quella zona , addentrandosi nella macchia ben presto scorsero una radura , nel centro di essa c\u2019era un leone di pietra delle dimensioni di un leone vero, sotto la zampa destra teneva uno scrigno di legno.\u00a0\u00a0Alle spalle del felino c\u2019era un grande cancello di ferro battuto, uguale per dimensioni e disegno al cancello della villa. Tutto questo era inquietante, ma Pierre si sforz\u00f2 di mantenersi lucido e non disse niente a Sofia che non l\u2019aveva notato.\u00a0\u00a0\u00a0\u201cSe per la gola mi prenderai, tu mi risveglierai \u201c cosa voleva dire questa frase\u2026..\u00a0\u00a0 doveva toccare la gola del leone di pietra?\u00a0\u00a0 E se si risvegliava e lo attaccava?\u00a0\u00a0Pierre aveva paura, ma doveva fare un tentativo.\u00a0 Si avvicin\u00f2 al leone e allung\u00f2 il braccio tremante toccandogli la gola, non succedeva niente, neppure se esercitava una certa pressione, allora ebbe un\u2019idea.\u00a0\u00a0\u00a0Si allontan\u00f2 con Sofia e si nascosero dietro un cespuglio di felce e da l\u00ec Pierre spieg\u00f2 il suo piano alla sorella: lui con la fionda avrebbe sparato delle caramelle verso il leone, che se si fosse risvegliato si sarebbe allontanato seguendole per terra.\u00a0 A quel punto lei doveva correre verso lo scrigno, portarlo via e tornare da lui.\u00a0\u00a0Con la consapevolezza della pericolosit\u00e0 di quell\u2019azione i due fratelli attuarono il piano. La buona sorte fu dalla loro parte, adesso avevano anche la terza chiave, lungo la canna non c\u2019era scritto niente; avevano finito, il leone era tornato al suo posto pietrificato. Il grande cancello si apr\u00ec e i due bambini lo varcarono camminando sul bianco ghiaino steso perfettamente sulla stradina, dietro una dolce curva scorsero un trono rifinito in velluto rosso e adornato da fiori appena recisi.\u00a0\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Un nugolo di colombe bianche volava a mezz\u2019aria e dietro di esse si intravedeva una figura femminile, arrivate al trono le colombe si diradarono, mostrando madre natura che si apprestava a sedersi.\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Era una signora piuttosto alta e corpulenta, indossava un abito di mussola gialla a mezza manica; sembrava una bambola antica.\u00a0 Quello che colp\u00ec di pi\u00f9 i due fratelli fu il suo viso: portava i lunghi capelli corvini raccolti sulla testa come un turbante, il volto aveva un trucco pesante: le ciglia lunghe appesantite dal mascara, le sopracciglia disegnate con una matita scura, anche le labbra erano state ridisegnate a forma di cuore con un rossetto sgargiante, inoltre si era fatta due vistosi nei con la matita; uno sulla guancia e l\u2019altro sul mento.\u00a0 Decisamente il suo aspetto era esuberante ed egocentrico.\u00a0\u00a0Pierre pieno di riverenza sal\u00ec i due gradini della pedana sulla quale stava il trono e porse lo scrigno con le tre chiavi d\u2019oro a madre natura, che lo prese e lo apr\u00ec poi\u00a0 rivolse ai bambini un sorriso promettente e\u00a0 disse: -Ebbene cosa volete da me? &#8211;\u00a0\u00a0Pierre: &#8211; Noi vorremmo che lei ci indicasse la strada per tornare a casa. &#8211; A questo punto madre natura si apr\u00ec in una risata cattiva e disse: &#8211; Avete visto strade in questo ambiente? &#8211; <\/p>\n\n\n\n<p>Pierre: &#8211; No &#8211;\u00a0 Madre natura continuava con la sua risata sardonica, poi chinandosi verso di loro disse: &#8211; Devo ammettere che siete stati bravi a recuperare le chiavi, a parte la prima che vi ha aiutato Penelope. &#8211; <\/p>\n\n\n\n<p>Sofia disse: &#8211; Come fa a saperlo? &#8211;\u00a0\u00a0Madre natura: &#8211; Io so tutto, non c\u2019\u00e8 pianta che fiorisca o perda una foglia senza il mio volere! &#8211;\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Poi continu\u00f2: &#8211; E cos\u00ec volete tornare a casa\u2026.. per fare questo dovete bere l\u2019acqua della sorgente azzurra, ne basta un piccolo sorso i suoi poteri sono eccezionali &#8211;\u00a0\u00a0Pierre speranzoso le chiese: &#8211; Dove si trova la sorgente? Madre natura: &#8211; E\u2019 lass\u00f9 in cima, se vi girate potete vederla &#8211; Pierre e Sofia si girarono puntando lo sguardo in alto, videro una montagna impervia con\u00a0 pareti rocciose a picco. <\/p>\n\n\n\n<p>La risata sprezzante, maligna, provocante di madre natura echeggiava nell\u2019aria , era talmente convulsa che le faceva sussultare il seno e la pancia .\u00a0\u00a0I due bambini chinarono la testa, si voltarono e andarono via con le spalle curve, umiliati e sconfitti.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Tornarono alla radura , non sapendo cosa fare, ma c\u2019era\nuna sorpresa per loro, infatti vicino al leone di pietra videro l\u2019aquila che li\naveva spaventati alla scogliera e non era sola ce n\u2019era un\u2019altra identica a\nlei, sembrava proprio che le due aquile stessero aspettando loro, difatti la\nprima aquila disse: &#8211; Salite &#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Pierre aiut\u00f2 Sofia a sistemarsi tra le potenti ali della seconda aquila, poi sal\u00ec anche lui sull\u2019altra.\u00a0\u00a0 Spiccarono il volo e fu bellissimo\u2026\u2026 dall\u2019alto il\npaesaggio era ancora pi\u00f9 suggestivo e pazzamente affascinante, tutte quelle\npiante cos\u00ec diverse tra loro che convivevano insieme.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;\n&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pierre si volt\u00f2 e vide Sofia: teneva le braccia intorno al collo del rapace e si era addormentata con la testa immersa nelle morbide piume. Ben presto si trovarono sull\u2019altura proprio davanti alla sorgente azzurra, che fuoriusciva spontanea dalla roccia, provocando con il suo tonfo un piccolo specchio d\u2019acqua.\u00a0\u00a0Pierre si sporse con le braccia tese e le dita delle mani incrociate per formare un incavo e contenere la magica acqua, ma ahim\u00e8 quando si portava le mani alla bocca per poter bere, si accorgeva che queste erano completamente asciutte.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Ripet\u00e9 l\u2019operazione molte volte senza successo, era l\u2019ennesima beffa, ma non si scoraggi\u00f2, rimase calmo e pens\u00f2 lucidamente.\u00a0\u00a0Il suo viso si apr\u00ec in un sorriso, chiese il barattolino delle caramelle ormai vuoto a Sofia e lo riemp\u00ec d\u2019acqua, aveva capito che quella linfa incantata non doveva essere toccata con le mani. <\/p>\n\n\n\n<p>Si misero l\u2019uno difronte all\u2019altro, il primo sorso fu per\nSofia dopo bevve lui, ma ancora accidenti! Non succedeva niente\u2026\u2026. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi lentamente dal basso si form\u00f2 una nebbia che si innalzava avvolgendoli, adesso non vedevano pi\u00f9 niente di tutto quello che li circondava.\u00a0 Poi gradualmente la nebbia si dirad\u00f2 e si ritrovarono sul portico della dependance del giardiniere.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Lui era l\u00ec, proprio davanti a loro, la lunga barba grigia, i capelli lunghi bianchi, lui era il vecchio che avevano conosciuto nell\u2019Iperuranio.\u00a0\u00a0Pierre e il giardiniere si guardarono intensamente negli occhi\u00a0\u00a0\u00a0 <\/p>\n\n\n\n<p>Il vecchio vide negli occhi del ragazzo il Vasa, il volo con l\u2019aquila, la natura impensabile di quel luogo. Pierre invece vide l\u2019aurora boreale con le sue bande luminose rosse, verdi e azzurre, la rugiada sui petali dei fiori la mattina e rossi tramonti a fine giornata.\u00a0 Sofia guardava estasiata e divertitagli occhi ora dell\u2019uno, ora dell\u2019altro, poi le immagini svanirono e l\u2019iride di Pierre torn\u00f2 color nocciola, quella del giardiniere azzurra.\u00a0\u00a0\u00a0Quell\u2019uomo misterioso sospinse leggermente il portone che si apr\u00ec completamente, mostrando una stanza sguarnita. Non c\u2019era pi\u00f9 quel bellissimo lampadario a gocce di cristallo e al posto del tappeto rosso di Nahavand c\u2019era un tavolo di formica scorticato illuminato a malapena da una lampadina attaccata a un filo elettrico che penzolava tristemente dal soffitto.\u00a0\u00a0Non c\u2019era niente da dire, Pierre e Sofia si presero per mano avviandosi verso la loro nuova casa, sapendo che avrebbero rivisto quel luogo incantato tutte le volte che lo avessero desiderato, perch\u00e9 LA STANZA DELLA FANTASIA sarebbe stata l\u00ec ad aspettarli per sempre.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_40336\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40336\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era una fresca domenica mattina di primavera e in via dell\u2019Indipendenza a Padova una multipla grigio metallizzata era parcheggiata davanti ad un grande palazzo condominiale tipico di quella grande e affollata citt\u00e0. A bordo sui sedili posteriori c\u2019erano Pierre e Sofia due fratelli di 10 e 8 anni. 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