{"id":4032,"date":"2010-05-28T17:26:30","date_gmt":"2010-05-28T16:26:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4032"},"modified":"2010-05-28T17:26:30","modified_gmt":"2010-05-28T16:26:30","slug":"i-colori-di-milla-racconto-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4032","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;I colori di Milla&#8221; (sezione racconti per bambini) di Patrizia Mattei"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"11pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">C\u2019era una volta, ma forse c\u2019\u00e8 ancora, un paese chiamato Acquerello. Ogni casa aveva piccoli vetri colorati sul tetto e quando il sole li illuminava, un fascio di luce rimbalzava su un altro tetto, poi un altro e un altro ancora, finch\u00e9 in tutto il mondo brillavano infiniti colori. Un giorno arriv\u00f2 in paese una signora che sembrava una fata, tanto era bella, ma si cap\u00ec subito che era una strega cattiva perch\u00e9, con uno strano sortilegio, fece sparire tutti i colori dal mondo. Cos\u00ec su<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Acquerello e sul resto della terra cal\u00f2 un buio profondo e una grande tristezza. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"11pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">La scuola era finita da poco e i giorni che seguirono, in fila come tanti scolaretti indisciplinati, sembravano divorati da un <span style=\"italic;\">dragologio,<\/span> uno stranissimo coso mangiatempo. In questo turbinio di giorni gi\u00e0 passati, Milla popolava di fantastici pensieri la sua giovane mente. Era poi convinta che se avesse desiderato intensamente qualcosa, stringendo <span style=\"italic;\">fortissimo<\/span> gli occhi e le mani chiuse a pugnetto, non c\u2019erano dubbi, tutto si sarebbe avverato. Un pomeriggio che giocava a casa della nonna, trov\u00f2 un vecchio pacchetto di carta ingiallita che avvolgeva un frammento di pietra inciso con strani disegni. A dire il vero questa scoperta non fu poi cos\u00ec insolita. Qualche giorno prima Milla e il suo amico Edo, erano andati in bicicletta a casa del signor Astolfo. Le ruote polverose delle biciclette erano gi\u00e0 ferme quando lo sguardo di Milla cadde su una pietra poco pi\u00f9 in l\u00e0. \u2013 \u201cPer dindirindina ! &#8220;. Esclam\u00f2 tutto di un fiato, dando una pacca secca sulla schiena di Edo che vide rotolare per terra i suoi gi\u00e0 provati occhiali aggiustati almeno sei volte con il nastro adesivo.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"11pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">-&#8220;Cosa ti succede ?!&#8221;. Replic\u00f2 Edo, pulendosi il naso con la mano.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"11pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">-\u201cCorri, vieni a vedere quel sasso l\u00e0 in fondo !&#8221;. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"11pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">&#8211; &#8220;Accidenti Astolfo, ma cosa sono quegli strani segni sul sasso ?&#8221;. Url\u00f2 trepidante Milla.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"11pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">-&#8220;Un tempo ad Acquerello viveva un mago con strani poteri &#8211; rispose Astolfo &#8211; e la gente qui intorno era terrorizzata perch\u00e9 aveva un aspetto orribile e goffo. I suoi capelli, lunghi ed unti, gli scendevano fin sulle spalle per coprire un bitorzolo nero e peloso che cresceva a dismisura sul collo. Dalla sua bocca usciva spesso una saliva giallastra imputridita da tutte le schifezze che beveva di notte e gli occhi, grandi e rossastri, sembravano schizzare fuori dalle orbite da un momento all&#8217;altro. Il corpo poi era tutto una gobba, tanto che non si capiva dove fosse la pancia o il sedere. Poi non camminava, ma strisciava proprio come un serpente e infine la voce era veramente la cosa pi\u00f9 ripugnante, una specie di sordo rantolo. &#8211; &#8220;Ma Astolfo, cosa centra tutto questo con il sasso?&#8221;. Chiese Milla.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"11pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">&#8211; &#8220;Ora capirai. La casa del mago era proprio qui vicino e si narra che in punto di morte avesse deciso di scrivere le formule dei suoi poteri magici sopra un grosso sasso del giardino, perch\u00e9 rimanessero nel tempo dei tempi. Quella stessa notte scoppi\u00f2 un violento temporale ed un fulmine colp\u00ec la pietra frantumandola in tre pezzi. Una pioggia forte e impetuosa come un torrente in piena, cominci\u00f2 a scendere dal cielo trascinando via i tre frammenti di pietra. Intanto il mago tir\u00f2 l&#8217;ultimo respiro e per moltissimi anni la memoria degli uomini dimentic\u00f2 il mago ed il suo sasso, ma oggi si narra che, oltre a questo, sia stato ritrovato un altro frammento e che se fosse trovato anche il terzo, ricongiunto agli altri, il sasso potrebbe svelare le formule ed i poteri, forse, malvagi del mago. Ma si narra anche che la ricongiunzione di questi tre frammenti potrebbe esaudire i desideri di qualcuno. Speriamo soltanto che non siano sogni malvagi&#8221;. Milla, pietrificata ad ascoltare quel racconto, pens\u00f2 che se avesse avuto il potere di esaudire un desiderio, sarebbe stato quello di restituire al mondo tutti suoi colori, perch\u00e9 nessuno amava vivere in bianco e nero. Edo si accorse di aver fatto tardi e url\u00f2 nei timpani di Milla di ritornare a casa. I loro pensieri erano pieni di cose strepitose, di maghi, di sortilegi, di pietre misteriose, ma nessuno di loro osava farne parola con l&#8217;altro, forse per paura di rompere l&#8217;incantesimo di quello strano pomeriggio. Ma eccoci tornati al pomeriggio in cui Milla trov\u00f2 il frammento di pietra nella cucina della nonna. Usc\u00ec per andare da Edo quando se lo trov\u00f2 davanti all\u2019improvviso. &#8211; &#8220;Dobbiamo assolutamente trovare il terzo pezzo&#8221;. Disse Milla in modo deciso, senza pensare neanche per un attimo alle probabili terribili conseguenze. Edo si diede una grattatina in testa &#8211; cosa che faceva sempre quando era perplesso &#8211; tir\u00f2 su col naso &#8211; cosa che faceva sempre &#8211; e cerc\u00f2 di sintonizzarsi con l&#8217;euforia dell&#8217;amica. Intanto al vecchio porto era arrivato il peschereccio del capitano Gambacorta che non vedeva l&#8217;ora di raccontare ai ragazzi la sua disavventura. Quella stessa mattina, partito per la pesca, dopo sole poche miglia, si accorse di uno strano pesce affiancato alla sua barca. Incuriosito da questo fatto, decise di fermarsi per osservarlo meglio. &#8220;Che diavolo di pesce sar\u00e0&#8221;. Si chiese perplesso il vecchio pescatore. -&#8220;Io non sono un pesce&#8221;. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"11pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">-&#8220;Per mille balene bianche, chi mai ha parlato ?&#8221;<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"11pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">-&#8220;Io, e non sono un pesce&#8221;. Il capitano Gambacorta che conosceva molte cose della vita e del mondo, si sent\u00ec preso un po\u2019 in giro e continu\u00f2 a chiedere. &#8211; &#8220;Per capitan Fracassa chi diavolo ha parlato ?&#8221;. Ed ecco che un grosso pesce salt\u00f2 fuori dal mare per ricadere sulla sua barca. Il vecchio pescatore fece un salto all&#8217;indietro e afferr\u00f2 un bastone di legno per difendersi da quella strana creatura. -&#8220;Allora, sentiamo un p\u00f2 chi saresti ?&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"11pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">-&#8220;Mi chiamo Senzanome e vengo da molto lontano, ma se guardi<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>bene vedrai ci\u00f2 che conosci&#8221;. Replic\u00f2 il pesce. Il capitano Gambacorta si avvicin\u00f2 con cautela allo strano pesce e guard\u00f2 attentamente. &#8220;Per mille squali imbalsamati !&#8221;. Le squame del pesce sembravano tanti piccoli televisori e per ogni squama-schermo si potevano vedere scene di vita che il capitano ben conosceva. Cos\u00ec apparve sua figlia che andava a scuola, sua moglie al mercato, i ragazzi che giocavano felici e poi\u2026..poi vide una cosa terribile. Tutto il mondo, ormai senza colori, era immerso in una grande tristezza e le lacrime di tutti avevano finito per formare un grosso fiume che avanzava sempre di pi\u00f9. Il capitano balbett\u00f2 qualcosa e lo strano pesce gli disse \u2013 \u201cPer evitare questo dovr\u00e0 essere ricongiunto il frammento di pietra che tengo sotto la mia pinna con gli altri due mancanti, ma ora non chiedermi di pi\u00f9&#8221;. E spar\u00ec sotto le onde cos\u00ec come era apparso, dopo aver buttato sulla barca un pezzo di pietra incisa da uno strano scritto. Il capitano raccolse da terra la pietra, la gir\u00f2 pi\u00f9 volte sopra e sotto per decifrare quegli strani segni, ma alla fine non ci cap\u00ec proprio niente. Quella era stata davvero una strana giornata e anche se le sue reti erano ancora vuote, decise di rientrare al porticciolo. &#8220;Certo che i ragazzi non mi crederanno mai. Chi diavolo potr\u00e0 mai credere ad una storia del genere ?&#8221;. Il peschereccio arriv\u00f2 al porticciolo molto prima del tramonto e il capitano cominci\u00f2 le operazioni di attracco. Quando Edo e Milla vennero a sapere che il peschereccio era rientrato, si precipitarono al vecchio molo per saper cosa fosse successo di tanto grave per farlo rientrare cos\u00ec presto. Il capitano Gambacorta scese dalla barca e senza neanche togliersi gli enormi stivaloni di gomma gialli, corse verso la banchina dove c&#8217;erano ad aspettarlo i ragazzi. Non riusc\u00ec ad aprir bocca per qualche secondo e gesticolando animatamente tir\u00f2 fuori dalla tasca del giaccone lo strano pezzo di pietra. Appena Edo e Milla lo videro glielo strapparono dalle mani e si guardarono sempre pi\u00f9 stupiti senza dire una parola. Quando riuscirono a parlare chiesero al capitano<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>dove lo avesse trovato e lui raccont\u00f2 tutto di un fiato quello che era successo. &#8220;\u2026\u2026..\u2026e non potr\u00f2 certo offendermi se non crederete pi\u00f9 alle mie storie&#8221;. Ma appena Milla lasci\u00f2 la presa vide nei suoi occhi una strana luce e chiese cautamente &#8211; &#8220;Milla, per trenta balene avvelenate, a cosa stai pensando ?&#8221;. Allora Milla cominci\u00f2 a raccontare al capitano della loro scoperta e mentre lei raccontava, Edo accompagnava il tutto con cenni rapidi della testa, ora per dire si, ora per dire no, tirandosi su gli occhiali e pulendosi il naso con le mani. Il capitano che era stato fino a quel momento ad ascoltare, si tolse il suo inseparabile berretto da marinaio, si diede una grattatina alla pancia e brontol\u00f2 qualcosa in direzione del mare. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"11pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">-&#8220;Capitano cosa possiamo fare ?&#8221;. Chiese preoccupata Milla.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"11pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">-&#8220;Sentite ragazzi, forse ha avuto soltanto delle allucinazioni e non credo molto a queste cose fantastiche. Per\u00f2\u2026., forse\u2026.., ma s\u00ec, potremo fare un tentativo, cos\u00ec, giusto per gioco. Ricongiungeremo quei tre frammenti di pietra !&#8221;. Milla, eccitata al solo pensiero di essere protagonista di una magia che avrebbe riportato i colori e la felicit\u00e0 a tutto il mondo, tir\u00f2 fuori da una sacca il suo frammento di pietra ed altrettanto fece Edo con quello preso di nascosto dal loro amico Astolfo. Il capitano allung\u00f2 la mano in una sacca e anche lui tir\u00f2 fuori il suo. Decisero che di certo non avrebbero potuto giocare ai maghi con tutte quelle persone l\u00ec intorno e pensarono di ritrovarsi all&#8217;alba in fondo a Via Perdes, vicino alla vecchia miniera, l\u00ec sarebbero stati al sicuro. Si salutarono un po\u2019 rassegnati per non aver concluso niente di interessante, almeno per il momento, e tornarono ognuno nelle proprie casette sopra la collina. Milla pedalava senza molta convinzione mentre i gatti del porto seguivano miagolando il capitano Gambacorta impazienti di avere la loro solita razione di pesce. Quella fu la notte pi\u00f9 lunga di tutta la storia del paese e della vita di Milla. Avevano convenuto di ritrovarsi vicino alla vecchia miniera e cos\u00ec fu. Il capitano Gambacorta, Edo e Milla se ne stavano immobili in cerchio e si lanciavano sguardi tra lo sbalordito e lo spaventato. &#8211; \u201cMa se il mago era veramente cos\u00ec malvagio, non si dovrebbe giocare con i suoi poteri, anche se quello strano pesce parlante mi ha quasi convinto del contrario\u201d. Volle ancora puntualizzare il capitano, cercando di persuadere i due amici e non ricongiungere i tre frammenti di pietra. Milla cominci\u00f2 a fare buffe facce e fin\u00ec per contagiare anche Edo che continuava a grattarsi la testa, a tirare su con il naso e a pulirsi le mani appiccicose ai pantaloni. -\u201cIo ho uno strano presentimento e proporrei di andare fino in fondo\u201d. Disse Milla che nel frattempo chiuse fortissimo gli occhi e le mani a pugnetto. Un\u2019enorme luna gialla sospesa in un cielo nero caricava ancor pi\u00f9 di mistero il momento. Fu deciso di ricongiungere i tre frammenti di pietra. Ognuno tir\u00f2 fuori dalla propria sacca il suo. Un vento improvviso fece tintinnare i lampioncini della luce che ora proiettavano lunghe ombre sinistre sulla strada. Milla allung\u00f2 la mano con il frammento verso gli altri che fecero altrettanto. Quando i tre pezzi furono molto vicini, una specie di lampo li circond\u00f2 e i tre si accorsero di allungare le mani verso un\u2019unica pietra. Il lampo spar\u00ec e il vento smise di soffiare. Milla, Edo e il capitano Gambacorta si guardarono negli occhi e poi sbirciarono tutt\u2019intorno. Ogni cosa sembrava al proprio posto.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"11pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">-\u201cMa non \u00e8 successo niente !\u201d. Esord\u00ec Milla. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"11pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">-\u201cAlmeno non ancora\u201d. Precis\u00f2 Edo. Il capitano Gambacorta cerc\u00f2 in qualche modo di consolare i due inseparabili amici, spiegando loro che si trattava soltanto di dicerie, di cose inventate, anche se c\u2019era cascato pure lui. -\u201cCapitano! Ma il pesce parlante e tutto il resto\u201d. Fece Milla un po\u2019 rattristata e delusa.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"11pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">-\u201dVedi Milla, forse \u00e8 stato soltanto il frutto delle nostre fantasie, perch\u00e9 noi tutti abbiamo voglia di credere in qualcosa, ancor di pi\u00f9 quando si tratta di far cambiare al meglio il mondo, quando pensiamo di poter far sparire le ingiustizie, quando, come ora,<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>vediamo il mondo intero avvolto dal buio. Ma, cari ragazzi, temo siano stati soltanto i nostri sogni a parlare. Niente di pi\u00f9\u201d. E con queste parole se ne ritornarono tutti mogi alle loro casette, con una luna sempre pi\u00f9 gialla e con la testa sempre pi\u00f9 confusa. Un nuovo giorno stava sorgendo e Milla, ancora nel dormiveglia, sentiva uno strano silenzio. Scese da letto pigramente e si avvicin\u00f2 alla finestra. La spalanc\u00f2 come faceva ormai da dieci anni, con un colpetto deciso in basso, dopo aver fatto girare la maniglia a destra. Si stropicci\u00f2 gli occhi, sbadigliando per qualche minuto e\u2026&#8230;. e ci manc\u00f2 poco che la sua bocca restasse spalancata per sempre dallo stupore. Guard\u00f2 meglio, stropicciandosi ancora gli occhi increduli di quello che vedeva o che le sembrava di vedere. Proprio cos\u00ec. Adesso il mare poteva essere ammirato in tutta la sua grandezza, con tutte le sue sfumature acquerellabili. Il buoi era sparito e nel cielo brillavano di nuovo tutti i colori dell\u2019universo. Adesso che Milla aveva realizzato un sogno cos\u00ec grande, pens\u00f2 che per tutti gli altri, forse, avrebbe dovuto subito mettersi alla ricerca di altrettante pietre magiche. Poi sal\u00ec sulla scogliera e contemplando il mare, con le mani appoggiate sotto il mento e i suoi rossi capelli al vento, sorrise. Non c\u2019era bisogno di nessuna pietra, sarebbe bastato stringere gli occhi <span style=\"italic;\">fortissimo<\/span>, chiudere le mani a pugnetto e credere che i sogni sono gi\u00e0 avverati in quello che abbiamo.<span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"11pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4032\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4032\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta, ma forse c\u2019\u00e8 ancora, un paese chiamato Acquerello. Ogni casa aveva piccoli vetri colorati sul tetto e quando il sole li illuminava, un fascio di luce rimbalzava su un altro tetto, poi un altro e un altro ancora, finch\u00e9 in tutto il mondo brillavano infiniti colori. Un giorno arriv\u00f2 in paese una [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4032\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4032\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":852,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-4032","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-2010"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4032"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/852"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4032"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4032\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4032"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4032"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4032"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}