{"id":40290,"date":"2020-01-09T13:09:34","date_gmt":"2020-01-09T12:09:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40290"},"modified":"2020-01-09T13:09:37","modified_gmt":"2020-01-09T12:09:37","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-la-casa-e-il-tesoro-di-ovidio-di-raffaele-santini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40290","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;La casa e il tesoro di Ovidio&#8221; di Raffaele Santini"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>Sono passati molti anni, mai dimenticher\u00f2 le storie che il nonno raccontava sul poeta Ovidio di Sulmona. Seduto vicino al fuoco,con la pipa in bocca, da cui emanava un odore acre di fumo, con la verve dei grandi attori, iniziava i racconti, che non mi stancavo mai di risentire. Mi sembra ancora di rivedere la scena, in cui, da ragazzo desideroso di apprendere, mi appollaiavo sullo sgabello \u201c lu uanc\u00f9cce\u201d ad ascoltarlo per ore.<\/p>\n\n\n\n<p>Vicino\nalla Badia Morronese, scaturisce una grossa vena d\u2019acqua, che si chiama \u201c Fonte\nd\u2019Amore\u201d e rifornisce una fontana di diciannove cannelle \u201c cannotte\u201d. Alla\nfontana una volta andavano a dissetarsi imperatori e re , mentre&nbsp; Ovidio \u201c \u2018Viddie\u201d ci si recava spesso&nbsp; con la&nbsp;\nfiglia di Cesare, che era diventata la sua fidanzata e per scrivere un\nlibro, che chiam\u00f2 \u201c Amori\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il\nnonno divagava facilmente, per cui venni a sapere che la fidanzata del poeta,\nche era diventato anche mago,&nbsp; non era\npi\u00f9 la principessa, ma una fata che abitava a Santa Lucia, dove c\u2019era il \u201cCasino\nPantano\u201d, un gruppo di case presso cui erano stati rinvenuti acquedotti di\npiombo, vasche, pavimenti, anfore, lucerne e monete di bronzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo\nl\u2019immaginario collettivo, l\u2019 acquedotto partiva dal &nbsp;Morrone, da dove i pastori dei monaci della\nBadia facevano scorrere il latte fino al centro abitato o alla stessa Badia,\nper farne il cacio. Si&nbsp; praticava\nl\u2019usanza perch\u00e9 il fiume che scorreva all\u2019interno del monte, proveniente dalla\nMajella, era scomparso per riapparire alle Gole di Popoli: un po\u2019 di\nquell\u2019acqua alimentava ancora la fontana.<\/p>\n\n\n\n<p>Ovidio\nabitava vicino a Fonte d\u2019Amore, in una grande villa con 13 stanze, in cui si\narrivava in salita per la \u201cVia Caprarecce\u201d,che portava sulle balze del Morrone.\n(Tempio di Ercole Curino). L\u2019edificio si chiamava \u201c le Poteche di \u2018Viddie\u201d, ma\nCelestino, secondo il popolo, era stato pi\u00f9 furbo,per aver &nbsp;fondato il suo eremo pi\u00f9 in alto,a S.Onofrio,\nquasi a strapiombo della creduta casa rurale di Ovidio. <\/p>\n\n\n\n<p>Gli\nscavi archeologici effettuati riportarono alla luce avanzi di mura, a opera\nreticolata,&nbsp; e una necropoli, che fecero\npensare ad un vicus o un pagus peligno e le &nbsp;pergamene del sec. XIII, ci attestano un luogo\nchiamato \u201c Saizzano o Sagezzano.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Secondo il nonno fra quelle rovine si\naggiravano molti cavatesori, per cercare&nbsp;\ndi trovare il tesoro di Ovidio, ma&nbsp;\nquesto non lo permetteva.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni\nanno, alla vigilia della Ss. Annunziata, che ricade il 25 marzo, verso\nmezzanotte, Ovidio andava in carrozza a quattro cavalli, passando prima al\npalazzo della fata, poi &nbsp;tra le rovine e,\nfacendo molto fracasso,andava a controllare se i tre mucchi di monete d\u2019oro,\nivi nascosti, si trovavano al loro posto: constatato che tutto fosse in ordine\n, si recava a Sulmona. Quando non passava in carrozza, passeggiava per le falde\ndel Morrone, con due candele accese in mano, per vigilare.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Se qualcuno fosse riuscito a prendere una sola\ndi quelle monete, ogni incantesimo sarebbe cessato e avrebbe potuto portare via\nil tesoro. L\u2019operazione , per\u00f2, era molto pericolosa, poich\u00e9 il malcapitato si\nsarebbe potuto ritrovare sbalzato in mezzo al mare , dentro un fosso o sulla\ncima della Majella.&lt; \u201c Il tesoro si potr\u00e0 prendere in sicurezza quando\nfinir\u00e0 questo mondo e ne comincer\u00e0 un altro!\u201d&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>Un\ncavatesori aveva tentato l\u2019impresa, ma Ovidio voleva un\u2019anima innocente in\nsacrificio, poich\u00e9 tre grossi serpenti &nbsp;stavano a guardare i tre mucchi d\u2019oro, mentre\nbestie feroci, lupi, leoni, tigri minacciavano chiunque si fosse avvicinato.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta un pastore che abitava vicino\nalle \u201c Poteche \u201d, mentre pascolava il &nbsp;gregge , tra quelle rovine sent\u00ec aprire un\nportone, in cui entr\u00f2 per curiosit\u00e0, trovando sette stanze. <\/p>\n\n\n\n<p>Alle prime cinque c\u2019erano solo un\ncamino con gli attrezzi del focolare, un mantice e una cesta di carboni, mentre\nnella sesta, dalle pareti pendevano tanti pelliccioni d\u2019oro, che sembravano di\npecora.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il racconto ci riporta all\u2019antico mito del Vello\nd\u2019oro! <\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ultima stanza&nbsp; c\u2019era un trono, dove sedeva Ovidio, con una\nmazza di ferro in mano, mentre intorno c\u2019erano sette barili colmi di verghe\nd\u2019oro e d\u2019argento. Il guardiano cos\u00ec grid\u00f2: \u201c Vedere e non toccare, se\nsagliocca(mazza) non vuoi provare!\u201d A quelle parole, il pastore,terrorizzato\nfugg\u00ec precipitosamente, ma la notte, mentre dormiva nella capanna dello stazzo,\nsent\u00ec un rumore e svegliandosi vide un folletto\u201cmazzimarejje\u201d, vestito di\nrosso, che gli tirava i piedi. Si pu\u00f2 immaginare la paura che si impadron\u00ec del\npoveretto!<\/p>\n\n\n\n<p>Il tesoro, poi, fu preso da Celestino,\nche strozz\u00f2 con le mani il drago e utilizz\u00f2 le ricchezze per costruire\nl\u2019Abbazia per i suoi monaci.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella tradizione popolare si diffuse\nl\u2019idea che Ovidio fosse un sapiente &nbsp;mercante ricchissimo, per cui&nbsp; quando si parlava di grandi somme di denaro,\nironicamente si soleva dire : \u201c V\u00e0ttele a fa\u2019 d\u00e0\u2019 da \u2018Viddie \u2018nnante a la\nCorte\u201d( Vai a fartele dare da Ovidio davanti alla Corte). La Corte era l\u2019antico\npalazzo comunale di Sulmona, un tempo &nbsp;adibito a prigioni, in cui si trovava una\nstatua di Ovidio.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_40290\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40290\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono passati molti anni, mai dimenticher\u00f2 le storie che il nonno raccontava sul poeta Ovidio di Sulmona. 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