{"id":40275,"date":"2020-01-07T12:06:03","date_gmt":"2020-01-07T11:06:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40275"},"modified":"2020-01-07T12:06:05","modified_gmt":"2020-01-07T11:06:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-il-profumo-di-felce-di-alessandra-montali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40275","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Il profumo di felce&#8221; di Alessandra Montali"},"content":{"rendered":"\n<p>Buio.\nMi manca l\u2019aria. Un grido mi fugge dalla gola. Mi giro intorno, il cuore che\npulsa nelle tempie. Un lampione si accende e lo vedo, \u00e8 proprio Matteo, in\ncamice bianco e stetoscopio intorno al collo. Barcollando mi affretto a\nraggiungerlo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMatteo\u2026\ncome fai ad esser qui?\u201d gli chiedo<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon\nsei felice di rivedermi, a quanto pare.\u201d Mi risponde con quell\u2019aria scanzonata.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi\naffretto a ribattere: \u201dMa certo che sono contento\u2026ma tu\u2026 non eri morto?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUff\u2026\nGiacomo sempre delicato eh? Lo sai che non voglio sentire quella parola. Non\nsono morto, me ne sono andato.\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>Mi ricordo che Matteo non pronunciava mai quella parola e non voleva nemmeno ascoltarla. Una sua stranezza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa\nse io sto con te ora, cosa vuol dire che anche io sono m\u2026 che anche io me ne\nsono andato?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lo\nvedo scrollare la testa e sorridere.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cTi stanno operando e sono venuto a farti\ncompagnia, fifone come sei!\u201d mi spiega.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo\nsento ridere e mi passa un braccio intorno alle spalle. Non capisco davvero\ncosa stia accadendo, forse \u00e8 l\u2019anestesia che mi sta giocando qualche scherzo.\nQualsiasi cosa sia sono felice di essere con lui. Matteo \u00e8 sempre stato il mio\nmigliore amico, il fratello che non ho avuto. Ci siamo conosciuti alle\nelementari, io taciturno, pensieroso, lui immediato e solare. Io delicato, lui\npoderoso. Lui rideva sempre, io piangevo spesso, anche quando ridevo. Lui\nmedico, io professore di Filosofia. Eravamo agli antipodi, eppure da quel primo\ngiorno di scuola non ci siamo pi\u00f9 lasciati, o meglio lui ha lasciato me,\nquattro anni fa. Se ne \u00e8 andato in silenzio, lui che del silenzio non sapeva\nnulla.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi\nsei mancato da morire, Matteo.\u201d Gli confido.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAncora!?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAh\ngiusto: mi sei mancato da matti.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEcco,\nbravo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lo\nabbraccio e ridiamo. Riconosco il dopobarba alla fragranza di felce, il suo\npreferito.<\/p>\n\n\n\n<p>Si\naccende un altro lampione e mostra la piccola piazza del nostro paese, con le\npanchine di legno e la fontana di pietra bianca. L\u2019acqua scende dalla sommit\u00e0 e\nsi tuffa nella vasca in piccole gocce fitte e iridescenti. Non ci avevo mai\nfatto caso a quanto fosse bella. Matteo mi d\u00e0 un colpetto sulla spalla e mi fa\nsedere vicino a lui, sulla panchina. Restiamo in silenzio per alcuni attimi, la\nsua mano stretta nella mia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cMatteo devo farti quella domanda, ne dobbiamo\nparlare.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lo\nvedo annuire. Devo sapere perch\u00e9 abbia preferito morire da solo, raccontando ai\nsuoi pi\u00f9 cari amici che lasciava il lavoro all\u2019ospedale per trasferirsi a New\nYork per dirigere un importante centro di ricerca oncologica. Quella domanda \u00e8\nla mia ombra da quattro anni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi\nsono accorto di essere malato quando era troppo tardi. Ho capito subito che non\nce l\u2019avrei fatta e non volevo far vivere a nessuno il dolore di stare accanto a\nchi aveva i giorni contati.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Non\nriesco a trattenere le lacrime e Matteo mi porge un fazzolettino di carta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEccolo,\nil solito piagnone!\u201d Mi canzona.<\/p>\n\n\n\n<p>Immaginavo\nfosse quello il motivo, Matteo \u00e8 sempre stato di un altruismo esagerato, non si\nrisparmiava mai n\u00e9 per i suoi amici, n\u00e9 per i pazienti. Metteva sempre gli\naltri prima di lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui\nride e anche io gli vado dietro: rido e piango. Mi asciugo le lacrime e noto\nche anche il fazzoletto profuma di felce.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi\nfaccio serio e lo rimprovero :\u201cNon dovevi andartene senza dirmi la verit\u00e0. Io\nero il tuo migliore amico e tu lo eri per me.\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cConoscendoti\navresti pianto per un mese intero, per quanto \u00e8 durata la malattia. Non sarei\nriuscito a consolarti\u2026 Sapevo di una cura sperimentale a New York. Era l\u2019unica,\npiccola speranza che mi rimaneva non potevo non provarci.\u201d<br>\n\u201cSarei venuto con te. Avrei preso l\u2019aspettativa dall\u2019Universit\u00e0, non mi\navrebbero fatto problemi e\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGiacomo, ti avrei ucciso di dolore. Ora basta. Inutile parlarne.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Resto in silenzio. Era una fredda&nbsp; mattina di febbraio di quattro anni fa quando accompagnai Matteo all&#8217;aeroporto. Aveva voluto che ci fossi solo io. Sembrava felice. Prima di raggiungere il cancello ci eravamo stretti la mano senza dirci una parola. Lo vidi andar via, poi si ferm\u00f2 e ritorn\u00f2 sui suoi passi, anche io gli andai incontro e ci abbracciammo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAbbi\ncura di Debora\u201d mi disse prima di sciogliersi dall\u2019abbraccio.<\/p>\n\n\n\n<p>A\nripensarci ora, in effetti, quella frase mi era parsa strana. Mi chiedeva di\noccuparmi della sua compagna dopo che l\u2019aveva lasciata. Lei sarebbe stata\ndisposta a trasferirsi in America pur di stargli accanto, ma lui l\u2019aveva messa\nalla porta dicendole che la sua priorit\u00e0 era quel nuovo lavoro. Non voleva\naltro. Le ero stato vicino subito dopo la partenza di Giacomo per l\u2019America. Dopo\nil lavoro passavo da lei e alcune volte capitava che cenassimo insieme. Una\nsera mi aveva chiesto di telefonare a Matteo, desiderava ascoltare ancora la\nsua voce. Avevo preso il cellulare e l\u2019avevo messo in viva voce, erano le 23:00\nin Italia, a New York le 5 del pomeriggio. Dopo vari squilli Matteo rispose,\naveva la voce impastata di sonno, cos\u00ec si era giustificato. Poche parole, ci\ndisse che lavorava molto, faceva tante ore e si sentiva parecchio stanco. Un\nattimo prima di salutarmi, Matteo mi chiese come stesse Debora. Rimasi stupito\nda quella domanda e a Debora le si riempirono gli occhi di lacrime.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa\nallora ancora tiene a me!\u201d mi disse appena riagganciai.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSembrerebbe\nproprio cos\u00ec.\u201d Commentai. I battiti del cuore erano accelerati e brividi di\nfreddo mi percorrevano la schiena. Ero in uno stato di allerta e non sapevo il\nperch\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon\ncapisco. Qualcosa&nbsp; mi sfugge in questa\nstoria. Prenoto subito un volo per New York e parto il prima possibile.\u201d Mi\ndisse con tono deciso.<\/p>\n\n\n\n<p>Feci\ndi s\u00ec con la testa e mi dissi che era un\u2019ottima idea. <\/p>\n\n\n\n<p>Quando\nDebora arriv\u00f2 a New York tutto si era gi\u00e0 compiuto. Riport\u00f2 il corpo di Matteo\na casa e per&nbsp; me nulla fu pi\u00f9 come prima.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe\nmi racconti di Debora?\u201d quella domanda mi fa sobbalzare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\nSta bene\u2026 cio\u00e8 \u00e8 da parecchio che non la vedo.\u201d Mi fermo e lo guardo negli\nocchi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\nE?\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cC\u2019\u00e8\nstato un bacio tra noi, dopo che tu\u2026 Mi sento in imbarazzo, scusami.\u201d Gli\nconfesso abbassando lo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon\nesserlo. Sarei felice se vi metteste insieme.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono\nmesi che non ci sentiamo. Non credo che ci sar\u00e0 altro tra noi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Matteo\ne Debora stavano insieme da poco pi\u00f9 di un anno. Si erano conosciuti in\nospedale, lei \u00e8 un\u2019anestesista. Erano andati subito a convivere nella casa di\nlei, e tante volte quando si usciva tutti insieme Matteo la prendeva in giro\ndicendo che si era innamorato di Debora perch\u00e9 abitava vicino all\u2019ospedale e quel\nnuovo alloggio lo preservava dal prendere la macchina e farsi tutto il traffico\ndella citt\u00e0. Anche Debora rideva e diventava tutta rossa, poi Matteo le\nprendeva il viso tra le mani e le dava un bacio sulla fronte dopo averle\nsoffiato via la frangetta.<\/p>\n\n\n\n<p>Matteo\naffonda una mano tra i miei capelli ricci &nbsp;e mi fa l\u2019occhiolino.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo\nguardo: \u00e8 sempre bellissimo, alto e ben fatto, i capelli scuri lunghi sul collo\ne gli occhi grandi e blu. In comune tra noi solo l\u2019altezza, ancora ricordo il\nprofessore di latino al liceo che, quando ci vedeva in piedi, ci chiedeva:\n\u201dRagazzi che aria fa lass\u00f9 da voi?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTra\npoco ti risveglierai, l\u2019operazione \u00e8 finita.\u201d Mi annuncia dandomi una pacca\nsulla schiena.<\/p>\n\n\n\n<p>Le\nmani iniziano a&nbsp; tremarmi. Hanno finito\ndi rimuovere quella massa che era emersa dall\u2019ecografia alcuni giorni prima. A\nbreve avrei saputo la verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Matteo\nmi prende le mani tra le sue.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHai\npaura?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Annuisco.\nLo vedo alzarsi e andare verso il lampione, lo seguo con lo sguardo, poi mi\nalzo anche io e gli vado dietro. Si mette l\u2019indice sul labbro e mi intima di\nfare silenzio. Sembra stia ascoltando qualcosa, tendo l\u2019orecchio, ma non capto altro\nche il silenzio. Ogni tanto mi sorride, poi esplode in un grido di gioia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMatteo\nche c\u2019\u00e8?\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo\nascoltato cosa si stavano dicendo i chirurghi che ti hanno operato. Tutto a\nposto. Hanno gi\u00e0 fatto l\u2019esame istologico: \u00e8 benigno. Non dovrai fare n\u00e9\nchemio, n\u00e9 radio, il piccolo tumore \u00e8 finito nella spazzatura del giorno.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Non\ndubito delle parole del mio amico, lo abbraccio piangendo. Ci stringiamo forte\ne sento Matteo singhiozzare insieme a me.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMannaggia\na te e alle tue lacrime, Giacomo. Sei riuscito a far piangere anche a me.\u201d Mi porge\nun altro fazzoletto e uno lo tiene per s\u00e9. Con la mano chiusa fa finta di darmi\nun pugno in faccia. Ridiamo tirando su col naso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOra\ndevo andare.\u201d Mi dice in un sussurro.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi\naggrappo al suo camice.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMatteo,\nnon posso restare con te e tu non puoi venire con me.\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon\npuoi fermarti ancora un po\u2019?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lo\nvedo scrollare la testa e il solito sorrisetto ironico prende il sopravvento\nsulla commozione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi\nho appena detto che non morirai.\u201d Mi ribadisce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHai\npronunciato anche tu quella parola.\u201d Gli ribatto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLo\nvedi? Mi stai rincoglionendo, Devo proprio andare.\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>Ci\nabbracciamo piangendo di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non\nvoglio mandarlo via e come un bambino voglio essere rassicurato :\u201dMi passi a\ntrovare ogni tanto?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo,\nGiacomo. Sono venuto qui, perch\u00e9 sapevo che eri spaventato, ma tra poco ti\nsveglierai e sar\u00e0 tutto finito. Starai bene.\u201c <\/p>\n\n\n\n<p>Mi\nmordo il labbro inferiore, ho il viso bagnato di lacrime, continuo a tenerlo\nper il camice e solo adesso mi accorgo di quanto sia fredda la stoffa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSentimi\nbene. Non farmi arrabbiare. Ricordati che non voglio vederti per i prossimi\ncento anni e tu non fare cazzate e non venirmi a cercare prima del tempo.\nChiaro? Hai ancora tanto da vivere, amico mio, sii felice.\u201d Mi mette le mani\nsulle spalle e mi spinge via. Lascio andare i lembi del suo camice.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\nTogliti dai piedi, piagnone\u201d Mi ordina ridendo mentre una luce improvvisa fa\nsparire prima il lampione, poi &nbsp;le\npanchine, la fontana e per ultimo Matteo. Allungo la mano e qualcuno me la\nstringe.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMatteo?\u201d\nchiedo con un filo di voce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo,\nsono il dottor Andrei. Si sta svegliando dall\u2019anestesia, mi sente?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Gli\nfaccio cenno di s\u00ec. Ho il viso bagnato e il dottore mi sta asciugando gli occhi\ne le guance.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi\ndice che sono cinque minuti che piango, ma che non ho motivo per farlo perch\u00e9\nl\u2019operazione \u00e8 riuscita, la massa \u00e8 stata tolta ed \u00e8 benigna. Mi dice che\ncontinuer\u00f2 a vivere.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\nun attimo credo di rivedere il mio amico e sbattendo gli occhi gli dico :\u201dGrazie\nMatteo, \u00e8 come mi avevi detto tu.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Poi\nritorno a dormire.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo\ndue giorni di degenza mi dimettono, mi sento bene, ho solo i punti che mi\ntirano un po\u2019 quando mi piego, ma sar\u00e0 solo questione di una settimana.\nControllo di aver preso tutto dall\u2019armadietto e dal comodino. Non posso\nchinarmi, quindi metto dentro la mano e col palmo tocco il pianale del\ncassetto. Sento qualcosa di morbido, lo prendo e mi accorgo che \u00e8 un fazzoletto\nstropicciato. Lentamente me lo porto al naso e lo annuso: sa di felce.&nbsp; Le gambe mi diventano di burro e sono\ncostretto a sedermi sul letto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMatteo.\u201d\nSussurro e chiudo gli occhi per percepire meglio quella fragranza..<\/p>\n\n\n\n<p>Esco\ndall\u2019ospedale e prima di ritornare a casa passo al cimitero. L\u2019aria tiepida e\nil sole rendono il mio passo leggero, percorro il vialetto, giro a destra e poi\na sinistra, salgo lo scalino e trovo Debora che sta mettendo fiori freschi nel\nvaso. Ci guardiamo perplessi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCiao.\u201d\nCi diciamo all\u2019unisono.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aiuto\na mettere i fiori, ogni tanto le nostre mani si sfiorano. Ho la mente svuotata,\nnon riesco a formulare un pensiero, n\u00e9 una preghiera. Usciamo insieme dal\ncimitero e ci avviamo al parcheggio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome\nstai?\u201d Le chiedo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\nUn po\u2019 meglio e tu?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAnche\nio.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Rimaniamo\na guardarci per alcuni istanti, poi lei distoglie lo sguardo per frugare nella\nborsa alla ricerca delle chiavi. Torna a guardarmi dopo averle prese.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGiacomo\u2026\nse non hai da fare stasera potremo cenare insieme\u2026 se non hai altro da fare&#8230;giusto\ndue spaghetti per chiacchierare un po\u2019\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il\ncuore mi sale alla gola e la mente ritorna alle parole di Matteo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMolto\nvolentieri, Debora. Alle otto stasera?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La\nvedo annuire con un sorriso. Ci sfioriamo le guance con un bacio e ce ne\nandiamo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_40275\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40275\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Buio. Mi manca l\u2019aria. Un grido mi fugge dalla gola. Mi giro intorno, il cuore che pulsa nelle tempie. Un lampione si accende e lo vedo, \u00e8 proprio Matteo, in camice bianco e stetoscopio intorno al collo. Barcollando mi affretto a raggiungerlo. \u201cMatteo\u2026 come fai ad esser qui?\u201d gli chiedo \u201cNon sei felice di rivedermi, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_40275\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40275\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":19796,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[545],"tags":[],"class_list":["post-40275","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2020"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40275"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/19796"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40275"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40275\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40279,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40275\/revisions\/40279"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40275"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40275"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40275"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}