{"id":4023,"date":"2010-05-28T17:25:00","date_gmt":"2010-05-28T16:25:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4023"},"modified":"2010-05-28T17:25:00","modified_gmt":"2010-05-28T16:25:00","slug":"bellissimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4023","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Bellissimo&#8221; di Paola Colleoni"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"12pt;\">Era dicembre, l\u2019antivigilia di S. Lucia. Anche se quel giorno a Bergamo faceva molto freddo, verso le due del pomeriggio avevo deciso di uscire col mio bambino di otto mesi. A casa, pur stanchissimo, non era riuscito a prender sonno per via di un raffreddore e di alcuni dentini che stavano spuntando tutti insieme. Carlo adorava uscire col passeggino, io sapevo che si sarebbe calmato ed infatti si addorment\u00f2 quasi subito abbandonandosi al calduccio nella morbida copertina.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">C\u2019era una strana atmosfera, nella vecchia via Broseta. I rumori del traffico erano lontani, attutiti dalle nuvole basse; c\u2019erano poche persone e tutte si dirigevano, come me, verso piazza Pontida. L\u2019eco dei loro passi rimbalzava tra le facciate scolorite dei palazzotti, attaccati uno all\u2019altro lungo entrambi i lati della via. Sul selciato umido balenavano i riflessi delle decorazioni natalizie tese tra le facciate, dove molte finestre mostravano fili d\u2019argento e d\u2019oro, palle di Natale lucenti, spruzzi di neve finta, lumini colorati. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Gustavo quell\u2019imprevista occasione di svago: non avevo mai tempo per me, c\u2019era il resto della famiglia, la casa, il lavoro. Quando uscivo con Carlo, portavo di solito anche Linda, la mia prima bambina, che era gi\u00e0 grandicella e molto chiacchierina. Quel pomeriggio potevo camminare tranquillamente lasciando correre il mio pensiero, che spontaneamente cominci\u00f2 a riandare agli ultimi mesi vissuti.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Carlo era nato in un limpido mattino di aprile e limpida era sempre stata la nostra vita, in una specie di simbiosi: io avvertivo ogni suo bisogno al suo primo formarsi e provvedere a lui mi era naturale come provvedere a me stessa. Non piangeva praticamente mai, mangiava e dormiva moltissimo. Il nostro giorno era scandito da ritmi, gesti, risa, tenerezze. Fatica e stanchezza erano del tutto insignificanti per me, giovane e piena di energie; durante i suoi lunghi sonni riuscivo a concentrare le faccende di casa, il lavoro con mio marito e le attenzioni per Linda, che per buona parte del tempo era a scuola. Assaporavo poi con Carlo luminose ore di gioia e giochi, e lente ore notturne in cui lo allattavo in un\u2019intimit\u00e0 protetta, in una pace solitaria tutta nostra. Accadeva, in quei momenti, che il mio sguardo venisse catturato dalla profondit\u00e0 dei suoi occhi azzurri e allora mi perdevo nello sconcertante contrasto tra il suo essere del tutto dipendente da altri e una inafferrabile, innata saggezza assoluta, una specie di consapevolezza della propria dignit\u00e0 e del diritto alla vita, all\u2019amore, alla felicit\u00e0. L\u00ec, negli azzurri occhi fiduciosi e ignari del mio bambino, c\u2019era un\u2019inesauribile fonte di senso della vita e c\u2019era, insieme, il mistero. In quella profondit\u00e0, mi<span> <\/span>imbattevo in un\u2019innocenza che diveniva il punto di contatto tra i nostri due infiniti, magicamente capace di accenderli entrambi e di rendere per un istante intuibile il riverbero della complessit\u00e0 umana e della totalit\u00e0 in cui siamo immersi. Tutto quanto di possessivo poteva esserci nel mio amore di mamma svaniva ogni volta nel senso di profondo rispetto per una creatura che tutto era, tranne che mia. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Il mio piccino quel giorno cos\u00ec palliduccio, la fronte un poco lucida, le palpebre pesanti, il nasino arrossato, mi commuoveva: coglievo appieno l\u2019individualit\u00e0 e la fragilit\u00e0 di un essere che, per quanto amatissimo, era altro da me. Malgrado tutto il mio rispetto e il mio travolgente amore, ero impotente di fronte alla banalit\u00e0 del malessere per i primi dentini e mi rendevo conto che ben altre cose non avrei potuto alleviargli. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Ero commossa da questi pensieri e ne ero anche compiaciuta: erano profondi, appaganti, gratificanti. Intanto, spingevo il passeggino con mille attenzioni, per evitare scossoni.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Giungemmo in piazza Pontida. L\u2019atmosfera era pi\u00f9 animata, ma solo poco pi\u00f9 avanti, in via XX Settembre, tra la folla che andava sempre aumentando, ricordai che quelli erano i giorni del tradizionale mercatino sul Sentierone, la passeggiata centrale della citt\u00e0. Vi vengono accompagnati i bambini per scegliere i doni che Santa Lucia porter\u00e0 nella notte tra il dodici e il tredici dicembre. Dopo la visita al mercato, letterine a disegni e brillantini, piene di promesse e di richieste, vengono deposte dai bambini con una emozionata preghiera davanti alla statua di Santa Lucia, nell\u2019antica chiesa all\u2019inizio del Sentierone. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">In breve, la quieta atmosfera natalizia svan\u00ec del tutto, lasciando il posto ad una sempre pi\u00f9 caotica eccitazione. Le persone, attirate da luci e suoni, camminavano spedite senza badare agli altri e non sempre io riuscivo ad evitare urti al mio bambino; cercai una via di fuga, ma ormai l\u2019unica possibilit\u00e0 sarebbe stata tornare indietro. Mi voltai: dietro di me la ressa era ancora aumentata. Decisi perci\u00f2 di proseguire un po\u2019 lungo il Sentierone sperando di poter svoltare in una via laterale libera da bancarelle.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Calamitata dai colori delle merci di ogni genere, dal profumo di dolciumi e zucchero filato, dalle nenie di alcuni zampognari, la gente gettava solo sguardi disinteressati al mio bambino e ci evitava solo all\u2019ultimo momento oppure, molto spesso, ci urtava. Malgrado tutti i miei sforzi, borsettate e spintoni al passeggino erano inevitabili, cosicch\u00e9 il mio piccolo sussultava, ogni volta l\u00ec l\u00ec per svegliarsi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">L\u2019indifferenza per quel delicato sonno mi avviliva, anzi, il mio era un vibrare offeso perch\u00e9 la tenerezza risvegliata da quel visino malaticcio era struggente ed i pensieri che andavo facendo avevano attivato emozioni molto profonde, sentimenti vibranti per la vita e per la dignit\u00e0 umana dovunque offesa nel mondo, sentimenti del tutto in contrasto con la noncuranza e la frenesia l\u00ec attorno. Commossa, mi pareva di intuire la presenza di un Amore causa e fine di ognuno e di ogni cosa, eppure tanto offeso e negato, ed ero sopraffatta dalla sua ineffabilit\u00e0. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Dalle vette di tanto sentire, non immaginavo quanto ero inadeguata a ci\u00f2 che stava per accadere. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">C\u2019era ormai una vera ressa. Fu dunque molto strano che all\u2019improvviso davanti a me si aprisse un varco lungo una ventina di metri e largo circa dieci, ed ancor pi\u00f9 strano che questo varco non venisse n\u00e9 occupato n\u00e9 attraversato da alcuno. La gente, pur stipata tutt\u2019attorno, pareva non accorgersi di tutto quello spazio vuoto. Alcuni voltavano le spalle fermandosi ai margini, alcuni rallentavano e procedevano guardando altrove.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">In fondo a quel largo corridoio, vidi solo allora alcune persone che avanzavano tutte insieme, una accanto all\u2019altra. Percepii qualcosa di strano, un vago ondeggiare, una disposizione non parallela dei corpi, movimenti inusuali, scatti. Per uno o due secondi, non ne fui sicura, poi fu inequivocabile: verso di me procedeva un intero gruppo di disabili. Sostenendosi a vicenda, avanzavano molto faticosamente: camminavano a braccetto, impacciati e ondeggianti.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Oh, no! \u2013 fu il mio automatico pensiero \u2013 Se tutte le persone normali incrociate finora hanno del tutto ignorato il mio piccolo, chiss\u00e0 che faranno questi poverini. Adesso s\u00ec che me lo sveglieranno!<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Deviai subito verso destra, sperando di trovare un po\u2019 di spazio tra la gente per poter lasciare strada libera al gruppetto; solo allora per\u00f2 apparve proprio dalla stessa parte, all\u2019estremit\u00e0 destra del gruppo, un giovane molto grosso su una ingombrante carrozzella. Tentai allora di spostarmi sulla sinistra, ma la distanza si era ormai ridotta troppo: senza poter far pi\u00f9 nulla per evitarlo, stavo andando dritta contro il gruppo, proprio al centro. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">L\u00ec procedeva, pi\u00f9 barcolloni degli altri, un ragazzone dinoccolato. Aveva braccia e gambe lunghissime, cos\u00ec scoordinate da sembrare ognuna in preda ad un moto indipendente e casuale e che pur produceva nell\u2019insieme, inspiegabilmente, l\u2019ondulatorio avanzare in una direzione.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Rassegnata, mi aspettavo ormai lo scontro, con relativo scossone al passeggino. Decine di persone sane, coordinate, intelligenti non hanno fatto nulla per evitare scontri, pensavo, chiss\u00e0 che cosa succeder\u00e0 adesso con queste persone. Per di pi\u00f9, dal loro punto di vista nemmeno possono vedere che il mio bambino \u00e8 addormentato; e poi, anche se lo vedessero, chiss\u00e0 che cosa capirebbero.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Non potendo far altro, rallentai fin quasi a fermarmi per essere, almeno, del minor intralcio possibile a quella cos\u00ec faticosa andatura.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"center;\" align=\"center\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Inesorabilmente, pi\u00f9 che mai disarticolato e scoordinato, il ragazzo era giunto a un metro da me. Lo sforzo del camminare gli piegava gli arti ad angoli assurdi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">La testa troppo grossa, troppo lunga, troppo inclinata; il volto troppo asimmetrico, troppo pallido; il naso troppo grosso, le labbra troppo umide, troppo rosse, troppo aperte; i denti troppo distanziati; gli occhi troppo grandi, troppo sporgenti.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Fu allora, quando quegli occhi si posarono sul passeggino, prima ancora che fosse possibile vedere che il mio bambino dormiva, che l\u2019improvviso alzarsi di due folte sopracciglia in un imprevedibile cenno di stupore e tenerezza, costitu\u00ec come il colpo di bacchetta che avvi\u00f2 il comporsi innanzi a me di una magica danza lieve, dalla coordinazione soave e dal ritmo perfetto.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Le membra che fino a poco prima sembravano muoversi ognuna secondo una propria imperscrutabile volont\u00e0, improvvisamente si unirono in un gesto che riusc\u00ec, insieme, a significare stupore, delicatezza, attenzione. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Come per dire a tutti \u2018silenzio!!\u2019, un lungo dito indice si avvicin\u00f2 alle labbra, mentre la dignit\u00e0 e la sollecitudine di un cavaliere antico mossero armoniosamente gambe e braccia, a lasciarmi il passo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Nessun urto, nessuno spintone.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Rimasi l\u00ec, come una stupida. Noi, persone \u2018normali\u2019, intelligenti. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Quanto amore ricevuto e dato, dietro a quel gesto; quanta premura, quanto rispetto.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Il gesto del ragazzo aveva richiamato l\u2019attenzione dei suoi compagni, che si fermarono un momento a guardare, sorridendo al mio bambino ognuno a modo suo, in religioso silenzio, attenti a non urtare il passeggino: su quei volti cos\u00ec lontani dai canoni della bellezza c\u2019era l\u2019espressione di chi guarda un tesoro.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Poi, faticosamente, ripresero ondeggianti il loro cammino.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Li guardai allontanarsi, senza riuscire a muovermi. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Dopo un paio di minuti, lentamente, ripresi a camminare svoltando in una via pi\u00f9 tranquilla. Carlo dormiva beato. Io tenevo gli occhi bassi, li sentivo lucidi. L\u2019eco dei pensieri che mi erano nati automatici mentre mi avvicinavo a quei giovani pesava come un macigno sui miei elevati pensieri di poco prima, facendone poltiglia.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Ad automatico paragone, nel mio cervello iniziarono a srotolarsi le immagini della bellezza umana allocate nella memoria, poi i ricordi di, gesti, atteggiamenti, comportamenti, sentimenti.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Arte, sport, cinema, fotografia, letteratura. Statue, atleti, attori, danzatori, personaggi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Mai avevo visto niente di cos\u00ec bello come quelle sopracciglia inarcate e quel dito indice che si appoggiava alle labbra, mentre con stupore e tenerezza i grandi scuri umidi occhi dicevano: ssssst, c\u2019\u00e8 un bimbo qui, e forse dorme.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Mai nessuno avevo visto, bello come te.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12pt;\">Bellissimo. <\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4023\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4023\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era dicembre, l\u2019antivigilia di S. 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