{"id":40200,"date":"2019-12-27T12:49:39","date_gmt":"2019-12-27T11:49:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40200"},"modified":"2019-12-27T12:49:41","modified_gmt":"2019-12-27T11:49:41","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-meglio-le-farfalle-di-giusi-taglialatela","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40200","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Meglio le farfalle&#8221; di Giusi Taglialatela"},"content":{"rendered":"\n<p>&lt;&lt;Sai la Gina? La Toffoli, la zia della Rosella. Sua cugina era in classe con tuo fratello, Marica si chiama!&gt;&gt; <br>Sbriciolo gli amaretti, mentre mia madre impasta farina e uova, aggiungendo un parente alla sua lista per ogni mio no con la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Insomma, la Gina, ma s\u00ec che sai chi \u00e8! Abitava in cascina, vicino alla Valle, avevano le mucche. Lo zio ti ci portava da piccola, giocavi con la Sabrina e Domenico, i gemelli, ti ricordi?&gt;&gt;<br>&lt;&lt;S\u00ec, i gemelli&gt;&gt;. <br>&lt;&lt;Ecco, brava! La Gina \u00e8 la cognata della nonna della Sabrina e di Domenico!&gt;&gt; <br>&lt;&lt;Va bene, ho capito, \u00e8 successo qualcosa alla Gina?&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Ma no, sta benone, l\u2019ho vista domenica al cimitero, ti saluta tanto!&gt;&gt; e mi d\u00e0 una piccola spinta con il fianco, mentre aggiunge del latte all\u2019impasto. <br>&lt;&lt;Le facciamo belle morbide le torte della sagra quest\u2019anno, Don Marzio aspetta la sua, quel goloso! Poi gli stringe la veste in vita quando dice Messa grande alle undici!&gt;&gt;<\/p>\n\n\n\n<p>Ridacchia mentre con il dorso della mano si sfrega la fronte nel gesto\ndi mandare indietro i capelli. Non trova nulla, quelli che le sono rimasti li\nha infilati sotto la retina prima di iniziare a preparare gli ingredienti e le\nteglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Carcinoma. <br>\u00c8 una parola che fa drizzare i peli sulle braccia, il suo suono \u00e8 quasi pi\u00f9 spaventoso di ci\u00f2 che rappresenta. <br>Dovrebbero trovargli un nome pi\u00f9 aggraziato, che so, farfalla. <br>\u201cSua madre ha una farfalla in un polmone\u201d, suonerebbe rassicurante, innocuo. <br>Non rimanderebbe immediatamente a qualche cosa che ti vuole mangiare vivo, che ti divorer\u00e0 fino a fare rimanere nulla di te o di chi ti \u00e8 caro al mondo. <br>\u201cLa scacciamo la farfalla, signora. Oggigiorno, con le cure a nostra disposizione, stia tranquilla\u201d, e via cos\u00ec: tutto scomparso in un battito d\u2019ali, come non fosse mai esistito. <br>Osservo le mani di mia madre, che tremano appena nel gesto di governare le uova nella fontana di farina e zucchero.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Aggiungimi il burro, che altrimenti sporco dappertutto. L\u2019anno prossimo non le faccio. Tutta questa lavorata per poi ingrassare, sia io che tua nonna!&gt;&gt; <br>Il suo ciarlare mi fa salire un mal di testa feroce, repentino. Vorrei spazzare con una manata la farina dal tavolo, vedere il giallo delle uova schizzare sui mobili bianchi della cucina, sentire lo schianto della ciotola di ceramica sul pavimento. <br>Fa finta di niente, come se fingere fosse abbastanza per tutti, come se servisse a distogliere l\u2019attenzione dalle vene blu che attraversano le sue braccia magre. <br>Se non avessi paura di spezzarla, la scuoterei, le direi di smetterla, la stringerei, la schiaccerei, la terrei con me.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Sai cos\u2019ha combinato Battista?&gt;&gt; <br>&lt;&lt;No, cosa?&gt;&gt;, mi sforzo di sostituire il nero che ho nella testa con l\u2019immagine del matto del paese. <br>&lt;&lt;Ha chiesto alla vedova di Cerutti di sposarlo!&gt;&gt; <br>&lt;&lt;\u201dSei bella giovane, mi piacciono le donne giovani, mica le vecchie\u201d, le ha detto!&gt;&gt; <br>Imita i modi di Battista come sanno fare tutti in paese. Non \u00e8 cattiveria, danno un\u2019occhiata che non si metta nei guai e in cambio si prendono almeno il divertimento di ridere per quello che combina.<\/p>\n\n\n\n<p>Metto gli amaretti nella pentola, insieme alla frutta che sta gi\u00e0 bollendo da tempo ed \u00e8 ormai poltiglia, spengo il fuoco e continuo a mescolare. Provo un inspiegabile conforto nel compiere questi gesti rimasti immutati dalla mia infanzia. <br>&lt;&lt;Togli i chiodi di garofano, che altrimenti si sentono troppo&gt;&gt;. <br>Cerco la retina in mezzo alla frutta e la estraggo con il cucchiaio di legno, il profumo mi inebria.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Mamma, sono tornata! Il nonno mi ha fatto fare quattro giri sulla giostra, ho preso il codino!&gt;&gt; <br>Mi figlia \u00e8 prova vivente dell\u2019infallibile valore della genetica: parla quanto mia madre, se non di pi\u00f9, e peccano nell\u2019ascolto, entrambe, in maniera commisurata all\u2019et\u00e0. <br>Mio padre entra poco dopo, \u00e8 affaticato per la passeggiata, ma sorride. <br>&lt;&lt;Posso fare i biscini di pasta? Posso, nonna?&gt;&gt; <br>&lt;&lt;Vieni, ti aspettavamo perch\u00e9 belli come i tuoi non li fa nessuno, per\u00f2 lega quei capelli l\u00ec&gt;&gt;. <br>Amelia gira pi\u00f9 volte un elastico intorno ai suoi ricci scuri e tira su le maniche fino ai gomiti, prima di mettersi in ginocchio sulla sedia accanto a mia madre. <br>&lt;&lt;Faccio una pausa, visto che hai una nuova aiutante&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>Esco sul terrazzino, mio padre \u00e8 sulla sua sedia di plastica, ha una Marlboro tra le dita e osserva il fumo salire dalle braci. <br>&lt;&lt;Ti fa male&gt;&gt;. <br>&lt;&lt;La gastrite me l\u2019ha fatta venire tua madre in quarant\u2019anni di matrimonio. Tuo marito viene?&gt;&gt; <br>&lt;&lt;No, ha un convegno questo fine settimana, e poi sai che non gli piace stare a tavola a lungo&gt;&gt;. <br>&lt;&lt;Per il bene della bambina, uno sforzo lo poteva fare&gt;&gt;. <br>Mi appoggio alla ringhiera con la schiena e incrocio le braccia: &lt;&lt;Sei sicuro che vogliamo parlare del mio matrimonio proprio oggi?&gt;&gt; <br>&lt;&lt;Tieni, va&gt;&gt;. <br>&lt;&lt;Non fumo&gt;&gt;, rispondo ulteriormente infastidita senza guardarlo in faccia. <br>&lt;&lt;S\u00ec, certo, lo vedo come guardi la fiamma quando me ne accendo una&gt;&gt;.  <br>&lt;&lt;Mi nascondo in bagno, come a sedici anni&gt;&gt;, l\u2019ho detto. <br>Stringe le labbra e fa il suo gesto con l\u2019indice e il pollice che si uniscono, quello che dice &#8220;come volevasi dimostrare&#8221;. <br>&lt;&lt;Andrea entro fine anno si trasferisce, gli hanno proposto un contratto su Roma, dice che \u00e8 una buona occasione e che gli hanno garantito che potr\u00e0 tornare due fine settimana al mese&gt;&gt;. <br>&lt;&lt;E quando lo dite ad Amelia? Volete fare i moderni, quelli che si lasciano con dignit\u00e0. Prendilo un po&#8217; a calci quell&#8217;uomo senza attributi che hai sposato! Si lascia una bambina cos\u00ec, dall&#8217;oggi al domani, dopo che avete finto di fare la bella famiglia per anni?&gt;&gt; <br>Vorrei rispondergli a tono, una bella litigata come ai vecchi tempi, qui, sul terrazzo, con tutto il condominio che ascolta. Probabilmente farebbe bene ad entrambi. <br>&lt;&lt;Dammene una, va&gt;&gt;, mi arrendo. <br>Mi passa il pacchetto e l\u2019accendino, &lt;&lt;Scusa&gt;&gt;, mi dice a mezza bocca.<\/p>\n\n\n\n<p>La malattia di mia madre lo sta consumando. Lei se la mangiano le farfalle, lui il dispiacere di non saperla aiutare, e la separazione tra me ed Andrea non fa che aggiungere una variabile al sistema impazzito delle nostre esistenze. <br>&lt;&lt;Non vuole riprendere le terapie, dice che la fanno stare male, che le fanno perdere la lucidit\u00e0 e invece lei vuole essere presente, per il tempo che resta&gt;&gt;. <br>Me lo dice tra un tiro e l\u2019altro, senza alzare lo sguardo dalle piastrelle rosse del balcone. Lo vedo che si fa violenza per comunicarmi cose che non vorrebbe sentire, tantomeno dalla sua stessa voce. <br>&lt;&lt;Ci parlo io&gt;&gt;. <br>Mi fa cenno di no con la testa, \u00e8 cos\u00ec invecchiato. Ha le spalle curve di chi sopporta un peso troppo grande, sia da portare da solo che da condividere. <br>&lt;&lt;Ci ho pensato, Anna, ci ho anche litigato, lo sai che io e lei con calma non sappiamo parlarci. Ma quando la porto in ospedale e la lascio in quella stanza bianca, con i separ\u00e9 che dividono il suo male da quello di altri disgraziati come lei, dovresti vederla\u2026&gt;&gt;, respira forte dal naso senza riuscire a concludere la frase. <br>L\u2019ho vista di ritorno dalle sedute e so bene quali immagini mio padre sta cercando di togliersi dalla mente. <br>&lt;&lt;Non ce la faccio ad obbligarla, Anna. Mi sento di non averne il diritto&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;Mamma, nonno, venite a vedere!&gt;&gt;, Amelia ci chiama, come rispondendo ad un muto SOS che salva temporaneamente entrambi dal naufragio. <br>Le torte sono bellissime, mia madre \u00e8 pallida e si appoggia allo schienale di una sedia. <br>&lt;&lt;Adesso la nonna va a riposarsi un po\u2019 e noi aspettiamo che le torte cuociano&gt;&gt;. <br>&lt;&lt;Povere voi, se me le fate bruciare!&gt;&gt;, trova la forza di dire, prima di porgermi il braccio per farsi accompagnare nella sua stanza. <br>La aiuto a togliere le pantofole, la faccio stendere e le metto addosso il plaid leggero. Non fa freddo, ma la avvolgo piano come si fa con i passeri, per non farli volare via. <br>Con gli occhi chiusi mi chiede di aprire il primo cassetto del com\u00f2. <br>&lt;&lt;L\u2019anello, quello dell\u2019anniversario, prendilo per Amelia&gt;&gt;. <br>&lt;&lt;Glielo darai tu per qualche occasione, quando sar\u00e0 pi\u00f9 grande&gt;&gt;. <br>&lt;&lt;Prendilo e basta&gt;&gt;. <br>Estraggo la scatolina bianca dal cassetto e la stringo in una mano, ho la forza di dire solo &lt;&lt;Ecco&gt;&gt;. <br>Le accarezzo la fronte, in un\u2019imitazione inconscia del suo stesso gesto su di me bambina e prima di uscire dalla stanza apro due dita di tapparella, perch\u00e9 trovi un po\u2019 di luce quando si sveglia. <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Le torte stanno lievitando nel forno, Amelia sta di guardia davanti all\u2019apertura. <br>&lt;&lt;Biscini belli cos\u00ec, non li fa nessuno&gt;&gt;, le dice mio padre. <br>Prendo una sedia e mi metto accanto a loro.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_40200\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40200\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&lt;&lt;Sai la Gina? 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