{"id":40176,"date":"2019-12-19T19:02:46","date_gmt":"2019-12-19T18:02:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40176"},"modified":"2019-12-19T19:02:48","modified_gmt":"2019-12-19T18:02:48","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-regalo-di-natale-di-gianpaolo-antolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40176","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Regalo di Natale&#8221; di Gianpaolo Antolini"},"content":{"rendered":"\n<p>Quella mattina era uscita di casa con la convinzione che la giornata sarebbe stata noiosa e inutile come tutte le altre. Aveva diverse cose da fare in ufficio e\nla infastidiva l\u2019idea di passare otto lunghe ore in un ambiente che non la\nsoddisfaceva per niente. Natale si avvicinava e avrebbe voluto\ntrascorrerlo in modo diverso da come era sempre stata, suo malgrado, costretta\na organizzarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Da qualche tempo Grazia si sentiva\nstanca, svuotata; le sarebbe piaciuto che qualcuno, per una volta, si fosse\npreso cura di lei e non, come era continuamente avvenuto nella sua vita, essere\nlei la persona di riferimento, alla quale tutti si appoggiavano, pretendendo a\nvolte l\u2019impossibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Con questi pensieri era salita sulla sua\nautomobile, un oggetto meccanico cui si era affezionata moltissimo, quasi come\na una persona, e che curava quotidianamente tenendola pulita, in ordine. Di\nsera, chiudendola nel garage, la salutava accarezzandola. Si sentiva al riparo\nnell\u2019abitacolo, con la sicura inserita e il riscaldamento acceso. Tutte le\nvolte che si sedeva al volante provava una piacevole sensazione di isolamento:\nera come stare chiusa in un bozzolo, protetta dal mondo esterno che scivolava\nvia, scorrendo ai lati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lettore CD part\u00ec con un pezzo degli anni Settanta, Knockin&#8217; on Heaven&#8217;s Door, conosciuto fin nei minimi dettagli, che le diede un po\u2019 di carica. &#8220;<em>Non so proprio cosa farei senza la musica&#8230;<\/em>\u201d pens\u00f2, guardando malinconicamente davanti a s\u00e9. <\/p>\n\n\n\n<p>Da un paio di settimane le giornate si susseguivano uguali e grigie, in fotocopia; anche quella era cupa, livida e non prometteva niente di buono. Un anno prima suo marito l\u2019aveva lasciata sola, annientato da un male incurabile e quattro mesi dopo Andrea, suo figlio, aveva deciso di prendere in affitto un piccolo appartamento a una ventina di chilometri da Milano e di andarci a vivere con la sua ragazza.<\/p>\n\n\n\n<p>Pian piano si stava riprendendo, ma era\ndura tornare a casa la sera e non trovare la luce accesa e la tavola\napparecchiata. Ormai solo i suoi genitori, ogni tanto,\nriuscivano a strapparle un sorriso. Entrambi ultraottantenni vivevano in uno di\nquei brutti casermoni alla periferia della citt\u00e0. Grazia non li aveva mai\nsentiti lamentarsi o piangersi addosso e li aveva sempre ammirati per la\nserenit\u00e0, per quel modo sommesso e lieve di affrontare i momenti difficili che\nla vita aveva loro riservato. Era inevitabile, tuttavia, che cominciassero ad\navere bisogno di tante cose&#8230; di compagnia, soprattutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Mancavano due giorni a Natale. Le ultime corse per gli acquisti, sotto una pioggia battente, congestionavano ancora di pi\u00f9 la citt\u00e0, gi\u00e0 sfregiata dai cantieri aperti per i lavori della metropolitana e dell\u2019Expo. Dappertutto grossi cartelli gialli segnalavano la chiusura di questa o quell\u2019altra via e, di conseguenza, il traffico veniva incanalato lungo le poche direttrici rimaste ancora aperte. I furgoni, ovunque parcheggiati in seconda fila per le consegne natalizie, intralciavano la circolazione delle auto e dei mezzi pubblici. <\/p>\n\n\n\n<p>Alle fermate dei bus uomini e donne, stretti nei loro cappotti sotto gli ombrelli, scrutavano l\u2019orizzonte in attesa dei mezzi, intrappolati negli ingorghi a qualche isolato di distanza. Grazia era bloccata in una strada a senso unico. Davanti a lei una colonna di auto ferme: in fondo, un grosso camion ostruiva l\u2019incrocio, ostacolando il transito. <\/p>\n\n\n\n<p>La pioggia martellava ininterrottamente il parabrezza, creando rivoli sempre pi\u00f9 fitti, illuminati dalle luci oblique e fastidiose dei fari. Le ultime note della canzone le misero un po\u2019 di nostalgia &#8211; \u201c<em>Questo brano \u00e8 del \u201973&#8230;<\/em>\u201d &#8211; e la mente, di colpo, corse veloce a ritroso nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva da poco ritrovato Luca, un ragazzo conosciuto proprio l\u2019estate di quell\u2019anno durante le vacanze al mare. Nonostante i pochi giorni di frequentazione in spiaggia, era nata fra loro molto pi\u00f9 che una semplice amicizia. Lui veniva da un piccolo paese del Trentino. Era un tipo aperto, spiritoso; in pi\u00f9 era alto, aveva gli occhi verdi, i capelli lunghi e un sorriso che ispirava simpatia. Si erano scritti per quasi due anni, ogni\nsettimana; poi la storia era finita, senza un perch\u00e9, un motivo preciso. La\nlontananza aveva lentamente scavato un solco che nessuno dei due era riuscito a\nriempire. <\/p>\n\n\n\n<p>Non si erano pi\u00f9 sentiti n\u00e9 cercati, ma\nentrambi avevano conservato quelle lettere. In fondo alle sue, Grazia non mancava\nmai di stampare le sue labbra cariche di rossetto e di versare due tre gocce\ndel suo profumo. <\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno, casualmente, approfittando di un contatto in un social network, era riuscita a rintracciare Luca e aveva scoperto che anche lui non l\u2019aveva dimenticata. Consider\u00f2 l\u2019avvenimento quasi un miracolo: erano trascorsi pi\u00f9 di trent\u2019anni, da allora. Si erano subito scambiati e-mail e fotografie. Cominciarono a sentirsi anche al telefono; il desiderio, la curiosit\u00e0 di rivedersi e di sapere cosa fosse loro successo durante tutto quel tempo crescevano ogni giorno di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019improvviso, Grazia pens\u00f2 che potesse farsi un regalo: \u201c<em>Perch\u00e9 no? Chi me lo impedisce? Sapranno cavarsela benissimo anche senza di me!<\/em>\u201d. Rovist\u00f2 nella borsetta, afferr\u00f2 il cellulare e chiam\u00f2 l\u2019ufficio, avvertendo che si sarebbe presa due giorni di ferie e che sarebbe rientrata dopo Natale. La collega del personale non fece una grinza.<\/p>\n\n\n\n<p>Le automobili davanti alla sua stavano\nlentamente ripartendo. Si accod\u00f2, ma quando fu possibile, anzich\u00e9 dirigersi\nverso il centro imbocc\u00f2 la tangenziale e poi l\u2019autostrada per Venezia. Si stup\u00ec della determinazione con cui\naveva preso quella bizzarra decisione. Non era preparata ad affrontare il\nviaggio, ma mise a fuoco rapidamente la situazione e prov\u00f2 a immaginarne,\ndivertita, i possibili sviluppi. <\/p>\n\n\n\n<p>In autostrada trov\u00f2 poco traffico e cess\u00f2 anche di piovere. Valut\u00f2 il fatto di buon auspicio, quasi un segno del destino. A Brescia, all\u2019uscita dal casello, prese la direzione nord. Si ricordava perfettamente la strada, l\u2019aveva percorsa tante volte quando in passato era stata a sciare a Madonna di Campiglio con i suoi amici.<\/p>\n\n\n\n<p>I paesini si avvicendavano velocemente uno dietro l\u2019altro. Mentre li attraversava, ne leggeva i nomi sui cartelli, osservava le facciate degli edifici, le luminarie e le insegne dei negozi, le persone camminare sui marciapiedi. Niente dell\u2019inutile frenesia natalizia della citt\u00e0. Tutto era rallentato, pi\u00f9 statico e tranquillo. C\u2019erano tracce di una recente nevicata sui tetti delle case, nei campi, sui crinali delle montagne. Una leggera foschia contribuiva a velare, a tratti, i colori e gli elementi del paesaggio. Cominci\u00f2 a sentirsi meglio e a provare una strana emozione. Tra poche ore avrebbe rivisto Luca e lui ancora non lo sapeva.<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente giunse a destinazione. Si mise subito alla ricerca di un\nalbergo, desiderava farsi una doccia e riposare un po\u2019, ma non aveva portato\nniente con s\u00e9, nemmeno lo spazzolino da denti. Fece un giro veloce in paese,\ntrovando ci\u00f2 che le serviva. In un negozio vicino all\u2019albergo acquist\u00f2\na buon prezzo un paio di jeans, un maglione a girocollo, un piumino blu e una\nsciarpa in tinta. Si concesse anche un caff\u00e8 nel bar della piazza centrale e fu\nl\u00ec che vide l\u2019albero. Nel corso di una telefonata Luca le aveva raccontato che a Natale, dopo la messa di mezzanotte, era tradizione ritrovarsi tutti insieme sotto l\u2019albero per lo scambio degli auguri. \u201c<em>Lo incontrer\u00f2 qui, domani sera&#8230; non c\u2019\u00e8 un posto migliore di questo<\/em>\u201d pens\u00f2, fra s\u00e9 e s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Trascorse il pomeriggio girovagando per il paese, scoprendone gli angoli pi\u00f9 caratteristici. Consider\u00f2 che avrebbe potuto incrociare Luca per la strada, ma che sarebbe stato comunque difficile riconoscersi, nonostante le foto allegate alle e-mail; le fisionomie erano sicuramente cambiate, da allora. La sera cen\u00f2 in albergo e poi fil\u00f2 dritta a letto. <\/p>\n\n\n\n<p>Si sveglio l\u2019indomani, eccitatissima. Mancavano poche ore all\u2019appuntamento. Dopo colazione decise di fare una passeggiata per scaricare la tensione. Ripercorse le stradine del paese fino a stancarsi e in un attimo fu sera. Consum\u00f2 una cena frugale, poi sal\u00ec in camera a prepararsi. Ci teneva a fare bella figura.<\/p>\n\n\n\n<p>Finita la messa, la gente si incammin\u00f2 verso la piazza. L\u2019enorme abete, fasciato da centinaia di piccole luci colorate che si accendevano a intermittenza, la illuminava a giorno. Da dentro due casette di legno, i ragazzi della Pro loco distribuivano a tutti fette di panettone e bicchieri di vin brul\u00e9. <\/p>\n\n\n\n<p>Grazia si tenne in disparte per qualche minuto, poi decise che era giunto il momento. Prese il cellulare dalla tasca del piumino e digit\u00f2 un messaggio per lui: \u201c<em>Sorpresa! Non ci crederai, ma sono qui, sotto l\u2019albero. Indosso un piumino blu e una sciarpa turchese<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Luca lesse quasi subito il messaggio e\nsbianc\u00f2. Tremando per l\u2019emozione, si volt\u00f2. Grazia guardava proprio nella sua\ndirezione, aspettando un cenno, un segno rivelatore da qualcuno. Appena i loro sguardi si incrociarono,\nsi mossero l\u2019uno verso l\u2019altra, dapprima lentamente, esitando&#8230; e poi quasi di\ncorsa, fino a unirsi in un lungo appassionato abbraccio.<\/p>\n\n\n\n<p>Un colpo di clacson la riport\u00f2 improvvisamente alla realt\u00e0. Riapr\u00ec gli occhi e vide che il camion era riuscito a passare. Le auto davanti a lei stavano ripartendo. Svogliatamente le segu\u00ec, riprendendo la strada per l\u2019ufficio. <\/p>\n\n\n\n<p>Mancavano due giorni a Natale. Era stato solo un sogno a occhi aperti&#8230; ma le aveva strappato un sorriso e, per un momento, fatto battere forte il\ncuore.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_40176\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40176\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella mattina era uscita di casa con la convinzione che la giornata sarebbe stata noiosa e inutile come tutte le altre. 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