{"id":40165,"date":"2019-12-18T11:58:06","date_gmt":"2019-12-18T10:58:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40165"},"modified":"2019-12-18T12:00:18","modified_gmt":"2019-12-18T11:00:18","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-matera-di-pasqualina-lombardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40165","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Matera&#8221; di Pasqualina Lombardi"},"content":{"rendered":"\n<p>Era un venerd\u00ec di fine settembre 2019  e la  mattina presto, accompagnata da mio figlio andavo felice a prendere il pullman che mi avrebbe portato in vacanza per tre giorni a Matera. Avevo ricevuto l&#8217;invito da una mia amica; se cos\u00ec si pu\u00f2 definire una persona che incontri per caso a un&#8217;altra gita e quei pochi  momenti che ci stai insieme sono sufficienti per far nascere fra te e lei quella simpatia e anche quel rispetto unito a un certo apprezzamento (condiviso da ambedue le parti, altrimenti forse non funzionerebbe). <\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;appuntamento era alle 6,00 in un ampio parcheggio di un super mercato a Lastra a Signa, e causa l&#8217;ora legale la luce del giorno ancora si faceva attendere. Quando si parte per una vacanza siamo sempre euforici e curiosi. E io lo ero molto. Sia perch\u00e9 avevo sentito parlare di questa citt\u00e0 da diverse persone e poi ancor di pi\u00f9 a causa di alcuni clienti del nostro ristorante che ormai da qualche anno organizzavano proprio con noi \u201cil pranzo dei lucani in toscana\u201d In occasione di questo ritrovo sempre piacevole e molto sentito da parte  di tutti i partecipanti, gli organizzatori attaccavano poster e fotografie per rendere la serata piacevole ai commensali e per far apprezzare ancora di pi\u00f9 quella terra ostile nei loro confronti (perch\u00e9 avevano dovuto lasciarla e cercarsi un lavoro in un altra citt\u00e0) ma non per questo non gli era rimasto nel cuore l&#8217;amore e la nostalgia per quell&#8217;aria e quelle case ammassate una accanto all&#8217;altra fra pietre e sassi, contornate dal niente. <\/p>\n\n\n\n<p>Case, chiese, miseria, terra arida e tanta voglia di andare a cercare un posto dove poter vivere pi\u00f9 decentemente. Ed eccoli qui, molte famiglie che si erano ritrovate a vivere nella cittadina di Empoli e paesi limitrofi. Allora perch\u00e9 non ritrovarsi almeno una volta all&#8217;anno per parlare, rivedersi e mangiare tutti insieme  i sapori e le pietanze delle loro origini? Ed ecco che da Matera arrivavano deliziose soprassate, peperoni cruschi, baccal\u00e0, vino e di certo non poteva mancare il famoso e squisito pane, e tanto meno le bottiglie dell&#8217;amaro lucano!   Matera poi  quest&#8217;anno era  la capitale della cultura! E questa notizia gi\u00e0 si era confermata con piacere  da qualche anno nei cuori speranzosi dei \u201clucani in toscana\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che sia stato proprio grazie a loro, alle loro parole e ai loro poster che gi\u00e0 in me era nato il desiderio pi poter visitare questa citt\u00e0 cos\u00ec particolare per la sua conosciuta miseria, in tutto il mondo; ma anche ber apprezzata e ammirata per le sue crude  e rurali  bellezze. Nella mia valigia, qualche maglia e un paio di scarpe per affrontare (se mai ci fossero state) le prime giornate di pioggia o di freddo. Ma l&#8217;abbigliamento della partenza di sicuro si basava molto sull&#8217;estivo; visto che un fine settembre caldo come questo ci faceva quasi pensare di essere ancora in piena estate. Le sbarre del supermercato erano abbassate, e come sempre succede in questi casi, cercavamo un gruppetto di persone che come me, sarebbero state ad aspettare il pullman. <\/p>\n\n\n\n<p>Niente di tutto questo. Solo una signora nelle vicinanze della rotonda, e una macchina parcheggiata accanto con un uomo dentro. Mi avvicino e chiedo se aspetta il pullman. Ha confermato, e mi  sembra sollevata anche lei come me, che almeno eravamo in due ad aspettare. Poi anche il marito dalla macchina fa un sorriso e ci scambiamo le frasi tipiche\u201d di dove sei&#8217; \u201ccome mai sei da sola? \u201cchiss\u00e0 a che ora arriver\u00e0\u201d Mio figlio una volta accertato che quello era il punto giusto, mi saluta augurandomi buna vacanza e riparte per fare un servizio nella ditta di N.C.C. dove sta facendo la stagione. Noi passeggiamo su e gi\u00f9 con la valigia, poi il cellulare della signora suona ed \u00e8 una sua amica che \u00e8 gi\u00e0 a bordo che l&#8217; avverte che stanno per arrivare. Con soddisfazione dopo pochi minuti infatti lo vediamo arrivare. Saliamo. I seggiolini sono tutti occupati e dove ho visto gli unici posti liberi (forse un paio) ho provato a chiedere (\u00e8 libero?\u201d , ma non avendo ricevuto risposte gradite e ne tanto meno sorrisi di assenso, ho continuato ad andare avanti nello stretto corridoio. Intanto la signora che era salita con me si accomodava accanto a una sua amica che gli aveva lasciato il posto. Incerta sul da farsi, e tanto meno non essendomi informata che numero avevo di posto a sedere, lentamente passo dopo passo mi spostavo verso il fondo del pullman, sentendomi un po a disagio per questa situazione non molto brillante. <\/p>\n\n\n\n<p>Quando dall&#8217;ultimo seggiolino in fondo, un volto amico e una voce gradita mi saluta\u201d ciao Pasqualina vieni qui con noi\u201d era l&#8217;amica conosciuta per pochi minuti all&#8217;altra gita, e nonch\u00e9 proprio lei che mi aveva invitata ad andare. Con vero piacere ho fatto lentamente altri passi fino all&#8217;ultimo seggiolino e ho dato un bacio Penelope (suo nome d&#8217;arte, come mi aveva raccontato in occasione del nostro primo incontro)  Mi sono accomodata accanto a lei sulla sinistra dell&#8217;ampio  seggiolino. <\/p>\n\n\n\n<p>Alla destra c&#8217;era  un signore in pantaloncini estivi, di una certa et\u00e0 come quasi tutti noi . Penelope me lo ha presentato e ci siamo scambiati un saluto. Dopo un \u201cti rivedo volentieri\u201d e un  \u201ccome stai?\u201d  mi si avvicina all&#8217;orecchio e mi dice\u201d il tuo posto sarebbe quello\u201d indicandomi un posto libero a met\u00e0 corridoio. Io la guardo con l&#8217;intesa e la simpatia  che senza sapere come, era ormai gi\u00e0 consolidata fra noi \u201c posso stare qui con te? Passando ho gi\u00e0 chiesto se era libero&#8230; ma non mi hanno degnato ne di uno sguardo e ne di una risposta\u201d  Ci siamo messe a ridere e Penelope ha scosso anche un po&#8217; la testa. Poi io ho aggiunto che ero ben felice di stare l\u00ec in sua compagnia, e tra l&#8217;altro ho aggiunto che nel seggiolino in fondo di solito ci stanno i ragazzini giovani \u2026 invece stavolta era toccato a noi tre, molto adulti, per\u00f2 visto che andavamo in vacanza, potevamo permetterci anche il lusso di cercare di fare i ragazzi. Piano piano lei che faceva un po parte degli organizzatori, mi dava notizie degli altri viaggiatori. C&#8217;erano quelli che definiva \u201csimpatici\u201d e quelli che storceva un po la bocca ( ma tanto eravamo gli ultimi della fila e potevamo fare e dire ci\u00f2 che volevamo, nessuno ci controllava) Penelope parlava e rideva; domandava notizie di dove eravamo arrivati a un signore seduto al primo seggiolino davanti a noi sulla sinistra ( dalla parte destra invece c&#8217;erano le scalette per scendere e salire).<\/p>\n\n\n\n<p>Lo chiamava per cognome, come per cognome chiamava un altro simpatico personaggio che presentandomelo da lontano come tutti gli altri mi aveva detto che faceva il commercialista. Io e Penelope parlavamo in sintonia, mentre il passeggero sulla destra,  molto alto e robusto se ne stava in silenzio a causa di un mal di stomaco dovuto ai sobbalzamenti del pullman nel prendere delle buche a velocit\u00e0 sostenuta. Poi l&#8217;organizzatore ha preso il microfono e ci ha avvertito che la prima fermata sarebbe stata a un certo autogrill, a un tot di km ma noi non saremmo potuti  scendere; quella era solo una sosta per cambio autista. La sosta per la colazione e il bisogno dei bagni sarebbe avvenuta a un&#8217;altra area di servizio. L&#8217;aria incominciava a schiarirsi e il giorno stava sconfiggendo la notte. Il viaggio per Matera sfrecciava nella strada giusta. L&#8217;arrivo era previsto per le 15,00 15,30<\/p>\n\n\n\n<p>Boschi di nocciole e castagne ci affiancavano verso l&#8217;ora di pranzo prima di raggiungere l&#8217;area di servizio nella vallata di Avellino, dove il nostro autista riteneva opportuno fermarsi per la seconda sosta e quindi per il pranzo.  Poi partenza. Destinazione Matera, senza altre soste; solo in caso di necessit\u00e0 impellente. Durante il viaggio Penelope aveva scherzato e ci aveva  fatto ridere con delle battute simpatiche fra lei e gli altri passeggeri. Si capiva benissimo che si conoscevano da tanto tempo e che erano in buonissimi rapporti.  Naturalmente durante il viaggio si era impegnata a sussurrarmi negli orecchi varie informazioni  per aiutarmi a conoscerli. Approfittando del fatto che a turno molti venivano a scambiare delle chiacchiere con lei, appena si giravano per tornare al loro posto; lei col suo modo naturale e spigliato di chi si pu\u00f2 permettere di dare le giuste informazioni mi bisbigliava i suoi pareri. Non ci ho messo molto neppure io a interagire con gli ali altri passeggeri, e il viaggio procedeva veramente nel migliore dei modi. Anche il signore alla destra, dopo la sosta del pranzo aveva ripreso pi\u00f9 partecipazione, e diceva di sentirsi molto meglio. Colline , campagna, campi coltivati ci sfrecciavano accanto. Poi lentamente tutto si \u00e8 appiattito e  una  campagna spoglia e brulla, ci offriva  il suo pacato e piatto saluto. Immense pianure a dismisura, con delicate colline appena inclinate all&#8217;orizzonte, si aprivano al nostro passaggio , con il loro silenzio e il loro immobile colore chiaro. Terra, argilla, sabbia ? Un infinito mare di terra chiara continuava a spalancarsi in silenzio al nostro passaggio. Le pochissime e piccole casine adagiate con delicatezza sui leggeri e spogli pendii, sembravano essere messe l\u00ec solo per poter creare un presepe enorme e bizzarro in quella terra dove non esisteva fonte di vita e tanto meno qualche albero o altra cultura. Poi dopo un&#8217;interminabile spazio aperto che sfociava nel niente, partendo dai lati della strada a vista d&#8217;occhio sia sulla destra che sulla sinistra, abbiamo iniziato a vedere; non alberi come ci saremmo aspettati di vedere,  ma pale, tantissime pale eoliche. Da quel terreno spoglio senza un verde  sul suo suolo, spuntavano in massa tante pale eoliche. E ancora per chilometri e chilometri ci hanno ornato il passaggio con il loro freddo acciaio e le loro lente  braccia spalancate che giravano lentamente. Enormi girasoli d&#8217;acciaio o alberi  di disegnati da con rami freddi e spogli disegnati da bambini ?Non saprei come definirli. <\/p>\n\n\n\n<p>Malgrado la frastornata  meraviglia di trovarli in quelle spoglie terre dove regnava il niente; almeno quelle ci facevano pensare che allora qualche essere umano aveva calpestato e lavorato quei luoghi per mettercele. Solo di rado, si iniziava a vedere dei pezzi di campi coltivati a pomodori. Dove persone trattori e enormi casse di plastica ci riportavano alla realt\u00e0. Poi lentamente qualche casa con qualche albero e anche un piccolo vigneto surreale nelle vicinanze. Surreale; perch\u00e9 ti viene da chiederti come fa quel piccolo vigneto a sopravvivere, in quello stesso terreno che per tutta la lunghissima  strada che hai percorso tagliandolo in due, lo hai visto spoglio e ancora spoglio nella sua piena e arida nudit\u00e0. E il pullman silenzioso scorreva nell&#8217;immensa pianura , e noi continuavamo a scherzare e dire le nostre impressioni. Tutto compreso per\u00f2 questa terra che ci ricordato molto la nostra maremma ci ha mostrato la sua bellezza asciutta e assolata, deliziandoci la vista con i suoi paesini arroccati e brulli, sempre adagiati in alto come se un artista li avesse  messi l\u00ec per completare il bizzarro e enorme presepe. La voce dell&#8217;autista ci ha interrotto dalle nostre ricerche visive rivolte appunto a scoprire casine e casette nel pulito della campagna e ci ha avvertito che mancava mezz&#8217;ora al nostro primo traguardo. Altamura, ci aspettava con una guida che ci avrebbe presentato le bellezze di questa austera cittadina.  <\/p>\n\n\n\n<p>Strade\nstrette, con macchine parcheggiate da ambo i lati. E il nostro\nautista che si accingeva ad entrarci. Noi in silenzio e col fiato\nsospeso aspettavamo che ci dicesse \u201cnon ci passo, non so come fare,\nse non vengono i vigili a far spostare le macchine\u201d Invece sembrava\nristringersi anche il pullman, e girava, e si accingeva a entrare in\nun&#8217;altra strada stretta come quella di prima. Finch\u00e9 arrivati a\ndestinazione l&#8217;organizzatore ci ha informati che la guida ci avrebbe\npresi e portati per un paio di ore a visitare la citt\u00e0 e  per finire\nin bellezza, in un panificio per farci degustare le specialit\u00e0 del\nluogo.  Penelope \u00e8 rimasta nel pullman perch\u00e9 camminare molto le\nprocura dolore alle gambe! Le ho promesso che via via che vedevamo\nmonumenti o altro le avrei inviato delle foto con WhatsApp.  Ha\ngradito molto. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Matera mi \u00e8 piaciuta. Ma mi ha lasciato dentro anche tanta tristezza. La citt\u00e0 si \u00e8 dimostrata all&#8217;altezza del merito che gli hanno conferito. Ma la sua storia, e la sua gente, non fanno parte di una commedia inventata. Quella miseria impregnava davvero i corpi e forse anche le anime. Animali e persone nello stesso spazio ricavato nei sassi, sembra storia del medio evo; invece \u00e8 l\u00ec presente,  puoi anche provare a immaginare (credo senza riuscirci, perch\u00e9 qualsiasi essere umano si rifiuta di crederci) come vivevano, come mangiavano, come si vestivano, come non potevano curare i bambini, assistendo passivamente alla loro fine, e anche a una parte di madre e padre che muore per sempre con loro. Quindi da una parte c&#8217;\u00e8 una Matera che oggi \u00e8 capace di badare a se stessa e alla valanga di turisti che arrivano da tutte le parti del mondo. Il suo aspetto \u00e8 come il corpo di una bella donna senza trucco. Una donna dalla carnagione chiara, con degli ornamenti che le sbucano fra i capelli. Il suo vestito \u00e8 serio ma elegante. I suoi gioielli custoditi all&#8217;interno fra gli archi del suo corpo, sono capaci di meravigliarti e di stupirti. Guide diplomate, sapori genuini, visioni e panorami senza tempo, come senza tempo \u00e8 la sua storia nel bene e nel male. Si desidero tornare, per finire di visitare ci\u00f2 che magari per ragioni di tempo non sono riuscita a vedere e ne a capire. <\/p>\n\n\n\n<p>Desidero tornare, per stare vicino col pensiero e con l&#8217;anima a chi lottava con onore e sofferenza incollata sul corpo per cercare di vivere con decorosa compostezza la loro vita. Non c&#8217;\u00e8 niente che possiamo fare, oltre a questo; venire via da Matera con l&#8217;animo colmo di rispetto e onore per chi l&#8217;ha vissuta quando i sassi erano solo e semplicemente il loro tetto, la loro casa e la stalla per tenere al sicuro i loro animali; indispensabili alla sopravvivenza. Io da semplice scribacchina non ho potuto fare a meno di dedicargli dei miei versi, naturalmente col pensiero rivolto a tutte le stelle che uscendo come lucciole dai sassi, se ne volavano in cielo.<\/p>\n\n\n\n<p>Torner\u00f2 a\nmatera, in loro onore.<\/p>\n\n\n\n<p>(un mio\nomaggio)<\/p>\n\n\n\n<p>                                LE\nCORONE<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi onorata<\/p>\n\n\n\n<p>sfoggi<\/p>\n\n\n\n<p>l&#8217;assegnata corona \n<\/p>\n\n\n\n<p>meritata<\/p>\n\n\n\n<p>Sconfitte son le spine \n<\/p>\n\n\n\n<p>che con degrado infame<\/p>\n\n\n\n<p>hanno trafitto \n<\/p>\n\n\n\n<p>le anime e la storia<\/p>\n\n\n\n<p>Vivi Matera<\/p>\n\n\n\n<p>e al sole chiedi<\/p>\n\n\n\n<p>di porgere \n<\/p>\n\n\n\n<p>un granello di calore<\/p>\n\n\n\n<p>a quelle stelle<\/p>\n\n\n\n<p>che \n<\/p>\n\n\n\n<p>dalla ostile miseria \n<\/p>\n\n\n\n<p>di quel tempo<\/p>\n\n\n\n<p> erano segregate<\/p>\n\n\n\n<p>in una grotta<\/p>\n\n\n\n<p>Onore a te Matera<\/p>\n\n\n\n<p>e alla brillante volta<\/p>\n\n\n\n<p>del tuo cielo<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_40165\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40165\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era un venerd\u00ec di fine settembre 2019 e la mattina presto, accompagnata da mio figlio andavo felice a prendere il pullman che mi avrebbe portato in vacanza per tre giorni a Matera. 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