{"id":4016,"date":"2010-05-29T11:55:40","date_gmt":"2010-05-29T10:55:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4016"},"modified":"2010-05-29T11:55:40","modified_gmt":"2010-05-29T10:55:40","slug":"il-pittore-di-sogni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=4016","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Il Pittore di Sogni&#8221; di Sharon Francois"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 10pt;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 10pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201c<em>Io amo la mia Cuba<\/em>\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 10pt;\"><span style=\"Calibri;\">Giordano aveva poco pi\u00f9 di quindici anni eppure era sicuro che avrebbe studiato arte all\u2019estero solo per poter poi tappezzare le menti degli \u201c<em>habaneros<\/em>\u201d di stili e dipinti d\u2019oltroceano.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Non aveva visitato nessun altro luogo al mondo e il suo amore era tutto per la piccola isola.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 10pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201c <em>io amo la mia Cuba<\/em>\u201d. Poteva essere la battuta di un copione <em>made in USA<\/em>, una di quelle frasi fatte che si mettono in bocca agli attori sudamericani per enfatizzare la loro nostalgia di casa; eppure tra le labbra di quel ragazzino, nei suoi occhi convinti e ridenti, c\u2019era una verit\u00e0 che agli sceneggiatori non interessava.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 10pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Calibri;\">Letizia lo aveva messo nell\u2019obiettivo della sua Canon perch\u00e9 faceva parte di un\u2019inquadratura colorata di Cuba: anziani e giovani che discutevano animatamente in piazza tra battiti di mani, teste in disaccordo e risate. Di certo una crisi nell\u2019economia locale, un\u2019equilibrista fra embarghi e costi di importazione. La <em>targeta <\/em>alimentare forniva ancora a tutti la garanzia dei pasti giornalieri e di quella tentazione chiamata <em>ron<\/em> ma i prezzi restavano alti e confusi in balia del dollaro. Le voci erano troppo veloci perch\u00e9 Letizia e Gianluca potessero coglierne il significato ma la scena era comunque musica per le orecchie. Seduti su una panchina osservavano e riposavano. Era passata anche la loro seconda notte in <em>stand-by<\/em>. Due volte erano andati all\u2019aeroporto e due volte l\u2019imbarco era stato negato per <em>overbooking<\/em>. Se la prima sera avevano riso dell\u2019imprevisto e si erano goduti un\u2019altra notte cubana, ieri il ripetersi dell\u2019evento li aveva alquanto scoraggiati. Non tanto per l\u2019incertezza di un posto dove dormire quanto perch\u00e9 con una differenza di fuso di otto ore, kilometri cubi di acqua frapposti e l\u2019unico mezzo di trasporto fuori uso, casa sembrava un satellite tanto era lontana ed irraggiungibile. Per la prima volta la definizione geografica di \u201cisola\u201d si era imposta nella testa di Letizia: un pezzo di terra ancorato all\u2019acqua e sciolto da ogni legame col continente:<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span><em>i-so-la-to. <\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 10pt;\"><span style=\"Calibri;\">Edifici bassi di mattoni, murales scritti per ravvivare la memoria della <em>revoluci\u00f2n<\/em>, lampioni distanti fra loro e silenzio: il tragitto verso la citt\u00e0 ieri sera non era stato lo stesso di quando erano atterrati ,dove<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>ogni secondo era stato speso a ripetersi<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>entusiasti<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>\u201c<em>siamo a Cuba<\/em>\u201d .<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 10pt;\"><span style=\"Calibri;\">Un\u2019altra notte in una <em>casa particular<\/em>, un\u2019altra colazione di mango e caff\u00e8 ed un\u2019altra mattina a sedere al <em>Malec\u00f2n<\/em>. Cos\u00ec erano arrivati di nuovo alla piazza centrale. A Yordano.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 10pt;\"><span style=\"Calibri;\">Anche lui li aveva notati fra la folla locale e li aveva anche sentiti perch\u00e9 il suo saluto arriv\u00f2 in uno stentato Italiano. Un saluto semplice e diretto come il sorriso che teneva stampato in faccia mentre li ascoltava balbettare in spagnolo. Per lui era affascinante sentirli parlare preoccupati di aeroplani troppo pieni per accettarli quando era cosa di tutti i giorno vedere i \u201c<em>camelos<\/em>\u201d di citt\u00e0, i grossi autobus blu con le gobbe, avanzare a fatica per il volume di passeggeri le cui relazioni dipendevano da quei vecchi autobus. Per loro era incredibile sentire tante lodi di un\u2019isola che visibilmente agiva come un pittore che contraffaceva le opere dei grandi del passato firmandole col presente. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 10pt;\"><span style=\"Calibri;\">Si perch\u00e9 Cuba sembrava vivere del ricordo di ci\u00f2 che era stata: una nazione orgogliosa di non avere differenze sociali. Cuba e soprattutto i suoi abitanti apparivano agli occhi dei turisti come una popolazione felice che non si preoccupava troppo delle mensole vuote nei negozi n\u00e9 dell\u2019appiccicoso smog nero che usciva dalle favolose Chevrolet del 1956: gente di <em>timba<\/em>, lavori improvvisati e sorriso facile. Certo, molti turisti non si preoccupavano di conoscere l\u2019isola al di fuori dei confini protetti dei villaggi di Varadero e spiagge simili: <span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/span>per loro, <span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/span>raccontare di Cuba, era spesso una storia fotocopiata da un catalogo di agenzia : \u201c spiagge bianche, ragazze bellissime e il mito della <em>revoluc\u00econ<\/em>\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 10pt;\"><span style=\"Calibri;\">Ma Cuba era oltre. La Cuba che Yordano viveva era fatta di pazienza, famiglie unite e amori illeciti; forza d\u2019animo e la capacit\u00e0 di inventarsi ogni giorno. Chi non era intraprendente e non agiva da camaleonte, rischiava di perdere anche la propria razione alimentare! Quello che era successo ai tempi del giovane ex-presidente, non era pi\u00f9 affare della maggior parte dei cittadini ma era chiaro a molti che se non ci fosse stato un forte e illuminato investimento nella maggior risorsa del paese, la sua gente, l\u2019isola si sarebbe sbriciolata come i suoi vecchi palazzi coloniali. Yordano era uno dei tanti ragazzini che sognavano almeno un assaggio di quello che i propri nonni avevano vissuto: una Cuba ricca, ospitale e giusta.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 10pt;\"><span style=\"Calibri;\">\u201cavete tempo per venire a pranzo da mia zia? Torneremo in tempo per il vostro aereo.\u201d E con quella frase accattivante che prometteva aneddoti e qualcosa di diverso dalla solita pizza al ketchup delle ultime quarantotto ore, Letizia e Gianluca montano sull\u2019auto indicata dal ragazzino cubano\u2026sono solo le sette del mattino e tutto \u00e8 preferibile alla lunga attesa.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"474.9pt;\"><span style=\"Calibri;\">Quattro ore di viaggio e il taxi si ferma, la radio si spenge e l\u2019autista termina il suo racconto sulle rovine della capitale. Il silenzio \u00e8 la situazione ideale per conoscere Trinidad de Cuba. E\u2019 piccola; una scatolina di palazzi coloniali coloratissimi, un ristorante di arabeschi e muretti su cui osservare la gente. Ci si siede e si parla con in mano niente se non se stessi e se fa caldo, ci sono ritrovi che servono surrogato di cola o succo di guava. I vecchi giocano a carte e parlano di politica, le donne ancheggiano verso i negozi. La piazza principale ha delle panchine bianche sempre gremite di ragazzini avidi di amicizia o amore e musica. L\u2019albergo della citt\u00e0 guarda immobile la distesa di casette affacciate sull\u2019unico viale; sbucano facce piccole e grandi dalle porte. A sera quando il caldo ha asciugato ogni rumore dal mezzogiorno, l\u2019aria riporta allo scoperto bambini e partite di calcio; lo sfrigolio dell\u2019aragosta alla griglia e di panini al maiale.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"290.6pt 17.0cm;\"><span style=\"Calibri;\">Seguendo l\u2019entusiasmo di Yordano, comincia il giro della piccola citt\u00e0 a bordo di un carretto trainato da una capra, il mezzo pi\u00f9 rapido per esplorare le stradine acciottolate: per entrambi, forte, la voglia di spingersi oltre il punto suggerito dalla guida turistica; la possibilit\u00e0 di scattare foto a istanti. Un cancello di ferro fa da ingresso a una corte di ballerini in costume e turisti seduti colle macchine fotografiche a riposo. Il tempo qui non segue il rumore delle lancette; piuttosto lo scorrere delle onde e l\u2019isola diventa le valve di un\u2019ostrica la cui perla chiaramente sono le persone, la loro costante fede nella leggenda del paese, nel rum e nella provvidenza.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"474.9pt 481.9pt;\"><span style=\"Calibri;\">Alla piccola stazione dell\u2019autobus si respira gasolio, il borbottio della marmitta distrae dai richiami dei venditori di cappelli seduti fra gli stipiti delle porte. Eppure anche quel luogo fa parte della cartolina che si deve spedire dall\u2019isola: si possono osservare, poi, gli affari che vanno e vengono proprio come nelle vecchie stazioni di posta. Il prezzo del biglietto \u00e8 una specie di asta popolare: chi non ha la tariffa richiesta, pu\u00f2 offrire qualche dollaro di meno e una birra o un pollo. Seggiole in metallo arrugginito sparse davanti ad una televisione; il venditore di gelati che conserva i suoi stecchi di crema in una cassa piena di ghiaccio sciolto; tassisti improvvisati che per tariffe ridotte offrono la tratta del pullman e un nuovo pizzico di folklore.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Il pranzo dalla zia di Yordano \u00e8 stato molto bello: una famiglia gentilissima, zuppa di zucca ed ottime insalate; non sono mancate foto, abbracci e passi di salsa. Un mondo che per i due turisti non si era aperto che nelle pagine di Google. C\u2019\u00e8 davvero tanto tempo al volo per l\u2019Europa\u2026forse un altro pizzico di Cuba si pu\u00f2 respirarlo. Yordano suggerisce allora di prendere l\u2019autobus e comincia il lungo viaggio di rientro a La Havana. Ci sono ore che si riempiono facilmente di colori e parole: Yordano chiede come sia l\u2019Italia\u2026si stropiccia il naso soddisfatto quando Letizia gli risponde che \u00e8 un paese dove si mangia tanto e si gesticola troppo.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>A volte si deve anche discutere troppo ma ci si abitua; come qui ci si adatta. S\u00ec, anche dove vivono loro bisogna sapersi arrangiare e avere <span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>fiducia nelle proprie capacit\u00e0 per realizzare i propri sogni.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"474.9pt 481.9pt;\"><em><span style=\"Calibri;\">\u00a0<\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"474.9pt 481.9pt;\"><em><span style=\"small;\"><span style=\"Calibri;\">Firenze, dopo<span style=\"1;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"474.9pt 481.9pt;\"><span style=\"Calibri;\">Letizia e Gianluca salutano Yordano strizzandogli l\u2019occhio poi restano rapiti come gli altri passanti davanti a quello che le sue veloci mani realizzano. Scuote le bombolette e spruzza colore su cartoncini bianchi: sembrano solo getti di vernice confusa ma le linee e le macchie che si creano proiettano al pubblico quello che si trova nella fantasia dell\u2019artista. Piramidi sotto il sole, paesaggi lunari, foreste con cascate piccole in bianco e nero; Yordano sceglie i colori colla mano e la sua mente disegna per lui palme al vento, fondali sottomarini, tronchi irrorati di neve e luce. Accovacciato sui suoi esotici lavori, appoggia forme di metallo e giornale sulla carta, spruzza, tossisce per l\u2019odore della vernice e sorride soddisfatto per i mormorii di stupore e ammirazione che si levano dal pubblico. Da quando ha lasciato Cuba, quattro anni dopo l\u2019incontro con i due turisti italiani, questo \u00e8 il lavoro che si \u00e8 trovato per pagarsi l\u2019universit\u00e0 di arte, quell\u2019arte che vuole riportare in patria per i suoi compaesani. Un\u2019idea nata per il consiglio di un amico del padre che della spray grafia aveva fatto materia di studio durante gli anni di vita in Messico. Yordano l\u2019ha imparata da lui; ha imparato a trasformare caotici caleidoscopi di tintura in forme note all\u2019immaginario comune e ha deciso di scommettere sulla sua capacit\u00e0 per studiare in una delle migliori accademie d\u2019arte d\u2019Europa. Gianluca si \u00e8 occupato delle trattative per farlo studiare all\u2019estero e Letizia ha rassettato la camera degli ospiti per lui; oggi hanno deciso di fare parte del pubblico che si stupisce per i lavori dell\u2019amico. Lavori che una volta venduti gli permettono di pagarsi l\u2019affitto e le tasse universitarie, di comprare regali curiosi e di sostenere la famiglia da lontano. Yordano ha un sogno e ha la tenacia per realizzarlo: agita sorridendo le sue bombolette e colora di miraggi i pomeriggi di Natale dei passanti. Pensa alla sua Cuba, a quella terra che non si dimentica, alla patria che cresce per l\u2019entusiasmo di chi la vive. Comincia a canticchiare e gli si scalda il cuore quando due voci nella folla cantano con lui.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_4016\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"4016\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u201cIo amo la mia Cuba\u201d. 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