{"id":40137,"date":"2019-12-12T18:34:23","date_gmt":"2019-12-12T17:34:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40137"},"modified":"2019-12-12T18:34:25","modified_gmt":"2019-12-12T17:34:25","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-natale-ad-arabba-di-alfredo-bertuzzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40137","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Natale ad Arabba&#8221; di Alfredo Bertuzzi"},"content":{"rendered":"\n<p>Nei giorni di poco precedenti le festivit\u00e0\nnatalizie, mi trovai a sbirciare in-volontariamente entro una finestra in\naggetto, che si apriva al piano rialzato di una villetta invero modesta, dal\ngiardino selvaggio, irto di tronchi stecchiti ed anneriti dal gelo; nella\nstanza ben illuminata, riuscii a vedere solo i colli delle bottiglie, che\nverosimilmente poggiavano sulla tavola, invisibile da quell\u2019angolazione, ma che\nimmaginavo carica di vivande. E nell\u2019angolo pi\u00f9 in om-bra svettava la cima di\nun abete addobbato con decorazioni sicuramente tramandate da una cinquantina\nd\u2019anni e luci coeve.<\/p>\n\n\n\n<p>Era l\u2019ambientazione che tormentava ancora la mia\nmemoria dei Natali in cui di-sertai volontariamente la famiglia; era la tavola\nche ossessionava da tempo la mia immaginazione; era la sala che mi faceva\nprovare il rimorso per un\u2019incom-prensibile ed irrimediabile assenza, quando\npotevo rappresentare il felice com-mensale che ora non posso pi\u00f9 essere, poich\u00e9\n\u00e8 tutto finito, visto che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nessuno con cui celebrarlo. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma quando ne faccio parola, esortando qualcuno e non\ncommettere quel fatale, ir-reparabile errore, mi accorgo che le risposte\nrasentano quasi il dileggio, oppure la palese intenzione di darmi garbatamente\nragione, come si fa con le persone con cui non si prova gusto neppure a\ndiscutere e le si asseconda perch\u00e9 se ne vadano in fretta. Come al solito, chi\nne ha facolt\u00e0, non ne ha l\u2019intenzione e chi ne ha intenzione non ha pi\u00f9\nfacolt\u00e0, proprio come feci io e questo mi addolora troppo.<\/p>\n\n\n\n<p>E la mamma, le nonne, la pletora di zie nubili che aspiravano\nad esibire innanzi ai nostri occhi le loro specialit\u00e0 gastronomiche e la loro\narte culinaria, se ne sono andate piano piano, travolte da un tempo che a tutta\nprima pareva lasciarmi indenne, ma neppure quei profetici, inequivocabili segnali\nportavano in me un ravvedimento. Ora mi attende, per le feste natalizie, una\nmensa deserta, una ta-vola apparecchiata con vivande mercenarie, anonime ed\nesangui, giusto castigo della mia improvvida stoltaggine di allora.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma veniamo ai fatti, cos\u00ec come si sono succeduti fin\nda un passato piuttosto re-moto ad un presente la cui memoria mi fa ancora rabbrividire\ndi sconcerto, se non di paura!<\/p>\n\n\n\n<p>In un anno lontano, conobbi una ragazza di Arabba,\nche sal\u00ec con una comitiva di altri trentini sull\u2019Alexandra, per una crociera.\nCom\u2019\u00e8, come non \u00e8, del resto il tempo ottunde sia la memoria che le sensazioni\nad essa legate, ci rivedemmo in seguito svariate volte e sul far dell\u2019inverno, lei\nmi invit\u00f2 a casa sua per il giorno di Natale. <\/p>\n\n\n\n<p>Avrei dovuto rifiutare e col senno di poi l\u2019avrei\nfatto, ma allora le tradizioni, il trovarsi con la famiglia, avevano ben poco\nsignificato per me o meglio, non ne capivo la dolcezza, quasi la volutt\u00e0 che,\nviceversa, provo ora.<\/p>\n\n\n\n<p>Purtroppo c\u2019era anche del malanimo, della supponenza\nper ci\u00f2 che ritenevo un terminale retaggio del passato.<\/p>\n\n\n\n<p>A parziale discolpa, ritenevo andassimo a pranzo in\ncasa sua e ci\u00f2 mi tentava, ma probabilmente anche lei era divenuta schiva della\ntradizione, quasi disperato e vano senso di autonomia, spocchioso sfoggio di\nanticonformismo, che pare con-naturato con la giovinezza. <\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec ci trovammo in un ristorante tipico, poco\nlontano dal paese, elegante, anonimo, ove venimmo serviti con gelida cortesia e\nirreprensibile stile, in un\u2019atmosfera sterile, di solitudine remota, che\nassumeva, ai miei occhi di reo, un sapore vagamente ostile. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi le cose con Ludovica finirono, non ricordo\nneppure come, ricordo solo un te-lefono che squillava sempre a vuoto e lettere\na cui non c\u2019era mai riscontro, cos\u00ec abbandonai la partita.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli anni passarono, a quell\u2019incredibile passo che\npare d\u2019ambio e viceversa si rivela un galoppo e crudelmente, la nostalgia del\nNatale in famiglia, si \u00e8 insi-nuata nel mio cuore, quando, per ineluttabili\neventi naturali, il cerimoniale, quel caro cerimoniale, retaggio di un passato\nla cui memoria si fa sempre pi\u00f9 dolce, non poteva nuovamente essere\nrappresentato. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi amareggiava dover prendere atto che dietro quella principale ricorrenza, ci sono cose che non possono essere comprese per tempo, segreti che non devono venir violati, confidenze che non possiamo pi\u00f9 ripetere ad alcuno.<\/p>\n\n\n\n<p>E cominciai a provare la solitudine anche con le\ncompagnie migliori e ben nutri-te, in ambienti anonimi, scontati, tra persone\nche festeggiavano i regali ed il giorno di riposo, non il Natale. <\/p>\n\n\n\n<p>Verso met\u00e0 di dicembre di quest\u2019anno, ricevetti un\nbiglietto che con sorpresa si rivel\u00f2 essere stato impostato ad Arabba: era di\nLudovica, che mi invitava, se non avevo nulla di meglio da fare, proprio cos\u00ec\nscriveva, a trascorrere il Natale a casa sua.<\/p>\n\n\n\n<p>Era sorprendente, come una donna che &nbsp;molti, tanti anni prima non aveva pi\u00f9 rispo-<\/p>\n\n\n\n<p>sto ai miei tentativi di contatto, credesse di poter\ndeterminare gli eventi, o quanto meno suggerirli. Probabilmente non aveva lei\ndi meglio da fare ed andava a ripescare nelle sue agende i fantasmi del\npassato.<\/p>\n\n\n\n<p>Bene, le rimetter\u00f2 i debiti come lei li ha rimessi a\nme!<\/p>\n\n\n\n<p>Ma l\u2019approssimarsi delle feste addolc\u00ec i miei propositi livorosi, cos\u00ec il consueto tarlo della nostalgia e del rimorso, prese a logorarmi i pensieri; va bene, d\u2019accordo, verr\u00f2, scrissi in una lettera, perch\u00e9 non avevo pi\u00f9 telefono o altro recapito, se non quello diligentemente annotato sul suo biglietto, che faceva seguito agli auguri di prammatica.<\/p>\n\n\n\n<p>Giunsi ad Arabba la Vigilia, in un tramonto interminabile, con una fredda luce glauca nel cielo che era pi\u00f9 malinconica delle tenebre; le cime delle montagne scomparivano dietro pesanti vapori bluastri che rendevano fosca l\u2019oscurit\u00e0 incombente.<\/p>\n\n\n\n<p>Suonai al campanello, il cuore mi batteva forte e Ludovica\nvenne sollecita ad a-prire. Nell\u2019attimo in cui la fissai, mi accorsi che credevo,\nforse addirittura speravo, di vederla come era allora, i capelli biondi e\nsottili, le labbra piene, color geranio, gli occhi chiari, luminosi nel volto\ndall\u2019ovale elegante. Mi fissava invece una donna che portava s\u00ec ancora le\ntracce di un\u2019altera bellezza, ma che il tempo aveva implacabilmente avvizzito,\nappesantito, senza per\u00f2 privarla della grazia e compostezza che erano sempre\nstate sue pregevoli connotazioni. <\/p>\n\n\n\n<p>Solo dopo qualche attimo mi accorsi che anche lei mi\nstava esaminando con curio-sit\u00e0 e probabilmente analoghi pensieri occupavano la\nsua mente; il sorriso per\u00f2 distendeva la ragnatela di rughe sottili che quasi ingentilivano\nil suo volto che il tempo aveva reso austero.<\/p>\n\n\n\n<p>Si chin\u00f2 per baciarmi contegnosa una guancia ed il\nsuo profumo mi rimescol\u00f2 un attimo. <\/p>\n\n\n\n<p>Il salotto era caldo, accogliente, illuminato dalla\nluce pastosa diffusa da un bel lampadario in ceramica di Bassano. <\/p>\n\n\n\n<p>Non appena tolto il soprabito, mi fece cenno di\nsedere sul divanetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Credevo volesse parlarmi del passato e\nfreneticamente cercavo di ipotizzare ar-gomenti, domande e risposte, mentre\nalla finestra, a cui ormai non brillava che un vago barlume opaco, si\naccendevano in lontananza i lumi della sera.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia Ludovica non parl\u00f2, limitandosi a fissarmi\ned io, che non sapevo bene quale atteggiamento assumere, tacevo imbarazzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi accompagn\u00f2 poi nella camera a me destinata,\ndicendo di mettermi comodo e che sarebbe venuta a chiamarmi per cena; alla mia\nocchiata indagatrice, si sent\u00ec in dovere di precisare, certamente memore del\nmio tardivo rigore per la tradizione: di vigilia.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi svegliai al perentorio colpo bussato alla porta\ne, indossato l\u2019abito, scesi nel salottino, ove gi\u00e0 sedeva Ludovica, che mi\nsorrise dolcemente, senza per\u00f2 che quel sorriso dilagasse nello sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019un tratto, alle mie spalle, una porta si apr\u00ec ed\nio frenai l\u2019impulso di vol-tarmi, ma sicuramente chi si era affacciato aveva\nsolo porto un cenno alla pa-drona di casa, che, infatti, si alz\u00f2, avviandosi\nverso il locale attiguo, da cui proveniva un vago brusio, cedendomi alla fine il\npasso.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un attimo di esitazione spalancai la porta per arrestarmi\ndi botto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero sulla soglia di una luminosa sala da pranzo, scaldata\ndalla fiamma del cami-no, apparecchiata di tutto punto ed in cui erano intenti\na dare gli ultimi ri-tocchi le mie zie, i miei genitori, quella vedova mesta e\ncastigata che veniva chiamata ad ogni festivit\u00e0, le nonne superstiti, avvolte negli scuri abiti della lunga vedovanza. Con sgomento vidi brillare alle finestre la luce del giorno ed il riverbero della neve, che scendeva placida, come nei film edulcorati della mia infanzia, conferiva un particolare candore alla luce smorta che cadeva dal cielo.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il cuore gonfio di pena, feci per voltarmi terrorizzato\nverso Ludovica, ma lei, che nel passato mi confortava solo con carezze dolci e\nmovimenti pacati, lo imped\u00ec, poggiandomi due sconosciute mani di ferro sulle\nspalle, mentre con una voce sottile ed imperiosa, mi sibilava ad un orecchio:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Voglio che tu veda ci\u00f2 a cui hai rinunciato\nvolontariamente e voglio che lo ricordi&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>La ridda di sensazioni contrastanti mi abbandon\u00f2,\nlasciandomi come un senso di profonda spossatezza e chinai tristemente il capo:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Non importa che lo riveda, so quanto ho perduto,\nme ne sono amaramente pentito. E so anche che non rivivr\u00f2 pi\u00f9 la magia del\nNatale; in quel periodo felice, ogni giorno, anche quelli non festivi,\nodoravano di magia, di mistero, di meraviglia. Come i giocattoli che mi portava\nla Befana&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, ricordavo troppo bene quell\u2019atmosfera quasi\narcana, quando da ogni vetrina di cartolaio, per modesta che fosse, illuminate\nda fili di luci tenui ed ingenue, occhieggiavano statuine del presepio, sovente\nanche artistiche e bocce in vetro, ma non quelle false, pacchiane ed infrangibili,\nbens\u00ec quelle delicate, di vetro soffiato, che si rompevano con un nonnulla. <\/p>\n\n\n\n<p>E le persone, tutte le persone che incrociavo,\nallora, avevano sulle labbra un sorriso. Ed il solo pensiero della fiera di\nSanta Lucia mi rimescolava e di cui ricordo ancora, con struggimento, il profumo\ndi muschio e resina che emanava da-gli abeti esposti. E mi sovveniva anche\nl\u2019irreparabile tristezza che mi coglieva verso l\u2019Epifania, allo sfarinarsi\nsempre pi\u00f9 rapido degli ultimi giorni delle Festivit\u00e0 e le luci degli addobbi che\nintristivano alle finestre e sulle strade, festose ed ammiccanti all\u2019inizio,\nindifferenti ed opache ora, tanto da parere ormai un surreale simulacro, quasi\nbelletto sfatto di una peripatetica al termine della notte. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi trovavo sempre a spiare, in quelle ultime ore di\nmalia, le luci dell\u2019albero e del presepio con l\u2019apprensione con cui si veglia\nil respiro di un malato. E so-lamente il tenue conforto dei doni che la Befana mi avrebbe fatto\ntrovare l\u2019ul-timo giorno di quel periodo indimenticabile, mitigava la mia malinconia:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Ti sei pentito troppo tardi e soprattutto non\nhai espiato&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Pur nell\u2019angoscia che mi sommergeva il cuore e nel\ntimore acquattato nell\u2019animo a quel succedersi di eventi, tanto da dar loro un\nsapore quasi macabro, la risposta mi venne immediata:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Credevo almeno che in questa liturgia non\nvalesse la regola del determinismo, per cui una causa debba necessariamente\nsortire un effetto o per lo meno che lo effetto fosse probabilistico. Credevo insomma\nche per non dannarsi bastasse pen-tirsi&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Avvertii, anche se non lo vidi poich\u00e9 le voltavo\nforzosamente le spalle, un riso ironico apparire sulle labbra di Ludovica( ma\nera poi Ludovica?)che per\u00f2 non al-lent\u00f2 la sua morsa:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; E da quando in qua sono i peccatori a\nstabilire la penitenza?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto le figure in sala stavano prendendo posto,\nsenza mai volgere lo sguardo nella mia direzione, quasi io fossi invisibile. O\nassente, come mala consuetudine. <\/p>\n\n\n\n<p>Vidi anche un uomo con qualche maldestro frinzello\nnell\u2019abito e le scarpe sdru-cite, certamente il derelitto che i miei chiamavano\na tavola con loro il giorno di Natale. <\/p>\n\n\n\n<p>Fuori la neve cadeva incessante, ammucchiandosi sul\ndavanzale, in una luce tor-bida da giorno intercalato nel tempo:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Va bene, dimmi quale dovr\u00e0 essere la\npenitenza&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>La presa sulle spalle si ammorbid\u00ec un tantino:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Ogni Natale, per tutti i Natali che ti\nrestano da vivere, ricorderai questa sce-<\/p>\n\n\n\n<p>na, che altro non \u00e8 che la ripetizione dell\u2019ultimo\nNatale che avreste dovuto trascorrere tutti insieme. Ricordi dov\u2019eri\ninvece?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Arrossii e chinai il capo. S\u00ec lo ricordavo, una meta\nche non valeva la met\u00e0 di ci\u00f2 che avevo perduto:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; E\u2019una penitenza che sconto gi\u00e0&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Credi? Ora per\u00f2 sai che non avr\u00e0 mai\nfine&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Non c\u2019\u00e8 dunque redenzione?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Le persone a me care avevano iniziato a pranzare, in\nallegria. Solo mia madre e mio padre guardavano con tristezza la mia sedia\nvuota. Allora capii che non meri- tavo il perdono, l\u2019assoluzione e che\u201d<em> nihil inultum remanebit<\/em>\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Una puntuale teodicea mi puniva non tanto per il male\nfatto, ma per il bene che a-<\/p>\n\n\n\n<p>vevo omesso di fare.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019orologio a pendolo scocc\u00f2 il primo rintocco dei\ndodici del mezzogiorno ed un<\/p>\n\n\n\n<p>pezzo di sala scomparve, quindi, via via, ad ogni\ncolpo, interi settori svaniva-<\/p>\n\n\n\n<p>no, quasi un palcoscenico in cui vengano smontate le\nscene e gli attori se ne vadano alla spicciolata, mentre le luci al lampadario\nsi spegnevano in successio-ne. <\/p>\n\n\n\n<p>E a nulla valse tendere le braccia a quelle figure\nche svanivano, mentre lacrime silenziose solcavano il mio volto, similitudine\ndi quelle che versai a suo tempo sulla festa che finiva. <\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019ultimo rintocco, la presa ferrea sulle spalle\nscomparve ed io sospirai nell\u2019a-prire gli occhi, nel buio della stanza al primo\npiano in cui Ludovica mi aveva accompagnato poco prima. <\/p>\n\n\n\n<p>Era la mezzanotte che dava l\u2019avvio ad un altro Natale\nincompiuto, di nostalgia pe-<\/p>\n\n\n\n<p>sante come piombo ed alla porta stavano delicatamente\nbussando.<\/p>\n\n\n\n<p> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_40137\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40137\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei giorni di poco precedenti le festivit\u00e0 natalizie, mi trovai a sbirciare in-volontariamente entro una finestra in aggetto, che si apriva al piano rialzato di una villetta invero modesta, dal giardino selvaggio, irto di tronchi stecchiti ed anneriti dal gelo; nella stanza ben illuminata, riuscii a vedere solo i colli delle bottiglie, che verosimilmente poggiavano [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_40137\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40137\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":19752,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[545],"tags":[],"class_list":["post-40137","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2020"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40137"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/19752"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40137"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40137\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":40144,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40137\/revisions\/40144"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40137"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40137"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40137"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}