{"id":40135,"date":"2019-12-12T18:07:42","date_gmt":"2019-12-12T17:07:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40135"},"modified":"2019-12-12T18:30:45","modified_gmt":"2019-12-12T17:30:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-il-fiorista-di-alfredo-bertuzzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40135","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;Il fiorista&#8221; di Alfredo Bertuzzi"},"content":{"rendered":"\n<p>Quella mattina la signora Pina, aiutandosi con il bastone, si era diretta al mio tavolo, ove sorseggiavo un francescano espresso, incantato di fronte a quella &#8220;marina ove il Po discende\u201d, come annotava Dante, che si apriva di fronte a me.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella penombra fresca del bar sciabolava\nl\u2019abbacinante riflesso giallo cromo de-gli ombrelloni aperti al bagno 80.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi alzai e la feci sedere, certo di vederla estrarre\nla sigaretta che oramai do-veva costituire l\u2019unico suo veniale vizio, dopo il\ncaff\u00e8 mattutino gustato con genuina volutt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Non eravamo mai andati oltre il cenno di saluto ed un\npo\u2019mi meravigliai del suo confidenziale rapportarsi odierno e mentre cos\u00ec mi\ninterrogavo, una volta aspi-rata la prima boccata, si volse verso di me:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Avrei bisogno d\u2019aiuto, signor Luciano. Per\nmio nipote&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Le sorrisi incoraggiante, ma forse i suoi occhi\nopachi non colsero la mia espre-sione e dovetti stimolarla con parole bonarie.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; E\u2019presto detto, mio nipote \u00e8 uscito di casa\nper cercare di rendersi autonomo, ma di questi tempi non \u00e8 facile e cos\u00ec ho\npensato che lei lo potesse aiutare, visto che conosce tanta gente&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Inutile parlarle di congiunture difficili, anzi,\ndifficilissime, che neppure i miei tanti conoscenti riuscivano a saltare. <\/p>\n\n\n\n<p>Per di pi\u00f9 il futuro inquietava. <\/p>\n\n\n\n<p>Non volendo tuttavia liquidare neghittosamente la\ncosa, dissi alla donna di man-dare suo nipote da me i giorni successivi e lei,\ncredendo il problema gi\u00e0 risol-to, mi ringrazi\u00f2 ripetute volte.<\/p>\n\n\n\n<p>Era un giovanotto allampanato, dal portamento un\npo\u2019legnoso, che voleva darsi un\u2019aria di sicurezza senza riuscire ad ingannare\nnessuno. Sal\u00ec circospetto la passerella e si ferm\u00f2 rigido innanzi a me:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Buongiorno signore. Sono Thomas, il nipote\ndella Pina. Le avr\u00e0 parlato di me&#8230;&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Confesso che mi fece una buona impressione. Non\nciondolava, non si appoggiava ad ogni supporto, restava rigido in piedi visto\nche non era stato invitato a sedersi e mi fissava con sguardo franco ma\nrispettoso. Poi, tra i giovanotti corrivi e vanesi del d\u00ec d\u2019oggi, chi c\u2019\u00e8 pi\u00f9\nche si rivolga con l\u2019appellativo\u201d signore\u201d visto che ti apostrofano\nsfacciatamente con il pi\u00f9 liso dei pronomi:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Thomas, mi ha detto la tua prozia che sei\nuscito di casa e che cerchi lavoro. Che genere di lavoro? Credo tu sappia come\nla situazione si stia deteriorando con rapidit\u00e0 e che gli imprenditori, se non\ngi\u00e0 espulsi dal mercato, sono estre-mamente guardinghi. E non possiamo certo\ndar loro torto, poich\u00e9 la politica \u00e8 usa far pagare ogni manovra ai soliti,\ncome anche stavolta. Forse avresti fatto meglio a rimandare&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Ecco signore, non sono uscito di casa, come\nho fatto intendere alla zia; per l\u2019esattezza sono fuggito con l\u2019intenzione di\nandarmene lontano&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Ah! E come mai, se non sono indiscreto?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Arross\u00ec fugacemente:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Ho preso il largo perch\u00e9 ero inseguito dal\npadre di una ragazza&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo squadrai con un mezzo sorriso, ma pareva sincero.\nE rammaricato:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Diavolo, sembra una storia d\u2019altri tempi. Ma\nritieni in coscienza di essere inseguito con buona ragione?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi squadr\u00f2 a viso aperto e rispose a testa alta:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; No, signore. Semplicemente il padre di Mar&#8230;\ndella ragazza aveva progetti di-versi. Cos\u00ec, visto che lei intendeva\nmandarglieli in fumo con me, una sera lui con alcuni suoi dipendenti mi ha dato\nun bel po\u2019di legnate e ha promesso di peggio se non avessi smesso di stare\ndietro a sua figlia&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; E tuo padre, non ti ha difeso? Piuttosto, cosa\nne pensa tuo padre?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Chin\u00f2 il capo con palese disappunto:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Anche mio padre \u00e8 un suo dipendente, fiorista capo dei vivai, come precisa sempre quando parla con qualcuno e ha fatto effettivamente una scenata, ma non a lui, bens\u00ec a me. A quel punto, sono scappato di casa perch\u00e9 non ero certo di resistere a non vedere pi\u00f9 Marzia o peggio, di vederla in compagnia di qualcun altro. Ma anche perch\u00e9 ho capito che tipo sia in realt\u00e0 mio padre.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo guardai con una certa simpatia, ma il ragazzo, a capo\nchino, sembrava preda di un comprensibile scoramento:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Tu Thomas mi sembri un giovanotto in gamba,\nma ricorda che giudicare i propri simili \u00e8 sempre un\u2019impresa ardua, soprattutto\nquando lo si fa con un genitore. Per tornare a noi, purtroppo al momento non ho\naltra soluzione che chiederti se, in attesa di meglio, tu voglia lavorare con\nme. Guarda, non sar\u00e0 facile e neppure ti potr\u00f2 pagare molto. Se ho ben capito\nora vuoi tenerti lontano dalla tentazione e dai guai, quindi potrai restare con\nme per la stagione. Piuttosto, posso chiamarti Tommaso?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi\nfiss\u00f2 un attimo sorpreso:<br>\n&#8221; Certo signore&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Sorrisi:<br>\n&#8221; Bene Thomas, arrivederci&#8221; <\/p>\n\n\n\n<p>Esit\u00f2, meravigliato che continuassi a chiamarlo\nThomas e forse pens\u00f2 che lo prendessi in giro. <\/p>\n\n\n\n<p>Tant\u2019\u00e8 che mi sentii di precisare:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Vedi Thomas, a bordo di una barca, ci\u00f2 che\nconta maggiormente per la sicurezza \u00e8 la disciplina. Si diceva che il comandante\nviene dopo Dio, sia si tratti di un peschereccio con due uomini d\u2019equipaggio,\nsia si tratti di una portaerei. Ed il comandante, mettitelo bene in mente,\ndeve, ripeto, deve, sempre essere obbedito, come deve essere l\u2019ultimo ad abbandonare\nla nave e solamente quando \u00e8 ben certo che non vi sia pi\u00f9 nessuno a bordo. <\/p>\n\n\n\n<p>Fino a non molto tempo fa, gli ufficiali di macchina\ndella marina militare, pas-savano le dita calzate con i guanti bianchi d\u2019uniforme\nsulle parti visibili dei motori. Se il guanto si sporcava, dovevi riprendere a lucidare\ne per giunta ci\u00f2 ti costava anche una punizione. Riesci a capire perch\u00e9 lo\nfacevano? Tutto sommato una testata di motore sporca non compromette l\u2019operativit\u00e0\ndi una nave&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Lasciai che per un attimo riflettesse in silenzio,\nma al suo sguardo interroga-tivo ripresi: <\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Semplicemente volevano saggiare la tua\ndisciplina e volevano ben mettere in chiaro che gli ordini si eseguono sempre.\nDunque Thomas, ovviamente qui non siamo su di una nave da guerra, bens\u00ec su di uno\nsloop o corvetta a vela. Io devo essere certo che tu eseguirai qualsiasi mio\nordine, perch\u00e9 ne potrebbe andare dell\u2019incolumit\u00e0 di tutti. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Certamente con le prime esperienze potrai anche\narrivare a supporre che un mio ordine sia assurdo o, peggio, che possa mettere\na repentaglio la sicurezza della nave. A quel punto potrai scegliere se\neseguire o ammutinarti, fermo restando che l\u2019ammutinamento, se non esistono\nsvariate ed inconfutabili prove che il non farlo avrebbe portato al disastro,\nsulle navi d\u2019altri tempi veniva punito con l\u2019impiccagione. Ovviamente ora tali\npene non sono pi\u00f9 previste se non nel codice militare di guerra; per\u00f2 resterebbe\nscritto per sempre sul tuo libretto di navi-gazione e ci\u00f2 costituirebbe un\npesante deterrente agli ingaggi, anche se si tratta di barche come questa&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>E gli indicai con un gesto il ponte dell\u2019Alexandra. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi\nfiss\u00f2 con un mezzo sorriso:<br>\n&#8221; Credo di aver capito, signore&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Bene. Ma probabilmente stiamo correndo\ntroppo. Io salper\u00f2 spero a breve con dei clienti. Ti far\u00f2 sapere&#8230; &#8220;<\/p>\n\n\n\n<p>Parl\u00f2\ncon una certa precipitazione:<br>\n&#8221; Con tutto il rispetto signore, mi farebbe piacere salire a bordo oggi stesso\ne restarvi, cos\u00ec potr\u00f2 familiarizzarmi con la corvetta&#8230; la barca&#8230; l\u2019Alexandra\npi\u00f9 rapidamente e anche con lei&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Capii cos\u00ec che, oltre ad una notevole buona volont\u00e0,\nera dotato di un\u2019estrema perseveranza, che gli impediva di rientrare a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ingaggio atteso arriv\u00f2 ed il giorno prima di\nsalpare, sul far dell\u2019alba, un vento caldo gonfiava il mare al largo, lo trovai\na bordo con una signora dal tratto giovanile, che portava fieramente eretto il\nbel volto sul collo slanciato. <\/p>\n\n\n\n<p>La spiccata somiglianza dei tratti somatici e dei colori, l\u2019eleganza nel portamento della donna, mi fecero immediatamente capire che di sua madre si trattava:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Posso presentarle mia madre, signore?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi inchinai leggermente mormorando il mio nome,\nmentre la donna mi strinse vigo-rosamente la mano, quindi con voce musicale e\nfemminea:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Stefania&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre Thomas mostrava alla madre anche i\nparticolari pi\u00f9 insignificanti dell\u2019Ale-<\/p>\n\n\n\n<p>xandra, io seguivo con lo sguardo la figura\nflessuosa di lei muoversi con grazia ed al contempo con una certa qual\ndeterminazione, che accomunai immediatamente a sinuose movenze feline.<\/p>\n\n\n\n<p>Terminata la visita, a cui io non partecipai per\nlasciare a Thomas il piacere di illustrare le manovre e forse anche per altri\noscuri motivi che aleggiavano nel mio cuore, i due vennero a sedersi accanto a\nme nel pozzetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi trovarono che fissavo il cielo alto, ove era\ncomparso, attorno al sole che sorgeva, un cerchio iridescente:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Signore, accompagno mia madre e, con il suo\npermesso, torner\u00f2 prima dell\u2019ora di salpare&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; No Thomas, rimani pure con tua madre. Domani\nnon salperemo di sicuro, quindi passa la festa con lei&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Rimase a fissarmi con sconcerto ed io, indicandogli\nil cerchio che attorniava il disco sanguigno del sole appena emerso dal mare,\ntanto che pareva stillare umi-dit\u00e0, proseguii:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Vedi quel parelio? Sopravento significa\npioggia, sottovento significa tempesta. Al momento starebbe a significare\ntempesta, per cui dovremo aspettare che passi&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Probabilmente Stefania dovette indettare il figlio con\nqualche parola che io non udii, perch\u00e9 lui si rivolse a me dopo un attimo di\nimbarazzo:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Ecco signore, mia madre dice&#8230; ci farebbe\npiacere averla a pranzo da noi do-mani&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Abitavano in una zona della citt\u00e0 da cui neppure si\nintuiva la presenza del mare; all\u2019intorno si ergevano pesanti cancellate che\nportavano ancora incisi sussiegosi blasoni o grandi lettere fuse nel bronzo.\nOltre le volute di ferro un breve vialetto polveroso, subito sbarrato da un\nmuro di cemento che recingeva villette pretenziose, attorniate da un fazzoletto\ndi giardino, tutte uguali nel corpo e nell\u2019anima, cos\u00ec come coloro che vi\nabitavano.<\/p>\n\n\n\n<p>Nulla restava dei grandi parchi che quelle\ncaricature di case avevano occupato in poco tempo, complici l\u2019avidit\u00e0 e la\ncomplicit\u00e0 dei municipi e la rovina dei grandi patrimoni terrieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle strade che si intersecavano ad angoli retti ed\nall\u2019intorno, regnava il si-lenzio delle giornate festive consumate\nnell\u2019accidiosa attesa dell\u2019indomani. Il cielo incupiva ed il vento soffiava dal\nmare a raffiche sempre pi\u00f9 fresche, senza riuscire a dominare il silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019interno era come me l\u2019ero immaginato: scontato,\nbanale, di una ricercatezza sotto il cui luccichio traspariva la sciatteria di\nun\u2019edilizia tirata via ed un arredamento da grande magazzino.<\/p>\n\n\n\n<p>Il padre era un uomo che supposi arrogante con i\ndeboli ed acquiescente con i potenti, dallo sguardo sfuggente e vagamente\ncanzonatorio; notai subito che Ste-fania si sforzava con tatto di tenere le distanze\nda lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando venne portato l\u2019antipasto la pioggia prese a\nscrosciare con veemenza con-tro i vetri.<\/p>\n\n\n\n<p>La donna serv\u00ec il marito con gelido garbo e lui la\nricambi\u00f2 di un sorriso melli-<\/p>\n\n\n\n<p>fluo; Thomas era diviso tra il piacere di quel\npranzo in famiglia, che pareva non essere cos\u00ec frequente e qualche oscuro\npensiero. <\/p>\n\n\n\n<p>Sicuramente era anche sorpreso dell\u2019accuratezza della\nmia previsione meteorolo-gica. Evitava comunque di fissare il padre e quando\ncostui parlava, il ragazzo teneva gli occhi fissi sul piatto, non credo per\nperitanza, bens\u00ec con l\u2019atteg-giamento di chi \u00e8 stato vittima di pregresse coartazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>E via via che le portate, cucinate con perizia e\nservite con grazia, si sussegui-<\/p>\n\n\n\n<p>vano nei piatti, mi abbandonavo a quel clima\nfamiliare che la palese ipocrisia e le vacue parole dell\u2019uomo non turbavano. Stefania,\ncon le gote leggermente accaldate dal calore dei fornelli, mi guardava come se\nla magia della giornata, nonostante il tempo cupo, fosse ascrivibile a me solo,\nche nessun merito potevo vantare in proposito. <\/p>\n\n\n\n<p>Ed al commiato, l\u2019uomo gi\u00e0 ostentatamente seduto\ninnanzi al televisore, provai la tormentosa dolcezza dell\u2019indugio che,\nprotratto all\u2019estremo, interruppi a ma-lincuore.<\/p>\n\n\n\n<p>In navigazione Thomas si comport\u00f2 sempre al di sopra\ndelle mie aspettative, sur-rogando con la volont\u00e0 la carenza di pratica. Non\naveva gran ch\u00e9 da imparare sulla navigazione, poich\u00e9 pareva nato gi\u00e0 con la\nvocazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli insegnai l\u2019arte senza mai richiamarlo dicendo \u201dguarda\ncome si fa\u201d bens\u00ec sforzandomi di essere un costante esempio, commentando poi a\nvoce alta le mie manovre.<\/p>\n\n\n\n<p>I lunghi passi delle sue gambe interminabili si\nerano fatti pi\u00f9 corti, adattati all\u2019instabilit\u00e0 del ponte di una barca che\noscilla al respiro a volte aspro del mare.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante gli sbarchi scompariva appena terminata la\nmanovra ed io ero certo che si precipitasse a casa dalla madre, cui inviavo\nsempre un saluto tramite lui, necessariamente molto pi\u00f9 formale di come avrei\nvoluto, non dimentico soprattutto della presenza del padre, quell\u2019uomo ambiguo\nche chiss\u00e0 perch\u00e9 immaginavo anche violento.<\/p>\n\n\n\n<p>Una notte, i passeggeri erano gi\u00e0 coricati, Thomas\ninizi\u00f2 ad indugiarmi attorno, non decidendosi a scendere nella cuccetta. Dopo\nmolte esitazioni, che io coglievo con la coda dell\u2019occhio, mi si accost\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Sirio declinava radiosa nel cielo, preceduta dal\nGrande Cacciatore, in cui una fascinosa e mite leggenda riconosce la luminosit\u00e0\ndel Messia ed i tre Magi, la\n Cintura di Orione, Alnitak, Alnitam, Mintaka, che precedono\nla luminosa stella passo passo:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Signore&#8230; se me lo concede vorrei\nparlarle&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Ti ascolto&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Ecco signore, a casa i rapporti con mio padre\nsono ancora peggiorati e per giunta si rivolge sempre alla mamma in tono ostile\ne arrogante. E\u2019arrivato a minacciare anche me, una volta che l\u2019ho rimbrottato\nper questo. Per\u00f2 ho anche capito che \u00e8 lei, signore, a determinare questa\nsituazione&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi\nfeci guardingo:<br>\n&#8221; E cosa te lo fa pensare?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Il fatto ad esempio che il peggioramento nel\ncomportamento di mio padre sia coinciso con la sua visita e direi anche con i\nsaluti che lei manda. Una volta mio padre ha interrotto bruscamente la mamma\nche mi chiedeva come mi trovassi sull\u2019Alexandra e che tipo fosse lei. Mi scusi\nsignore, non voglio essere un fic- canaso, ma c\u2019\u00e8 del vero nella mia\nsupposizione?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Fortunatamente il buio nascondeva la mia espressione\ndi vago imbarazzo e di gioia al contempo. Dunque Stefania aveva chiesto di me! <\/p>\n\n\n\n<p>Poi rinsavii.<\/p>\n\n\n\n<p>Quale significato recondito, se non nella mia\nfantasia, poteva avere il fatto che una madre chiedesse con chi navigava il\nfiglio?<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, l\u2019ultima volta mi ero abbandonato al gioco\ndegli sguardi di Stefania, privi della spavalda consapevolezza della giovent\u00f9,\nquella giovent\u00f9 insolente e timida insieme, per acquisire lo sguardo di chi \u00e8\normai ben consapevole di come il tempo incalzi, sollevando e disperdendo la polvere\ndel passato fino ad ottenere una limpida vacuit\u00e0 delle giornate di cui non\navrai mai pi\u00f9 percezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec sognavo, immemore del fatto che Thomas\naspettasse da me una risposta che forse ci avrebbe reso nemici, ma che non\npotevo rifiutargli:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; S\u00ec, Thomas, ci\u00f2 che tu hai supposto \u00e8\nvero&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo inspir\u00f2 profondamente e si appoggi\u00f2 al\nboma, poi mi guard\u00f2 con un\u2019in-<\/p>\n\n\n\n<p>tensit\u00e0 percettibile anche nel buio:<br> &#8221; Signore, devo confessare che la cosa mi fa felice. Da tempo noto come mia madre languisca in famiglia, ove anni addietro fummo tutti felici e poi l\u2019atteggiamento di mio &nbsp;padre &nbsp;non &nbsp;mi &nbsp;rassicura sulla &nbsp;propria &nbsp;sincerit\u00e0, sulla propria onest\u00e0 d\u2019intenti. No, no, non pensi che voglia andarsene di casa, \u00e8 troppo egoista; piuttosto tende a rendere mia madre succube di una situazione che, a mio vedere, non ha uscite&#8221;<br> Mi alzai in piedi e gli strinsi la mano, riuscendo solo a dire, terminato il forbito discorso del ragazzo:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Grazie Thomas. Sei un buon giovanotto e\ndiventerai anche un buon marinaio&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8221; Non chiedo di meglio, signore&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Stefania era ad attenderci alla banchina ed io,\naddossato alla ruota, la fissavo intensamente, riuscendo a catturare il suo\nsguardo, mentre se ne stava avvinta al figlio, quasi cullandolo dolcemente.<\/p>\n\n\n\n<p>Restai immobile, gustando la dolcezza di quella\nlunga occhiata, pi\u00f9 ermetica di un sorriso, pi\u00f9 eloquente di mille parole,\nquindi lei, appressandosi con grazia ed estrema naturalezza mi baci\u00f2, sfiorando\ncon labbra ardenti la mia gota. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019estate pass\u00f2 cos\u00ec, tra timide, schive carezza ed\nocchiate complici, con le te- lefonate in cui Thomas alla fine mi passava la\nmadre, allontanandosi pudicamente<\/p>\n\n\n\n<p>nonostante l\u2019assoluta castit\u00e0 e lievit\u00e0 delle parole, sussurrate nell\u2019aria salmastra del ponte, perch\u00e9 \u00e8 sempre motivo d\u2019imbarazzo per i figli la sessualit\u00e0 vera o presunta dei genitori. In quei momenti il cielo trapunto di stelle pareva emanasse una luce limpida come non mai. E mi pareva di avvertire, nelle parole che si componevano impersonali nel ricevitore, l\u2019insinuante profumo di Vanderbilt che Stefania portava.<\/p>\n\n\n\n<p>Rientrammo definitivamente quando incalzano i tempi in cui il mare si fa scontroso, divenendo intollerante con chi naviga, le giornate gi\u00e0 brevi e nella notte il respiro delle onde diviene algido, trascinando seco veli di foschia. Quando la terra si profil\u00f2 contro l\u2019orizzonte scialbo, i passeggeri salirono sul ponte per ammirare lo spettacolo del sole nascente a poppavia.<\/p>\n\n\n\n<p>In porto, all\u2019attracco, nonostante fossimo impegnati\nnella manovra, io e Thomas ci sforzavamo di individuare il volto di Stefania\nsulla banchina, per\u00f2, una volta calata la passerella e salutati i clienti, ci\naccorgemmo che non era ad at-tenderci, come promesso con parole che restavano\ncocenti nonostante avessero at-traversato il gelido etere.<\/p>\n\n\n\n<p>Thomas agguant\u00f2 con mano impaziente il telefono, ma\nnessuno rispose alla chiamata. Allora, rivolgendomi uno sguardo apprensivo, si\navvi\u00f2 di corsa lungo la passerella e dopo un attimo, con il cuore che palpitava\nin petto, lo seguii di impulso.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma era tardi, perch\u00e9 ci\u00f2 che doveva accadere, era\ngi\u00e0 accaduto.<\/p>\n\n\n\n<p> &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_40135\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40135\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella mattina la signora Pina, aiutandosi con il bastone, si era diretta al mio tavolo, ove sorseggiavo un francescano espresso, incantato di fronte a quella &#8220;marina ove il Po discende\u201d, come annotava Dante, che si apriva di fronte a me. 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