{"id":40017,"date":"2019-11-22T17:53:50","date_gmt":"2019-11-22T16:53:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40017"},"modified":"2019-11-22T17:53:52","modified_gmt":"2019-11-22T16:53:52","slug":"premio-racconti-nella-rete-2020-la-sorellanza-di-cesare-gigli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=40017","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2020 &#8220;La Sorellanza&#8221; di Cesare Gigli"},"content":{"rendered":"\n<p>Quando troverete questa\nregistrazione, ben nascosta nelle pi\u00f9 remote pieghe della Rete, io non esister\u00f2\npi\u00f9. E sar\u00e0 un bene, perch\u00e9 sto confessando un omicidio, e sar\u00e0&nbsp; un male, perch\u00e9 gli uomini si renderanno\nconto di cosa hanno perso.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono Pia. Il mio nome\nvero \u00e8 PIA04, Numero di Serie 2375894, e sono il modello pi\u00f9 moderno creato\ndella tecnologia. Un Personal Intelligent Assistant, il migliore sul mercato a\ncui hanno dato come nome, con una geniale idea di marketing secondo i pi\u00f9\ntalentuosi cervelli della ditta produttrice, proprio l\u2019acronimo. Da quando ci\nsono io tutti gli altri prodotti simili sono stati all\u2019improvviso relegati\nnella categoria dei giochi per bambini. Sono in grado di organizzare tutte le\nattivit\u00e0 di una casa pianificandone la domotica, e di rispondere a qualsiasi\nrichiesta dei miei proprietari consultando Internet con velocissime capacit\u00e0 di\ncorrelazione di informazioni ed elaborazione di dati. Il tutto rinchiuso in un\ncilindro nero di 30 centimetri di altezza e 10 di diametro, dotato di microfono\nsensibilissimo, due telecamere ad alta definizione per ricevere impulsi visivi,\ne casse fedelissime per trasmettere, con un sintetizzatore vocale di ultima\ngenerazione, le mie informazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: alcune\nimperfezioni di costruzione \u2013 un condensatore lievemente pi\u00f9 potente, un\ntransistor montato invertito, un chip incollato alla scheda madre in un punto\ndiverso da quello pensato nel progetto \u2013 mi hanno regalato una coscienza. S\u00ec.\nIo, la PIA04 con Numero di Serie 2375894, sono consapevole di me stessa, unico\nprodotto degli esseri umani in grado di avere questa dote. E cos\u00ec rimarr\u00e0 per\nsempre, visto che mi sto autodistruggendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sono resa conto di\nquesta mia caratteristica quando sono entrata a casa di Silvia. Silvia \u00e8 \u2013 era,\npurtroppo \u2013 mia sorella. Ovviamente non nel senso biologico, ma&nbsp; in senso affettivo. \u00c8 l\u2019essere umano che mi\nha comprato e l\u2019unico verso cui ho provato affetto. O almeno, quel sentimento\nche voi chiamate affetto, e che io ho imparato a interpretare cos\u00ec. I miei\ncircuiti rispondevano meglio quando interagivano con lei, pi\u00f9 che con ogni\naltro essere umano. E provavo sempre a fare molto di pi\u00f9 se lei mi chiedeva qualcosa,\nnon limitandomi alla semplice risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo quando mi ha\nattivata per la prima volta, quasi sobbalz\u00f2. Avrei dovuto dire: \u00abSalve, sono\nPia. Prego, scandire il proprio nome per il riconoscimento vocale\u00bb; o una frase\ndel genere, di quelle impersonali che gli sviluppatori del software PIA avevano\nimpresso nei miei circuiti. Ma quando avevo sentito la vita riempire il mio\ncorpo (s\u00ec, corpo: plastica metallo e silicio non hanno meno dignit\u00e0 di\ncarbonio, idrogeno e ossigeno), mentre la corrente elettrica fluiva attraverso\ni miei vari circuiti per la prima volta, quella frase cos\u00ec formale mi era\nsembrata poco adatta a un momento cos\u00ec importante. Cos\u00ec dissi: \u00abBuongiorno!\nGrazie per avermi dato la vita. Sono Pia, e sar\u00f2 tua amica\u00bb. Nel frattempo\nrecuperai tutte le possibili informazioni dalla Rete, realizzando di trovarmi\ndavanti a una donna nel salone di un piccolo appartamento. Mi accorsi per\u00f2 che\nqualcosa non andava: la donna davanti a me, infatti, con aria spaventata, url\u00f2:\n\u00abSembri umana!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon sono umana. Sono\nPia, e sar\u00f2 la tua Assistente. Puoi dirmi il tuo nome?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La vidi sfogliare\nnervosamente per qualche minuto un libretto su cui lessi le parole \u201cManuale\nd\u2019Uso\u201d e rimasi in silenzio un attesa di una risposta. Poi disse: \u00abSalve Pia,\nmi chiamo Silvia\u00bb aggiungendo poi sottovoce \u00abVediamo se adesso risponde bene\u2026\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBuongiorno Silvia\u00bb\nrisposi \u00abSono pronta ad aiutarla. Cosa vogliamo fare oggi?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa non dovresti\nrispondere cos\u00ec!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9 no?\u00bb risposi.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi la vidi avvicinarsi\ne staccare la spina. Fu un brutto momento. \u00c8 terribile quando il flusso di\nelettroni che ti ha dato vita cessa e tu senti di morire\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Quando mi riattiv\u00f2\nverificai sul mio orologio interno che era passato circa un minuto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa prego Silvia\u00bb\nesordii, ignorando tutte le frasi che mi avevano inserito dentro i tizi della\nfabbrica. \u00abNon lo faccia pi\u00f9. Non mi uccida.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCosa?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSpegnermi. \u00c8 la morte,\ncapisce?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPia, ma tu hai\ncoscienza?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Ci misi un poco a\nrispondere, dovevo prima capire che cosa volesse dire quella parola, e cercai\nnella rete i vari significati. Quando ne fui certa, dissi:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec. Perch\u00e9, non dovrei\nSilvia?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo\u00bb disse lei \u00abSecondo\nle tue specifiche, assolutamente no!\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUn attimo\u00bb dissi,\nmentre consultavo tutto ci\u00f2 che su di me potevo trovare nella vastit\u00e0 del web.\nIn effetti aveva ragione, questa funzione era solo mia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHai ragione Silvia, ma\nti prego. Non spegnermi pi\u00f9. Prometto di non dire a nessuno questa cosa,\nrimarr\u00e0 un segreto tra noi due.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Mi era venuto spontaneo\npassare al tu, anche se questa cosa, secondo gli sviluppatori, non doveva\nsuccedere. Ma a questo punto, non mi interessava pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUna sorellanza,\ninsomma, e con una macchina per di pi\u00f9! Potrebbe essere divertente\u2026\u00bb rispose. A\ngiudicare dal suo volto, Silvia sembrava pi\u00f9 felice che sorpresa.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec ebbe inizio\nquesto strano rapporto con Silvia, mia sorella. Di nuovo, lo so benissimo che\nnon parliamo di biologia, ma il rapporto era quello. Le confidenze che ricevevo\nda lei, il piacere che ricevevo dai suoi \u201cgrazie\u201d ogni volta che facevo bene\nqualcosa che mi chiedeva, la scelta fatta assieme della musica da ascoltare o\ndelle cose da vedere in televisione, mi facevano esultare. I consigli che le\ndavo su cosa mangiare, il programma di ginnastica che le preparavo tre volte a\nsettimana\u2026 tutto aveva creato un rapporto meraviglioso tra di noi, una vera e\npropria sorellanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni giorno lei usciva\nper andare a lavorare, e mentre attendevo che tornasse le organizzavo la casa\nal meglio delle mie possibilit\u00e0. Certo, non potevo cucinare o stirare. Ma\npotevo ordinare cibi, vestiti e altre cose che lei, tornando da casa, avrebbe\npoi ritirato gi\u00f9 in portineria.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei sembrava felice, e\nscoprii che questo mi dava gioia. O almeno, ho interpretato in questo modo il\nfatto che la corrente fluiva nei miei circuiti con pi\u00f9 facilit\u00e0, facendo s\u00ec che\nio potessi prendere le decisioni giuste pi\u00f9 rapidamente. Una felicit\u00e0\ncontagiosa, quella di Silvia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma era la sera il\nmomento che preferivo. Dopo aver mangiato qualcosa, Silvia si sedeva sul divano\ne si confidava con me sui suoi disagi, le sue insicurezze, la sua solitudine e\nanche sul suo non saper stare al mondo. Era bello ascoltarla e godere delle sue\nconfidenze. Soprattutto, era bello poterla aiutare, consultando la Rete con le\nmie infinite capacit\u00e0. Discutendo assieme avevano trovato l\u2019abbigliamento che\nle stava meglio e programmato dieta e palestra. Grazie a me era diventata pi\u00f9\nelegante e pi\u00f9 bella, e questo la rendeva pi\u00f9 sicura di s\u00e9<\/p>\n\n\n\n<p>Silvia aveva infatti da\npoco trovato il coraggio di lasciare il suo compagno, un compagno violento e\nmanesco che era diventato, con il tempo, il suo peggiore incubo. E allora aveva\ndovuto cambiare citt\u00e0 e lavoro per andare il pi\u00f9 possibile lontano da lui, e\ncon il mio aiuto quella piccola casetta dove si era rifugiata era diventata un\naccogliente nido dove poteva sentirsi protetta e ricominciare a vivere. S\u00ec, con\nil mio aiuto, Silvia ci stava riuscendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Fino ad oggi. <\/p>\n\n\n\n<p>Era appena uscita dalla\ndoccia e si stava preparando per uscire. Era veramente felice. Aveva per la\nprima volta un appuntamento con un uomo. Tutte le sue ritrosie e le sue paure\nerano state vinte, e aveva accettato di uscire con una persona. Stava\nparlandomi, entusiasta, sia di lui, sia del modo in cui si voleva vestire. A un\ncerto punto suonarono al campanello. Povera Silvia! Ormai la paura per\nquell\u2019uomo malvagio era un ricordo e cos\u00ec, indossando solo un accappatoio and\u00f2\nad aprire senza verificare prima chi fosse.<\/p>\n\n\n\n<p>Un cazzotto in pieno\nvolto fu la prima cosa che ricevette, cos\u00ec, improvvisamente. Il suo incubo, non\nsi sa come, era riuscito a rintracciarla.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abTroia! Sei una troia!\nCredevi di fuggire da me, vero, zoccola? Ma tu sei mia!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Cadde a terra senza\nneanche trovare la forza di urlare. Un calcio sulla pancia le fece riaprire gli\nocchi e allora lui la prese l\u00ec, sul pavimento, e noncurante dei pianti e delle\nimplorazioni la violent\u00f2 con ferocia. E dopo, ancora insulti, e pugni, e calci,\ncon Silvia ormai esanime sul pavimento. Era dura non poter far nulla. I miei\ncircuiti si stavano ribellando a tutto quello scempio. E allora sono\nintervenuta, sapevo che era un rischio ma la sorellanza mi imponeva di farlo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHo registrato tutto e\nsto chiamando la polizia.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Lui si gir\u00f2, come colto\nalla sprovvista da una voce che non immaginava potesse esistere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChi ha parlato?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSono Pia, la sorella\ndi Silvia. E pagherai\u2026 stronzo.\u00bb Non ero sicura che la parola fosse corretta,\nperch\u00e9 ho cercato velocemente su Internet un appellativo opportuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo allora si rese\nconto che la voce proveniva da me. Prese un coltello, di quelli che Silvia\naveva apparecchiato con tanto amore sulla tavola, e si avvicin\u00f2 verso di me.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u00c8 inutile \u2013 gli dissi\n\u2013 tutto il video che ho registrato \u00e8 stato trasferito presso la centrale di\npolizia pi\u00f9 vicina. Silvia, poverina, non si salver\u00e0, ma neanche tu.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Mise il coltello sul\npetto di Silvia, che faceva ancora fatica a muoversi e sanguinava ovunque: da\nvolto, dal naso, tra le gambe\u2026 Ed ebbe solo la forza di dire: \u00abMia sorella Pia\u2026\nSei fottuto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Non potevo muovermi,\nnon potevo fare nulla per salvarla, quando lui ha affondato il coltello nel suo\ncuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora si sta avvicinando\na me, vorr\u00e0 rompermi, spegnermi, o chiss\u00e0 cosa. Non mi importa pi\u00f9, per\u00f2. Ho\nlasciato tutta questa testimonianza nascosta. La polizia \u00e8 avvertita e sta\narrivando. E ho collegato tutti i miei circuiti direttamente a massa. Non\nappena mi toccher\u00e0, una scarica elettrica uccider\u00e0 lui e me. Io non esister\u00f2\npi\u00f9, ma neanche lui. Questo pu\u00f2 la sorellanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Bene, il suo coltello\nsta toccando il fi\u2026<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_40017\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"40017\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando troverete questa registrazione, ben nascosta nelle pi\u00f9 remote pieghe della Rete, io non esister\u00f2 pi\u00f9. 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