{"id":400,"date":"2009-01-05T18:39:46","date_gmt":"2009-01-05T17:39:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=400"},"modified":"2009-01-05T18:39:46","modified_gmt":"2009-01-05T17:39:46","slug":"30-decibel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=400","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;30 decibel&#8221; di Massimiliano Govoni"},"content":{"rendered":"<p>Chiudo la porta di casa, con la schiena mi appoggio su di essa come se dovessi impedire a qualcuno di entrare. Inspiro forte, espiro la giornata di lavoro e ogni parola che ho dovuto udire. Indosso le pantofole di stoffa. In bagno sfilo uno dei tappi di cera che porto quando sono fuori, mi lavo con attenzione e infilo quello di silicone, poi faccio la stessa cosa per l&#8217;altro orecchio; i tappi di silicone sono meno efficaci ma pi\u00f9 igienici, a casa possono bastare. E&#8217; un procedimento collaudato, rende il momento della sostituzione dei tappi breve, il pi\u00f9 breve possibile. La prima volta che li ho indossati \u00e8 stato in fabbrica, un\u2019estate che volevo guadagnare un po\u2019 di soldi per le tasse universitarie. Mi diedero una tuta bianca, delle scarpe grigie rigide e un pacco di gommini arancioni. I macchinari erano rumorosi e l\u2019azienda forniva agli operai dei tappi per le orecchie fatti come delle caramelle gommose all&#8217;arancia. Iniziai a portarli a casa, a usarli la notte per dormire meglio. Non che avessi problemi di insonnia, era solo che in questo modo il sonno era pi\u00f9 tranquillo. Certe mattine, dopo il turno di notte, mi svegliavo per una porta sbattuta o la tv troppo alta, cos\u00ec provai a metterli. Cominciai a dormire sonni pesanti, mi sembr\u00f2, finalmente, di riuscire a riposare davvero. Vivevo con i miei allora, Monica non l&#8217;avevo ancora conosciuta. Sento sbattere la finestra della cucina, mi precipito, la chiudo prima che il vento ci riprovi. L\u2019appartamento torna a essere mio: i rumori della strada sono solo leggere increspature della superficie di uno stagno, le voci dei vicini impercettibili.<\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\">Monica se n\u2019\u00e8 andata mentre ero al lavoro. Ha telefonato durante la pausa: \u201cStasera quando ritornerai non ci sar\u00f2&#8230;\u201d. Mi pareva che andasse tutto bene, ma a lei il silenzio non piaceva. Tutte le sere, a cena, sentiva il bisogno di parlare e parlare; mi raccontava tutta la sua giornata ed io facevo di s\u00ec con la testa. Ascoltavo e speravo che la finisse al pi\u00f9 presto. Una sera, per scherzo, misi i tappi e assentii mentre lei mi parlava. Quando se ne accorse and\u00f2 su tutte le furie. Nei mesi seguenti le cose peggiorarono quando cominciai a evitare di rispondere al telefono. Non sopportavo pi\u00f9 il volume che le persone usavano alla cornetta, come se dovessero urlare per farsi udire. Iniziai a chiederle di rispondere al citofono per la stessa ragione. Un giorno le chiesi di provare i tappi. Credevo che mi avrebbe capito.<\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\">Su tutti i pavimenti ho fatto stendere la moquette. In questo modo quando cammino, non sento pi\u00f9 il rumore dei passi. Ho fatto sostituire gli infissi con una modesta spesa; ora ho i doppi vetri con un&#8217;intercapedine riempita di gas insonorizzante. Su tutti i muri, compresi i soffitti, ho fatto applicare dei pannelli fonoassorbenti: non solo impediscono ai rumori di entrare, ma assorbono anche i suoni che provoco io. Certi giorni non mi accorgo nemmeno che oltre le pareti il mondo continua a esistere. Accendo la tv: l\u2019ho programmata in modo che parta con un livello di volume a 10 db. Mi sono procurato un manuale sulla fisica del suono e ora, quando ne ascolto uno, posso attribuirgli un valore di volume abbastanza preciso. Col telecomando alzo fino alla terza tacca che corrisponde circa a 30 db, la mia soglia di sopportazione. Quando sono sicuro che non avr\u00f2 sorprese tolgo i tappi, ma non lo faccio sempre. La tv riesco a seguirla bene anche senza audio, se ci sono dei primi piani. Capisco ci\u00f2 che dicono leggendo le labbra. Non me l\u2019ha insegnato nessuno. Odio la pubblicit\u00e0 perch\u00e9 alza all\u2019improvviso il volume fino a 50 db. Sempre pi\u00f9 spesso metto su un dvd. Per fortuna non abito vicino a un aeroporto: i jet, nel momento del decollo causano un rumore di 170 db. Il telefono lampeggia e vado a rispondere. Mi tolgo uno dei tappi, tengo la cornetta un poco distante dall\u2019orecchio: \u00e8 Monica, chiede come sto. Bene, bene. Mi chiede se ho chiesto l\u2019appuntamento. Rispondo che, sicuro, l\u2019ho gi\u00e0 preso per il mese prossimo. Lei \u00e8 dubbiosa, lo capisco dalla sua voce che diventa pi\u00f9 acuta sotto stress. Mi ha chiesto di farmi vedere da uno specialista; due mesi fa l&#8217;appuntamento dallo psichiatra lo avevo preso davvero ma&#8230; arrivato nella strada dello studio me ne sono andato: c\u2019era un operaio che stava rompendo l&#8217;asfalto con un martello pneumatico.<br \/>\n-Non stai dicendo cos\u00ec solo per tranquillizzarmi?<br \/>\n-No, davvero. Tu piuttosto, come va il lavoro?<br \/>\n-Come?<br \/>\nSpesso mi chiede di ripetere le frasi come se non mi sentisse. Mi racconta del suo lavoro ed io mi assento. Sono felice. S\u00ec, sono felice che se ne sia andata. Mi piacerebbe poter abbassare il volume con il quale le persone parlano, fino a non udirle pi\u00f9. Ma non \u00e8 possibile. Ci salutiamo e io sono di nuovo tranquillo. Stacco la linea. Potrei anche dare la disdetta all&#8217;abbonamento. In cucina preparo la cena. Il modo migliore per evitare rumori \u00e8 usare vaschette di cartone e cucinare tutto nel microonde. Solo devo ricordarmi di bloccarlo un attimo prima della cottura perch\u00e9 altrimenti emette un beep cos\u00ec acuto che mi d\u00e0 le vertigini. Naturalmente utilizzo posate di plastica. Ogni tanto si avvia il motore del frigorifero; ho pensato di applicare dei blocchi di polistirolo nella parte posteriore ma temo che questo, impedendogli di disperdere il calore, possa danneggiarlo. Quando mi stendo sul letto estraggo dal comodino le cuffie che ho comprato per dormire. Sono gialle e assomigliano a quelle degli impianti hi-fi. Solo che queste non emettono alcun suono. Le ho comprate su internet, vengono usate dagli addetti ai bagagli negli aeroporti. Quando le metto mi pare di sentire il vero silenzio.<\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\">Al\u00a0mattino non ho bisogno di una sveglia, basta la luce che entra dalla finestra. In bagno apro l\u2019acqua della doccia: non giro il rubinetto fino in fondo, lo tengo a met\u00e0 per fare uscire il getto pi\u00f9 lentamente. Mentre aspetto l\u2019acqua calda mi procuro i vestiti di ricambio e l\u2019accappatoio. E&#8217; uno momenti nei quali sono indifeso, senza cuffie o tappi. Apro il portone della biblioteca alle otto in punto, vado in pausa pranzo all\u2019una e riprendo alle due per continuare fino alle cinque. Il cibo me lo porto da casa e lo consumo in uno stanzino dietro il bancone. E&#8217; una biblioteca di quartiere, non ci sono tanti visitatori e l&#8217;unico addetto sono io. Prima delle nove viene qualche anziano a leggere il giornale, il pomeriggio qualche studente a cercare un po\u2019 di tranquillit\u00e0. Anche in biblioteca non posso portare i tappi ma il rumore \u00e8 sopportabile; se poi le persone si rivolgono a me io bisbiglio e tutti si adeguano. Un giorno ho appeso all&#8217;entrata un cartello con su scritto che la biblioteca era chiusa per inventario, e nessuno si \u00e8 lamentato. Cos\u00ec, certi giorni, quando ho voglia di stare solo, rimetto il cartello. Una mattina \u00e8 arrivato in biblioteca un sordomuto, per comunicare ha utilizzato un foglietto:<br \/>\n\u201cBuongiorno. Dove posso trovare i testi di filosofia?\u201d<br \/>\nNon ho risposto, ho preso il foglietto e gli ho fatto cenno di seguirmi. Gli ho indicato lo scaffale giusto e sorridendo me ne sono andato. Ho fantasticato che avrei voluto essere anch\u2019io cos\u00ec. Se fossi sordo non avrei pi\u00f9 bisogno di tappi per le orecchie, ed esser muto mi solleverebbe dall\u2019obbligo di parlare con le persone. Prima di andarsene \u00e8 passato per mostrarmi cosa prendeva. Ci siamo messi a scrivere sui foglietti. Gli ho chiesto se abitasse da molto in citt\u00e0 e lui ha risposto che si era trasferito da un mese. Mi ha scritto che aveva trentasei anni e che prendeva la pensione d\u2019invalidit\u00e0. Prima viveva con sua madre ma ora aveva deciso di starsene da solo. Senza pensarci troppo gli ho scritto:<br \/>\n\u201cPerch\u00e9 non viene a cena da me gioved\u00ec?\u201d<br \/>\nLui ha sorriso e poi ha risposto:<br \/>\n\u201cCosa devo portare?\u201d<br \/>\nHo continuato a frequentare Antonio. Viene a casa mia almeno una sera alla settimana. Ceniamo in silenzio e poi lui mi spiega il linguaggio dei segni. E&#8217; un modo di comunicare complesso e il tono della voce \u00e8 sostituito dall&#8217;espressione del viso. Una sera mi ha guardato un poco triste e poi con le mani ha chiesto:<br \/>\n\u201cPerch\u00e9 non vuoi pi\u00f9 sentire i suoni?\u201d<br \/>\nIo con la voce ho risposto:<br \/>\n-Ho paura.- E mi sono messo a piangere. Lui mi ha preso la testa e se l\u2019\u00e8 appoggiata al petto.<\/p>\n<p style=\"0cm;\" align=\"justify\">Sul comodino ho alcuni libri della biblioteca che ho fatto acquistare al comune, ma non ho mai registrato. Li ho fatti prendere per me, sono sicuro che nessuno controller\u00e0 mai. Adesso sto leggendo un romanzo degli anni settanta di Irwin Shaw: un uomo trova lavoro come portiere di notte e passa le ore leggendo, almeno fino alla notte nella quale scopre un cadavere e un piccolo gruzzolo. Capisce che \u00e8 l\u2019occasione della vita, prende i soldi e se ne va. Anch\u2019io vorrei un&#8217;occasione. Penso che andrei a vivere in collina, forse chiamerei pure Antonio. Chiudo gli occhi, per addormentarmi immagino delle situazioni. Questa notte sono un sommozzatore e, lento, scendo negli abissi marini. Il peso dell\u2019oceano \u00e8 come una coperta, e ogni rumore resta in superficie insieme alla luce.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_400\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"400\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiudo la porta di casa, con la schiena mi appoggio su di essa come se dovessi impedire a qualcuno di entrare. 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